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domenica 5 settembre 2010

Fischi legittimi e reazioni prevedibili

Alla festa del PD di Torino ha partecipato ieri il Presidente del Senato Schifani, che è stato abbondantemente fischiato e contestato dalla folla presente per diverse ragioni fra le quali il suo passato che dire oscuro è poco e la mancanza di chiarimenti sullo stesso. In precedenza si era beccato parecchi fischi pure Marini, su quel palco, ma in quel caso nessuno aveva detto nulla.

Subito si sono levate voci di sdegno e di ferma condanna dell'episodio: Bersani, Fassino, Napolitano hanno stigmatizzato l'episodio, mettendo in mostra una verve che da tempo non si vedeva. Pure Fini ha voluto timbrare, alla vigilia di Mirabello, magari per fare un po' di riscaldamento, e naturalmente non poteva mancare il sempre presente Casini. Ci sono poi i fedelissimi Cicchitto e Gasparri. Partiamo: Fassino: "Squadristi, come quelli dei pullman a Fini", Fini: "Intollerabile", Pier Ferdinando Casini: "La mia solidarietà al presidente Schifani è totale. Il Pd deve riflettere molto seriamente se vuole avere un futuro nella società italiana: Di Pietro e i 'grillini' seminano odio e sono incompatibili con qualsiasi progetto serio di governo", Bersani: "Il dibattito politico, anche il più aspro deve segnare un confine netto con la prepotenza e la prevaricazione, Napolitano: "Deploro l'intimidatoria gazzarra contro Schifani. (...)il tentativo di impedire il libero svolgimento di manifestazioni e discorsi politici è un segno dell'allarmante degenerazione che caratterizza i comportamenti di gruppi sia pur minoritari incapaci di rispettare il principio del libero e democratico confronto e di riconoscere nel Parlamento e nella stessa magistratura le istituzioni cui è affidata nel sistema democratico ogni chiarificazione e ricerca di verità. Perciò deploro vivamente l'episodio verificatosi oggi a Torino ai danni del Presidente del Senato e ogni forma di contestazione aggressiva sia verso figure di particolare responsabilità istituzionale sia verso qualsiasi esponente politico nell'esercizio della sua inconfutabile libertà di parola e di opinione" (prolissetto il presidente eh?), Schifani stesso: Siete un esempio di antidemocrazia, perché volete impedire a due personalità politiche di parlare", Fabrizio Cicchitto: "Quello che sta accandendo a Torino è il frutto del clima infame che Di Pietro e una parte della sinistra stanno creando nel Paese. C'è il rischio elevatissimo che siamo appena all'inizio", Maurizio Gasparri: "Le parole di Fassino non cancellano la gravità di quanto è avvenuto. Nell'esprimere solidarietà al presidente Schifani non si può non evidenziare il clima di intolleranza creato dalla sinistra. Insulti, odio, astio producono frutti velenosi. Alcuni svolgono un ruolo di punta ma altri fanno i fiancheggiatori. Basta pensare alle parole di Bersani dell'altro ieri".

Tutto bene, sia i fischi (legittimi eccome, in una democrazia, sia pure violentata quotidianamente da figuri senza scrupoli come la nostra) che queste reazioni (preventivabili), ma una cosa a Fassino vorrei dirla: prima di parlare pensaci dieci volte e poi lascia stare (sarà stato un calo di zuccheri?). Un conto è il caso dei pullman di Fini (c'e' una testimonianza, si stavano preparando pullman per andare a fischiare Fini, pagando i contestatori), un altro il caso di Torino: cittadini stufi del marcio imperante che finalmente si fanno sentire. Certo, impediscono a Schifani di parlare, ma per dire "fuori la mafia dallo Stato" e slogan simili avrebbero dovuto fare una raccomandata? Se togli anche la protesta di piazza, gli slogan, i fischi, cosa resta? Le monetine a Craxi fuori dall'Hotel Raphael (per alcuni avvisi di garanzia, non ancora per processi o condanne, si badi bene) andavano bene e questi fischi no? Diciamo piuttosto che è ora di farsi sentire. Il caso di Schifani è intollerabile (seconda carica dello Stato avvolta in ombre limacciose da sempre), non lo è invece la contestazione di ieri.

In quali altre occasioni possiamo farci sentire? Solo nei regimi è vietato contestare. Siamo tiranneggiati da una cricca piduista e fascista e non possiamo neppure fischiare... Attenti a voi, indegni rappresentanti di niente non eletti da nessuno: questi fischi sono solo i primi. Chi si comporta onestamente e non ha nulla da nascondere o da chiarire o da farsi perdonare non prende fischi, che io sappia.

Napolitano, dal canto suo, forse in crisi di astinenza da firma, ha solo fornito una doverosa difesa d'ufficio della seconda carica dello Stato. Quanto a Fassino e Bersani, il PD nemmeno sa di esistere, figurati un po' se ci capisce qualcosa in tutto quel che succede. Quanto ai politici, si portino la claque da casa se vogliono sorrisi e applausi; blindino i comizi, chiamino l'esercito, li facciano in videoconferenza, se ne vadano via per sempre...

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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