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venerdì 5 giugno 2015

Diritti che nascono con noi


Nessuno, che sia omosessuale, eterosessuale, chissacosasessuale o asessuale, ha il diritto di negare o concedere a chicchessia quelli che dalla nascita sono diritti inviolabili di ciascuno di noi; cogliendo fior da fiore: essere liberi; poter avere un figlio; poter contrarre un matrimonio civile con un'altra persona; godere degli stessi diritti e doveri di tutti gli altri. Non puo' farlo un prete, un Papa, ne' un politico, figurati un passante.

Secoli fa ad alcuni uomini era negata la liberta', poi la schiavitu' e' stata abolita ma non e' stato in questo modo attribuito o concesso un diritto a chi era schiavo: lui questo diritto lo aveva dalla nascita, il fatto era che questo diritto era semplicemente calpestato da uomini incivili di societa' incivili. Mi fa pena chi dice che un bambino ha bisogno di un padre e di una madre: un bambino ha bisogno di una o piu' persone equilibrate e ha bisogno di amore. Togliamo i figli ai vedovi e alle ragazze madri? Queste persone elevano a dogmi le loro strampalate opinioni, spacciano le loro idee infarcite di pregiudizi per verita' scientifiche, fanno dei loro complessi psicologici e dei loro irrisolti problemi una regola universale. Mi fa pena chi dice che l'omosessualita' e' innaturale perche' non puo' procreare: anche una persona sterile non puo', e poi chi ha detto che tutte le unioni di persone devono procreare? E quelli che, uomo e donna, decidono di non procreare ma fanno ugualmente sesso? Mi fa pena chi dice: ok al matrimonio fra omosessuali ma l'adozione no: ma chi ca**o sei tu per dire cosa puo' fare o non fare nella sua vita privata un altro essere umano, specialmente quando la sua felicita' non riduce la tua? E se a dirlo e' un omosessuale, mi fa pena allo stesso modo: si faccia gli affari suoi, se la pensa cosi' non adotti, ma non pretenda di stabilire regole di vita universali conformi alle sue idee di merd*.

Una confessione religiosa puo' considerare la liberta' di tutti gli individui uno scempio; la maggioranza degli uomini puo' essere favorevole alla schiavitu'; cio' nonostante l'uomo nasce libero e questo diritto e' insopprimibile; puo' essere solo negato da civilta' barbare, ma esiste. Lo stesso vale per l'orientamento sessuale: a te possono non piacere i gay, la Chiesa cattolica puo' considerarli peccatori, ma queste sono vaccate: i diritti di cui parliamo vengono prima di queste opinioni. Uno stato democratico e civile non si piega alle idee strampalate di preti e bigotti, non asseconda le turbe di infelici complessati, ma riconosce uguali diritti a tutti, anche ai cretini in verita'.

Tutti quelli che oggi sono omofobi dimostrano la piccolezza del loro cervello e l'aridita' del loro cuore; sono persone malate, e di questo mi dispiaccio davvero, e generalmente incurabili; il mondo progredira' e segnera' nuove conquiste e fra qualche decennio questi campioni di imbecillita' saranno visti allo stesso modo di come oggi giudichiamo gli schiavisti dei secoli passati. Siete in errore, il vostro modo di pensare infetto e' figlio di educazioni disgraziate e sbagliate, magari ma non necessariamente combinate anche con corredi genetici di scarsa qualita'; e se comunque ciascuno ha il diritto di credere in idee sbagliate, e anche di esprimerle, sia pure con qualche limitazione (istigare all'odio e alla discriminazione non si puo'), nessuno ha il diritto di pretendere che queste opinioni personali si facciano legge, regola di vita universale, dogma. Noi (noi uomini civili, noi esseri umani degni di chiamarci persone) non vogliamo il matrimonio civile, la reversibilita' della pensione, etc: queste cose ci spettano gia' dalla nascita, non si vuole cio' che si ha, si vuole che chi ti impedisce di fruirne la smetta. Noi vogliamo, esigiamo, pretendiamo che sia eliminato il divieto di godere di questi diritti, e' diverso.

L'omofobia e' una malattia penosa, gli omofobi mi fanno pena, prima che rabbia. Lotto contro l'omofobia da trentacinque anni e lottero' sempre di piu', pur essendo prevalentemnente eterosessuale, perche' non devo essere uno schiavo per lottare contro la schiavitu' ne' un bambino per lottare contro la pedofilia ne' un cane per lottare contro il maltrattamento degli animali. Questa sara' sempre di piu' la mia battaglia, accettero' sempre meno il confronto dialettico su questi temi perche' ormai e' come parlare di nazismo con un negazionista: inutile e svilente.

Tutti hanno uguali diritti, ad alcuni sono negati: questo e' il succo. Ci sono amici che sono come me ma siccome amano un uomo anziche' una donna non hanno i miei stessi diritti: inaccettabile, come era inaccettabile che vi fossero settori diversi, per neri e bianchi, sui bus in America, sino a non molti decenni fa.
Sara' lotta dura fino a quando questi diritti non saranno riconosciuti, il resto e' aria fritta.

Tutti quelli che pensano che due donne e un bimbo non costituiscano una famiglia si tengano le loro idee di mer*a, il mio scopo non e' convincerli che stanno sbagliando (non mi interessa e poi so che sarebbe una battaglia persa, in alcuni casi la vita insegnera' loro quel che e' giusto sapere, in altri no e va bene cosi'), il mio scopo e' far si' che il fatto che alcuni o molti siano bacati non si traduca in una vita d'inferno per un'ampia fetta di esseri umani su questa terra.


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