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lunedì 11 maggio 2020

Gli scudetti dell’Andrea Doria, genitore della Samp-Doria

GLI SCUDETTI DELL’ANDREA DORIA, GENITORE DELLA SAMPDORIA

Ogni tanto se ne riparla, e a ragione.
Nei primi anni del secolo in Italia si giocano due campionati paralleli, uno organizzato dalla FIF Federazione Italiana Football e l’altro dalla FIGN, Federazione Italiana Ginnastica Nazionale. Questi ultimi sono tutti italiani (senza stranieri) e all’epoca sono i più rinomati.
Non verranno poi riconosciuti dalla FIGC, nonostante fossero regolari e ufficiali, e questa è stata semplicemente una decisione arbitraria e irragionevole. A questo si somma l’ingiustizia patita dall’Andrea Doria da parte del regime fascista, che ne impose lo scioglimento nel ‘27 (torto poi riconosciuto dalla FIGC).

La sezione calcio della Società di Ginnastica Andrea Doria (che è poi quella che, fondata nel 1900, unendosi nel 1946 alla Sampierdarenese darà vita all’attuale Unione Calcio Samp-Doria) ha vinto 4 titoli in quel periodo: 1902, 1910,1912, 1913.
E’ assurdo che non siano stati riconosciuti.
Fra l’altro è l’Andrea Doria a dare il primo capitano all’Italia: Calì, nella partita di esordio della Nazione Italiana il 15 maggio 1910.
Si tratta di “scudetti” che si giocavano fra poche squadre in tornei che avevano breve durata, esattamente come quelli della FIF (alcuni dei quali addirittura si assegnavano in un weekend) e che applicavano lo stesso regolamento e quindi devono essere riconosciuti, esattamente come lo sono alti quelli della FIF poi FIGC. All’epoca in cui si giocavano erano “ufficiali”.

Alla fine, sebbene si tratti di scudetti diversi da quelli attuali (si vincevano giocando poche partite, oggi ci vogliono diversi mesi), devono essere riconosciuti, come lo sono quelli FIF: anche il Genoa, la Juve, il MIlan hanno nel loro palmares scudetti vinti in due giorni o giocando 2 o al massimo 4 partite: per esempio il Milan nel 1901, la Juve nel 1905, la Pro Vercelli nel 1908, il Genoa nel 1900, 1902 etc. Del resto, anche la Coppa Italia trent’anni fa si giocava nell’arco di 14 partite, oggi basta giocarne 4 o 5 per portarsi a casa la Coppa. Il criterio deve essere uniforme, se sono scudetti quelli di Genoa, Pro Vercelli, Milan e Juve dei primi anni del secolo scorso, lo sono anche quelli dell’Andrea Doria e delle altre squadre che trionfarono nei tornei FIGN.

Alla fine può sembrare un’assurdità ma non lo è affermare che la Sampdoria ha nel suo palmares 5 scudetti e non 1. Così stanno le cose, nella sostanza. Non sulle carte, per via di arbitrarie decisioni che non hanno appunto ragione di essere.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.


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