Pensare che dietro alle devastazioni non ci sia, nove volte su dieci come minimo, una manina ("dottrina Kossiga") è abbastanza da minchioni. In ogni caso, le azioni di cento persone (eterodirette, lasciate libere di agire oppure proprio genuine) non cancellano le sacrosante ragioni di decine di migliaia di persone che manifestano per la loro vita e per il loro futuro messi a rischio da una classe dirigente italiana ed europea di guerrafondai incompetenti e venduti che hanno i soldi anche in bocca.
Gli incidenti giovano a chi governa, che così può procedere a strette liberticide senza incontrare grande opposizione: fateli girare i neuroni, altrimenti fanno la ruggine.
Se io vado a manifestare, non mi riguarda chi devasta: è un problema che devono prevenire/risolvere le forze dell'ordine. Anzi, è un mio diritto pretendere che i delinquenti (da qualunque sorgente provengano...) siano bloccati, isolati, resi inoffensivi, perché protestare è un mio inalienabile diritto.
E se i media danno risalto solo agli incidenti e sporcano le ragioni di 50mila persone è perché sono mezzi indegni di propaganda del potere.
Detto questo, il capitalismo è violenza sulle persone. Pura violenza. Fa vivere le masse in condizioni di indigenza con salari da fame, prezzi alle stelle, disoccupazione, crisi climatica, sanità e scuola a pezzi, guerra incombente e nessuna prospettiva di futuro. Mentre pochi buffoni gozzovigliano da mane a sera, mentono senza ritegno, rubano e giocano alla guerra. E violenza chiama violenza. Un re non lo fai abdicare mandandogli una PEC.
Penso di essere stato chiaro.
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