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domenica 13 maggio 2018

C'erano giorni in cui Jean era preda di una sottile inquietudine

C'erano giorni in cui Jean era preda di una sottile inquietudine.
Ogni volta non sapeva prevedere quanto a lungo sarebbe durata, e ogni volta era totalmente indifeso e incapace di vincerla. Era una battaglia persa, e rendersene conto presto, quando si manifestava, risparmiava sofferenze ancora maggiori.


Tutto di solito prendeva le mosse da una giornata conclusa male, in maniera nervosa, alla quale seguiva una notte poco tranquilla, un sonno lungo ma disturbato, malato, che non si lasciava finire e che non dava riposo.
E al risveglio questa cappa di piombo a coprire la vita, queste ombre pesanti e semoventi ad oscurare il cielo, questo disagio a paralizzare la voglia di fare, per l'incombente e indistinta minaccia di qualcosa che non avrebbe saputo definire o spiegare ma che gli opprimeva l'anima, lo soffocava come se avesse avuto un groviglio di cotone in gola.
Gli mancava il fiato, tanto aveva la mente oscurata da foschi e indistinti presagi, ma così veri, così forti.

Non era tristezza o male di vivere, anche se di tristezza era venata; non era colpa del tempo, sebbene le previsioni volgessero al brutto. Non era precisa o indiretta conseguenza di qualcosa accaduto il giorno prima, e nemmeno del suo evitabile finale nervoso. Non avrebbe saputo davvero dire da cosa fosse originata, né era mai stato capace di prevederne l'arrivo. Ma, quando arrivava, dominava incontrastata e senza apparente fatica, e non restava che subirne gli effetti, passivamente, soffrendo in silenzio.

Una lieve agonia, sottile e lunga, che sembrava quasi volerti ricordare in maniera cinica e brutale che non avevi il controllo della tua vita, perlomeno non quando venivano a cadere gli artifici e gli stratagemmi che un cervello iperprotettivo si costruiva per rendere sopportabile o addirittura desiderabile il vagare su questo magma indistinto di spazio e tempo che siamo soliti chiamare vita.

Oggi era uno di quei giorni e per Jean, alle tre del pomeriggio, la misura era già colma.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.


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