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giovedì 16 aprile 2009

Il bene del paese

16 aprile 2009 - "La Lega avrebbe fatto cadere il governo". Il presidente del Consiglio Berlusconi, in visita sui luoghi del terremoto (ormai abita lì, ndr), rivela il retroscena della decisione presa ieri di non accorpare il referendum sulla legge elettorale e le elezioni europee, indicando la data del 21 giugno per la consultazione referendaria. E' dunque lo stesso Berlusconi a confermare che, come dice Finocchiaro (PD), "per motivazioni puramente politiche e per mantenere il patto con la Lega, [si] sprecano centinaia di milioni che avrebbero fatto davvero comodo per rispondere all'emergenza del terremoto".
Ricordiamo, a beneficio di tutti, che la Lega assolutamente non vuole che si accorpino referendum ed elezioni del 7 giugno perché spera che il referendum fallisca per quorum non raggiunto, eventualità ben più probabile se lo si fissa il 21. Peccato che ciò comporti una spesa supplementare per lo Stato (e quindi per noi) di centinaia di milioni di euro. Aggiunge Berlusconi, per giustificare la sua scelta di cedere al ricatto leghista: "Bisognava pensare al bene del paese", e qui siamo davvero all'apoteosi della presa per i fondelli: avrebbe fatto meglio a star zitto, ma sappiamo che l'uomo e il gaffeur con smentita successiva sono un tutt'uno.
Detto che la Lega nega di aver posto l'aut-aut ("Mai detto niente del genere", ma allora, se è vero che non l'avete posto, non ci saranno problemi a indire il referendum per il 7, vero Bossi-Maroni-Calderoli?), non possiamo non notare che per Berlusconi il bene del paese non è risparmiare centinaia di milioni di euro accorpando le date delle votazioni, non è permettere il normale svolgimento di un referendum per il quale si sono raccolte firme su firme, non è utilizzare quei soldi per scopi nobili (tipo aiutare l'Abruzzo, toh!), ma il bene del paese è garantire al paese stesso l'attuale governo (sic) e quindi assecondare la paura leghista delle conseguenze di una vittoria referendaria del si anche a costo di buttare dalla finestra secchiate di soldi pubblici.

Un tempo i politici erano farabutti ma pudici; oggi sono senza vergogna. Il sonno della ragione di questo popolo anestetizzato consente loro di agire spudoratamente perseguendo interessi personali dietro risibili giustificazioni di facciata. Non cercano nemmeno di costruire scuse credibili che fungano da paravento alle loro malefatte; sanno che possono permettersi tutto e di conseguenza non si preoccupano neppure più di tanto di occultare quello che combinano: sanno bene che il nostro encefalogramma politico è piatto.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)


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