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sabato 10 marzo 2018

Situazioni lynchiane

Racconto questo episodio come piccolo e innocente esempio di una DERIVA più ampia.
Casa dei miei non è l'attico di Bertone, doverosa premessa. Se alzo la voce anche di poco mi si sente in tutta la casa, non necessitiamo di piccioni viaggiatori.
Questa mattina mamma mi chiede se voglio un caffè, dico di sì. Lo fa da dietro la porta chiusa (sono nel pensatoio).
Quando è pronto, per non alzare la voce dal piano di sotto (sono tre piccoli piani sfalzati), cosa che si fa abitualmente da decenni, decide di... telefonarmi. Dal fisso di casa al mio mobile.

Io guardo lo smartphone e per un secondo mi sembra di stare in un film di David Lynch (mi viene in mente Strade Perdute), o tipo io che mi chiamo al telefono, e il terrore mi paralizza. In quel decimo di secondo non mi è passata tutta la vita davanti (odio le pellicole in cui il protagonista ha sempre ragione) ma ho comunque cercato di far mente locale su dove mi trovassi in quell'istante, come quanto ti svegli dal sonno e pensi di essere a casa e invece sei in hotel. Poi ho realizzato e risposto.
Penso di non dover aggiungere altro.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.


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