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venerdì 26 febbraio 2010

TG1 bugiardo e la querelle Santoro-Travaglio

Oggi quella fucina di disinformazione che è il TG1, ormai tristemente noto in tutto il mondo, e che ogni giorno racconta balle e omette fatti a circa 17 milioni di connazionali ormai troppo apatici per capire la differenza tra propaganda e informazione, ha per due volte affermato che Mills è stato assolto. Mentre, in realtà, l'avvocato inglese reo confesso che, stando alla sua doppia confessione, alle carte e alla sentenza di primo grado, ha preso una mazzetta di 600 milioni da Berlusconi per dichiarare il falso in alcuni suoi processi e salvargli così il culo, è stato prescritto per effetto delle vergognose leggi fatte approvare dallo stesso Berlusconi come la ex Cirielli.
La differenza tra assolto e prescritto è enorme, ma mai quanto quella tra giornalista e trombetta del regime.
Penso che solo la necessità di sfamare un figlio possa giustificare oggi un giornalista che continui a lavorare in simili fabbriche di falsità.
Questo episodio mi ha fatto venire in mente una frase che oggi ho anche ritrovato in un interessante articolo di Barbara Spinelli su "Il Fatto" e cioè: "Non esiste libertà in una comunità cui manchi l’informazione attraverso la quale può scoprire e smascherare la menzogna" (Walter Lippmann).


Premesso che il pubblico scambio di lettere tra Travaglio e Santoro e la successiva discussione che questa ha innescato è una volta di più un chiaro segno della unicità e della grandezza del "Fatto", devo dire che secondo me Santoro ha torto. In una trasmissione che voglia definirsi seria occorre impedire a una persona di rispondere a una argomentazione anzichè nel merito accusando l'interlocutore sul piano personale con accuse peraltro già dimostrate infondate mesi fa. E bisogna impedire che alcuni interrompano sistematicamente l'interlocutore al solo scopo di non farlo esprimere. Questa non è censura, è tenere chi dovesse comportarsi da maiale all'interno del recinto. Chi non riuscendo ad attaccare il ragionamento attacca, con calunnie, il ragionatore, al solo scopo di infangarlo di fronte a un'opinione pubblica disinformata e quindi disorientata, deve essere fermato, al fine di garantire un confronto civile e parità di condizioni.
Se, facendo un esempio più concreto, si parla di Bertolaso e delle gravissime accuse che pendono sulla sua gestione della Protezione civile, ritirae fuori la solita (e falsa) storia delle vacanze di Travaglio è un comportamento da condannare e da impedire. Perchè Travaglio, allora, potrebbe ricordare a Belpietro e Porro che anche loro frequentano individui pregiudicati o già arrestati più volte, i loro datori di lavoro, e, al contrario di quel che secondo loro fece Travaglio, sapendo di farlo... Ma non avrebbe senso. Se si parla di Bertolaso, si risponde nel merito. E se non se ne è capaci perchè magari Bertolaso è indifendibile, si sta zitti. Calunniare o parlare sopra, gettare merda per dimostrare che tutto è merda e quindi merda è buono è una cosa inaccettabile. Sta al buon conduttore pensarci. Quindi il valido Santoro sia meno presuntuoso e più pratico. E vengano zittiti e puniti coloro che anzichè discutere con modi civili e di fatti e opinioni rubano la scena con villania e calunniano chi non la pensa come loro, facendo leva sulla posizione di forza in cui questo squallido "1984" italiano li ha posti.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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