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martedì 5 febbraio 2019

"Il lunedì arriva sempre di domenica pomeriggio"

La domenica non è il più bel giorno della settimana, forse è il peggiore, è peggiore anche del lunedì.
Perché almeno il lunedì non si camuffa: si presenta col suo vero volto, sempre con quel ghigno.
La domenica invece è una poco di buono; si veste da giorno di riposo e di spensieratezza, di risvegli senza sveglia, di passeggiate in centro e vuote chiacchiere sul corso, e poi il ritorno a casa sul far dell'una con quattro pastarelle al dito, il fiocco giallo in bella vista, e il giornale sottobraccio; e si veste, o almeno così pare all'incauto durante la mattina, di pomeriggi di ozio e giocosità. Ma sotto questa veste da carnevale dei poveri nasconde gli abissi dell'inferno.

In realtà, una volta che ti sei svegliato e hai fatto colazione, guardi l'orologio e sono le 11. Generalmente poi hai un lieve mal di testa, un cerchio insopportabile che ti renderebbe quasi desiderabile dare capocciate contro il muro pur di alleviare il fastidio: non sei abituato a dormire così tanto, oppure sono i bicchierini della sera prima. Ed è brutto tempo: o piove o il sole è così pallido che ti scatta l'impulso di passargli il termometro.
Il pranzo arriva in un attimo e, dopo, sullo stomaco non hai solo l'abbacchio a toglierti il respiro, ma già il lunedì, che prende possesso della domenica pomeriggio come se fosse roba sua: è roba sua. Perché il lunedì "arriva sempre di domenica pomeriggio".

Il sabato è una giornata nettamente più gradevole, se non lavori o se almeno il pomeriggio sei libero, perché la prospettiva domenicale gli dà tono e respiro, lo rende davvero un momento di illusoria ma, sia pur con tutti i limiti, appagante gioia. E la sera non hai pensieri, ti sembra di vivere la vigilia di un anno di vacanza. Quando scatta la domenica, invece, ti ritrovi in casa già il lunedì che, vestito a festa in maniera dozzinale, cerca di farti divertire con squallidi mezzucci che non frenano l'angoscia, anzi la moltiplicano. La domenica pomeriggio è un lunedì, anzi è qualcosa di più insopportabile del dolore: l'attesa del dolore. E' l'attesa del lunedì che immancabile sta arrivando e ti investirà senza frenare.
Nulla ha più senso la domenica pomeriggio, tutto è già rosicchiato da questo freddo e famelico mostro che svolge con perfido e sadico piacere il ruolo di starter della settimana lavorativa.
La sera poi ti trascini come una larva dalla camera al salotto, dal salotto alla cucina: vorresti morire, perché sai che la morte ti farebbe soffrire meno di così.

E così il pomeriggio della domenica, tra un'occhiata alle poche partite che ormai si giocano l'ultimo giorno della settimana, la digestione complicata, la moglie che, piena di energia e frizzante come un prosecco col ballo di San Vito, vuole uscire e con i figli che sembrano tarantolati, e gli appisolamenti assassini sul divano col libro che hai cominciato a leggere tre mesi fa e che scivola per terra orrendamente sgualcendosi è una lunga via crucis con in fondo, ben chiara, l'immagine del lunedì mattina e della settimana che sta per iniziare, con tutti i suoi problemi, le sue angosce, il venerdì così lontano e molto spesso il freddo e la pioggia: aghi freddi che, appena uscito di casa col caffè sullo stomaco, ti feriscono il volto per un vero supplizio verso il Golgota del lavoro e delle responsabilità.

Ah, se solo si potesse lavorare la domenica pomeriggio... Sarebbe meglio. Non ci credete? Eppure... pensateci bene. Lavorereste il pomeriggio, ma dopo una mattina di riposo e magari dopo una lunga dormita, e avreste la prospettiva di riposarvi di nuovo il lunedì pomeriggio, dopo un lunedì mattina al lavoro. Tutto tornerebbe ad avere un senso, almeno in parte.

Ma il lunedì non cederà mai a questo giochetto di puro autocompiacimento e meschina gratificazione: vuoi mettere il gusto di inquinarvi la domenica con quel suo sorriso sghembo e schifoso?

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.


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