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venerdì 15 gennaio 2016

Capre del mattino

Se lo avessi sottomano gli darei tante di quelle legnate (educative) che sicuramente gli cambierei l'indole.
Parlo del neurone della fretta di quelli che la mattina si alzano tardi, si lavano i denti mentre sorseggiano il caffè, salutano la moglie con un grugnito e indossano due calzini spaiati, prendono l'accendigas in mano anziché le chiavi dell'auto e scambiano la vicina per una nuova fioriera messa lì la sera tardi da qualche condomino intraprendente. E, soprattutto, pensano di poter poi recuperare correndo come capre impazzite sulle strade, rischiando la vita loro (chissene) e degli altri (e qui se permettete mi arrabbio di brutto).


L'unica remora che potrei avere è che se eliminassi o rendessi invalido quel neurone i tizi in questione, poco più che mononeuronici, si troverebbero impossibilitati a svolgere con scioltezza anche le funzioni più modeste del nostro percorso esistenziale quali scaccolarsi con cura in coda al casello o fare zapping ragionato stravaccati in poltrona.

Ti stanno a due millimetri dal paraurti posteriore, roba che se sfiori il freno per un attimo ti ritrovi con un nuovo design sul baule (un bel "trasferello" di imbecille), sfanalano imperiosamente (ma quando devono mettere la freccia pare invece che abbiano una paresi al braccio sinistro), si allargano più volte per tentare il sorpasso o per simularlo al fine di metterti pressione e poi rientrano, scalpitano come capre appunto, con le quali mi scuso per l'infido paragone. Si tratta di decerebrati cheper guadagnare 30 secondi sull'arrivo al lavoro sarebbero disposti a vendere la mamma su ebay, ma che piuttosto che mettere la sveglia 5 minuti prima si farebbero mozzare il braccio destro da un serial killer in pensione, dotato di ascia arrugginita e quindi a rischio tetano.

Naturalmente l'unico effetto che un simile australopiteco poco dotato ha sul mio stile di guida è che se prima andavo a 45-55 laddove il limite è di 50, subito scendo a 49 e metto una goccia di attak sulla lancetta del contachilometri. Se tu sei un bastardo io divento ligio più che mai, se tu metti a rischio la mia vita perchè la sera ti sei addormentato sui porno annunci delle tv private io divento il campione del codice stradale, l'automobilista ideale (non che di solito sia molto lontano da questo standard, comunque).

A costoro, feccia del consesso degli automobilisti e rifiuto organico della società, non andrebbe tolta la patente: andrebbe demolita l'auto sul posto, con cerimonia pubblica e in presenza di fanfara e autorità locali, e inibito l'uso di qualunque mezzo di trasporto per 215 anni, altri pianeti della Via Lattea inclusi, incluso pure il trenino elettrico di Natale del nipotino di cotanto zio. Non meritano di morire, certo che no, sebbene con il loro comportamento rendano più scivolosa la tua strada verso l'inferno e spesso qualcuno riescano a mandarcelo davvero per la loro disgustosa imprudenza. Meritano di essere marchiati a fuoco sulla fronte con la I di imbecille. Si direbbe quasi che l'imbecillità l'abbiano inventata loro: prima non c'era.

Sono indegni di sedere su un qualunque sedile di mezzo in movimento; spesso, con leve e pulsanti, comandano una settantina di cavalli (motore) e ciò è bizzarro trattandosi di veri asini.

Domattina alle 7 si ricomincia.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.


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