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domenica 19 febbraio 2017

Il denaro, sempre quello

Se il Napoli arrivasse dodicesimo parleremmo di stagione fallimentare; se ad arrivare dodicesimo fosse il Crotone parleremmo invece di impresa. Se la Juve arriva terza, a Torino è lutto per un mese; ma se avesse la rosa del Chievo ed arrivasse terza, sarebbe festa per un anno. Cosa voglio dire? Che i risultati ottenuti sul campo vanno giudicati sulla base di tanti fattori (forza degli avversari, sfortuna o fortuna, infortuni, etc) fra cui, principalmente, i mezzi impiegati.

Se io cucino da dio per dieci persone con 50 euro sono un fenomeno, se Piero può disporre di 1000 euro e organizza una cena migliore della mia potrebbe non essere più bravo di me, solo più ricco e abile ad utilizzare i mezzi che può permettersi (perché comunque un cuoco incapace anche con 1000 euro potrebbe preparare cibo scadente, ovvio).
Concludendo, è evidente che se Inter, Milan, Juve, Roma e Napoli alla fine dell'anno sportivo occupano posizioni di classifica generalmente migliori di Pescara, Empoli, Chievo e Udinese ciò non accade perché sono più bravi, ma perché hanno risorse maggiori (ed eventualmente sono poi più o meno capaci di sfruttarle appieno). Esistono eccezioni (quest'anno, l'Atalanta) ma le eccezioni confermano la regola, come è noto.
Giudicare i risultati senza tener conto di questo è da idioti... facile dire che il Milan ha fatto meglio dell'Udinese, vorrei vedere.

Ecco quindi che un'Atalanta che dovesse arrivare quinta avrebbe compiuto un'impresa, una Roma che arrivasse quinta un mezzo disastro. E' logico. Gli Agnelli o i Moratti, con il denaro di un Corsi, non vincono lo scudetto nemmeno nei sogni. Poi, come detto, è chiaro che se Agnelli ne ha quanto Moratti ma è più abile, e magari pure più fortunato e più abituato a vincere, lo vince lui. Ma non si può dire sia più abile di un Preziosi: si può dire che sia più ricco o che preferisca investire molto più denaro nella società, a fronte anche di incassi stratosferici se paragonati a quelli di squadre di mezza classifica.
Tutti questi ragionamenti sono evidenti e sacrosanti, ma noto che nelle discussioni da bar non sono quasi mai tenuti in considerazione.

Io stesso, Samp, ho attraversato di recente un quindicennio in cui vi erano risorse maggiori da investire rispetto a quante ce ne sono oggi (sebbene sempre inferiori a quelle delle classiche due o tre big e sebbene senza mai fare i passi troppo più lunghi della gamba per non rischiare facilissimi fallimenti post sbronza) e, avendo saputo la dirigenza di allora impiegare molto bene quelle risorse, ho assistito, sulla sponda giusta del Bisagno, a un decennio di gran gioco e di trionfi in serie (7 trofei in 10 anni più numerose altre finali): so quindi di quel che parlo.

Quindi, appurato che, a differenza delle gare automobilistiche alle quali partecipano auto della medesima cilindrata, in serie A e nel calcio in genere è ammesso che squadre che dispongono di 320 milioni di fatturato possano giocare con squadre che dispongono di 30-40 milioni; essendo pacifico che tutte le squadre, ricchissime o povere, non hanno limiti agli acquisti che possono effettuare (il che vuol dire favorire le prime, evidente), e assodato che vi sono magnati che possono impiegare decine di milioni a fondo perduto senza che i bilanci drogati che ne risultano pongano problemi di vario tipo alle autorità sportive, è evidente che, riferendoci per esempio a quest'anno per comodità, il campionato di A è diviso in fasce, che alcune eccezioni possono sempre scavallare ma si tratta appunto di eccezioni (per un' Atalanta che sta incantando vi può essere un Palermo sorprendentemente messo male o, per esempio gli anni scorsi, un'Inter e un Milan in crisi profonda). La fascia 1 che racchiude i team che hanno costruito squadre in grado di puntare allo scudetto, rastrellando i giocatori più affermati e bravi e strapagandoli sia come prezzo di acquisto sia come stipendi e bonus, spendendo quindi in compravendite ed emolumenti decine e decine di milioni, spesso senza freni e non sempre del tutto coperti dai ricavi, vede al suo interno Juve, Roma e Napoli, con velleità di Milan e Inter che sono in una fase di transizione societaria e che comunque possono ripiegare sui posti Champions.
La fascia 2, che ambisce alla Champions o se va male all'Uefa (Lazio Inter Milan Fiorentina, forse Torino, incredibilmente l'Atalanta), la fascia 3 che ad eccezione di inattesi ed eccezionali spunti in avanti punta a un campionato tranquillo, senza patemi e con diverse soddisfazioni, magari portando avanti meritevoli discorsi tecnico-tattici basati sui giovani (quegli stessi giovani che le big snobbano salvo poi, una volta fatti crescere e maturare, acquistarli a giugno, a caro o medio prezzo dalle suddette) e che comprende Sampdoria Udinese Bologna Genoa Chievo e inaspettatamente, quest'anno, il Sassuolo) e la fascia 4, cioè le squadre che lottano per raggiungere l'ambito traguardo della permanenza in serie A: Palermo Crotone Pescara Empoli Cagliari. Naturalmente ogni anno ha le sue specifiche, quest'anno il Sassuolo fatica ma in teoria è di fascia 2, l'Empoli e il Cagliari forse è riduttivo metterli in fascia 4, l'Atalanta è più da fascia 3 come minimo, etc, ecco perchè astraendoci e generalizzando su più anni possiamo dire fascia 1 juve-roma-napoli-inter-milan fascia 2 lazio-fiore-toro fascia 3 tutte le altre (8) tranne quindi quelle di fascia 4 palermo-crotone-pescara-empoli.

Alla fine, dunque, nel campionato 1 (team con risorse immense o notevoli o comunque, penso al toro, non da mezza graduatoria) la classifica al momento è la seguente:
1.juve 2.roma 3.napoli 4.lazio 5.inter 6.milan 7.fiorentina 8.torino
Nel campionato 2 è questa:
1. atalanta 2.sampdoria 3.chievo 4.udinese 5.bologna 6.cagliari 7.sassuolo 8.genoa
Nel campionato 3:
1.empoli 2.palermo 3.crotone 4.pescara
Naturalmente vi è un po' di fluidità. Il Sassuolo l'anno scorso spadroneggiava e ha comunque risorse tali da poter ambire alla fascia 2, il Palermo e l'Empoli potrebbero far meglio e spesso lo hanno fatto, l'Atalanta in genere fa peggio anche se non malissimo, Il Milan comunque meglio di così, la Samp ha fatto molto meglio e magari fra uno-due anni lotterà per un posto in Europa, Il Genoa oscilla e quindi potrebbe di nuovo crescere, Il Toro è in crescita (societaria) che vedremo se si concretizzerà sul campo, etc.

Ecco perché i discorsi da bar sono definiti discorsi da bar. Che Napoli-Chievo finisca 1 è ovvio, che possa anche finire X2 è il bello del calcio. Ma a fine anno i soldi la fanno da padrone (spesso anche durante...) e questo secondo me riduce la bellezza di un torneo che potrebbe brillare di più se le risorse fossero distribuite più equamente (penso a quelle televisive) o se vi fossero limiti come per esempio quelli alla consistenza numerica della rosa o al numero di compravendite effettuabili in un anno solare e un tetto europeo, meglio mondiale, agli emolumenti dei giocatori. Perchè se io ho più denaro sono già avvantaggiato, non è giusto che abbia altri vantaggi. Se ho denaro posso acquistare i 4 giovani migliori senza preoccuparmi troppo di scegliere quelli che daavvero esploderanno; se ho denaro infinito, li acquisto tutti quindi posso anche essere un cazzaro come talent scout. Se invece posso acquistarne solo due, è chiaro che con più denaro è più facile e non me li farò sfuggire, quei due che ho scelto, ma dovrò comunque capire chi davvero merita, quindi avrò sì il vantaggio del denaro ma dovrò metterci del talento comunque. Oggi gli squali acquistano a mani basse indiscriminatamente spesso solo per togliere il pane agli altri.



autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.


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