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lunedì 14 dicembre 2009

Non meravigliarsi è diverso da non condannare

Prima di essere colpito al volto da quella statuetta Berlusconi aveva come d'abitudine gridato più volte "vergogna!" a chi legittimamente (e con qualche ragione?...) lo contestava. E aveva parlato comicamente di certa gente che si prende troppo sul serio, che non sa amare, che non è portata al dialogo, senza rendersi conto della comicità e della irrealtà delle sue frasi.

Giustifico la violenza? No, mai. O meglio: quasi mai, perchè, faccio un esempio, per salvare un bimbo che sta per essere ucciso io sono pronto a uccidere.
Ma la violenza è anche dire certe parole. E' violenza esattamente come tirare una statuetta. Violenza è anche dire che non c'e' la crisi e intanto migliaia di persone perdono il lavoro e sono alla fame. E' mentire spudoratamente. E' non governare e badare agli affari propri mentre centinaia di padri di famiglia sono disperati. E' far approvare i lodi salvachiappe in pochi giorni e far marcire in parlamento le altre leggi. E' svilire il parlamento marciando a decreti legge e colpi di fiducia. E' raccontare balle su balle 24 ore al giorno tramite tv e giornali. E' avere società off-shore, evadere o eludere le tasse o corrompere testimoni o comprare giudici e sentenze. E' lodare in pubblico dittatori stranieri che governano col terrore in patria. E' distorcere la verità e umiliare chi soffre. E' farsi 18 leggi per non essere processato per i reati di cui si viene accusati. E' fare festini porno in sedi istituzionali e premiare i favoriti con cariche e candidature pubbliche. E' negare l'evidenza di certe foto e di certi nastri registrati. E' denigrare sempre e comunque chi la pensa diversamente da te. E' gettare merda su tutte le istituzioni. E' pisciare sulla Costituzione alla quale hai giurato fedeltà.

Se poi qualcuno perde il controllo ci si può meravigliare? No. Fra l'altro si tratta di una persona che ha qualche problema di salute. Ma anche fosse stata una persona del tutto sana, ci si sarebbe davvero potuti meravigliare tanto? No.
Ma non meravigliarsi è diverso da non condannare. La violenza è sempre da condannare. Ma tutti i tipi di violenza. E' violenza anche favorire con leggi e leggine le imprese che assumono giovani a 3 euro l'ora e poi li buttano via dopo pochi mesi o che sfruttano gli stagisti per far profitto. E' violenza anche non voler arrivare alla verità sulle stragi di stato. E' violenza usare lo stato come se fosse una cosa tua. E' violenza anteporre i tuoi interessi a quelli pubblici.

In un paese civile chi compie un atto violento deve essere punito a dovere. E non abbiamo dubbi che Tartaglia lo sarà. Sarà vivisezionato dai media, squartato, distrutto, giudicato e condannato prima ancora che processato. Non si dirà che i problemi di salute lo giustificano, non si parlerà di accanimento di magistrati cattivi. A differenza di altri che stuprano una ragazza e dopo due giorni sono a casa perchè pentiti e collaborativi, o a differenza di chi deruba migliaia di famiglie e nasconde tesori immensi e poi fa una manciata di giorni di galera e quasi si aspetta le nostre scuse.

In un paese civile chi compie un atto violento deve essere punito a dovere.
In un paese civile però chi viola la legge o comunque viene sottoposto a processo o comunque mente anche una sola volta dovrebbe sentire l'urgenza sociale e la dignità di dimettersi dalle cariche pubbliche ricoperte e di difendersi in aula come un cittadino qualunque. La legge insomma dovrebbe essere uguale per tutti e non un po' più uguale per alcuni i quali in virtù delle cariche che indegnamente ricoprono pensano di poter schivare la legge per supreme ragioni nazionali.

Tutti contro Di Pietro che condanna l'atto di violenza ma dice che il premier coi fatti e con le parole "istiga". Ma sono vere l'una e l'altra cosa. Istigare non giustifica il lancio di una statuetta, ma è comunque istigare. Possiamo per una volta essere obiettivi e civili a un tempo o ciò è precluso a chi vive in queso bailamme di paese?

Ripeto: in un paese civile chi viola la legge va punito.
Ma noi non siamo in un paese civile.

Sicchè le solite voci di idioti e di venduti, o di idioti venduti, che adesso, dai giornali e dalle tivù e dai salotti buoni, dopo questa incredibile e vile aggressione domenicale a un uomo inerme, si leveranno con alti strepiti e indignate litanie, sarano per me il solito indistinto brusio di chi la dignità nemmeno sa cosa sia.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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2 commenti:

fioredicampo ha detto...

Assolutamente d'accordo. E' inutile girarci intorno... le cose stanno esattamente come le hai descritte.

mauroarcobaleno ha detto...

grazie fiore
tu accendi la tivu' e ti chiedi ma dove son capitato...