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martedì 4 maggio 2010

Non ce la fanno proprio a capire, poverini...

Sentivamo la mancanza di Mariastella Gelmini e subito siamo stati accontentati. A venti giorni dalla nascita di Emma Wanda, sua figlia, la Gelmini (Min. Istruzione), intervistata da Io donna, ci regala una piccola perla.

D: Subito in pista, come Ilaria D’amico su La7. Ha seguito le polemiche per le sue dichiarazioni sul fatto di potersi permettere un rientro così rapido, a differenza di altre donne meno fortunate?
R: La gravidanza è una cosa unica, è proprio come dicono. Uno stato di beatitudine che dà una forza incredibile, che non conoscevo. Ti senti più forte di prima. Anch’io, come la D’Amico, ho più facilità di altre donne a tornare subito a lavorare senza trascurare mia figlia. Ma non vuol dire non essere una buona mamma, dovrebbero farlo tutte.
D: Però le donne normali che lavorano dopo il parto sono costrette a stare a casa.
R: Lo giudico un privilegio.
D: Un privilegio? Non è un diritto?
R: Una donna normale deve certo dotarsi di una buona dose di ottimismo, per lei è più difficile, lo so; so che è complicato conciliare il lavoro con la maternità, ma penso che siano poche quelle che possono davvero permettersi di stare a casa per mesi. Bisogna accettare di fare sacrifici.

Un vero peccato che la Gelmini scambi un diritto conquistato a caro prezzo dalle donne per un privilegio. Un vero peccato per lei, s'intende, perchè quest'affermazione è spia di un modo di pensare sballato, non per noi, che sappiamo bene in quale imbuto siamo finiti. Una donna, se vuole, può certamente riprendere a lavorare subito dopo il parto, sebbene il diritto di non farlo sia stato riconosciuto al fine di permettere una crescita equilibrata e serena del bambino nei suoi primi mesi. Ma se, a diiferenza della Gelmini, non se la sente o non lo ritiene opportuno per il bimbo, ha il diritto di restare a casa: questo dice il buon senso e questo soprattutto dicono le leggi europee e italiane.

Non tutte le donne magari hanno i mezzi della Gelmini (essere aiutati dopo il parto ha un costo, come ha un costo potersi spostare dal luogo di lavoro a casa in poco tempo, o affidare il neonato in mani sicure ed esperte durante l'orario di lavoro) e non tutte hanno accesso ai nidi che in Italia sono assai pochi e per pochi, e questo per colpa dei politici.

E se la Gelmini, fra una poppata e l'altra, anzichè rilasciare affermazioni che definire superficiali è un complimento, si desse un po' da fare per sbloccare la legge di iniziativa popolare sui nidi che giace in Senato?

L'ennesima conferma che, nella generalità dei casi, questi parlamentari che "guadagnano" 15 mila euro al mese (minimo) più benefit non ce la fanno proprio a capire le esigenze di chi ne tira su 1800 in due: è del tutto al di fuori delle loro possibilità, a che serve prendersela con loro?

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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