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martedì 5 aprile 2011

Si puo' dire: unici.

...le strade e il cielo della città hanno gli stessi colori
il mare ha proprio quel blu
e il bianco è quello del suo sale
il nero di un temporale che si allontana nel sole
se aggiungi il rosso del cuore andrai...
oltre i limiti dell'impossibile
delle parole inutili
più in alto delle nuvole...

(A. e V. De Scalzi, C.Guidetti)


Si dice spesso che la tifoseria di calcio della Sampdoria è, se non unica, perlomeno del tutto singolare nel panorama calcistico italiano e mondiale. Questo non vuol dire che tutti i tifosi della Samp siano per ciò stesso speciali, e non vuol dire che anche fra le sue fila non si annidino dei sostenitori comuni e banali o addirittura dei teppisti, ma quando la percentuale di mele bacate, sul totale di una consistente massa di persone, è pesantemente sotto il minimo l'evento è sempre così straordinario da meritarsi l'appellativo di singolare. E la stessa cosa si puo' dire per l'incondizionato, appassionato, inestinguibile, inimmaginabile, ogni volta sempre più stupefacente e sempre sommamente creativo attaccamento che tale tifoseria sempre ha dimostrato per questi colori, in tutte le circostanze, in quelle fortunate come in quelle avverse, si trattasse di una finale di coppa campioni o di una squallida partita di B giocata con l'incubo della C.

E' facile tifare per squadre che ogni anno trinciano dai 50 ai 100 milioni di euro e che spendono per lo stipendio di un singolo giocatore quanto altre spendono per remunerarne ventidue: vincere, in quel caso, diventa un obbligo e davvero non so quale gusto possa dare, dopotutto. Cosa diversa è amare una società di calcio (che tale solo non è, attenzione) perchè i suoi colori, i più belli del mondo, sono i tuoi colori e sono quelli della tua terra, e se per l'ottanta per cento della sua storia piu' che di coppe si è parlato di sconfitte o di pareggi, bè, davvero questo non conta proprio un bel niente, per chi è tifoso col cuore. Chi ama le cose facili tifi pure Milan, anche se è nato a Vercelli, libero di farlo. Adesso però sto parlando d'altro.

Quest'anno la Samp è partita dalla Champions ed è finita a lottare per salvarsi. Capita, a chi partecipa a un gioco, ma non è questo il punto. Le colpe sono varie, ma al 90%, quest'anno, sono da ricondurre direttamente o indirettamente ai massimi dirigenti, autori in soli 5 mesi di una serie incredibile e davvero sconcertante di scelte errate, arroganti e indifendibili, tipiche di un incompetente allo sbaraglio. Gli stessi che anni fa avevano fatto cose egregie si sono macchiati in questi ultimi mesi di obbrobri difficili anche da raccontare. La buona fede con cui sono stati compiuti non puo' impedirci di evidenziare gli errori commessi.

Pur tuttavia a Verona sono andati quasi 5.000 tifosi, e Verona non è propriamente dietro l'angolo per chi abita a Genova o in Liguria. Si lotta per non andare in B, si gioca da male a malissimo a seconda delle domeniche, si costruiscono due azioni stiracchiate in 90 minuti, si tira in porta solo per errore, non si segna una rete da settimane, si perde quasi sempre, ma loro si sono trasferiti in massa a casa Chievo, dopo aver realizzato nelle scorse settimane tutta una serie di inizitiave che, data la situazione poi, hanno dell'incredibile, buona ultima il video fatto girare in rete, sempre con l'entusiasmo alle stelle, sorretti e guidati da un amore che non ha mai fine. Un esodo degno di una semifinale di coppa per una partita della disperazione che si preannunciava bruttissima e soffertissima e che è stata bruttissima e soffertissima. Ma l'amore vero va oltre.

Sia chiaro, Cassano nemmeno lo considero in questa analisi, difatti sto parlando di cose serie...: lo preciso perchè so bene che il pensiero di chi legge va subito a lui. Non puoi aspettarti niente da chi non è affidabile e quindi non puoi restare davvero deluso o considerarti danneggiato se un giorno ti arriva quel che potevi aspettarti. Lui è davvero l'unico che con questo discorso ha poco a che fare: deve ancora maturare, come ama spesso affermare, ma noi non possiamo aspettare in eterno che un adulto maturi.

Chi ha sbagliato e, presuntuoso, crede ancora di aver fatto tutto bene, rifletta per bene su fatti come questo. E ritrovi i fretta il lume della ragione o perlomeno quello della modestia che ti fa avere sempre ben presente i tuoi limiti. I tifosi che hanno invaso Verona sono in massima parte persone che lavorano tutta la settimana e per le quali una trasferta incide non poco da un punto di vista economico. E i giocatori, che quest'anno (caso raro nel calcio) hanno qualche colpa ma tutto sommato non così grave (parlo dei presenti, è ovvio, gli assenti non meritano menzioni), si diano una mossa, perchè è giunta l'ora di smetterla di scherzare e di tirare fuori anche quello che non si ha. A maggio poi si faranno i conti e qualcuno, eh già, dovrà vedersela con l'oste. Nel calcio, come in tutti i campi, non ci si improvvisa. E se si sbaglia e si risbaglia da ciechi presuntuosi non si ha nemmeno diritto al perdono.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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