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venerdì 4 settembre 2015

Panico in Europa, confusione nelle nostre coscienze

L'Europa ha 1,5 milioni di rifugiati e 500 milioni di abitanti. La sola Turchia ha 1,6 milioni di rifugiati, il Libano 1,2. Gli indesiderati di quest'anno sono lo 0,07% della popolazione europea... Le cifre relative agli arrivi di profughi sono ridicole per quanto sono basse, in assoluto e rispetto ad altre migrazioni ben più corpose del passato. Eppure l'Europa è nel panico più totale. I paesi si sentono assediati. Bambini e adulti muoiono come mosche, i mari sono tombe a cielo aperto, è un olocausto. Organizzazione zero, solidarietà zero, paura a mille, egoismo in prima linea, menti che si spengono e replicano bui fantasmi di un recente passato. L'Ungheria innalza muri di filo spinato tanto inutili quanto penosi e affronta chi fugge da guerre e violenze con i gas lacrimogeni; la Bulgaria muove i carri armati; la Repubblica Ceca marchia i disperati con il pennarello (vi ricorda niente?), la Slovacchia accetta solo cristiani, l'Inghilterra è preda del terrore, l'Italia dopo aver seppellito nel Meditarreno migliaia di poveracci fa pena come al solito e specula politicamente su ogni disgrazia. Eppure questi flussi modesti di profughi, se possono creare temporanei problemi logistici nei punti di raccolta, sono un'opportunità incredibile per l'Europa e non un pericolo: forze fresche per un'area in decadenza e con una forza lavoro in diminuzione; esseri umani che dovremmo aiutare anche se la cosa fosse contro i nostri interessi e che invece, per colmo di paradosso, avremmo pure interesse ad accogliere, se solo riuscissimo a ragionare correttamente: senza cuore, ma almeno che giri il cervello. Se proprio la Ue non vuole rinunciare ad agire da bestia, si dovrebbero fare almeno due biechi calcoli di convenienza. Ma il panico impedisce al cervello di produrre esiti soddisfacenti e non ci resta che raccogliere bimbi morti lungo la riva o nella stiva di un barcone o nella pancia di un tir, urlando di paura per l'arrivo dell'invasore che invece è solo un disperato, spesso con moglie e figli, che andrebbe accolto, rifocillato e, nel caso in cui voglia fermarsi, integrato, perchè lui adesso ha estremo bisogno di noi, ma a ben vedere siamo noi ad aver bisogno di lui, se solo allarghiamo la visuale e superiamo la nostra egoistica miopia. Sono pochi, tremendamente pochi. Se ci organizziamo, siamo in grado di accoglierne civilmente venti volte tanti senza nessuna conseguenza che non sia un modesto disagio iniziale. Sono disperati e ci chiedono aiuto: noi li trattiamo come animali infetti. La Ue ha il denaro sufficiente per dare un futuro a questa gente: gente che sarà poi il suo futuro, oggi alquanto fosco. Abbiamo soldi sufficienti per fare le cose per bene, ma ci manca il cuore e l'organizzazione; la volontà di fare il bene e la capacità di farlo bene.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.


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