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domenica 12 luglio 2015

Pena di morte con correttivi


Vicini litigano per i piu' svariati motivi: l'acqua delle piante che cola sul terrazzo di sotto, il posto macchina, i rumori molesti, varie beghe di condominio, etc. Uno dei due, un bel giorno, esasperato, prende una pistola e ammazza il vicino, la moglie, la figlia, la suocera e un passante, poniamo. Oppure: un tale esce di casa col macete e taglia a fette i primi sconosciuti che incontra e viene fermato ancora col macete in mano e il sangue delle vittime addosso. Casi tipici per me da pena di morte, da eseguire entro 3 mesi dal fatto, previo rapido accertamento dei fatti. Perche' io, pur non essendo nazista, fascista o chissa' che, sono per la pena di morte, in certi ben precisi casi: chi toglie una vita senza ragionevole motivo* deve pagare con la vita, ed e' pure poco, perche' lui ha deciso di morire, commettendo il delitto; la vittima, no, non l'aveva deciso e adesso sta all'altro mondo, e magari ha lasciato di qua un bimbo piccolo. I ben precisi casi sono quelli in cui vi e' la certezza della colpevolezza: al contrario di quel che avviene negli USA, paese in cui un innocente giudicato colpevole da una giuria puo' essere giustiziato, col mio "sistema" muore solo chi ha ucciso, senza ombre o dubbi (flagranza, video, confessione): in tutti gli altri casi, anche quando gli indizi e le prove fossero parecchie, no: non mi va di uccidere un presunto colpevole. Obiezione: allora ne giustizieranno ben pochi. Risposta: piu' di ora, comunque, e solo colpevoli marci.

Perche' non capisco come possa una persona uccidere cinque o sei persone per una questione banale o perche' "gli va insieme" il cervello: se lo fa, e rovina cosi' per sempre la vita di decine di sopravvissuti, oltre a mandare all'altro mondo i morti, deve morire, stop. Non e' vendetta, perche' a ucciderlo non sara' il parente della vittima. E' espiazione della pena. E' che se uno si comporta da bestia deve morire da bestia, stop. Basta con nessuno tocchi Caino etc: se Caino uccide Abele per sfizio, Caino lo tocco eccome.
In questioni simili non mi faccio influenzare da posizioni religiose: spesso i vari dei uccidevano per un nonnulla, e i libri sacri sono zeppi di stragi e uccisioni senza senso, ammesso di crederci, ovvio. Qui si parla di regolare la convivenza fra esseri umani, cioe' fra forme di vita basate sul carbonio e spesso assetate di sangue: serve praticita', non ideologie.

Opinione personale, naturalmente, come quella di chi ritiene che uno Stato non possa uccidere, o che mai si debba rispondere con un'uccisione a un'uccisione perche' altrimenti e' un'escalation e chissa' dove andremo a finire signora mia, rispondendo con barbarie a barbarie.
Io dico che assistere all'esecuzione di un animale che uccide senza motivo suoi simili (es: atto terroristico su metropolitana) ispira un senso di (triste) giustizia, sempre meglio delle burlette di oggi: ti ritrovi fra i piedi poco dopo chi reo confesso ti ha trucidato il fidanzato. Naturalmente, non cambiero' idea se mio fratello o mio figlio dovessero uccidere un tipo per futili motivi. Sono, dopotutto, diverse visioni del mondo.
Altra obiezione: in USA hanno la pena di morte ma le cose vanno male lo stesso. Risposta:non voglio rendere un agnellino l'essere umano, con la pena di morte: impossibile. Voglio punire adeguatamente chi spezza una vita. Non puoi vivere sereno se non c'e' giustizia, tendi poi a fartela da solo. La giustizia non riporta in vita il trucidato e non lenisce il dolore: ma da' un senso al prosieguo.

Quando parlo di ragionevole motivo (nota *) intendo questo: se io uccido un tale che sta per fare del male a mio figlio, non saro' impiccato. Se uccido un pedone che mi attraversa mentre vado a 60 in centro, nemmeno. Se sono un chirurgo e commetto un errore, no. Il dipendente della metro che ha commesso una grave imprudenza giorni fa, no (sebbene tutti questi vadano puniti eccome, ovvio). Se uccido guidando ubriaco e drogato, sì: e' omicidio. Se ti do' un pugno senza motivo per una bravata e tu muori, si'. Se ti inseguo perche' hai rubato la borsa a una vecchina e tu finisci sotto un'auto, no. Se dimentico in auto un bambino, no. Se lo picchio sino ad ucciderlo, sì.
La penso cosi' da decenni. Senza regole chiare, certe, uguali per tutti e pene certe, severe e giuste, qualunque formazione umana, da una famiglia a un'associazione sportiva, da una comunita' alla societa' nel suo complesso, sara' destinata ad essere travolta dall'anarchia, dalla violenza incontrollata, da quel disordine sociale che l'impunita' fa lievitare come una torta in forno.

Anch'io desidererei ardentemente un mondo in cui ogni uomo considerasse sacra la vita dell'altro, ma siccome cosi' non e', non governi una societa' con un grissino, ci vuole una mazza. A delitto estremo, pena estrema, senza, come detto, spazio per sacrifici di innocenti. E se qualcuno uccide perche' vittima di un raptus, per me non cambia nulla: troppo difficile discriminare, tutti dopo aver ucciso si appellanno al cervello che e' andato in pappa, troppo comodo. Rimanere lucidi nel casino della vita odierna, stressati nel profondo come siamo tutti, richiede grandissimi sforzi: premiamo chi ce la fa steccando chi non ce la fa. Essere buoni, come io mi reputo, non vuol dire essere buonisti, essere pacifici non vuol dire essere pacifisti (la pace deve essere giusta), essere non violenti non vuol dire porgere l'altra guancia, vuol dire non dare lo schiaffo, semmai.

La pena di morte e' una punizione brutta, estrema, da applicare senza rischio di sbagliare nei casi in cui il delitto compiuto e' brutto, estremo. Tutto qua. E non dopo 20 anni di carcere, questo si' che e' una tortura inaccettabile, ma in tempi strettissimi, tanto piu' che come detto si applicherebbe solo ai casi acclarati.

E non facciamo i moralisti: produciamo armi che vendiamo in tutto il mondo, partecipiamo a missioni di pace che di pace hanno poco, tolleriamo che in molti paesi si giustizino con la pena capitale persone colpevoli solo di essere omosessuali, e poi stiamo a fare i difficili se io propongo di uccidere chi uccide per gioco, per sfizio, per futili motivi? Dai, su, non rendiamoci ridicoli.


autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.


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