Dentro ciascuno di noi c'è un abisso. Siamo niente e niente possiamo fare. D'un tratto il passato ci inghiotte e la paura del futuro ci spinge a buttar via il presente. In un attimo possiamo perdere tutto, in un attimo possiamo distruggere tutto. Il libero arbitrio è come quello del pesciolino nella boccia di vetro: può scegliere se girare in senso orario o antiorario. Perdersi è un attimo. Non togliamoci i paraocchi o non vi sarà più un sentiero rassicurante davanti ai nostri occhi, ma solo un deserto senza uscita per il nostro errare.
Siamo in un gioco senza possibilità di vittoria e la sconfitta non ci renderà più forti né ci insegnerà a vincere domani, perché un domani non c'è. L'abisso senza pace giace silente ma vigila ognora, lo dominiamo per anni; è come un ragno che si sottomette ma ogni giorno inocula una goccia di veleno nel guscio illusorio che ci protegge dal mondo e dagli altri. Vivere è avvelenarsi con lenta costanza. Ciascuno di noi, anche l'essere più infimo o quello più malvagio, anche l'uomo più stupido e inutile, è preda di questa bestia tranquilla che farà il suo pasto al momento opportuno, quindi insultiamo e condanniamo chi sbaglia, ma riconosciamo la sua intima sofferenza che è poi la nostra.
La mente è la nostra arma migliore, ma è irrimediabilmente puntata contro di noi. Vivere è un cammino di sofferenza e la mancanza di un senso è come ferro che lacera la nostra carne. La morte si burlerà di noi e ci toglierà tutto quello a cui teniamo. CI scivolerà tutto dalle mani e dagli occhi e ci sentiremo esplodere in mille piccoli pezzi. La morte cancellerà la nostra vita come un banale errore di battitura su un foglio di bozza. Se guardate l'abisso, vi sedurrà e poi vi risucchierà. Non fermatevi a guardarlo, non abbassate lo sguardo!
Tutto congiura contro di noi, non abbiate lo scrupolo di non aver agito, né l'arroganza di averlo fatto: ci ritroveremo tutti nello stesso indistinto e freddo vuoto, ignavi e intraprendenti, attori e spettatori, eroi e straccioni della vita. Penso alla vostra storia e provo pena; penso alla mia e piango. Ogni giorno è una fonte di occasioni perdute e di ricordi che ci strapperanno la pelle, ma le occasioni che cogli sono come il dibattersi nel secchio del pesce appena pescato, slabbrato dall'amo invitante.
Riconosciamo la nostra nullità e abbracciamo l'abisso o fingiamo di essere qui di passaggio? Un fulmine in una notte di tempesta non è di passaggio: era e non è più.
--
--
https://youtu.be/TRxGQSXi7x4?si=dLUGKytU-NVyalR_
Podcast su Johnny CASH
https://youtu.be/8AHCfZTRGiI?si=WhxIMNT-XGQFd8IO
HURT - Johnny Cash
Un uomo, un dolore, un testo, una musica, un video insopportabili
John Ray Cash, The Man in Black
--
HURT
(Johnny Cash)
I hurt myself today
To see if I still feel
I focus on the pain
The only thing that's real
The needle tears a hole
The old familiar sting
Try to kill it all away
But I remember everything
What have I become?
My sweetest friend
Everyone I know goes away
In the end
And you could have it all
My empire of dirt
I will let you down
I will make you hurt
I wear this crown of thorns
Upon my liar's chair
Full of broken thoughts
I cannot repair
Beneath the stains of time
The feelings disappear
You are someone else
I'm still right here
What have I become?
My sweetest friend
Everyone I know goes away
In the end
And you could have it all
My empire of dirt
I will let you down
I will make you hurt
If I could start again
A million miles away
I would keep myself
I would find a way
Compositori: Trent Reznor
Testo di Hurt © Arlovol Music, Leaving Hope Music Inc
---
Questa è da sempre una di quelle canzoni, uno di quei testi, una di quelle storie che potete dire che sono Mauro.
---
FARE DEL MALE
Oggi mi sono fatto del male
Per vedere se ero ancora in grado di sentire,
Mi sono concentrato sul dolore,
la sola cosa reale
l'ago fa un buco
la vecchia solita puntura
che cerca di eliminare ogni cosa
ma io ricordo tutto
Cosa sono diventato?
mio amico più caro
tutti quelli che conosco
vanno via alla fine
e potresti avere tutto
il mio impero di sporcizia
ti deluderò
ti farò del male
Indosso questa corona di spine
sulla sedia del bugiardo
pieno di pensieri spezzati
che non posso riparare
sotto le macchie del tempo
i sentimenti scompaiono
tu sei qualcun altro
io sono ancora qui
Cosa sono diventato?
mio amico più caro
tutti quelli che conosco
vanno via alla fine
e potresti avere tutto
il mio impero di sporcizia
ti deluderò
ti farò del male
Se potessi ricominciare
milioni di chilometri lontano da qui
manterrei me stesso
troverei un modo
--
(Photo grottacontinua org)
(Testo ita angolo testi It)
Nessun commento:
Posta un commento