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domenica 4 novembre 2012

E sono sei

A Chievo, col Cagliari, con l'Atalanta sono arrivate per la Samp sconfitte meritate: assenza di gioco, mancanza di compattezza, grinta, determinazione, voglia. Insomma, un comportamento indegno per qualsiasi squadra, fosse anche la piu' scarsa del mondo. Modulo di gioco (presunto 1-4-3-3) secondo me non adatto (quante settimane occorreranno ancora a Ferrara per prenderne atto?), scelte tecniche opinabili, sostituzioni spesso sbagliate o tardive, errori individuali e di squadra, approccio psicologico orribile (motivazioni cercansi: va bene non drammatizzare, ma stare calmi come un gatto morto quando la barca affonda e' piu' da irresponsabili che da santoni). E le sconfitte sono arrivate contro avversarie dirette, come ama dire Ferrara. A Inter e a Parma stessa solfa con pero' un po' di compattezza e grinta in piu', ma, in questi due match, errori arbitrali pesantissimi a nostro danno: alla fine l'esito e' stato lo stesso. Alla fine si può dire che con arbitraggi equi oggi avremmo 2-4 punti in piu', e non sarebbero pochi, proprio no, ma giocando da squadra ne avremmo probabilmente 8-10 in piu' (e sarebbero tantissimi), sicchè non è da ricercare nelle direzioni di gara (comunque sciagurate in qualche occasione) la ragione principe delle sei sconfitte di fila. E comunque ad essere tartassati quando giochiamo con inter-juve-milan-roma siamo abituati sin dalla nascita: è immondo ma non puo' servire come scusa per coprire un atteggiamento di squadra inaccettabile. Anche oggi sconfitta meritata, 6 occasioni per l'Atalanta contro 2 o 3 doriane maturate tutte nei 10 minuti finali per la disperazione (sino a dieci minutui dalla fine eravamo sei a uno); quanto a gioco espresso, intendo non figlio della disperazione, uno schifo assoluto e Atalanta (ho detto Atalanta, non Barca) padrona del campo per 80'. Non ho mai discusso l'errore sotto porta, la sfortuna, la bravura dell'avversario (ci sta),la vaccata dell'arbitro succube dei poteri forti (in Italia ci sta); ma gioco, cuore e voglia sono per me valori essenziali. Se ci sono, tutti i risultati mi vanno bene, se mancano non mi va bene neppure una vittoria. Tuttavia, come ho sempre detto, la sconfitta e' un valore. La adoro. E' filosoficamente entusiasmante, appaga molto piu' di una vittoria, sotto parecchi aspetti. Se non fosse possibile perdere non guarderei una partita. E' la possibilita' di perdere che rende avvincente giocare e provare a vincere e che rende appagante la vittoria. Adoro anche il gelato, comunque, ma se me ne fanno mangiare 23 kg in una mattinata finisco al pronto soccorso. Chi ha saputo cogliere, ha colto.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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2 commenti:

Veneris ha detto...

Non è detto che un ex giocatore per quanto bravo sia stato debba essere per forza in grado di fare l'allenatore. Ferrara secondo me non lo è. E spero che il suo sogno non si avveri mai. Sarebbe la nostra fine, perciò ve lo lascio volentieri.

mauroarcobaleno ha detto...

sono d'accordo, non e' detto. all'under pero' fece molto bene. certo ha poca esperienza di club. mancini, vialli, montella sono esempi contrari. sacchi nemmeno gioacava a calcio. non saprei. ciao cavani!