lunedì 31 agosto 2020
Sotto questo cielo
domenica 30 agosto 2020
Modeste proposte
Chi tifa per i temporali
sabato 29 agosto 2020
La causa è nota
R2
venerdì 28 agosto 2020
Senza dubbi, sì
SENZA DUBBI, SI’ Il Parlamento ha detto SI’ alla riduzione del numero dei parlamentari, pochi mesi fa, e lo ha detto a larghissima maggioranza. E’ una riforma logica, che renderà il Parlamento più efficiente (di certo non meno efficiente!) e non meno rappresentativo, ridurrà di un minimo le spese e darà un segnale. Dopo il tentativo di schiforma di Renzi (c’era dentro di tutto, 2 cose buone e 18 pessime e si stravolgeva la Carta aumentando in maniera pericolosa il potere del Governo, oltre a sdoganare un pessimo italiano), è ovvio che la strada è fare piccole riforme, per settori. Meno parlamentari vorrà dire meno caos e presumibilmente maggiore attenzione dei partiti nel selezionare i candidati. Per far sì che i candidati non siano più burattini che obbediscono all’ordine di 4 o 5 segretari di partito occorre cambiare la legge elettorale, non serve opporsi a questa riforma: ma questa è un’altra storia e solo gli ignoranti o chi è in malafede confonde le due cose. Chi oggi invita a votar no, molto spesso è chi pochi mesi ha votato sì (qualche esempio? Giachetti IV, Mulè, Napoli e Brunetta FI, Orfini e Rciti PD, Vallascas e Siragusa M5S, Borghi Lega.) Spesso, poi, chi sostiene il no, spara palle. Esempi. Santori afferma che se i deputati passeranno da 945 a 600 la politica sarà distante dai cittadini (adesso non lo è?) perché avremo un eletto ogni 150mila abitanti. Peccato siano 100mila. Prima fare i conti per bene, poi pensare, poi tacere, cara sardina. Tesauro (ex presidente Corte Cost.!) afferma che se vince il SI saremo ultimi in Europa per rapporto tra eletti e cittadini. Il che è falso. Germania, Francia e Regno Unito, per esempio, avrebbero sempre un rapporto minore del nostro. L’errore è mettere nel conto anche le Camere NON elette. Il punto è che quando una riforma è targata 5stelle, diventa pessima anche se è ottima. Ma il mio cervello giracchia ancora. Poiché: vedo solo lati positivi in questa riforma; tutti o quasi li hanno visti e hanno votato SI; chi adesso da voltagabbana dice no non porta argomenti fondati o addirittura spara palle; io continuo a non avere dubbi. SI.
Differenze
Io ho una sola vita, quindi non sono grillino. E non sono stato mai i partiti che ho votato. Voto una forza quando secondo me è l’alternativa migliore a quel giro. Ho spirito critico, sono informato, ho memoria, ho un sistema di valori. Esserlo, grillino, oltre che votare, forse sarebbe troppo, dato che, come ho detto, la vita è una. Allo stesso modo non sono leghista né fascista e, piccola differenza, nemmeno li voto. La vita è troppo breve anche solo per votarli, anche solo mezza volta, o per condividere certe idee anche solo per un secondo. Decisamente troppo breve per macchiarla così, in maniera stupida. Perchè ci sono idee buone, idee cattive e idee così così. E ci sono persone sincere e trappoloni. E persone che possono sorprenderti, o deluderti. Fin qui, tutto normale. Poi ci sono idee di cacca e agitatori e seminatori d’odio. C’è differenza.
mercoledì 26 agosto 2020
Sparire
Voi davvero siete certi che tutti quelli che spariscono (alcuni dei quali poi diventano casi dell’ottima trasmissione “Chi l’ha visto”), spariscono involontariamente perché rapiti, o vittime di amnesia o simili?
martedì 25 agosto 2020
Grazie
domenica 23 agosto 2020
La rotellina
Di alzarti, di andare a letto.
Di mangiare, di farti la barba.
Di leggere, di scrivere.
Di uscire o di rientrare.
Di vestirti, di pulire, di organizzare.
Di darti lo smalto o pettinarti.
Di dare una forma alla tua giornata.
Di pensare agli altri.
Di pensare.
Di avere voglia.
Ti passano accanto, la moglie, i figli, la mamma, il marito, il gatto.
Sono come piante in vaso, ma si muovono.
La casa ti contiene, è tutto.
Avevi progetti, sono fermi.
Non pensi nemmeno più al passato, non ci riesci.
Tutto ha perso senso. L’aveva?
La tv parla da lontano, i mobili ti guardano, il vociare da fuori non ti riguarda.
Le ore sono tutte uguali, adesso che le osservi passare ad una ad una te ne accorgi.
I giorni anche, e ciascuno si ammassa sui precedenti e l’ombra del cumulo si fa sempre più grande e opprimente.
Siamo meccanismi imperfetti ma riusciamo a funzionare.
Fino a quando si rompe una piccola rotellina che blocca tutto.
Cosa può romperla? Un indugio. Il riflesso psichico di una stanchezza eccessiva. Un pensiero sbagliato. Una perdita. Un rovescio economico o lavorativo. Una delusione. Una malattia. La vita si sabota da sola, non ha bisogno di aiuto.
Diventiamo invisibili e non vediamo più niente: non ci interessa. Uno sguardo apatico non scandaglia e non coglie, scivola.
Ci chiamano stanchi, stressati, esauriti, depressi; ci dicono che abbiamo bisogno di dormire, di rilassarci, di staccare, di una breve vacanza, di una nuova vita. Non capiscono. Non potrebbero. Non abbiamo bisogno di niente perché non ci interessa più niente.
Un senso alle cose non può darlo un altro per te: quando non ci riesci più da solo, è finita.
Adesso ti osservi vivere, e quindi non riesci più a vivere.
Adesso guardi le cose e le vedi davvero, e ne percepisci la volgare e irrimediabile insensatezza.
Adesso capisci chi sono davvero le persone.
Adesso vedi cosa c’e’ dietro a quel film che ti scorreva davanti ogni giorno, fluido, e in cui tu eri attore: hai perso il copione, oppure lo leggi e non ti dice più nulla. Sei fuori parte.
Il tempo ha rallentato un attimo e tu hai guardato fuori: un errore fatale.
Non temi e non speri, tutto è uguale a tutto, guardi gli altri come pesci in acquario, poco dopo distogli lo sguardo.
La morte è sempre lì, e mantiene intatto il suo potere, ne hai ancora paura, ma non riesce a preoccuparti come prima.
Sono le cinque e aspetti le sei, è notte e aspetti il sole, la sera cala con angoscia, la mattina è un deserto.
Al telefono fingi, se ti parlano fingi. Col postino sei quello di sempre, anche al bar. Dentro di te la luce si è spenta.
Ti chiedi “perché?” E già la domanda ti destabilizza: non te la eri mai posta. Fartela, è il segno della fine. Non esiste una risposta valida, il trucco era non farsela.
Il calendario, le agende, le settimane a venire, le stagioni: un flusso indistinto. Sai che prima o poi ti chiederanno conto, sai bene che prima o poi dovrai decidere qualcosa, mettere la firma sul conto della vita, ma non ti importa: sei alla deriva, non ti curi dell’approdo o della prossima curva. Quando sarà, te ne andrai.
Siamo meccanismi imperfetti ma riusciamo a funzionare.
Fino a quando si rompe una piccola rotellina che blocca tutto.domenica 16 agosto 2020
Bonus partite Iva: il caso di Rizzone (M5S).
Scegliere
mercoledì 12 agosto 2020
Andare a scuola non ti insegna solo dov’è Vienna o cos’è una baia, ma..
martedì 11 agosto 2020
Repetita iuvant
mercoledì 5 agosto 2020
Un branco di parassiti molesti ed ebeti
Gnomi morali
Vento di cambiamento
lunedì 3 agosto 2020
Alla fine, basta davvero poco per bruciare tutto
mercoledì 29 luglio 2020
Piero dice che sul suo sito può scrivere quel che...
PIERO DICE CHE SUL SUO SITO PUO’ SCRIVERE QUEL CHE VUOLE.
MA A ME MANCA ANCORA IL CRICETO, UN OMBRELLO, DUE BANCONOTE, ETC. ETC.
(1997 caratteri, 2 minuti e 20’’)
Dunque.
Io sono amico di Piero.
Piero viene a cena da me una volta al mese. Da anni.
Molte volte ho notato, in questi anni, che il giorno dopo mancavano o posate, o soprammobili. A volte un libro, una sera due banconote da 50 euro. Una volta un ombrello. Ma di certo non ho mai sospettato di Piero.
Una sera non ho più trovato il mio amato criceto.
Questa storia è andata avanti per 10 anni.
Poi Piero è stato condannato per furto (il decimo anno mi ero accorto che nel suo salotto faceva bella figura il mio soprammobile, eredità materna, sparito anni prima, e lo avevo denunciato). Le prove erano certe, c’era la siglia di mia madre sotto la brocca.
Dopo quella condanna per furto, relativa al sesto di questi dieci anni, non è più venuto a casa mia.
A me mancano tante cose.
Ma lui è stato condannato solo per quel furto.
Ma a me mancano tante cose. Non penso di averle perse. E stranamente sparivano sempre i giorni in cui cenava da me.
Ma lui è stato condannato solo per il furto di quell’anno, il sesto.
Ma Piero è stato a da me più o meno 12 volte l’anno per 10 anni.
Ed era sempre lui, Piero.
Ora Piero sul suo sito scrive: 10 anni di cene da onesti in casa del mio amico.
Io gli ho fatto notare che aveva beccato una condanna, per almeno uno di quegli anni.
Ha risposto che sul campo lui era stato onesto, avendo cenato ed essendo uscito da casa mia come uomo libero. Che lui poteva scrivere quel che voleva, sul suo sito. E che la mia era una rivalsa di cartone. Ha detto proprio così, “di cartone”.
Io ho avuto furti o perlomeno sparizioni per 10 anni, era sempre Piero a venire a cena da me, nessun altro.
Ma non posso dirgli altro, altrimenti becco io la denuncia.
E poi sul criceto non avevo apposto sigle, e l’ombrello era di tipo comune.
Eppure, per 10 anni, era Piero e cenava da me. Era sempre Piero, negli anni pre furto poi accertato, e negli anni post furto.
Dite che ha rubato altre volte ma l’ha sfangata, in questi 10 anni?
#LaParabolaDelCalcioItaliano
Nota:
la Triade inizia ad operare nel 1994. Va avanti per 12 anni. Si ferma solo perché vengono beccati con le mani sporche di marmellata. L’unico scudetto revocato è del 2005 (quello del 2006 non fu assegnato perché la Juve, penalizzata, fu retrocessa, non perché fosse stata oggetto di indagine l’annata 2005-2006). Precisiamo che Bettega ne uscì indenne.
12 anni. 1 scudetto revocato.
In quei 12 anni vinsero 6 scudetti (5+1 revocato), 1 coppa Italia e due finali, 4 supercoppe d’Italia. E 4 coppe europee.
12 anni, 11 vittorie in Italia, + 4 in Europa. 1 revocata.
Non è che si può siglare un criceto, eh.
Ma a me, a noi, mancano tuttora molte cose.
autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post. Leggi tutto...
domenica 26 luglio 2020
Non nascondere come la si pensa è cosa diversa dal...
NON NASCONDERE COME LA SI PENSA E’ COSA DIVERSA DAL RACCONTARE FROTTOLE E SPARGERE FANGO
(3556 caratteri, quasi 4 minuti)
A volte mi permetto di dare giudizi sulle pagine Facebook o sugli scritti altrui (intendo scritti di politica o di attualità, non di letteratura). E’ raro che lo faccia, ma a volte capita. Ci vado cauto, e quel che dico viene ben ponderato.
Quando dico che una pagina è credibile o no, pubblica notizia verificate o fake news, ha una visione smaccatemente di parte o no, mesta nel torbido o no, lo dico sulla base di fatti.
C’è chi fa post sulle presunte gaffe della Fedeli e non ha parlato di quella clamorosa del suo idolo politico (o parli di entrambe o, come sarebbe meglio, ignori entrambe). C’e’ chi dà al Di Maio del bibitaro (che è pure falso, oltre che idiota) e poi quando beccano uno dei suoi protetti con i conti esteri illegali parla del meteo o del piatto del giorno.
C’e’ chi si focalizza sul congiuntivo dell’avversario e non parla mai delle condanne dei suoi campioni.
Una pagina facebook, nel suo piccolo, è importante. Così come un blog, un account twitter o Instagram. Può fare politica legittimamente, diffondere notizie, veicolare opinioni, dare idee giuste, stimolare chi legge, innescare scintille positive, offrire solidarietà, stigmatizzare lo stigmatizzabile. Ma può anche contribuire a diffondere falsità, confondere le idee ed essere smaccatamente di parte, inventando pure cose, volendo però passare da imparziale. Questa seconda cosa non va bene. io non ho il potere o la voglia di fare alcunché, mi limito a denunciare la cosa.
Io non nascondo come la penso, chi apprezzo e chi disprezzo. Anzi, lo spiattello sempre. Ma evito che queste mie idee inquinino quel che racconto: i fatti sono sacri. Nascondere come la si pensa porta meno fastidi, ma priva di senso lo scrivere. Inoltre cerco sempre di evitare fake news (potrei pubblicarle solo per errore), meme idioti e di bassa lega, affermazioni razziste, omofobe, etc. Non accuso se non ho le prove o se qualcuno non le ha rese di pubblico dominio. Quando cito, indico sempre la fonte. Ecco perchè ho l’ambizione di fare una pagina che non nasconde la mia visione del mondo (e non vuole nasconderla) ma è equa e corretta. E quando leggi qualcosa sulla mia pagina non ti fa venire il dubbio: ma sarà vero? Perché già ho verificato io e, a meno di errori in buona fede, è vera.
Per fare un esempio, se oggi di un governatore 5stelle di una regione (fra l’altro non sono governatori, ma presidenti), dopo aver fatto di tutto nei mesi della pandemia, ed essersi già dimostrato incompetente e vago, si dicesse, con prove, che ha milioni e milioni su conti esteri, detenuti illegalmente per anni, e si parlasse anche di bonifici sospetti etc, ne chiederei le immediate dimissioni. Esattamente come faccio per quello leghista. Non è colpa mia se amando io chi si comporta bene, tendo a seguire chi si comporta bene (fin quando si comporta bene, attenzione: qui sta una differenza col fanatico): in questo modo è ovvio che tenderò ad avere sempre maggiori occasioni di critica a carico degli avversari di chi si comporta bene, è fisiologico.
Perchè io ho le mie idee, e apprezzo onesti e sinceri, e disprezzo disonesti e bugiardi, ma non sono così scorretto o scemo o ipocrita da fare figli e figliastri, o da piegare i fatti alla mia verità personale.
Questo non vuol dire fare di ogni erba un fascio o condannare le persone sulla base di voci, non sia mai.
Né vuol dire confondere reati gravi con bazzecole, avvisi di garanzia con condanne, o far passare inosservati fatti eticamente inaccettabili anche se penalmente irrilevanti. So distinguere, e bene.
Ma io controllo cosa fanno quelli che disprezzo, per poter dire perché li disprezzo. E controllo ferocemente quelli che apprezzo, per vedere se è il caso di continuare ad apprezzarli. Perché a me piace Grillo, per esempio, o Conte, ma se domani vien fuori che uccidono vecchiette per divertimento, li scarico a molla. Altri, invece, difendono gli indifendibili, e li difenderanno sempre qualunque cosa commettano, e anche se cambiano idea su tutto ogni due giorni. Oppure appena verrà beccato con le mani nel barattolo della marmellata uno di quelli che adorano, cercheranno subito di ricordarti che anche altri furono beccati in flagrante, non capendo che un ladro più un ladro fa due ladri e non zero. Questa non è informazione, è porcheria. Non è avere un’opinione, è essere servi di una cieca propaganda e aver perso del tutto lo spirito critico e la capacità di analisi del reale. E’ usare le idee fegli altri, non avere indipendenza intellettuale.
autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.
sabato 25 luglio 2020
Chi è fascista non è italiano
Essere fascisti non è un’opinione e, anche lo fosse, in Italia, Paese che lo ha provato sulla sua pelle e lo ha espulso, è illegale.
Essere mussoliniani ma non fascisti è anche peggio.
Essere fascisti ma non mussoliniani rasenta la patologia.
Essere fascisti ma ha fatto anche cose buone è essere fascisti.
Essere fascisti ma ha sbagliato ad allearsi con Hitler è essere fascisti.
Chi non è di destra né di sinistra o è confuso (5%) o è fascista.
Essere di destra non vuol dire essere necessariamente fascisti, ma aiuta: conosco poche persone di destra che si dichiarano antifasciste, le più non si espongono.
Chi è fascista ama vivere in una dittatura, in cui non vi sono sindacati, non vi è stampa libera, non vi sono partiti, nessuno può esprimere la propria opinione senza rischiare la prigione, il confino o la morte.
Chi è fascista è d’accordo con la teoria allucinante secondo cui esistono le razze umana e una è superiore alle altre che quindi vanno sterminate scientificamente.
Chi è fascista ama una politica estera espansionistica e coloniale, ama la guerra, è sessista, omofobo, razzista, intollerante. Approva gli omicidi politici. E’ violento e volgare.
Chi è fascista non può stare in questo Paese, che nasce nel dopoguerra sulla base di un Patto Antifascista. Al mondo esistono molti altri Paesi e la porta è aperta.
Chi è fascista è nostro nemico. Mina la nostra libertà, la nostra serenità, il nostro futuro, la pace. Inquina la mente dei giovani, confonde coloro che sono poco istruiti, parla alla pancia della gente, divide anziché unire, semina odio anziché concordia, individua nemici anziché affratellare, esalta le differenze e tende a smnuire le somiglianze fra tutti gli esseri umani, non combatte per un mondo più giusto senza diuguaglianze economiche e sociali. Considera il diverso o lo straniero come un nemico e un pericolo. Sfrutta la religione dominante per radicarsi, e la religione dominante si fa sfruttare volentieri per avere mano libera e non rischiare nulla. E’ culo e camicia coi grandi imprenditori e finanzieri.
E’ un pericolo per chi nutre in sé valori umani e vuole vivere in pace.
Chi è fascista non è curabile, a meno che non sia così giovane da poter ancora apprendere appieno l’orrore che lo affascina.
Essere antifascisti non è essere intolleranti, perché la tollerenza non equivale all’accettazione dei valori distruttivi che essa combatte.
Chi è fascista non è italiano.
autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post. Leggi tutto...
La percentuale dei basici
Fra i seguaci/votanti/fan/estimatori di ciascuna fazione poitica c'è sempre una certa percentuale (che non starò a specificare) di idioti, ignoranti, scorretti, creduloni, razzisti, etc. E' normale, la specie umana dà quel che può (poco), sia quando si tratta di votare sia quando si tratta di tifare per una squadra sportiva, o mettersi d'accordo per un obiettivo comune, ecc. Ma c'è un ma.
Sarà sfortunato io ma, basandomi sulla mia esperienza personale, fra chi vota Lega o fascisti o imprenditori delinquenti e lo fa da anni e in maniera convinta trovo questa percentuale decisamente più alta di quella che c'e' fra chi vota per esempio a sinistra (dove pure, come detto, i cretinetti ci sono). Pure fra i grillini ho avuto a che fare con sottosviluppati mica da ridere, ma come detto ci sono differenze quantitative importanti, che fanno saltare il quadro dal fisiologico al patologico.
Questo non vuol dire che tu che adesso mi stai leggendo (a proposito, grazie) se voti Lega sei necessariamente un idiota. Di sicuro, voti per un partito che ha scassato l'Italia e si è dimostrato inadeguato a fare alcunché, ma questo lo devi capire da solo, io c'entro poco. Non voglio offendere nessuno, meno che mai i miei quattro lettori tolta la mamma. Anzi, dirò di più: se non sai cogliere il senso del mio post e ti offendessi leggendo questo post, dimostresresti allora sì di esserci pure tu, fra gli idioti!
D'altra parte è evidente che quanto più una fazione politica basa la sua "politica" sul fare poco e male e sul diffondere fake news, dileggiare gli avversari, sobillare gli animi, dire menzogne, distorcere i fatti, omettere quelli scomodi, tanto più pesca a piene mani fra ignoranti, poco istruiti, grezzi, creduloni, razzisti, basici, etc. E' un fatto.
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martedì 21 luglio 2020
Altro che meritocrazia
Tizi che avrebbero difficoltà ad amministrare una raccolta fondi per un regalo di compleanno, che non riescono nemmeno a capire come si usa e perché una mascherina chirurgica da mezzo euro, che non studiano, non sanno nulla, non leggono dossier e non si informano, preferendo disertare le riunioni o andare a braccio rimediando figure da capre, che mentono come respirano, che seminano odio e mettono i poveri contro gli emarginati, e che per giunta sono alleati da decenni con perfetti delinquenti, finanziatori di mafia, frodatori fiscali, bugiardi, corruttori, dalla moralità di un maiale libertino e sotto indagine per strage, e che non si sono mai dissociati da fascisti, omofobi, razzisti, nostalgici e picchiatori, ebbene, tizi di tal fatta, che in un Paese normale sarebbero a dare un’occhiata ai cantieri rompendo le palle solo agli operai, qui da noi hanno importanti incarichi politici e sono sbavati e idolatrati da giornali e tivù servi, che riportano fedelmente e con grandi svolazzi ogni loro vomito scritto o pronunciato, enfatizzandolo quanto più è falso, ipocrita, illogico, incoerente.
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domenica 19 luglio 2020
I teneri complottisti
Da due mesi ad essere insopportabile non è più il SarsCov2, che NON se ne è andato e probabilmente in autunno ritornerà a far male (si spera molto meno), ma i “complottisti”.
Dubitare è sano, farlo al livello a cui lo fanno loro è patologico e ti impedisce di vedere la realtà, perché entri in una dimensione parallela in cui ormai niente può più essere come sembra ma tutto DEVE essere diverso da come sembra.
Tipo quelli che non siamo andati sulla Luna, che la la Terra è piatta, che Hitler è vivo in Sudamerica e gioca a scopone con Elvis, etc.
Costoro hanno come principale passatempo quello di scrivere che il Covid è stato poca cosa e adesso è sparito e mai più tornerà e che un governo crudele se ne è approfittato e se ne approfiterà per toglierci diritti e libertà. Spesso questi fenomeni votano per partiti che se andassero al potere non ci metterebbero due minuti a toglierci libertà e diritti (tipo i fascisti), e loro sul serio eh...
Costoro inoltre non hanno capito che il problema non è tanto il SarsCov2 in sè, che comunque resta una influenzona seria, cattiva, contagiosa e persistente (e dagli effetti a lungo termine ancora ignoti ma a occhio molto preoccupanti), quanto il fatto che, diffondendosi molto velocemente, mette in crisi nel giro di pochissimi giorni il nostro sistema sanitario, che è disorganizzato e ha pochi posti di TI, proprio a causa delle politiche decennali dei politici che costoro hanno votato come asini per anni e anni, fra l’altro.
Una volta che le TI si saturano, chi si ammala non può farsi curare e muore: ecco IL PROBLEMA.
Ed ecco perché dire che il sarsCov2 non è stato mai un problema è da idioti, e dire che adesso non c’e’ è lo stesso da idioti, perché adesso è solo in sonno, sia per via della naturale evoluzione di qualunque epidemia che dopo 70 giorni circa ha una fine o una pausa, sia perché è estate, sia perché molti di noi (quelli coi neuroni sani) adottano ancora precauzioni quali lavaggio frequente mani, mascherina, distanziamanetno, sia perchè per esempio cinema, treatri, stadi, concerto sono ancora chiusi.
E su, ragazzi, fate i bravi. Dateci un taglio.
Smettete di confrontare i dati che più vi tornano comodi senza far rilevare le indubbie differenze nella rivelazione degli stessi da Paese a Paese.
Smettete di tediarci e di rendervi ridicoli.
E, soprattutto, lavatevi le mani, usate la mascherina e state distanti dagli altri, GRAZIE.
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sabato 18 luglio 2020
Il Banco vince sempre
Che giù a capofitto
Son volati in quaranta
Ma a Ferragosto la banda
Ha suonato lo stesso
Tanto più ch’era messo
Proprio nero su bianco
Che a vincere è il banco
Quella clausola immonda
Che ingordigia asseconda
Sai Che nulla ti accade
Se un tuo ponte poi cade.
—-
(foto: Agi)
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giovedì 16 luglio 2020
Gli amici addolorati partecipano
Spiace per tutti i giornali e svariati battitori liberi (ex dipendenti e collaboratori, amici, etc) che ricevendo cosipicui investimenti pubblicitari e prebende di altro tipo (legittime, sia chiaro) dai Padroni hanno cercato per mesi di nasconderne le colpe e di evitare la revoca della di loro concessione.
Spiace molto.
Comunque i miliardari se ne vanno con una discreta buonuscita, non proprio un misero argent de poche: qualche grigliata di ferragosto dovrebbe uscirci ancora!
#Morandi #Governo
#MediaServi
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martedì 14 luglio 2020
Assunzione premio
(927 caratteri, 1 minuto e 10’)
Uno fa un bel gesto e in premio viene assunto.
Quante volte abbiamo letto notizie del genere?
In teoria non ci sarebbe nulla da dire. Un lavoro è tanta manna per chiunque, specialmente in questo mondo, di questi tempi. Se hai figli, e un mutuo da pagare. E specialmente se sei in difficoltà, o magari in un Paese non tuo. O hai un colore di pelle che non va per la maggiore.
Ma sotto sotto si nasconde l’idea sbagliata secondo la quale assumere una persona è farle un favore. Quando, a ben vedere, visto quanto è remunerata la forza lavoro (quasi niente) e quanto è precario oggi anche il contratto più indeterminato su piazza, il favore lo fa il lavoratore.
In un mondo giusto, non si dovrebbe poter dire che qualcuno fa un favore a qualcun altro.
In un mondo giusto, il manager non guadagnerebbe cifre che un lavoratore potrebbe incassare solo vivendo cento vite tutte passate a lavorare.
In un mondo giusto, il lavoro sarebbe remunerato il giusto.
E il giusto è molto più di quanto viene pagato oggi.
In un mondo giusto, sarebbe tassato più il reddito da capitale che il reddito da lavoro.
E il welfare sarebbe una cosa seria.
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venerdì 10 luglio 2020
Persone disponibili e no
Sono tante le categorie in cui si possono suddividere gli umani.
Tanto per dire, ingrati e riconoscenti.
O cortesi e cafoni.
Una è quella che prendo in considerazione oggi e traccia una bella divisione nel variegato campo delle persone che brulicano su questa palla dalla forma di una sfera deformata: disponibili e no.
Chi è sempre pronto ad aiutarti, fosse anche per pochi minuti, o almeno ci prova e per davvero, non di facciata, e naturalmente senza pretendere, aspettarsi o immaginare contropartite future di nessun tipo, e quelli che muovono il sedere solo se intravedono una sia pur modesta remunerazione, sotto le più svariate forme (fosse anche quella di un credito morale da poter far tacitamente valere in futuro, all’occorrenza).
Chi perde 10 minuti per starti a sentire e darti un consiglio o farti un lavoro e chi non ci pensa proprio, accampando scuse quali mancanza di tempo (il tempo manca a tutti), incapacità (e provaci, se te lo chiede forse tu sei più capace) o altro.
Essere disponibili quando si ha un po’ di tempo libero è alla portata di molti; esserlo a volte sì e avolte no anche. Esserlo sempre, o perlomeno cercare di esserlo sempre e, quando non è possibile, rimediare in un secondo momento o fornire strategie alternative alla persona che ci ha chiesto aiuto e non si può aiutare in quell’istante, magari senza farlo mai pesare, è davvero roba per pochi.
I migliori.
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martedì 7 luglio 2020
File Meloni, Edit:
Io di Meloni ho sempre detto una cosa: intelligente.
Anche se la sua intelligenza serve un padrone sbagliato.
Negli ultimi anni però devo rivedere questo mio giudizio. Sorry, Meloni: devo farlo.
L’intelligenza c’è, è indubbio, anche se meno estesa di quel che poteva trasparire a me due o tre anni fa. Ma il fatto di servire un padrone sbagliato la svilisce fino a renderla, sebbene sicuramente ravvisabile, di fatto inutilizzabile per fini degni, quindi, per me, sostanzialmenete inutile, o “sprecata”, come definirono, altri e per altri motivi, il mio “talento” (chi lo fece era un cretino insulso mica da poco).
Non posso tollerare per anni che Meloni sprechi quel poco di talento politico che ha dietro a nostalgie da vomito, fascismi, razzismi e omofollie varie. E che si pieghi anche a leccare fake news, voltafaccia e inadeguatezze di alleati e amici. O a rivalutare perfetti buffoni, caldeggiandone magari la nomina a Padri della Patria.
Senza voler fare paragoni (non è il mio intento oggi), è un po’ il discorso che spesso si faceva per Almirante. Che ha firmato gli orridi documenti per la “razza” ma siccome era intelligente e argomentava sempre in maniera pacata e forbita sdoganava la destraccia, apparendo rassicurante e costituzionale. Lo stesso Meloni: sa argomentare, ragiona, rispetto a certi compagnucci dell’area di destra parrebbe pure una scienziata. Poi però ti accorgi che anni fa avrebbe potuto fare una scelta di campo netta, e non l’ha mai fatta, perché non ci crede, o perché non vuole perdere i voti che perderebbe facendola.
Quindi è giusto rivalutarla: intelligenza non male al servizio di idee brutte e inaccettabili, quindi intelligenza poco intelligente, anche se appariscente. Insomma, in società fa la sua porca figura, ma se guardi alla sostanza rabbrividisci. Quando parla guardate a quel che dice non a come lo dice, e vi farete già un’idea più vera. Quel che dice e che fa, e chi appoggia. Non come lo dice.
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E’ facile, nel difficile
Alla fine ti rendono la vita facile, nel difficile.
Io i fascisiti non li voto.
I razzisti e gli omofobi neppure.
E neppure chi ha governato per decenni demolendo questo Paese e facendo porcherie varie magari assieme al delinquentello attempato.
E tendo a non votare anche chi negli anni bui del berlusconismo ha fatto un’opposizione farlocca e spesso di facciata.
Inoltre non voto chi come regola candida persone che hanno problemi con la giustizia (non parlo di incidenti stradali o della tettoia della casa del bisnonno), chi non fa dimettere chi problemi gravi dovesse averli dopo la nomina, chi delegittima sempre la magistratura, chi non onora l’art. 54 della Costituzione, etc. Ovviamente distinguendo tra un abuso di ufficio non provato e un reato grave già certo (magari per intercettazioni) e comunque eticamente inaccettabile, pur se penalmente irrilevante, non importa se nemmeno ancora soggetto a indagine: il primo non deve portare sempre a dimissioni, il secondo sì.
Non voto chi come prassi semina odio, mesta nel torbido, cavalca fake news, mente come se non ci fosse un domani, si contraddice nel giro di pochi giorni, non è cristallino, trasparente, sincero, agisce in malafede, è bifolco, cafone, troglodita nei modi e nei pensieri.
Alla fine ti rendono la vita facile, nel difficile.
Perché con questi paletti i partiti votabili, per me, sono uno o due, al massimo tre. E se considero solo quelli in grado di incidere, si riducono ancora: quindi, è facile. Ma è anche difficile, dato che chi voto ha grandi pregi ma potrebbe fare meglio.
Facile, nel difficile.
Ma di certo non ho grandi problemi di scelta, da qualche anno, aborrendo per giunta l’astensione o il voto nullo etc.
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