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giovedì 3 settembre 2020

Effetti collaterali


(9 Mauri su 10 consigliano la lettura di questo testo)
(3400 caratteri ca., 3 minuti e mezzo)


Avete mai letto per intero il bugiardino di un medicinale?
Sì?
Avete fatto molto male. Dio mio, ma cosa avete nella testa?

Oggi il medicinale più banale ha un bugiardino lungo 50 cm su due lati, quindi un metro. Scritto fitto e piccolo su carta velina che quindi se leggi controluce pare egizio.
Serve tempo, e pazienza, e occhiali se hai più di 45 anni. Silenzio nella stanza, assenza di cardiopatie, sedia, bicchiere d’acqua, fazzoletto per la sudorazione.
All’inizio sei felice: hai la medicina fra le mani, la stai per assumere, i tuoi problemi finiranno presto.
Dopo averlo letto tutto (almeno 6-7 minuti di angioscia crescente, alcuni passi li rileggi) butti tutto nel cesso e cerchi su Amazon un rivenditore di cappi: il suicidio non ha effetti collaterali (o perlomeno non avrai il tempo di conoscerli).

Qualunque medicina (e non parliamo di quelle un po’ più serie) elenca una serie interminabile di sostanze che non devi assumere in concomitanza con quella che stai per trangugiare: decine di nomi tecnici che ti allarmano e ti confondono, leggi: mai assumere Brignol se stai facendo una cura di pollanina e tu dici, ok, nessun problema, mai sentita ‘sta pollanina, e invece la pastiglia di Cumir che stai prendendo da sei mesi contiene come principio attivo proprio la pollanina e tu non lo sai.

Si passa poi all’elenco dei possibili effetti collaterali, da quelli comuni (interessano almeno 1 persona su 10, è scritto: già te li senti addosso e ancora non hai cominciato la cura), a quelli meno comuni a quelli rari o molto rari (sezione sfigati). 

In pratica come effetti collaterali sono elencate tutte le malattie esistenti al mondo, dalla diarrea alla lebbra, dal mal di testa a Ebola, escluse forse il gomito del tennista e l’unghia incarnita e, ovviamente, la malattia che quello specifico medicinale è chiamato a risolvere (sarebbe un paradosso). Una volta ho assunto un antibiotico che citava, come rari ma possibili effetti non graditi, la rottura del menisco (?) e la morte (un effetto mica da poco se ci pensate, per il quale la definizione di “non gradito” mi pare un tantinello soft).

Anche prendendo in esame solo i più frequenti (quelli che colpiscono 1 sfigato su 10 o su 100) non c’e’ da stare allegri: a chi piacerebbe prendere una pastiglia per facilitare il sonno o per il diabete e sapere che potrà avere le immancabili vertigini, nausea, diarrea, eruzioni cutanee, sudorazione, aumento di peso, incubi, ittero, rete4, cefalea, negazionismo?

E che dire di quelle medicine che fra gli effetti collaterali indicano manie suicide, restringimento della gola (!) -che sarà mai, ci passa solo l’aria di lì-, vomito con sangue, convulsioni, collasso, glaucoma acuto, assenza di orgasmo (le donne sono favorite), mancanza di eiaculazione, erezione (calma, leggete tutto) persistente e dolorosa, allucinazioni, incapacità di urinare o incapacità di trattenere l’urina (decidetevi, eh), aumento del rischio di fratture ossee, ulcerazione di bocca e lingua, anoressia, secchezza vaginale, sonnambulismo, disturbi visivi, alterazioni del gusto, fascismo e terrapiattismo?

Resta poi inteso che qualunque sostanza (a parte l’acido folico e l’acqua bollita) ti è proibita se sei o sospetti di essere gravida, non parliamone se sei un bambino e se stai avendo un infarto (proprio così, ho letto anche: “non asssumere durante un infarto acuto”). 

Le norme da seguire in caso da sovradosaggio hanno spesso risvolti umoristici (io pensavo che bastesse mettersi a testa in giù ma non è così) e infine tutti i medicinali possono inteferire con la guida di auto o macchinari, ma anche no, possono dare sonnolenza ma anche no, e richiedono che tu faccia vita da astemio per settimane o mesi.

Alla fine, a meno che tu non sia così messo male da poter correre qualche rischio, non la assumi: anzi, ti pare già di non averne quasi più bisogno, ti senti meglio, dici vedrai che passa da sola. 

In un certo senso, questi bugiardini fatti apposta per parare il sedere alle cause farmaceutiche, ottengono un effetto positivo: guarisci da solo senza buttar giù porcate.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.


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