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domenica 20 dicembre 2015

Il verme della mela del calcio in Italia

Per come è strutturato il sistema, il condizionamento psicologico degli arbitri esisterà sempre. E renderà non sereni gli arbitri e non equi gli arbitraggi, falsate le partite, inevitabili le ingiustizie, le polemiche e gli scontri.


Non parlo di corruzione (Calciopoli, Juve, Milan, Lazio, Fiorentina, Reggina, etc, organi federali, arbitri, giornalisti, designatori arbitrali: vi ricordate vero di questo immondo schifo?); parlo di condizionamento. La corruzione c'è, a volte, magari anche per anni; poi viene scoperta, poi magari torna, non so, qui parlo di condizionamento: questo è una cosa diversa e c'è sempre e i suoi effetti possono essere ora notevoli ora nulli (in un Molfetta-Acireale non penso che l'arbitro possa essere sottoposto, in caso di errore in buona fede, allo stesso massacro mediatico al quale viene sottoposto se nega un rigore alla Juve in un Juve-Inter), ma potenzialmente c'e' sempre.

Oggi, la carriera di un arbitro ha ripercussioni grandi o piccole non a seconda di quanto è bravo a fare il suo lavoro in base a valutazioni super partes e professionali operate da funzionari indipendenti; ma a seconda delle decisioni che assume sul campo, in perfetta buona fede, nei confronti delle squadre che arbitra: questo è il verme che guasta la mela da sempre. Non parlo quindi di quelle ripercussioni lecite che sarebbero il punirlo se arbitra male o premiarlo se arbitra bene: questo è lecito. Parlo di ripercussioni del tipo ti punisco se hai scontentato il tal personaggio potente che mi ha chiamato e mi ha messo in grave difficoltà (salti tu perché non voglio saltare io, insomma), non faccio nulla se lo hai nel dubbio favorito massacrando gli avversari che non contano nulla e anche se osano lamentarsi è per me acqua fresca perché non possono farmi del male.

Se un arbitro, onesto e capace, sa che decidendo in un modo o in un altro, e per decidere ha due secondi, a volte uno, a volte anche meno, ne patirà le conseguenze, anche solo inconsciamente la sua decisione non sarà serena e quindi equa. Se in un Samp-Milan io decido di espellere un giocatore del Milan dopo pochi minuti per sospetto fallo da ultimo uomo, il Milan resterà in 10 per 80' e soffrirà, forse perderà: alla fine della partita ci saranno violente lamentele ufficiali e violente lamentele sottocoperta, le prima sparate dai media (che spesso -ecco il verme- appartengono agli stessi proprietari delle squadre scontente...), le seconde fatte arrivare a chi di dovere, che spesso coincide o è colluso con chi si lamenta o da questo addirittura dipende -di nuovo il verme- e che può influire sulla carriera del malcapitato direttore di gara. Quell'arbitro sarà offeso, umiliato, sbertucciato, ricusato, verrà sospeso, non potrà più arbitrare quella squadra per un po', verrà infangato per ore e ore da giornali e tv, incompetenti o prezzolate, verrà offeso dagli stessi dirigenti che quasi mai pagheranno per le loro parole che spesso alimentano anche la violenza di decerebrati sugli spalti, le immagini del presunto errore verranno fatte passare decine di volte sulle principali emittenti, ci saranno anche interrogazioni parlamentari del tal deputato tifoso della tal squadra (è successo decine di volte): un massacro mediatico senza precedenti al quale pochi arbitri possono avere la forza di resistere (e comunque, anche se resisti, dopo due o tre errori di questo tipo ti mandano ad arbitrare nelle serie minori). Figurarsi poi se, poniamo, butti fuori un interista tre giorni dopo che l'allenatore del'Inter (sempre per esempio) ha duramente (e indegnamente) attaccato l'arbitro per presunti torti, dimenticandosi invece di quelle volte (numerose) in cui ha fruito di indebiti vantaggi. Se invece non espelli quel giocatore e, poniamo, così facendo, danneggi l'altra squadra (in questo caso la Samp, ma potrebbe essere l'Udinese, il Lecce, il Chievo, il Palermo, il Genoa), anche solo inconsciamente sai che non rischi nulla (come sarebbe giusto che fosse sempre); al massimo il presidente della Samp, o del Chievo, che di solito incassano con signorilità -ai tempi di Mantovani, poi, alla Samp mai si sarebbero permessi di dire alcunché e mai lo hanno fatto, anche di fronte ad ingiustizie pazzesche) sì, si possono lamentare, quelle due volte l'anno, ma le loro dichiarazioni verranno non enfatizzate dai media e non potranno avere ripercussioni nei palazzi del potere (come sarebbe giusto che fosse sempre) perché i presidentini di queste squadrette sfigate non sono imprenditori ricchissimi e influenti, ex-premier, grandi capitani di industria, politici o amici di politici, figuri corrotti e marci, etc, non posseggono giornali e tv, etc. e quindi questi presidentini di squadre che nemmeno dovrebbero stare in serie A (Lotito dixit) possono sbraitare quanto vogliono: è evidente che non sanno perdere, no? E poi, cosa diavolo vogliono? Hanno per caso vinto dieci o venti scudetti e decine di coppe?

Questo verme rende l'arbitro condizionabile e condizionato, non sereno, quindi iniquo e pasticcione, parafulmine perfetto. Fino a quando l'organo che forma e designa gli arbitri non sarà totalmente e veramente indipendente dal sistema di potere del calcio succederà questo. Io sono un arbitro onesto e psicologicamente forte e quindi posso anche dare un rigore all'Udinese contro la Juve (magari un rigore che costa lo scudetto alla Juve?), se per me ne esistono gli estremi; ma se so che sarò massacrato nel caso in cui in buona fede ho visto male e le immagini mostrino che c'era rigore solo all'80%, e sarò invece ignorato nel caso in cui non lo assegno e poi le immagini mostrino che c'era, è ovvio che anche inconsciamente, in quella frazione di secondo, deciderò di non darlo. Deciderò dunque quasi sempre, quando arbitro le squadre potenti (non ho detto forti ma potenti, cioè quelle ancora oggi guidate da dirigenti che ai tempi di Calciopoli -pochi anni fa- compravano allegramente le partite o quelle guidate da dirigenti che difendono l'operato di quei malfattori che all'epoca sporcavano lo sport con le loro mani sozze) di assegnare un rigore alla quadra potente anche se forse è rigore ma non ne sono certissimo (per evitare guai) e di negarlo alla squadra senza santi in paradisi, a meno che non sia solare... di espellere il giocatore del club titolato solo se fa cose così evidenti che non espellerlo sarebbe darsi del deficiente da solo, e di tollerare negli altri casi, "interpretando" il regolamento... nel caso invece del giocatorino della squadrina, applicherò il regolamento alla lettera, onde non avere noie: potrò sempre dire nel primo caso che ho interpretato la norma, come è giusto fare, e la volta dopo, nel secondo caso, che ho applicato la norma, come è giusto fare! Se sono un arbitro bravo, lo farò inconsciamente (si decide in un decimo di secondo, e gli arbitri sono uomini); se sono un coniglio, consapevolmente, ma cambia poco: il condizionamento c'è, il verme si mangia la mela.

Ecco perché a volte si vedono giocatori di squadre potenti accerchiare l'arbitro dopo una decisione sgradita, urlargli in faccia, spintonarlo, mandarlo a quel paese platealmente, senza che a ciò seguano espulsioni; e poi si vede che se un giocatorino di una squadrina perde la pazienza per una decisione lunare dell'arbitro e protesta, tosto viene espulso, perché il regolamento parla chiaro... Le partite non le orienti assegnando un rigore per un fallo commesso dieci metri fuori area, saresti scemo... quelli sono favori che i potenti non vogliono perché hanno scritto sopra in maiuscolo che sono favori... le partite le orienti sentendo un'offesa o facendo finta di non sentirla; applicando alla cieca una norma o interpretandola estensivamente e con buon senso; graziando il difensore titolato che spacca la gamba all'avversario con un'entrata da codice penale e espellendo il giocatorino della squadrina che magari osa obiettare alla tua decisione sacra e inviolabile perché vede a terra il suo compagno a destra e la sua gamba a sinistra; oppure compensando, altra manovra infetta. Perché, restando ad esempi recenti, a Roma in Lazio-Samp Candreva può contestare in maniera veemente la decisione di un guardalinee, prenderlo per un braccio!!!, tirargli la palla addosso!!! senza venire espulso, ammonito o richiamato verbalmente? E perché Zukanovic, sbagliando, protesta (in bosniaco) e viene ammonito, ri-protesta (in bosniaco) e viene espulso? L'arbitro (poliglotta?) qui ha deciso di sentire tutto, altre volte non si accorge di essere mandato a fanculo da giocatori che gli sono accanto. Condizionamento, conscio (poche volte) o inconscio (molte volte): il verme.

Chi tifa da sempre Juve, Milan, Inter etc non potrà capire fino in fondo quello che ho scritto, ma purtroppo, non solo per lui ma per tutti noi, quel che ho scritto è vero, io lo vedo accadere da quando seguo il calcio (42 anni bastano?), e se non bastasse ci sono centinaia di fatti a sostegno, anche tralasciando quelli clamorosi di Calciopoli nei quali non si parla, come detto, di condizionamento ma di corruzione: due cose molto diverse, anche se dagli effetti simili.

Io, per formazione umana e sportiva, sono portato a rispettare l'avversario anche quando picchia come un fabbro ed è onesto come un truffatore seriale; a rispettare il direttore di gara anche quando assume decisioni a me sfavorevoli e anche quando queste decisioni sono palesemente ingiuste e persecutorie; ad accettare il sacro verdetto del campo; non ho il culto della vittoria, figurarsi poi quello della vittoria ad ogni costo (vero, Agnelli?); gioco perchè è divertente, punto a vincere ma onestamente, e se vinco sono contento, se non vinco va tutto bene lo stesso, perché la sconfitta è una delle tre opzioni possibili e proprio il fatto di poter perdere rende bello vincere. Questo atteggiamento mentale non mi impedisce però di far notare come io abbia perso nel 1992 una Coppa dei Campioni per una punizione fantasiosa decretata al minuto 112' di una partita giocata pure meglio del Barcellona (nel 2012 Koeman disse: "Forse quel fallo non c’era"), almeno uno scudetto, due Supercoppe e uno spareggio Uefa per decisioni scellerate di arbitri o per cambi di regolamento in corsa, durante l'anno, e di essere retrocesso anni fa a causa di un rigore inventato a pochi minuti dalla fine da un arbitro che anni dopo ammise che il fallo non c'era. Perché sono sportivo, ma non stupido. E non scrivo tutto questo perché tifo per una squadrina senza potenti al comando, perché la penserei così anche se tifassi Milan: mi fa schifo essere favorito per fattori extracalcio. Il fatto di essere tifoso Samp non mi spinge dunque a scrivere queste cose, che sono vere a prescindere e scandalose in ogni caso; influenza invece il mio modo di pensare su vittoria e sconfitta, quello sì, e ne sono fiero.

Certo, riformando il sistema ed uccidendo il verme, o conservando meglio le mele (non lo faranno mai, nessun re pone da solo la sua testa sulla ghigliottina), potranno sempre esserci casi di arbitri scemi, o venduti, o che hanno simpatie e antipatie e permettono ad esse di influire sulle loro decisioni, o un ego smisurato, o due occhi difettati, ma al di là degli scemi o di quelli con ego smisurato e vista ai minimi, che dovrebbero essere fermati da chi li valuta, e dei corrotti che dovrebbero essere ingabbiati, gli altri casi potremmo tollerali: cose umane perfette non ne esistono, l'arbitro è una figura essenziale per poter giocare, e come un centravanti sbaglia un gol a porta vuota anche lui può sbagliare, e deve avere il diritto di farlo senza però che il suo sbaglio, se colpisce una big, ne danneggi la carriera infinitamente di più che nel caso in cui il suo errore in buona fede massacri una piccolina e sfigatella squadra di una città di provincia con 50mila abitanti. Riformando il sistema non avremmo arbitraggi perfetti e assenza di decisioni corrette (e nemmeno lo vorrei), il condizionamento però non ci sarebbe più, perlomeno potrebbe essere episodico, eventuale, eccezionale, non sistematico come oggi.

Se trovi un verme in una mela ogni tanto, sai che ci può stare; se nel cesto hanno tutte il verme, e l'80% son comunque immangiabili, butti il cesto.



autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.


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