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mercoledì 21 giugno 2017

Carrara, lettera per il ballottaggio

Ho letto la lettera che uno dei due candidati a sindaco di Carrara ha inviato oggi a tutti i cittadini in vista del ballottaggio decisivo di domenica prossima; sto parlando di Andrea Zanetti, che guida una coalizione che vede al suo interno Pd, Psi, Pri e due liste civiche.
Di solito non commento i santini e i depliant elettorali, ma questo mi ha colpito. In negativo.

Ho trovato la lettera inappropriata e forzata, davvero basata su poco, irritante... e ci tengo a precisare che questo mio giudizio cerca di essere del tutto neutrale e oggettivo, altrimenti sarebbe troppo facile se mi facessi guidare da simpatie o antipatie elettorali. Io critico una lettera e dico perché: è molto semplice, la cosa.

Dopo un riferimento iniziale al carattere decisivo del momento che si avvicina e all'importanza del voto di domenica che, dice Zanetti, permetterà di scegliere tra due candidati alla poltrona di sindaco totalmente diversi, tra due possibili futuri diversi per la città, la mia attenzione cade sullo slogan in alto a destra. Cade e si fa male. "Per cambiare finalmente" mi sembra davvero fuori luogo in bocca a politici e partiti che hanno governato Carrara per anni e, secondo molte persone e diversi parametri, pure male. Per cambiare finalmente è un motto che sta bene in bocca a chi finora non ha governato proprio per niente, è espressione di forze fresche e nuove e propone cose diverse, semmai. E' simile  a quell'altro slogan, usato nella prima fase: "siamo pronti per governare". Come siete pronti, lo siete adesso? E tutti questi anni e anni cos'erano? Una finta?

Poi,  nella legittima sezione dedicata alla "demolizione" dell'avversario, vedo che non si trova niente di meglio che fare riferimento alla presunta conduzione disastrosa della Raggi a Roma (e io direi che il Pd è l'ultimo partito al mondo che può permettersi di giudicare un primo anno difficile ma non privo di risultati positivi da parte di un sindaco donna che ha trovato una città in macerie proprio per colpa di decenni di mal governo da parte delle destre e dello stesso Pd -mafia capitale è solo la punta dell'iceberg), al presunto "modello disastroso" di Nogarin a Livorno (e davvero non capisco a cosa ci si riferisca) e poi si dice "per non parlare di Torino e dell'incapacità di garantire il sereno svolgimento di una festa di piazza", riducendo la brillante gestione fino a questo punto della Appendino all'incidente di una sera, in cui le responsabilità fra l'altro sono tutte da verificare. Mi pare davvero forzato e pretestuoso, una nota stonata, dire non scegliete De Pasquale dato che Raggi, Appendino e Nogarin stanno facendo disastri, intanto perchè non è vero, e poi perchè i disastri questi sindaci li hanno trovati... in genere lasciati dal Pd. Il riferimento agli incidenti della sera della finale di Champions, poi, è davvero squallido e debole.
Se poi sposando questa logica che non condivido, i carraresi (o carrarini) dovessero fare la loro scelta, domenica, basandosi non su De Pasquale e Zanetti ma su quel che è accduto e accade in altre città e in Italia, allora basterebbe pensare all'esperienza di governo del Pd di Renzi per avere pochi dubbi, direi.

Si parla poi del candidato De Pasquale come di un candidato che riporterebbe Carrara indietro di secoli (eh?),  un candidato che adddirittura è contrario o comunque ha parecchie riserve (?) sulle unioni civili (senza ricordare che è anche colpa dei partiti della sinistra se per decenni siamo rimasti indietro su questo terreno rispetto agli altri più evoluti paesi del mondo e se ancora oggi abbiamo una legge che è tutto fuorché perfetta e che potremmo definire proprio il minimo sindacale in materia per non passare da zotici incivili agli occhi del mondo), un candidato che propone addirittura un corpo di polizia mineraria (come se i carraresi fossero contenti del pastrocchio decennale della gestione delle cave): insomma un retrogrado dalla mentalità medievale, parrebbe. Io lo conosco poco, ma mi pare tutto fuorchè ancorato a vecchi schemi o valori superati. Sembrano critiche tirate giù di fretta, alla carlona.

Alla fine Zanetti si presenta come quello che vuole cambiare davvero Carrara (ma in questi anni misteriosamente non l'ha fatto), contro chi vuole addirittura riportarla indietro, poffarbacco! Uno storytelling affascinante, ma completamente sganciato dalla realtà, in puro stile renziano, se mi posso permettere. Vuole ricostruire il senso dell'essere comunità, dice... Lodevole, si tratterebbe di capire perchè si è disintegrato, nel caso. Vuole ascoltare i cittadini fuori dal palazzo, dice. E prima? Se l'avesse fatto pure prima, avrebbe dovuto scrivere "continuare ad ascoltare...": questo viene in mente a uno che non è di Carrara. Dice che il civismo, la moderazione e il dinamismo (dinamismo moderato, però, a ben vedere) sono brand suoi, in un certo senso, e della sua parte. E che domenica la scelta è semplice e chiara, tra chi vuole cambiare e chi no. Boh.

In buona sostanza penso che Zanetti (oltre a non mandare proprio la lettera) avrebbe potuto presentare la sua offerta e chiedere il voto dei cittadini in maniera molto diversa,  senza slogan che fanno sorridere se si pensa da che pulpito arrivano e senza questi deboli , meschini e un po' fantasiosi attacchi a De Pasquale: sembra di leggere in quei passi lo sforzo del maturando che fatica ad arrivare alle fatidiche tre paginette di protocollo e allunga il brodo in tutti i i modi. E poi, verrebbe da dire, De Pasquale ha un cognome formato da due parole, è strano.
Se su De Pasquale non si ha altro da dire che quei vaghi accenni alla polizia delle cave  e alle unioni civili e non si riesce a fare di meglio che tirare in ballo Raggi e Nogarin, che fra l'altro stanno facendo miracoli, (se pensiamo soprattutto alle macerie di Roma)  vuol dire che allora forse è davvero un candidato difficilmente attaccabile e che propone idee interessanti:stai a vedere che val la pena provarci, verrebbe da dire, se ancora prima di leggere la lettera si nutriva qualche dubbio sui pericolissimi grillini guidati dal Grillo urlante.

Il difetto maggiore della lettera alla fine è questo: non è consistente e appare anche un po' curiosa non appena si fa mente locale sul fatto che la scrive chi ha già avuto modo di governare; racconta una storia che non è, una Carrara che non è, promette cose che qualcuno si aspettava già anni e anni fa.
Potrebbe essere controproducente, se non fosse che nonostante questa lettera Zanetti resta il favorito, anche perchè è sempre più difficile cambiar strada di netto che proseguire su quella di sempre, in qualunque campo dell'agire umano.

Non so se De Pasquale farà la sua lettera, staremo a vedere. Far peggio sarà dura, penso.
Liberi di non credermi, ma se una roba così sganciata dalla realtà e deboluccia l'avesse scritta De Pasquale, o Pippo Rossi, io avrei detto le stesse cose, se De Pasquale o Pippo Rossi certo, avessero già potuto provare alla città quel che sanno fare o non sanno fare, cosa che non è.
Se mi capiterà sotto mano la lettera di De Pasquale la commenterò: esiste?

Po,i se volete leggerla come una riflessione di parte, fate pure, ma io ho dettagliato le ragioni del mio malcontento, non ho lanciato accuse nel vuoto senza dir nulla a supporto.
Io non sono iscritto a nessun partito, sono un elettore che quando è chiamato a votare vota sempre e vota la migliore (a suo giudizio, si intende) fra le offerte politiche proposte (di recente, spesso la meno indecente): insomma, fa l'elettore.


autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.


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