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venerdì 10 marzo 2017

Cari cricket (trad. "cari genoani", laddove il "cari" è da intendersi in senso sincero ma blando)


Non ho mai detto in vita mia a un genoano che a Genova a tifare Genoa sono solo gli immigrati o i "meridionali", e non perché sia falso (lo è, come è falso il contrario) ma perché sarebbe impossibile e comunque davvero irrilevante, oltre ad essere stupida la frase in sé (a noi lo dicono sempre, ed è falso, e stupido, e sarebbe irrilevante anche se fosse).

Né ho mai detto che hanno una maglia brutta o banale o simile a quella di altre squadre (che sia simile ad altre è vero), e non perchè noi blucerchiati si abbia una maglia bellissima e unica al mondo (è così), ma perché sarebbe idiota dire una cosa del genere, perché la maglia è comunque sacra, e perchè tutto sommato la loro è una maglia comunque bella (a noi dicono che è una maglia da ciclista, in senso spregiativo, che poi non vedo dove sarebbe lo spregio, detto francamente).

Non ho mai detto che molti dei loro 9 scudetti sono stati vinti giocando due partite in tutto, una partita il sabato e una la domenica, e non giocando 30-40 partite nell'arco di 9 mesi; o meglio: l'ho detto solo quando davvero mi ci hanno tirato per i capelli, e d'altra parte, sebbene anche per me i loro scudetti siano 9 e tutti legittimi, quello che ho detto è drammaticamente vero (la nostra prima Coppa Italia l'abbiamo vinta giocando 13 partite, non 2).

Non ho mai detto che essere la squadra più antica d'Italia è uno schifo, ma non penso che sia molto rilevante (le due squadre genitrici della Sampdoria, ovvero la Sampierdarenese e l'Andrea Doria, risalgono a quegli anni); né ho mai fatto notare (se non provocato) che, sebbene antico, il club rossoblù nacque come "cricket and footbal club", quindi con il calcio come sport secondario e comunque non esclusivo...

Non ho mai cercato di svalutare una vittoria altrui esibendo pretestuose, esagerate, inventate lamentazioni per presunti torti arbitrali o presunte condotte antisportive tenute dagli avversari (ahimé, qualche volte i genoani lo hanno fatto eccome); se vittima di errori arbitrali o comportamenti odiosi dei cugini, l'ho fatto presente con forza, ma sempre se reali e non inventati e senza comunque mai gettare gratuitamente e artatamente e sistematicamente fango sulle vittorie altrui.

Non ho mai detto che il centro città tifa Genoa (o Samp) e che a tifare Samp (o Genoa) sono solo periferie o delegazioni (come la fantastica Sampierdarena nel caso della Samp), perché sarebbe falsissimo, stupidamente falso, clamorosamente irrilevante e perchè, anche se fosse, Genova è UNA (e bellissima).

Non ho mai detto a un genoano che i veri genovesi sono sampdoriani (assurdità bella e buona, mi interrogo sempre sull'intelligenza di chi la dice) o che a Genova esiste una sola squadra (ne esistono tante, parlando delle principali ne esistono due, più o meno con lo stesso numero di tifosi, una maggiormente nota e titolata, in assoluto e specie guardando agli ultimi 70 anni, cioè noi), e non l'ho mai detto anche se il Genoa fu fondato da inglesi e non da genovesi, e anche se nei primi anni agli Italiani non era permesso assistere alle partite...

Non ho mai rinfacciato ai genoani il fatto che da quando è nata (12 agosto 1946) la Sampdoria ha sempre fatto, globalmente, meglio e più del Genoa, né che ha vinto più trofei (7 trofei a 0, e diverse finali) o che è più conosciuta nel mondo (assodato), né che ha vinto più derby (eh già) né che per ora sta stravincendo la ridicola lotta per il primato annuale cittadino (una roba tipo 56 a 12), benché sua tutto vero, e non l'ho mai detto perché penso che questi dati siano noti e non debbano essere ripetuti come un mantra... e perché anche se abbiamo dati migliori è comunque davvero bello che a Genova ci siano due squadre così antiche (le radici stanno per entrambe nel secolo XIX) e gloriose e protagoniste di un derby unico e noto in tutto il mondo. Siamo genovesi prima di tutto, anche se poi ci siamo noi, con quei colori da brividi che in natura sono secondi solo a quelli dell'arcobaleno, e ci siete voi, i "cricket"!:-)

Non ho mai detto niente di tutto questo se non provocato, come non ho mai, e dico mai, irriso un genoano dopo averlo battuto (ed è capitato di batterli molte volte, più di quanto sia capitato di venirne battuti) -in realtà in 50 anni non ho mai irriso nessuno, e specialmente dopo averlo battuto- né ho mai fatto notare che dall'invenzione della TV ad oggi noi abbiamo vinto trofei in serie e loro niente, o che hanno fatto il triplo degli anni di B, rispetto a noi, e pure 2 di C... perché non è questo il mio modo di vivere lo sport e la sana rivalità.

Lo faccio notare oggi, faccio notare tutto questo, ma non sto parlando con un genoano, non lo sto canzonando: la differenza mi pare evidente. Sto argomentando su un blog.

Eppure, nonostante questo, ogni anno devo sorbirmi questo cumulo di assurdità da parte di persone con un evidente complesso di inferiorità (può essere motivato, non lo nego, specie in chi ha masticato amaro nel decennio della Sampd'oro) e che hanno una concezione dello sport che definire malata è garbato.
Pazienza, ci ho fatto il callo. Io sono scuola Mantovani, altra stoffa.

E sebbene sia blucerchiato al 100% dall'età di sei anni, per via di mio padre e per la sacra appartenenza geografica (non tifo Samp, sono Samp), non manco di rispetto -se non per burla, che è cosa diversa dall'irridere- al Genoa, di cui tuttavia non amo i colori, né il modo di intendere lo sport e il modo di vivere la rivalità cittadina, né la storia passata e presente: semplicemente, parteggio per altri colori.

Noi di blu cerchiati abbiamo un'altra mentalità (generalizzando, è ovvio, ci sono pure sampdoriani poco sportivi o genoani che sento affini per modo di pensare), e pensiamo sia migliore della loro, ma è una nostra idea, eh.
Ho vinto più derby, sono finito quasi sempre (più sempre che quasi) davanti ai cugini, ho vissuto una stagione di gloria pazzesca e sconosciuta ai miei cugini se non, in parte, a quelli centenari e coi limiti sopra detti, non ho conosciuto certi loro precipizi, ma questo non mi fa sentire migliore, forse perchè manco di eccessivo provincialismo, chissà... come obiettivo ho sempre avuto quello di divertirmi e di sentirmi orgogliosamente blucerchiato, non di primeggiare in città (diciamo che primeggio nonostante tutto), davvero non ce la faccio a considerare un derby la partita dell'anno o della vita (forse dell'anno ma solo nelle stagioni davvero misere e storte eh) e se proprio devo o dovevo puntare a vincere qualcosa, ho sempre pensato e penso a scudetti o coppe nazionali o internazionali, non certo ai derby (che tuttavia voglio vincere, sono sempre partite eh, e pure molto calde in genere) o a qualche punto di distacco (non baratterei mai un derby con un trofeo nazionale o internazionale o con un miglior piazzamento). Ripeto: vincere per me è importante ma assolutamente secondario rispetto a certi altri "obiettivi" quali quello di divertirmi, di rispettare le regole, di sgambettare su un prato verde fasciato di blucerchiato, di essere Samp in tutto. In sintesi, se si vince: bene; se si perde: bene lo stesso, purchè ci si sia impegnati e comportati in maniera corretta, mantenendo alto il nome della nostra città e i nostri colori. Vivo poco (e in maniera sana) la rivalità cittadina, con l'accluso e tipico "menaggio", forse perchè da diversi anni sono esule, ma penso soprattutto perchè sono di scuola Mantovani.
Eppure lo so già che questa settimana finirà come le altre pre-derby e la prossima come le altre post-derby... ma, come detto, ci ho fatto il callo, o forse ancora non del tutto.
Un saluto a tutti i cricket del mondo.

Un approfondimento sui dati mantra, aggiornato a un anno e più fa, e' questo: http://mauroarcobaleno.blogspot.it/2015/05/samp-e-genoa-un-confronto-da-asilo.html

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.


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