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mercoledì 6 luglio 2016

"E adesso, scusa, tu dove sta?"

Tu, sfruttata di call center, mi chiami per propormi internet su linea fissa. Sei una delle icone di questi tempi post capitalistici di merda che fanno tanto Jobs Act e partiti di sinistra che puzzano più di quelli di destra.
Ti dico che sto cercando casa: quando l'avrò, ci penserò. Anch'io come icona non sono da buttare.
Non molla. Mi dice:" e adesso, scusa, tu dove sta?"
Ok, vuole fare conversazione, sebbene sia un po' frenetica, stile macchinetta, più frenetica che affabile. E' della categoria: non mollo, te lo scordi, analizzo tua scusa e contrattacco.
Dico che sto da mia madre, temporaneamente, e che per qualche mese stavo in affitto, e magari ci torno, nell'attesa.
Lo squalo ha sentito l'odore del sangue, ma non ha capito che il corpo che sanguina è nell'altra vasca, non nella sua: capita quando sei pressata da superiori succhiasangue, perdi le misure ti dibatti a vuoto.
Tua madre ha linea fissa, mi dice. Io confermo: ce l'ha, sai com'è, è donna vecchio stampo. Lei dice: puo' fare lei internet, c'e' adesso offerta incredibile 15 euro tutto compreso (arriverà presto il giorno che ci pagheranno per navigare, fidatevi). Io ribatto: sono lì temporaneamente, sto cercando casa, lei nemmeno lo vuole, internet, mi pare che la cosa non abbia senso.
Per lei ce l'ha, difatti insiste. Il teatro dell'assurdo era robetta al confronto.
Tu puoi dire lei di offerta, incredibile 15 euro tutto incluso.
Io ribadisco: non ha senso, io fra poco me ne vado, a lei non interessa, che faccio, le mollo un contratto di uno o due anni? Non interessa a me fare questo, adesso sto cercando casa.
Insiste. Mi parla sopra. Io taglio dicendo guardi, la saluto, buon lavoro. Lei sta continuando a snocciolare con buona veemenza.
Ripeto i saluti e appendo.
Va bene insistere, è il segreto del buon venditore. Anche essere un po' noioso, sebbene con gli anziani possa parlarsi spesso di stalking più che di offerta commerciale. Ma perdere le misure no, è ridicolo e inaccettabile. Certo, tu cara non hai del tutto colpa: fai la cafona per vivere, perchè questa società non offre molto di più e comunque non ti paga per intero il valore del lavoro che presti. Ma sei tu che mi rompi le scatole, sebbene per conto di terzi. E chiami al mio cellulare un pomeriggio alle tre, magari quando io ho un problema, o più di uno, e non sono dell'umore, e con voce a macchinetta ti arrampichi sugli specchi e insisti.
Di solito quando dico che sto cercando casa salutano, alcuni fanno gli auguri (solidarietà fra morti di fame presumo). Questa no. Mi dispiace che non mi abbia salutato, ma non li sentiva i miei saluti: il movimento della lingua le disabilitava temporaneamente la funzione dell'ascolto.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.


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