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sabato 10 settembre 2016

E' meglio vincere o perdere?

 

E' MEGLIO VINCERE O PERDERE?

Vincere diverte eccome, diverte a pelle, al primo botto. Ti esalta, opacizza le difficoltà, rende più flebile il dolore di vivere, stende petali di rosa sul prato dell'avvenire, ti fa credere che tutto sia possibile, che basta provarci. Gli ostacoli che sono dietro l'angolo ti sembrano poca cosa, sei positivo, ottimista, irrefrenabile.
Chi non direbbe che vincere è meglio che perdere?

E' chi vince che urla di gioia, si abbraccia, salta, intona cori, apre bottiglie, ordina pasticcini. Chi perde riflette, o si arrabbia. E comunque non ha voglia di far baldoria, al massimo si rasserena in poco tempo, ma senza coriandoli e tappi che saltano.

Poi nella vita ti accorgi che quando fai sport, o segui i tuoi beniamini farlo, perdere è bello, e insegna molto di più, pur restando sempre bello anche vincere.
Cioè, non fosse che i tre punti servono, perdere sarebbe meglio di vincere, non ho dubbi (arrivare a 30-40 anni serve a tante cose), pur potendo vincere di tanto in tanto, tanto per vedere l'effetto che fa e giusto per dare un senso agli sforzi, specie a chi ha bisogno di un senso per farli, ché non tutti ci riescono altrimenti.

Insomma un merengue, un blaugrana, un bianconero, un bavarese si divertono, certo (non parlo del bel gioco che diverte: il bel gioco lo faceva anche il Chievo di Del Neri, molte squadre di Zeman, etc), perchè vincere diverte, ma secondo me si diverte più un viola, un laziale, un cagliaritano, un genovese: perchè lo juventino, il madridista, il catalano guardano un film e sanno già come va a finire, in genere, gli altri hanno il brivido puro dell'1 X 2, oltre a tutti gli altri piaceri del bel gioco, del senso di appartenenza etc. E poi i primi hanno la storia alle spalle che li spinge, la tradizione, l'abitudine e tutto a favore e quasi niente contro, tutto liscio, il trascurabile sempre enfatizzato, il brutto minimizzato, insomma un tappeto rosso sul pavimento della vita sportiva, al lordo di qualche inciampo sempre possibile quando il tappeto si ingrippa.

Non parlo poi dell'appartenenza territoriale, che spesso per i "grandi club" (grandi nel sendo di ricchi) esiste molto meno e per pochi, avendo più seguaci sparsi in tutta la nazione, e anche l'appartenza territoriale, ragazzi, dà gioie incredibili, a prescindere dal risultato, che molti juventini, merengue, blaugrana etc non conoscono. Ma, lo so, si consolano girando per la sala trofei, nulla da dire, ognuno la vede a suo modo, io la vedo nel mio, e modestamente penso sia quello giusto! Io ci vado di rado in sala trofei (prima del 1985 non l'avevo neppure, al suo posto c'era una stanza ripostiglio con qualche Viareggio importantissimo), quando ci vado ci metto meno tempo a girarela tutta, ma così ho più tempo per pensare e scrivere post come questo!

(img: freepik com)


autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.





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