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domenica 26 giugno 2016

Le civette sul comò

Ma la figlia del dottore e le civette adesso, con la nuova legge sulle unioni civili, possono sposarsi, ancorché non adottare?
Siamo sempre nel dubbio se il dottore si ammalò come conseguenza di questa bizzarra relazione sessuale fra la figlia e le civette (e su di un comò poi) o se per altri motivi; di certo, se già malato, non dovette fargli bene il venire a sapere che la figlia, per la quale probabilmente presumeva un futuro da dottoressa, si intratteneva in pratiche poco chiare e comunque lussuriose con non dico una ma ben tre civette (sesso di gruppo), non sembrando rilevante a questo punto se di civette o di scimmiette si trattasse, come paiono indicare versioni alternative della medesima filastrocca.

« Ambarabà ciccì coccò
tre scimmiette/civette sul comò
che facevano l'amore
con la figlia del dottore;
il dottore si ammalò:
ambarabà ciccì coccò! »

Ancora da chiarire poi è se "Ambarabà ciccì coccò" è una formula senza senso il cui scopo è solo quello di essere gioiosa e musicale introduzione e chiusa della filastrocca, al pari di "Cavallino arrì arrò", o se magari è tesa a riprodurre onomatopeicamente il rumore prodotto su un comò da queste bizzarra specie di ammucchiata tra la figlia di uno stimato professionista e tre civette di dubbia moralità.

Nulla di preciso può dirsi infine sulla figura materna di questa figlia ninfomane; forse anzi è proprio da ascrivere all'assenza di una figura di riferimento la china poco stimabile che codesta fanciulla pare prendere in tenerà età, approfittando, si presume, anche dell'infermità del padre che, unita alla mancanza della madre (forse morta o forse fuggita con un altro uomo), danno alla ragazza evidentemente diverse opportunità di intrattenersi in tutta libertà e nella stessa camera matrimoniale della casa con tre civette in atteggiamenti lascivi, senza curarsi che tali acrobazie possano venir scoperte da visitatori occasionali o dalla servitù, senza contare che non si hanno salde certezze riguardo alla maggiore o minore propensione alla riservatezza di codeste civette.

Non possiamo nemmeno avere certezze sul prosieguo della triste e pruriginosa vicenda: non sappiamo se il dottore, venuto a sapere dell'infoiamento della diletta figlia per queste bestioline porcelline, abbia ritenuto opportuno assumere provvedimenti o invece non ci sia riuscito per via del suo cagionevole stato di salute e magari abbia preferito non rendere pubblica la dolorosa vicenda (non è carino che mentre tu soffri tua figlia si sollazzi con civette e/o scimmiette sull'arredo di casa).

Di certo pare disdicevole il comportamento di codesta figlia che non solo trascura il padre infermo e i suoi doveri, ma si trastulla allegramente senza curarsi che il sentore di questo scandalo possa arrecare dispiacere o danno di immagine al dottore suo padre: se proprio si ha desiderio di farsi qualche civetta, si possono scegliere luoghi certamente più riservati oltre che comodi.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.


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