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mercoledì 26 agosto 2020

Sparire


Voi davvero siete certi che tutti quelli che spariscono (alcuni dei quali poi diventano casi dell’ottima trasmissione “Chi l’ha visto”), spariscono involontariamente perché rapiti, o vittime di amnesia o simili?
Toglietevelo dalla testa. 
Una fetta non irrilevante se ne va perché vuole andarsene.
Perché non ce la fa più.
La vita, che si conclude sempre con la morte, ti massacra giorno dopo giorno: non tutti riescono a pararne i colpi, non per tutti i colpi sono forti allo stesso modo, a volte il caso si accanisce.
Sono centinaia di casi, migliaia ogni anno. 
A volte non sono spariti, si sono uccisi.
E, comunque, sparire e non tornare mai più è l’alternativa a uccidersi.

Oggi sei qui, domani no. I tuoi oggetti sono qui. Non li toccherai mai più. Sono ancora come li hai lasciati. Li hai avuti davanti agli occhi per anni, decenni. Li hai usati, forse li hai comprati. Abbandonati a se stessi per sempre. Cianfrusaglie, o lancinanti spilli del ricordo per chi resta. 
I tuoi familiari sono qui, non ti vedranno mai più e non sapranno mai più niente di te.  Avevi chiesto un preventivo, avevi un referto medico da ritirare, eri in parola con un amico per una cena, il panettiere è abituato a vederti almeno un paio di volte a settimana, i tuoi amici ti leggono sui social o comunque ogni tanto ti chiamano, la tua vicina sa che può contare su di te se  una lampada non funziona, tua madre è preoccupata per te come tutte le madri ma di certo non immagina cosa sta per precipitarle sulle spalle, tuo figlio ti cerca sempre con gli occhi e fra poco ricomincerà ad andare a scuola, i tuoi colleghi sono abituati a vederti tutti i giorni, anche l’impiegato delle Poste ti ha inquadrato dopo alcuni anni. Non ti vedranno mai più, il referto resterà là, il figlio andrà di nuovo a scuola, il panetteiere lo verrà poi a sapere, gli amici piano piano, la madre non capirà più nulla, al figlio bisognerà dire qualcosa. E tu non li vedrai mai più. Tu da stasera non ci sei più. Non come se non ci fossi mai stato, anzi l’opposto. Ma non tornerai mai più.

No, non è sempre rapimento, assassinio, amnesia, malattia, spaesamento dovuto all’età avanzata, liti familiari ricomponibili. Molte volte è qualcosa di diverso.

Molti ti dimenticheranno in pochi giorni o poche settimane. Alcuni nemmeno si accorgeranno. Alla fine, siamo niente per quasi tutti, poco per pochi, e forse tutto per pochissimi, ma mi preme mantenere il “forse”. Pochi, pochissimi non supereranno mai questo fatto, che sarà una crepa permanente nella loro vita.

Pensateci, quando si parla di una persona scomparsa da settimane o da anni.
Pensate a tutto quello che gira intorno a questo irrilevante fatto di cronaca. 

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.


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