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domenica 30 maggio 2010

L'inferno va bene, ma in attesa di quello?

ROMA - "Sarebbe davvero meglio" per i sacerdoti colpevoli di abusi sessuali su minori che i loro crimini fossero "causa di morte" perché per loro "la dannazione sarà più terribile". Lo ha detto il promotore di giustizia della Congregazione della Fede, monsignor Charles Scicluna. (fonte: repubblica.it)
Ora, molte delle affermazioni che Scicluna ha rilasciato in quest'occasione sono davvero condivisibili e gli fanno onore, ma questa che ho riportato non mi torna punto. Causa di morte per chi? Escludendo che sia per i bimbi vittime degli abusi (se muore il bimbo la colpa del prete è più grave quindi l'inferno sarà più duro, mi pare che davvero non possa essere questo il senso, eh eh!!!), resta l'altra interpretazione: causa di morte per gli stessi preti che abusano. Ora, capisco l'intenzione di Scicluna, tanto più meritevole se pensiamo all'inerzia della Chiesa di fronte a questo immenso scandalo (parole di Ratzinger a parte... parole, ma i fatti?), però mi sembra un po' singolare augurare la morte a un colpevole perchè soffra maggiormente le pene dell'inferno, mi sembra che Scicluna, nella foga di scagliarsi contro queste bestie con la tonaca (anche le bestie sono figlie di Dio, comunque), si sia un po', come dire, "intrecciato" con le parole... Non sarebbe bastato dire che chi ha commesso certi atti su bimbi innocenti finirà (quando scoccherà la sua ora) nel punto più lontano e spaventoso del buco dell'inferno? Senza contare poi che a noi interessa che il prete pedofilo venga processato e punito, dell'aldilà non ci occupiamo: ma su questo punto (la giustizia terrena) la Chiesa fa da sempre spallucce...

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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