Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola,lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione (art.21)

* HOME * CHI SONO * REGOLAMENTO * COSA HO APPENA [RI]LETTO * COSA HO APPENA [RI]VISTO, [RI]ASCOLTATO *
MI PIACE * FB 1 * FB 2 * SCRIVIMI * CONDIVIDO * DEFINIZIONI * FONTI * ALIZEE *


.
Se trovi interessante quel che scrivo non sai cosa ti perdi su Twitter e Facebook.
Se non mi trovi interessante, lo accetto, ma hai un problema! :-)

lunedì 31 agosto 2020

Sotto questo cielo



(2344 caratteri, 3 minuti)

Confrontarmi con gli altri a volte mi fa sentire meglio, perché mi fa capire (o mi illude) di non essere mediocre. Di essere irrilevante, ma non mediocre. Illudersi di non essere mediocre sarebbe forse addirittura meglio di averne le prove. In questo i social sono utili, perché per una o due persone vere che incontro ne becco almeno cinque o sei che purtroppo rinforzano l’opinione negativa che ho del genere umano al quale appartengo (geneticamente ma non moralmente). Non che vada matto del fatto di non essere mediocre o di illudermi di non esserlo, ma insomma: dovendo finire miseramente come tutti, sapere o illudersi di avere evitato la meschina mediocrità può regalarmi un istante di luce in questo lungo e buio tunnel.

Alla fine, però, siamo tutti soli. Non c’e’ famiglia o matrimonio o amicizia che tenga. Lo so che molti di voi non saranno d’accordo, ma è solo questione di tempo: prima o poi lo sarete. Come può darmi ragione chi ora è nel fiore degli anni e sente di avere il mondo in mano? O chi è perso nei vorticosi turbinii dell’amore? O chi, bimbo, vede solo il lato buono del mondo? O chi ha scelto di credere con profitto a una spiegazione dell’esistente che lo soddisfa proprio in quanto non provata? 
Ma credetemi, ciascuno di noi è solo sotto questo cielo, di fronte all’infinito dell’universo, al mistero della sua presenza, a se stesso (un mistero altrettanto oscuro).

Pensate se un giorno vi ritrovaste in una una stanza (piuttosto grande) con tutte le persone che avete conosciuto in vita.
Non parlo dell’edicolante che vi vendeva ogni tanto il quotidiano a Lione, o della segreteria dello studio medico che una volta frequentavate al bisogno e che indossava sempre calze scintillanti.
Parlo della vostra pediatra, della maestra delle elementari, degli zii, dei nonni, dei cugini, delle ragazze o dei ragazzi che avete frequentato, dei datori di lavoro e dei dipendenti che avete avuto, degli amici e di quelli che vi hanno tradito, dei genitori, dei professori di liceo e delle medie, dei dottori, dei vicini, dei negozianti del vostro quartiere, gli amori impossibili, della commessa dell’iper che ormai dopo anni sa chi siete, di qualche cliente assiduo, dei vostri incontri di chat finiti male, delle persone conosciute durante le vacanze, in Italia e all’estero, e con le quali vi siete intrattenute un poco. Ciascuna di queste con l’età che aveva al tempo in cui è stata nella vostra vita in maniera più significativa. 
Non sarebbe una situazione alienante e intollerabile?
Invece, il fatto di avere “diluito” tutte queste persone, e queste esperienze, nel’arco di decenni, ce le fa apparire come normali e sopportabili, anche se il ricordo di alcune può essere solo debole e di altre lancinante. Ma la memoria, come si sa, scolora pian piano e ci rende sopportabile vivere. In molti casi.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui.  Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

domenica 30 agosto 2020

Modeste proposte

NEL CESSO i vitalizi, i privilegi, gli incarichi plurimi, la pensione dopo due giratine in Parlamento. Basta con queste pagliacciate dei prezzi bassi per chi mangia o si fa la barba in Parlamento. Basta bonus. E tirare bene la catena.
RIDUZIONE secca del numero dei deputati, 600 sono pure troppi, ne basterebbero la metà.
RIDUZIONE del 50% degli emolumenti. 
OBBLIGO DI PRESENZA: se sei assente per più del 30%, stipendio bloccato.
LEGGE elettorale proporzionale con sbarramento e NEL CESSO il sistema dei nominati da 4-5 segretari.
OBBLIGO di redicontazione severa e puntuale delle spese.
DIVIETO DI CAMBIO CASACCA: chi si stufa, si dimette.
10 ANNI DI GALERA SENZA SCONTI  per chi corrompe o si fa corrompere: è una carica nobile, non si scherza.
OBBLIGO di rispondere ai giornalisti, SEMPRE e con educazione.
SEVERISSIMA legge sui conflitti di interesse (un conflitto di interesse non è mai potenziale o reale; se esiste in potenza, è già reale).

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

Chi tifa per i temporali


(1661 caratteri, 2 minuti)

Io sono meteoropatico grave, ma le cose non cambiano: quello che sto per dire mantiene intatto il suo senso.
Quando leggo frasi Del tipo: “Allerta? Che bello, così rinfresca! O: “Ci saranno temporali? Finalmente!” Mi tocco sempre per vedere se ci sono.

Il temporale è un fenomeno naturale che può anche avere un suo fascino estetico e ispirare poesie, dirlo a me che scrivo è superfluo,  ma è anche pericoloso; è un fenomeno in cui sono in gioco forze ed energie immense, sovrumane. In un temporale la Natura si scatena, e contro la Natura non si può nulla. Di recente, poi, a causa del climate change (che tutti hanno capito tranne gli intelligentoni negazionisti), certi fenomeni sono via via sempre più frequenti e violenti. Un fulmine ti uccide in un istante, provoca incendi. Una forte raffica di vento può rovinarti la casa o farti perdere la vita, e così un nubifragio improvviso (vulgo bombe d’acqua). La grandine tipo palla da tennis può scassarti il tetto o l’auto e se la becchi in campo aperto non ne esci bene neppure tu.

Qui non si parla di pioggia. Quella pioggia che è così bello ascoltare sotto le coperte, o che ti sorprende con la tua ultima conquista e vi inzuppa felici prima di un bel bacio sotto un portico, o che ti ispira maliconia e versi. Qui si parla di temporali, quindi rovesci smodati, raffiche di vento violente, attività elettrica cospicua, possibile grandine. 
Se uno dice: piove, meno male, io dico: de gustibus, ma capisco che uno possa avere interesse a che piova, ad esempio perchè è agricoltore o perché deve ultimare da tre settimane un sonetto. Non sono certo contro la pioggia, quella moderata, quella che svuota le nubi e nutre la terra; non quella che semina rovina e disgrazie. Se io leggo rinfresca o diminuisce l’umidità, sono il primo a gioire. Ma occorre capirsi.

Tifare per un temporale vuol dire essere incoscienti, o non avere responsabilità, o non aver capito nulla. Rischiamo la vita per una rinfrescata che la maggior parte delle volte dure meno di 24 ore. 

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

sabato 29 agosto 2020

La causa è nota



La pandemia sta lasciando segni forti su di noi. Su molti di noi.
Sugli adulti, più che sui bimbi.
Non è certo colpa dei governi, anche se alcuni sono miopi e assassini o dittature tout court.
Non è tanto il dover mettere lo straccetto davanti alla bocca, o la coda fuori dalla farmacia, o cinema, teatri, stadi chiusi e l’incubo perenne di dover star lontano da.
E’ proprio una subdola ansia che ti buca dentro, un foro piccolissimo ma profondissimo che scava da febbraio. E che si aggiunge a tutte le altre cause di ansia che sono l’essenza della vita dell’uomo cosiddetto moderno.
Il senso di un cambiamento radicale e di una situazione dalla quale non si intravede un’uscita.

La colpa è nostra, o meglio: SarsCov2 è un prodotto diretto e chiaro del modo di produzione capitalistico. 
Non è il primo e non sarà l’ultimo.
E’ come il #ClimateChange. E tanti altri.

Inutile dar la colpa agli dei, agli omosessuali, alla sfortuna, ai cinesi: sono tutte idiozie, partorite da menti semplici (quelle che avranno meno danni da tutto questo, per paradosso).
Il modo in cui occupiamo, viviamo, sfruttiamo questo pianeta, e in cui ci relazioniamo e ci sfruttiamo fra di noi, è causa diretta di questi orribili incubi reali.

#Pandemia #SarsCov2

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

R2


Oggi vorrei essere nel settore R2.
E comunque non qui e non ora.
Sospendermi.
Non sentire, non vedere, non pensare, non provare.
Il sonno non ci scollega mai, nel sonno siamo più svegli che da svegli e da quando esiste la cosiddetta civiltà industriale, nemmeno ci ricarica.
Ci alziamo più stanchi di prima, abbiamo segni profondi ormai.
Siamo come smartphone sempre accesi.
Soggetti a usura veloce.
Vorrei staccarmi. A lungo.
E una ricarica lunga e profonda. 

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

venerdì 28 agosto 2020

Senza dubbi, sì

SENZA DUBBI, SI’ Il Parlamento ha detto SI’ alla riduzione del numero dei parlamentari, pochi mesi fa, e lo ha detto a larghissima maggioranza. E’ una riforma logica, che renderà il Parlamento più efficiente (di certo non meno efficiente!) e non meno rappresentativo, ridurrà di un minimo le spese e darà un segnale. Dopo il tentativo di schiforma di Renzi (c’era dentro di tutto, 2 cose buone e 18 pessime e si stravolgeva la Carta aumentando in maniera pericolosa il potere del Governo, oltre a sdoganare un pessimo italiano), è ovvio che la strada è fare piccole riforme, per settori. Meno parlamentari vorrà dire meno caos e presumibilmente maggiore attenzione dei partiti nel selezionare i candidati. Per far sì che i candidati non siano più burattini che obbediscono all’ordine di 4 o 5 segretari di partito occorre cambiare la legge elettorale, non serve opporsi a questa riforma: ma questa è un’altra storia e solo gli ignoranti o chi è in malafede confonde le due cose. Chi oggi invita a votar no, molto spesso è chi pochi mesi ha votato sì (qualche esempio? Giachetti IV, Mulè, Napoli e Brunetta FI, Orfini e Rciti PD, Vallascas e Siragusa M5S, Borghi Lega.) Spesso, poi, chi sostiene il no, spara palle. Esempi. Santori afferma che se i deputati passeranno da 945 a 600 la politica sarà distante dai cittadini (adesso non lo è?) perché avremo un eletto ogni 150mila abitanti. Peccato siano 100mila. Prima fare i conti per bene, poi pensare, poi tacere, cara sardina. Tesauro (ex presidente Corte Cost.!) afferma che se vince il SI saremo ultimi in Europa per rapporto tra eletti e cittadini. Il che è falso. Germania, Francia e Regno Unito, per esempio, avrebbero sempre un rapporto minore del nostro. L’errore è mettere nel conto anche le Camere NON elette. Il punto è che quando una riforma è targata 5stelle, diventa pessima anche se è ottima. Ma il mio cervello giracchia ancora. Poiché: vedo solo lati positivi in questa riforma; tutti o quasi li hanno visti e hanno votato SI; chi adesso da voltagabbana dice no non porta argomenti fondati o addirittura spara palle; io continuo a non avere dubbi. SI. 


 autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

Differenze

Io ho una sola vita, quindi non sono grillino. E non sono stato mai i partiti che ho votato. Voto una forza quando secondo me è l’alternativa migliore a quel giro. Ho spirito critico, sono informato, ho memoria, ho un sistema di valori. Esserlo, grillino, oltre che votare, forse sarebbe troppo, dato che, come ho detto, la vita è una. Allo stesso modo non sono leghista né fascista e, piccola differenza, nemmeno li voto. La vita è troppo breve anche solo per votarli, anche solo mezza volta, o per condividere certe idee anche solo per un secondo. Decisamente troppo breve per macchiarla così, in maniera stupida. Perchè ci sono idee buone, idee cattive e idee così così. E ci sono persone sincere e trappoloni. E persone che possono sorprenderti, o deluderti. Fin qui, tutto normale. Poi ci sono idee di cacca e agitatori e seminatori d’odio. C’è differenza.


 autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

mercoledì 26 agosto 2020

Sparire


Voi davvero siete certi che tutti quelli che spariscono (alcuni dei quali poi diventano casi dell’ottima trasmissione “Chi l’ha visto”), spariscono involontariamente perché rapiti, o vittime di amnesia o simili?
Toglietevelo dalla testa. 
Una fetta non irrilevante se ne va perché vuole andarsene.
Perché non ce la fa più.
La vita, che si conclude sempre con la morte, ti massacra giorno dopo giorno: non tutti riescono a pararne i colpi, non per tutti i colpi sono forti allo stesso modo, a volte il caso si accanisce.
Sono centinaia di casi, migliaia ogni anno. 
A volte non sono spariti, si sono uccisi.
E, comunque, sparire e non tornare mai più è l’alternativa a uccidersi.

Oggi sei qui, domani no. I tuoi oggetti sono qui. Non li toccherai mai più. Sono ancora come li hai lasciati. Li hai avuti davanti agli occhi per anni, decenni. Li hai usati, forse li hai comprati. Abbandonati a se stessi per sempre. Cianfrusaglie, o lancinanti spilli del ricordo per chi resta. 
I tuoi familiari sono qui, non ti vedranno mai più e non sapranno mai più niente di te.  Avevi chiesto un preventivo, avevi un referto medico da ritirare, eri in parola con un amico per una cena, il panettiere è abituato a vederti almeno un paio di volte a settimana, i tuoi amici ti leggono sui social o comunque ogni tanto ti chiamano, la tua vicina sa che può contare su di te se  una lampada non funziona, tua madre è preoccupata per te come tutte le madri ma di certo non immagina cosa sta per precipitarle sulle spalle, tuo figlio ti cerca sempre con gli occhi e fra poco ricomincerà ad andare a scuola, i tuoi colleghi sono abituati a vederti tutti i giorni, anche l’impiegato delle Poste ti ha inquadrato dopo alcuni anni. Non ti vedranno mai più, il referto resterà là, il figlio andrà di nuovo a scuola, il panetteiere lo verrà poi a sapere, gli amici piano piano, la madre non capirà più nulla, al figlio bisognerà dire qualcosa. E tu non li vedrai mai più. Tu da stasera non ci sei più. Non come se non ci fossi mai stato, anzi l’opposto. Ma non tornerai mai più.

No, non è sempre rapimento, assassinio, amnesia, malattia, spaesamento dovuto all’età avanzata, liti familiari ricomponibili. Molte volte è qualcosa di diverso.

Molti ti dimenticheranno in pochi giorni o poche settimane. Alcuni nemmeno si accorgeranno. Alla fine, siamo niente per quasi tutti, poco per pochi, e forse tutto per pochissimi, ma mi preme mantenere il “forse”. Pochi, pochissimi non supereranno mai questo fatto, che sarà una crepa permanente nella loro vita.

Pensateci, quando si parla di una persona scomparsa da settimane o da anni.
Pensate a tutto quello che gira intorno a questo irrilevante fatto di cronaca. 

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

martedì 25 agosto 2020

Grazie

Ringrazio molto tutti quelli che, amici di social e/o anche di vita reale (come, cos’è la vita reale??? E’ quella cosa che ci distoglie dai social), mi hanno esteso, via Facebook, Twitter, Instagram, mail, telefono o Whatsapp i sensi della loro più commossa partecipazione al mio dolore di compiere così tanti anni e di trovarmi in una fase così delicata della mia breve e declinante esistenza. So che confrontarsi con un caso disperato appaga, perchè ci si sente fortunati, tuttavia sono convinto che il vostro sentimento fosse sincero. Ho provato in vari modi a rinviare la data del mio compleanno, ma pare che sia un’operazione impossibile, quindi mi sono rassegnato a queste 24 ore di disperazione agonica e irrimediabile, cui seguirà un anno che si annuncia enigmatico. Lo so, finché c’e’ la salute disperarsi è ingeneroso ma, a parte il fatto che vent’anni fa non avevo tutta una serie di problemi che adesso ho (tranquilli, quello funziona ancora), è ovvio che ovunque giri lo sguardo puoi trovare qualcuno che sta peggio di te: è una constatazione desolante. Ciò tuttavia non deve toglierci il diritto di lamentarci dei nostri inghippi, anche perché scriverne o parlarne allieva il dolore. Grazie ancora, a quelli che hanno reso omaggio e a quelli che lo faranno, e a quelli che non lo faranno; anch’io a volte dimentico le cose, i miei neuroni stanno cadendo a centinaia, sotto i colpi del Generale Tempo. 

 autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

domenica 23 agosto 2020

La rotellina


Quando non ne hai più voglia.

Di alzarti, di andare a letto.

Di mangiare, di farti la barba.

Di leggere, di scrivere.

Di uscire o di rientrare.

Di vestirti, di pulire, di organizzare.

Di darti lo smalto o pettinarti.

Di dare una forma alla tua giornata.

Di pensare agli altri.

Di pensare.

Di avere voglia.


Ti passano accanto, la moglie, i figli, la mamma, il marito, il gatto.

Sono come piante in vaso, ma si muovono.

La casa ti contiene, è tutto.

Avevi progetti, sono fermi. 

Non pensi nemmeno più al passato, non ci riesci. 

Tutto ha perso senso. L’aveva?

La tv parla da lontano, i mobili ti guardano, il vociare da fuori non ti riguarda.

Le ore sono tutte uguali, adesso che le osservi passare ad una ad una te ne accorgi.

I giorni anche, e ciascuno si ammassa sui precedenti e l’ombra del cumulo si fa sempre più grande e opprimente.

Siamo meccanismi imperfetti ma riusciamo a funzionare.

Fino a quando si rompe una piccola rotellina che blocca tutto.


Cosa può romperla? Un indugio. Il riflesso psichico di una stanchezza eccessiva. Un pensiero sbagliato. Una perdita. Un rovescio economico o lavorativo. Una delusione. Una malattia. La vita si sabota da sola, non ha bisogno di aiuto.

Diventiamo invisibili e non vediamo più niente: non ci interessa. Uno sguardo apatico non scandaglia e non coglie, scivola.

Ci chiamano stanchi, stressati, esauriti, depressi; ci dicono che abbiamo bisogno di dormire, di rilassarci, di staccare, di una breve vacanza, di una nuova vita. Non capiscono. Non potrebbero. Non abbiamo bisogno di niente perché non ci interessa più niente.

Un senso alle cose non può darlo un altro per te: quando non ci riesci più da solo, è finita.


Adesso ti osservi vivere, e quindi non riesci più a vivere.

Adesso guardi le cose e le vedi davvero, e ne percepisci la volgare e irrimediabile insensatezza.

Adesso capisci chi sono davvero le persone.

Adesso vedi cosa c’e’ dietro a quel film che ti scorreva davanti ogni giorno, fluido, e in cui tu eri attore: hai perso il copione, oppure lo leggi e non ti dice più nulla. Sei fuori parte.

Il tempo ha rallentato un attimo e tu hai guardato fuori: un errore fatale.

Non temi e non speri, tutto è uguale a tutto, guardi gli altri come pesci in acquario, poco dopo distogli lo sguardo.

La morte è sempre lì, e mantiene intatto il suo potere, ne hai ancora paura, ma non riesce a preoccuparti come prima.


Sono le cinque e aspetti le sei, è notte e aspetti il sole, la sera cala con angoscia, la mattina è un deserto.

Al telefono fingi, se ti parlano fingi. Col postino sei quello di sempre, anche al bar. Dentro di te la luce si è spenta.

Ti chiedi “perché?” E già la domanda ti destabilizza: non te la eri mai posta. Fartela, è il segno della fine. Non esiste una risposta valida, il trucco era non farsela.

Il calendario, le agende, le settimane a venire, le stagioni: un flusso indistinto. Sai che prima o poi ti chiederanno conto, sai bene che prima o poi dovrai decidere qualcosa, mettere la firma sul conto della vita, ma non ti importa: sei alla deriva, non ti curi dell’approdo o della prossima curva. Quando sarà, te ne andrai.


Siamo meccanismi imperfetti ma riusciamo a funzionare.

Fino a quando si rompe una piccola rotellina che blocca tutto. 

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

domenica 16 agosto 2020

Bonus partite Iva: il caso di Rizzone (M5S).

Il deputato Marco Rizzone (M5S), uno di quelli che ha chiesto il bonus partite Iva, si arrabbia. Dice che il bonus l’ha chiesto in automatico il suo commercialista (1). Dice che finora si è tagliato più di 40mila euro dallo stipendio da parlamentare e ciò dimostra che non aveva interesse per i 600 (2).Si lamenta per la gogna mediatica (3). Afferma che il decreto è stato scritto male poichè non prevede controlli sul reddito (4) e che è stato presentato in Parlamento senza che lo si potesse modificare, una pratica contro cui in passato il Movimento andava sui tetti (5). Chiede che siano resi pubblici, come accade in 17 Paesi europei, i nomi degli evasori (6). Precisa che i soldi del bonus alla fine sono euro uguali a quelli del bonus per ristrutturare casa o rottamare l’auto e, dice, volete farmi credere che nessuno dei moralizzatori abbia mai usfruito di questi soldi (pur avendo redditi alti, aggiungo io)? (7).

Allora...
(1) può anche essere vero ma non è scusa spendibile. Al limite può far causa al commercialista, che se lo ha fatto, ha fatto una emerita caxxata.
(2) Lodevolissima la pratica che hanno i 5stelle di rinunciare a vagonate di soldi pubblici per aiutare le imprese in difficoltà o attuare altre azioni socialmente utili: lo fanno solo loro, è bene ribadirlo. E, unico partito, non prendono finanziamenti pubblici (hanno rinunciato finora a più di 60 milioni di euro). Ma  anche questa scusa secondo me non è spendibile nel caso in oggetto.
(3) Ha ragione per gli eccessi, però se fai una roba del genere è normale essere attaccato.
(4) E’ una stupidata, la legge è fatta bene: solo scritta così, quindi senza controlli (sarebbero stati fatti dopo, infatti ecco che li hanno fatti) avrebbe permesso di erogare in fretta il bonus, eravamo in pandemia.
(5) Sui tetto, certo... E’ vero, ma si era in pandemia... una situazione imparagonabile a qualsiasi altra negli ultimi 75 anni, quinbdi anche questa affermazione è debole.
(6) Ha ragione. Ma la pubblicazione dei nomi degli evasori, che anche io vorrei, non inciderebbe sul suo caso.
(7) Vero, chissà quanti con redditi altissimi acquistano l’auto usufruendo di 5-10mila euro di sconto. Ma anche questa osservazione, sensata, non incide granché sulla sua posizione.

Concludendo...
E’ vero, le dimissioni possono anche esser eccessive per un fatto del genere, in un Paese normale. Ma in Italia un 5stelle che fa questa cosa, anche se l’ha fatta il suo commercialista, deve pagare. Io posso anche credere alla storia del commercialista, ci sta (certo, che errore etico e di opportunità, per un commercialista...), ma l’errore ci fu e qualcuno deve pagare. Gli altri partiti possono permettersi di perdonare, è decenni che coccolano chi sbaglia. Per un 5stelle la politica non è una professione, ma è servizio civile, quindi se uno lascia arriva un altro. E quello che lascia torna a fare il suo lavoro. Sono gli altri partiti che hanno gente che vive di politica, pagata da noi, da 30-50 anni. La regola dei due mandati, adesso tre solo per gli amministratori locali, ha questa ratio. 
Quindi, con dispiacere, mi aspetto le dimissioni di Rizzone, da cittadino.
Me le aspetto anche dagli altri (i leghisti pare abbiano un numero di casi cospicuo, fra deputati e consiglieri regionali etc), ma qui è già più utopia. 

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

Scegliere

Tu fai scelte. Sempre.
Anche decidere se uscire o no è una scelta, se ordinare un primo o un secondo, se chiamare una persona o no, se accettare una proposta, fare un acquisto, tradire qualcuno, ferire o aiutare.
Dalle più banali alle più importanti, dalle più irrilevanti alle più gravi, fai scelte. Continuamente.
Molte senza accorgerti, molte con piena consapevolezza.
A volte le conseguenze peggiori ti arrivano dalle scelte più banali.
Quasi mai facendo una scelta hai gli effetti positivi o negativi che ti saresti immaginato.
E ogni scelta implica migliaia di rinunce, di strade non percorse, dal primo scartato per prendere un secondo, alla decisione di andare in una città anzichè a passeggiare sui monti, dal sì all’altare alla decisione di arrecare danno a un tuo simile.
Vivere è fare scelte. E’ impossibile non farle.
E’ un’opportunità? Certo, chi non può scegliere non ha la libertà, uno dei beni più preziosi.
Ma e’ anche una condanna. Una delle più perverse, delle più sottili.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

mercoledì 12 agosto 2020

Andare a scuola non ti insegna solo dov’è Vienna o cos’è una baia, ma..

ANDARE A SCUOLA NON TI INSEGNA SOLO DOV’E’ VIENNA O COS’È UNA BAIA, MA TI FORNISCE ANCHE DI LOGICA E COERENZA: ECCO SPIEGATE TANTE COSE - ED ECCO SPIEGATE LE PIGNE

1.
Se la regola dei due mandati e così buona e passare a tre per gli amministratori locali e così “indecente”, mi chiedo da più di dieci anni perché questi partiti che criticano il Movimento non hanno mai adottato la regola dei due mandati, ma continuano da sempre ad avere la regola dei mandati infiniti.  Ha titolo per criticare solo chi ha una regola ancora migliore, gli altri fanno ridere i polli. Tipo il politico che aumenta le tasse ma si ritocca lo stipendio, o il prete che parla di castità e poi insidia i minorenni.

2.
Perché nessun partito ha mai adottato la regola dei due mandati che adesso considera intoccabile (per gli altri)? Perché salvini o Zingaretti non lo fanno da oggi?

3.
Perché nessun partito ha mai fatto meglio dei 5 stelle e cioè adottato la regola del mandato unico?


Un leghista/forzista/piddinio/renziano/fratelloditalia che critica la regola dei due mandati del Movimento e l'eventuale decisione, motivata dai risultati di 10 anni di esperienza sul campo, di estenderla a 3 anni solo per gli amministratori locali, esattamente cos'è che non capisce?
Come occupa tutto quello spazio libero che pare avere nella scatola cranica? Con le pigne?

Come fa a non rendersi conto che avendo egli una regola infinitamente peggiore (e cioè quella dei mandati infiniti per cui le persone all'interno di quei partiti finiscono per vivere di politica e quindi prendere per 40 anni stipendi faraonici a nostre spese senza peraltro fare nulla di rilevante), ebbene, come fa a non capire un elettore o un fan di questi partiti che finché uno ha una regola di quel tipo non può neanche lontanamente pensare di avere l'autorità morale per giudicare chi ha una regola eccezionale, che rimarrà eccezionale anche nel caso in cui vi dovesse essere l'estensione a tre mandati per gli amministratori locali? 

Fra l’altro sono talmente pieni di pigne che nemmeno si rendono conto delle figure di cacca che fanno: l’asino che, dietro la lavagna, fa le pulci al maestro. 

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

martedì 11 agosto 2020

Repetita iuvant

REPETITA IUVANT

La regola dei due mandati è ottima. Soprattutto è un unicum: gli altri stanno in politica a vita. Il Movimento se la è autoimposta e ha fatto bene. Come se la è imposta, così può variarla leggermente: chi non cambia idea mai, specie sulla base dell’esperienza accumulata, non è molto saggio, in genere. Quando la regola è nata, i 5stelle non avevano ancora avuto esperienza di amministrazione.

Dieci anni di prova sul campo hanno mostrato che, nel caso degli amministratori locali, portare a tre il limite ha un senso logico, più che lasciarlo a due: perchè, vedi Raggi, un sindaco che fa un mandato pieno ha bisogno di altri 5 anni per completare un percorso e mettere a frutto l’esperienza maturata.E dopo, a casa: non come nei partiti.
Nel caso dei deputati, invece, io sarei per restare a due.

Tre o due, la regola dei mandati è sempre ottima e differenzia sempre il Movimento dai partiti, che non hanno alcun limite (c’e’ gente che è in politica da 40 anni, e spesso con risultati zero, a volte pure con qualche condanna all’attivo e col c/c più gonfio.)

Criticare il Movimento perché forse varia leggermente la regola (per gli amministratori locali) è idiota: è una regola che ha deciso il Movimento, iberamente, il Movimento è libero di variarla, fra l’altro le ragioni sono palesi e logiche, anche variandola resta una regola ottima e unica. 

Se poi a criticare il Movimento sono i partiti, la cosa assume contorni grotteschi. Se hai buona volontà, potresti tu, Salvini, o Meloni, o Zingaretti, o Renzi, adottare quella dei 5stelle: cosa te lo impedisce? Se non lo fai, e fin quando non hai un limite, criticare il limite grillino (2 o 3 cambia poco) è ridicolo e davvero indecente.

In sintesi, per chi ha difficoltà di comprensione: fin quando hai una regola nettamente peggiore, non puoi criticare chi, variandola o no, ne mantiene una nettamente migliore. Altrimenti sei idiota o ipocrita. 

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

mercoledì 5 agosto 2020

Un branco di parassiti molesti ed ebeti

Decenni di:
-Scuola degradata (insegnanti non all’altezza e, quei pochi all’altezza, mortificati, pagati da fame e scoraggiati)
-Televisione che inquina il cervello e mortifica l’intelligenza, solleticando il peggio di ciascuno di noi
-berlusconismo, renzismo e leghismo che hanno ridotto la politica a un fango di cialtroni ladri e  spesso pregiudicati
-Capitalismo marcio e fallito che aliena l’individuo e lo rende arido come una distesa di segatura
-Disgregazione della famiglia (lavorano tutti e due perché anche la donna deve poter fare carriera o perché uno stipendio non basta) e conseguente abbandono dei figli a loro stessi e alla tv
-Corruzione, nepotismo, clientelismo, delinquenza, degrado morale
Hanno prodotto una generazione di amebe allo sguardo ebete che non capiscono il senso di un discorso di quattro righe, non sanno esprimersi in maniera compiuta, non hanno il minimo senso civico e la minima capacità critica, non sanno nulla del nostro passato e del nostro presente, non hanno valori, vivono solo per cose futili, sono pecore docili e manovrabili che sanno solo riempire di bugie e offese personali i social a cui dà loro accesso una connessione ormai alla portata di qualunque cretino. Non studiano, non leggono, non riflettono: mangiano, ruttano, evacuano ed esprimono in svariate modalità lo schifo che sono.
Una mandria di pecoroni dallo sguardo assente o stupido, con la bocca piena di luoghi comuni e offese, che ti sparano per uno sguardo, che calpestano il più debole, che vivono come neanche gli animali più turpi.
Un branco di parassiti molesti, veri e propri insulti al significato stesso di essere umano. 

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

Gnomi morali


 Hanno il buffone in casa e vari buffoncelli a corredo ma passano il tempo a guardare piccole gaffe altrui: ed è piacevole vederli ridere, molto piacevole davvero, perché sai che a fare i precisi non sono fini dicitori ma crassi ignoranti. 
Piazzano Madrid sul mare, scambiano l’Etna col Vesuvio, si inventano tunnel di neutrini, cianciano di pannelli di metano ma prendono la bacchetta in mano (posando invece la mascherina, idioti come sono): sono i classici ignoranti che si credono maestri, i più pericolosi, i più ridicoli. 
Hanno indagati e corrotti marci a tavola ma passano il tempo ad attaccare i magistrati. Fanno politica per fomentare odio e paura, creare caos e ingozzarsi di denari. Ogni giorno vomitano frasi vergognose, razziste, antiumane e fanno le pulci a persone oneste. Tre su quattro sono indegni di rappresentare le Istituzioni.
Siete verdognoli. Azzurrognoli. E neri cacca. 
Siete la parte peggiore di questo Paese. 
Siete il passato che ci ha rovinato il presente e messo a rischio il futuro.
Siete gnomi morali. 
Avete l’intelligenza di un criceto nato difettato. 
Si vede già dalla vostra faccia, dai vostri sorrisi, dai vostri occhi, dalla vostra voce, che non potranno che uscire parole di vomito partorite da idee puzzolenti. 
Avete un’anima misera, egoista, miope, ruvida, secca, che non nutre e non dà frutto. 
E, fra l’altro, siete nella media ancora più ignoranti e analfabeti di chi criticate ruttando al bar. 
Occhi come spilli, denti famelici, sguardi porcini, menti ottuse, pance volgari, risate sgradevoli, lingue biforcute.
Se vi vedeste per un attimo, per un solo attimo, con gli occhi di chi, fuori dal vostro mondo di fogna, ogni giorno vi osserva stupiti, morireste di vergogna in un secondo.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

Vento di cambiamento


Cosa c’è di straordinario nella vicenda del Ponte San Giorgio?
Il fatto che sia stato tirato su un ponte nuovo in due anni. Due anni nei quali si è anche dovuto progettarlo, rimuovere le macerie di quello venuto giù e i tronchi rimasti in piedi, e farlo con calma, per via dell’inchiesta in corso e della necessità di repertare tutti i frammenti.  E’ un lasso di tempo oggettivamente incredibile, quanto a brevità. Un ponte lo si tira su anche in 4 mesi, ma bene e facendo prima quel che si è detto, no.
Come mai per la prima volta in Italia è accaduta una cosa del genere?
Certamente per la procedura snella e semplificata, che in altri contesti (per esempio senza l’onda emotiva dei 43 morti) porterebbe quasi sicuramente ad abusi, corruzioni etc.
E poi per la nuova aria che si respira da marzo 2018, quando per la seconda volta in 5 anni un numero incredibile di votanti ha chiesto con forza un Governo nuovo, diverso dai precedenti, e lo ha in buona parte avuto, prima gialloverde ora giallorosa, ma sempre avendo come maggiorita la componente “nuova”.
Genova ci ha messo la sua fiera, dignitosa e silente operosità.
Speriamo che questo vento di cambiamento (che vorrei ancora più forte ma che cozza contro resistenze radicate) non si fermi. 

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

lunedì 3 agosto 2020

Alla fine, basta davvero poco per bruciare tutto

L’essere umano è una costruzione incredibile, perfetta ma anche fragilissima, quindi imperfetta. Dal punto di vista fisico è sempre stato più evidente: cadi, batti la testa, pare un colpetto, sei morto. Oppure un organo decide di fare le bizze e inizia un calvario. Puoi sopravvivere al crollo di un ponte ma morire nel sonno: questo però è il Caso, oltre alla fragilità. Quanto al punto di vista non fisico, quindi psichico, le fragilità sono se possibile ancora maggiori, ma meno evidenti. E, purtroppo, clamorosamente interconnesse con quelle fisiche: agiscono le prime sulle seconde e vivecersa, e anche qui mentre andare in crisi se si perde la salute è normale e comprensibile, l’inverso, cioè avere contraccolpi fisici decisivi se si rompe qualcosa nella mente è davvero frequente ma molto meno evidente e molto più sottovalutato. Alla fine basta davvero poco per bruciare tutto. Sul fisico possiamo avere un’influenza maggiore: facendo attenzione a come ci comportiamo, a quali azioni intraprendiamo, a cosa mangiamo, a quanto e come dormiamo, possiamo influire sulla nostra sopravvivenza, anche se purtroppo solo in parte. Sulla mente abbiamo meno potere di intervento o di prevenzione, eppure gli effetti di un guasto ai piani alti possono essere catastrofici, spesso più dei problemi fisici. Alla fine, basta davvero poco per bruciare tutto. A un certo punto il filo si incurva o si spezza, la vita non scorre più bene, e tutto traballa o precipita. Diventiamo sacchi vuoti, per quanto di buon tessuto. La prima domanda si fa strada e dalla breccia passano tutte le altre. Sono le domande che non ci facciamo davvero mai perché siamo impegnati a vivere. Se ce le facciamo, la crisi è certa, perchè non hanno risposta o ne hanno una insopportabile; il segreto, capiamo a un tratto, era proprio il non porsele nemmeno. Ma basta che la vita rallenti che il pericolo di una deriva è dietro l’angolo davvero. E queste derive sono le più difficili da arginare, davvero sono spesso fatali. 

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

mercoledì 29 luglio 2020

Piero dice che sul suo sito può scrivere quel che...


PIERO DICE CHE SUL SUO SITO PUO’ SCRIVERE QUEL CHE VUOLE.
MA A ME MANCA ANCORA IL CRICETO, UN OMBRELLO, DUE BANCONOTE, ETC. ETC.
(1997 caratteri, 2 minuti e 20’’)

Dunque.
Io sono amico di Piero.
Piero viene a cena da me una volta al mese. Da anni.
Molte volte ho notato, in questi anni, che il giorno dopo mancavano o posate, o soprammobili. A volte un libro, una sera due banconote da 50 euro. Una volta un ombrello. Ma di certo non ho mai sospettato di Piero.
Una sera non ho più trovato il mio amato criceto.
Questa storia è andata avanti per 10 anni.

Poi Piero è stato condannato per furto (il decimo anno mi ero accorto che nel suo salotto faceva bella figura il mio soprammobile, eredità materna, sparito anni prima, e lo avevo denunciato). Le prove erano certe, c’era la siglia di mia madre sotto la brocca.
Dopo quella condanna per furto, relativa al sesto di questi dieci anni, non è più venuto a casa mia.
A me mancano tante cose.
Ma lui è stato condannato solo per quel furto.
Ma a me mancano tante cose. Non penso di averle perse. E stranamente sparivano sempre i giorni in cui cenava da me.
Ma lui è stato condannato solo per il furto di quell’anno, il sesto.
Ma Piero è stato a da me più o meno 12 volte l’anno per 10 anni.
Ed era sempre lui, Piero.

Ora Piero sul suo sito scrive: 10 anni di cene da onesti in casa del mio amico.
Io gli ho fatto notare che aveva beccato una condanna, per almeno uno di quegli anni.
Ha risposto che sul campo lui era stato onesto, avendo cenato ed essendo uscito da casa mia come uomo libero. Che lui poteva scrivere quel che voleva, sul suo sito. E che la mia era una rivalsa di cartone. Ha detto proprio così, “di cartone”.

Io ho avuto furti o perlomeno sparizioni per 10 anni, era sempre Piero a venire a cena da me, nessun altro.
Ma non posso dirgli altro, altrimenti becco io la denuncia.
E poi sul criceto non avevo apposto sigle, e l’ombrello era di tipo comune.
Eppure, per 10 anni, era Piero e cenava da me. Era sempre Piero, negli anni pre furto poi accertato, e negli anni post furto.
Dite che ha rubato altre volte ma l’ha sfangata, in questi 10 anni?
#LaParabolaDelCalcioItaliano

Nota:
la Triade inizia ad operare nel 1994. Va avanti per 12 anni. Si ferma solo perché vengono beccati con le mani sporche di marmellata. L’unico scudetto revocato è del 2005 (quello del 2006 non fu assegnato perché la Juve, penalizzata, fu retrocessa, non perché fosse stata oggetto di indagine l’annata 2005-2006). Precisiamo che Bettega ne uscì indenne.
12 anni. 1 scudetto revocato.
In quei 12 anni vinsero 6 scudetti (5+1 revocato), 1 coppa Italia e due finali, 4 supercoppe d’Italia. E 4 coppe europee.
12 anni, 11 vittorie in Italia, + 4 in Europa. 1 revocata.
Non è che si può siglare un criceto, eh.
Ma a me, a noi, mancano tuttora molte cose.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

domenica 26 luglio 2020

Non nascondere come la si pensa è cosa diversa dal...


NON NASCONDERE COME LA SI PENSA E’ COSA DIVERSA DAL RACCONTARE FROTTOLE E SPARGERE FANGO
(3556 caratteri, quasi 4 minuti)

A volte mi permetto di dare giudizi sulle pagine Facebook o sugli scritti altrui (intendo scritti di politica o di attualità, non di letteratura). E’ raro che lo faccia, ma a volte capita. Ci vado cauto, e quel che dico viene ben ponderato.
Quando dico che una pagina è credibile o no, pubblica notizia verificate o fake news, ha una visione smaccatemente di parte o no, mesta nel torbido o no, lo dico sulla base di fatti.
C’è chi fa post sulle presunte gaffe della Fedeli e non ha parlato di quella clamorosa del suo idolo politico (o parli di entrambe o, come sarebbe meglio, ignori entrambe). C’e’ chi dà al Di Maio del bibitaro (che è pure falso, oltre che idiota) e poi quando beccano uno dei suoi protetti con i conti esteri illegali parla del meteo o del piatto del giorno.
C’e’ chi si focalizza sul congiuntivo dell’avversario e non parla mai delle condanne dei suoi campioni.

Una pagina facebook, nel suo piccolo, è importante. Così come un blog, un account twitter o Instagram. Può fare politica legittimamente, diffondere notizie, veicolare opinioni, dare idee giuste, stimolare chi legge, innescare scintille positive, offrire solidarietà, stigmatizzare lo stigmatizzabile. Ma può anche contribuire a diffondere falsità, confondere le idee ed essere smaccatamente di parte, inventando pure cose, volendo però passare da imparziale. Questa seconda cosa non va bene. io non ho il potere o la voglia di fare alcunché, mi limito a denunciare la cosa.

Io non nascondo come la penso, chi apprezzo e chi disprezzo. Anzi, lo spiattello sempre. Ma evito che queste mie idee inquinino quel che racconto: i fatti sono sacri. Nascondere come la si pensa porta meno fastidi, ma priva di senso lo scrivere. Inoltre cerco sempre di evitare fake news (potrei pubblicarle solo per errore), meme idioti e di bassa lega, affermazioni razziste, omofobe, etc. Non accuso se non ho le prove o se qualcuno non le ha rese di pubblico dominio. Quando cito, indico sempre la fonte. Ecco perchè ho l’ambizione di fare una pagina che non nasconde la mia visione del mondo (e non vuole nasconderla) ma è equa e corretta. E quando leggi qualcosa sulla mia pagina non ti fa venire il dubbio: ma sarà vero? Perché già ho verificato io e, a meno di errori in buona fede, è vera.

Per fare un esempio, se oggi di un governatore 5stelle di una regione (fra l’altro non sono governatori, ma presidenti), dopo aver fatto di tutto nei mesi della pandemia, ed essersi già dimostrato incompetente e vago, si dicesse, con prove, che ha milioni e milioni su conti esteri, detenuti illegalmente per anni, e si parlasse anche di bonifici sospetti etc, ne chiederei le immediate dimissioni. Esattamente come faccio per quello leghista. Non è colpa mia se amando io chi si comporta bene, tendo a seguire chi si comporta bene (fin quando si comporta bene, attenzione: qui sta una differenza col fanatico): in questo modo è ovvio che tenderò ad avere sempre maggiori occasioni di critica a carico degli avversari di chi si comporta bene, è fisiologico.

Perchè io ho le mie idee, e apprezzo onesti e sinceri, e disprezzo disonesti e bugiardi, ma non sono così scorretto o scemo o ipocrita da fare figli e figliastri, o da piegare i fatti alla mia verità personale.
Questo non vuol dire fare di ogni erba un fascio o condannare le persone sulla base di voci, non sia mai.
Né vuol dire confondere reati gravi con bazzecole, avvisi di garanzia con condanne, o far passare inosservati fatti eticamente inaccettabili anche se penalmente irrilevanti. So distinguere, e bene.

Ma io controllo cosa fanno quelli che disprezzo, per poter dire perché li disprezzo. E controllo ferocemente quelli che apprezzo, per vedere se è il caso di continuare ad apprezzarli. Perché a me piace Grillo, per esempio, o Conte, ma se domani vien fuori che uccidono vecchiette per divertimento, li scarico a molla. Altri, invece, difendono gli indifendibili, e li difenderanno sempre qualunque cosa commettano, e anche se cambiano idea su tutto ogni due giorni. Oppure appena verrà beccato con le mani nel barattolo della marmellata uno di quelli che adorano, cercheranno subito di ricordarti che anche altri furono beccati in flagrante, non capendo che un ladro più un ladro fa due ladri e non zero. Questa non è informazione, è porcheria. Non è avere un’opinione, è essere servi di una cieca propaganda e aver perso del tutto lo spirito critico e la capacità di analisi del reale. E’ usare le idee fegli altri, non avere indipendenza intellettuale.


autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

sabato 25 luglio 2020

Chi è fascista non è italiano



Essere fascisti non è un’opinione e, anche lo fosse, in Italia, Paese che lo ha provato sulla sua pelle e lo ha espulso, è illegale.
Essere mussoliniani ma non fascisti è anche peggio.
Essere fascisti ma non mussoliniani rasenta la patologia.
Essere fascisti ma ha fatto anche cose buone è essere fascisti.
Essere fascisti ma ha sbagliato ad allearsi con Hitler è essere fascisti.
Chi non è di destra né di sinistra o è confuso (5%) o è fascista.
Essere di destra non vuol dire essere necessariamente fascisti, ma aiuta: conosco poche persone di destra che si dichiarano antifasciste, le più non si espongono.
Chi è fascista ama vivere in una dittatura, in cui non vi sono sindacati, non vi è stampa libera, non vi sono partiti, nessuno può esprimere la propria opinione senza rischiare la prigione, il confino o la morte.
Chi è fascista è d’accordo con la teoria allucinante secondo cui esistono le razze umana e una è superiore alle altre che quindi vanno sterminate scientificamente.
Chi è fascista ama una politica estera espansionistica e coloniale, ama la guerra, è sessista, omofobo, razzista, intollerante. Approva gli omicidi politici. E’ violento e volgare.
Chi è fascista non può stare in questo Paese, che nasce nel dopoguerra sulla base di un Patto Antifascista. Al mondo esistono molti altri Paesi e la porta è aperta.
Chi è fascista è nostro nemico. Mina la nostra libertà, la nostra serenità, il nostro futuro, la pace. Inquina la mente dei giovani, confonde coloro che sono poco istruiti, parla alla pancia della gente, divide anziché unire, semina odio anziché concordia, individua nemici anziché affratellare, esalta le differenze e tende a smnuire le somiglianze fra tutti gli esseri umani, non combatte per un mondo più giusto senza diuguaglianze economiche e sociali. Considera il diverso o lo straniero come un nemico e un pericolo. Sfrutta la religione dominante per radicarsi, e la religione dominante si fa sfruttare volentieri per avere mano libera e non rischiare nulla. E’ culo e camicia coi grandi imprenditori e finanzieri.
E’ un pericolo per chi nutre in sé valori umani e vuole vivere in pace.
Chi è fascista non è curabile, a meno che non sia così giovane da poter ancora apprendere appieno l’orrore che lo affascina.
Essere antifascisti non è essere intolleranti, perché la tollerenza non equivale all’accettazione dei valori distruttivi che essa combatte.
Chi è fascista non è italiano.



autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

La percentuale dei basici

Fra i seguaci/votanti/fan/estimatori di ciascuna fazione poitica c'è sempre una certa percentuale (che non starò a specificare) di idioti, ignoranti, scorretti, creduloni, razzisti, etc. E' normale, la specie umana dà quel che può (poco), sia quando si tratta di votare sia quando si tratta di tifare per una squadra sportiva, o mettersi d'accordo per un obiettivo comune, ecc. Ma c'è un ma.

Sarà sfortunato io ma, basandomi sulla mia esperienza personale, fra chi vota Lega o fascisti o imprenditori delinquenti e lo fa da anni e in maniera convinta trovo questa percentuale decisamente più alta di quella che c'e' fra chi vota per esempio a sinistra (dove pure, come detto, i cretinetti ci sono). Pure fra i grillini ho avuto a che fare con sottosviluppati mica da ridere, ma come detto ci sono differenze quantitative importanti, che fanno saltare il quadro dal fisiologico al patologico.

Questo non vuol dire che tu che adesso mi stai leggendo (a proposito, grazie) se voti Lega sei necessariamente un idiota. Di sicuro, voti per un partito che ha scassato l'Italia e si è dimostrato inadeguato a fare alcunché, ma questo lo devi capire da solo, io c'entro poco. Non voglio offendere nessuno, meno che mai i miei quattro lettori tolta la mamma. Anzi, dirò di più: se non sai cogliere il senso del mio post e ti offendessi leggendo questo post, dimostresresti allora sì di esserci pure tu, fra gli idioti!

D'altra parte è evidente che quanto più una fazione politica basa la sua "politica" sul fare poco e male e sul diffondere fake news, dileggiare gli avversari, sobillare gli animi, dire menzogne, distorcere i fatti, omettere quelli scomodi, tanto più pesca a piene mani fra ignoranti, poco istruiti, grezzi, creduloni, razzisti, basici, etc. E' un fatto.


autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

martedì 21 luglio 2020

Altro che meritocrazia


Tizi che avrebbero difficoltà ad amministrare una raccolta fondi per un regalo di compleanno, che non riescono nemmeno a capire come si usa e perché una mascherina chirurgica da mezzo euro, che non studiano, non sanno nulla, non leggono dossier e non si informano, preferendo disertare le riunioni o andare a braccio rimediando figure da capre, che mentono come respirano, che seminano odio e mettono i poveri contro gli emarginati, e che per giunta sono alleati da decenni con perfetti delinquenti, finanziatori di mafia, frodatori fiscali, bugiardi, corruttori, dalla moralità di un maiale libertino e sotto indagine per strage, e che non si sono mai dissociati da fascisti, omofobi, razzisti, nostalgici e picchiatori, ebbene, tizi di tal fatta, che in un Paese normale sarebbero a dare un’occhiata ai cantieri rompendo le palle solo agli operai, qui da noi hanno importanti incarichi politici e sono sbavati e idolatrati da giornali e tivù servi, che riportano fedelmente e con grandi svolazzi ogni loro vomito scritto o pronunciato, enfatizzandolo quanto più è falso, ipocrita, illogico, incoerente.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

domenica 19 luglio 2020

I teneri complottisti



Da due mesi ad essere insopportabile non è più il SarsCov2, che NON se ne è andato e probabilmente in autunno ritornerà a far male (si spera molto meno), ma i “complottisti”.
Dubitare è sano, farlo al livello a cui lo fanno loro è patologico e ti impedisce di vedere la realtà, perché entri in una dimensione parallela in cui ormai niente può più essere come sembra ma tutto DEVE essere diverso da come sembra.
Tipo quelli che non siamo andati sulla Luna, che la la Terra è piatta, che Hitler è vivo in Sudamerica e gioca a scopone con Elvis, etc.

Costoro hanno come principale passatempo quello di scrivere che il Covid è stato poca cosa e adesso è sparito e mai più tornerà e che un governo crudele se ne è approfittato e se ne approfiterà per toglierci diritti e libertà. Spesso questi fenomeni votano per partiti che se andassero al potere non ci metterebbero due minuti a toglierci libertà e diritti (tipo i fascisti), e loro sul serio eh...

Costoro inoltre non hanno capito che il problema non è tanto il SarsCov2 in sè, che comunque resta una influenzona seria, cattiva, contagiosa e persistente (e dagli effetti a lungo termine ancora ignoti ma a occhio molto preoccupanti), quanto il fatto che, diffondendosi molto velocemente, mette in crisi nel giro di pochissimi giorni il nostro sistema sanitario, che è disorganizzato e ha pochi posti di TI, proprio a causa delle politiche decennali dei politici che costoro hanno votato come asini per anni e anni, fra l’altro.
Una volta che le TI si saturano, chi si ammala non può farsi curare e muore: ecco IL PROBLEMA.
Ed ecco perché dire che il sarsCov2 non è stato mai un problema è da idioti, e dire che adesso non c’e’ è lo stesso da idioti, perché adesso è solo in sonno, sia per via della naturale evoluzione di qualunque epidemia che dopo 70 giorni circa ha una fine o una pausa, sia perché è estate, sia perché molti di noi (quelli coi neuroni sani) adottano ancora precauzioni quali lavaggio frequente mani, mascherina, distanziamanetno, sia perchè per esempio cinema, treatri, stadi, concerto sono ancora chiusi.

E su, ragazzi, fate i bravi. Dateci un taglio.
Smettete di confrontare i dati che più vi tornano comodi senza far rilevare le indubbie differenze nella rivelazione degli stessi da Paese a Paese.
Smettete di tediarci e di rendervi ridicoli.
E, soprattutto, lavatevi le mani, usate la mascherina e state distanti dagli altri, GRAZIE.



autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

sabato 18 luglio 2020

Il Banco vince sempre

E’ per fare profitto
Che giù a capofitto
Son volati in quaranta
Ma a Ferragosto la banda
Ha suonato lo stesso
Tanto più ch’era messo
Proprio nero su bianco
Che a vincere è il banco
Quella clausola immonda
Che ingordigia asseconda
Sai Che nulla ti accade
Se un tuo ponte poi cade.

—-

(foto: Agi)

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

giovedì 16 luglio 2020

Gli amici addolorati partecipano

Spiace per tutti i giornali e svariati battitori liberi (ex dipendenti e collaboratori, amici, etc) che ricevendo cosipicui investimenti pubblicitari e prebende di altro tipo (legittime, sia chiaro) dai Padroni hanno cercato per mesi di nasconderne le colpe e di evitare la revoca della di loro concessione.
Spiace molto.
Comunque i miliardari se ne vanno con una discreta buonuscita, non proprio un misero argent de poche: qualche grigliata di ferragosto dovrebbe uscirci ancora!
#Morandi #Governo
#MediaServi

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

martedì 14 luglio 2020

Assunzione premio

(927 caratteri, 1 minuto e 10’)

Uno fa un bel gesto e in premio viene assunto.
Quante volte abbiamo letto notizie del genere?

In teoria non ci sarebbe nulla da dire. Un lavoro è tanta manna per chiunque, specialmente in questo mondo, di questi tempi. Se hai figli, e un mutuo da pagare. E specialmente se sei in difficoltà, o magari in un Paese non tuo. O hai un colore di pelle che non va per la maggiore.

Ma sotto sotto si nasconde l’idea sbagliata secondo la quale assumere una persona è farle un favore. Quando, a ben vedere, visto quanto è remunerata la forza lavoro (quasi niente) e quanto è precario oggi anche il contratto più indeterminato su piazza, il favore lo fa il lavoratore.

In un mondo giusto, non si dovrebbe poter dire che qualcuno fa un favore a qualcun altro.
In un mondo giusto, il manager non guadagnerebbe cifre che un lavoratore potrebbe incassare solo vivendo cento vite tutte passate a lavorare.
In un mondo giusto, il lavoro sarebbe remunerato il giusto.
E il giusto è molto più di quanto viene pagato oggi.
In un mondo giusto, sarebbe tassato più il reddito da capitale che il reddito da lavoro.
E il welfare sarebbe una cosa seria.


autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

venerdì 10 luglio 2020

Persone disponibili e no

Sono tante le categorie in cui si possono suddividere gli umani.
Tanto per dire, ingrati e riconoscenti.
O cortesi e cafoni.

Una è quella che prendo in considerazione oggi e traccia una bella divisione nel variegato campo delle persone che brulicano su questa palla dalla forma di una sfera deformata: disponibili e no.

Chi è sempre pronto ad aiutarti, fosse anche per pochi minuti, o almeno ci prova e per davvero, non di facciata, e naturalmente senza pretendere, aspettarsi o immaginare contropartite future di nessun tipo, e quelli che muovono il sedere solo se intravedono una sia pur modesta remunerazione, sotto le più svariate forme (fosse anche quella di un credito morale da poter far tacitamente valere in futuro, all’occorrenza).
Chi perde 10 minuti per starti a sentire e darti un consiglio o farti un lavoro e chi non ci pensa proprio, accampando scuse quali mancanza di tempo (il tempo manca a tutti), incapacità (e provaci, se te lo chiede forse tu sei più capace) o altro.

Essere disponibili quando si ha un po’ di tempo libero è alla portata di molti; esserlo a volte sì e avolte no anche. Esserlo sempre, o perlomeno cercare di esserlo sempre e, quando non è possibile, rimediare in un secondo momento o fornire strategie alternative alla persona che ci ha chiesto aiuto e non si può aiutare in quell’istante, magari senza farlo mai pesare, è davvero roba per pochi.
I migliori.

Autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

martedì 7 luglio 2020

File Meloni, Edit:


Io di Meloni ho sempre detto una cosa: intelligente.
Anche se la sua intelligenza serve un padrone sbagliato.

Negli ultimi anni però devo rivedere questo mio giudizio. Sorry, Meloni: devo farlo.

L’intelligenza c’è, è indubbio, anche se meno estesa di quel che poteva trasparire a me due o tre anni fa. Ma il fatto di servire un padrone sbagliato la svilisce fino a renderla, sebbene sicuramente ravvisabile, di fatto inutilizzabile per fini degni, quindi, per me, sostanzialmenete inutile, o “sprecata”, come definirono, altri e per altri motivi, il mio “talento” (chi lo fece era un cretino insulso mica da poco).

Non posso tollerare per anni che Meloni sprechi quel poco di talento politico che ha dietro a nostalgie da vomito, fascismi, razzismi e omofollie varie. E che si pieghi anche a leccare fake news, voltafaccia e inadeguatezze di alleati e amici. O a rivalutare perfetti buffoni, caldeggiandone magari la nomina a Padri della Patria.

Senza voler fare paragoni (non è il mio intento oggi), è un po’ il discorso che spesso si faceva per Almirante. Che ha firmato gli orridi documenti per la “razza” ma siccome era intelligente e argomentava sempre in maniera pacata e forbita sdoganava la destraccia, apparendo rassicurante e costituzionale. Lo stesso Meloni: sa argomentare, ragiona, rispetto a certi compagnucci dell’area di destra parrebbe pure una scienziata. Poi però ti accorgi che anni fa avrebbe potuto fare una scelta di campo netta, e non l’ha mai fatta, perché non ci crede, o perché non vuole perdere i voti che perderebbe facendola.

Quindi è giusto rivalutarla: intelligenza non male al servizio di idee brutte e inaccettabili, quindi intelligenza poco intelligente, anche se appariscente. Insomma, in società fa la sua porca figura, ma se guardi alla sostanza rabbrividisci. Quando parla guardate a quel che dice non a come lo dice, e vi farete già un’idea più vera. Quel che dice e che fa, e chi appoggia. Non come lo dice.


autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...

E’ facile, nel difficile



Alla fine ti rendono la vita facile, nel difficile.

Io i fascisiti non li voto.
I razzisti e gli omofobi neppure.
E neppure chi ha governato per decenni demolendo questo Paese e facendo porcherie varie magari assieme al delinquentello attempato.
E tendo a non votare anche chi negli anni bui del berlusconismo ha fatto un’opposizione farlocca e spesso di facciata.

Inoltre non voto chi come regola candida persone che hanno problemi con la giustizia (non parlo di incidenti stradali o della tettoia della casa del bisnonno), chi non fa dimettere chi problemi gravi dovesse averli dopo la nomina, chi delegittima sempre la magistratura, chi non onora l’art. 54 della Costituzione, etc. Ovviamente distinguendo tra un abuso di ufficio non provato e un reato grave già certo (magari per intercettazioni) e comunque eticamente inaccettabile, pur se penalmente irrilevante, non importa se nemmeno ancora soggetto a indagine: il primo non deve portare sempre a dimissioni, il secondo sì.

Non voto chi come prassi semina odio, mesta nel torbido, cavalca fake news, mente come se non ci fosse un domani, si contraddice nel giro di pochi giorni, non è cristallino, trasparente, sincero, agisce in malafede, è bifolco, cafone, troglodita nei modi e nei pensieri.

Alla fine ti rendono la vita facile, nel difficile.
Perché con questi paletti i partiti votabili, per me, sono uno o due, al massimo tre. E se considero solo quelli in grado di incidere, si riducono ancora: quindi, è facile. Ma è anche difficile, dato che chi voto ha grandi pregi ma potrebbe fare meglio.

Facile, nel difficile.
Ma di certo non ho grandi problemi di scelta, da qualche anno, aborrendo per giunta l’astensione o il voto nullo etc.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.

Leggi tutto...