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domenica 19 settembre 2010

Operazione simpatia

Appena saputa la notizia dell'arresto dei sei netturbini nordafricani sospettati di essere gli organizzatori di un attentato a Joseph Ratzinger, in arte il Papa, in visita in questi giorni in Gran Bretagna, ho sentito subito puzza di bufala gonfiata ad arte al fine di suscitare indirettamente un po' di simpatia e di affetto nei confronti di questo pontefice teutonico che, adesso, è chiamato a rispondere di tutte le nefandezze commesse nei secoli dalla setta che presiede e che, quando ancora non era Papa, non si era distinto per la lotta ai preti pedofili, anzi l'opposto. In Gran Bretagna lo hanno aspettato al varco, per fargli notare un po' di queste nefandezze e per ricordargli un po' di assurdità, tipo il no alle donne prete, l'insabbiamento dei gravissimi e numerosissimi casi di peofilia, gli assurdi pregiudizi nei confronti di chi non è eterosessuale, la vuota opposizione ai progressi della scienza, ecc. La notizia di un possibile attentato contro l'uomo buono e bianco come un giglio ad opera di sei uomini cattivi e neri come la notte era l'ideale, se pompata al di là della sua reale consistenza, per allentare un po' questa morsa, per un paio di giorni appena. Questo non vuol dire che il Papa non sia sotto costante minaccia, così come ogni altro capo di stato, ma la tattica operata per conto di non si sa chi da certi media è stata palese fin da subito. Dei netturbini nulla si sa, se scherzavano fra loro o se nemmeno hanno parlato del Papa; sembra che siano stati rilasciati. Investigare è lecito, prendere sul serio ogni potenziale minaccia doveroso; spararle grosse un po' meno, che dite?

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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