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venerdì 3 aprile 2009

Messaggio ai criminali della strada e ai ministri per caso

Giovedi 2 aprile 2009, Verona – Tolleranza zero sull’alcol al volante: sì, ma con giudizio.“Non possiamo tollerare che chi beve due bicchieri di vino sia considerato un ubriaco”. Il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia, ha lanciato un messaggio all’apertura di Vinitaly, la più importante fiera del settore enologico italiano (a Verona fino al 6 aprile), a chi vuole abbassare ulteriormente la soglia minima di alcol ammesso nel sangue per chi è alla guida di un veicolo. (corriere.it)

L'on. Zaia fu multato perchè beccato a 193 km/h in autostrada, nel 2007. Non si pentì, non accampò scuse (avevo fretta, mi ero distratto, credevo che qui ci fosse il limite dei 400, ecc.) e nemmeno stette zitto: disse in parole povere che il limite di 130 è anacronistico. Ora teorizza il ciucco al volante. E' ministro (ve lo giuro).

Zaia, e uno spino piccino piccino? E mezzo Tavor? E una sniffata, solo una prometto? Zaia, bevi quanto ti pare ma non guidare, non mi va di rischiare la vita perchè un imbecille beve e poi si mette al volante. Non vuoi chiamarlo "ubriaco"? Ok, ti facciamo contento: chiamamolo brillo, allegro, ciucco, alterato, imbecille, criminale (a seconda della percentuale di alcol che ha nel sangue). Comunque lo chiami uno che beve due bicchieri non è assolutamente in grado di guidare in condizioni di sicurezza (molti di quelli che hanno la patente in Italia nemmeno da sobri lo sono, in verità, ma questo è un altro discorso). Zaia, non so se hai un figlio, se ce l'hai pensa a chi, sobrio e prudente, è morto, magari nel fiore degli anni, perchè ha incrociato un imbecille con due bicchieri di vino nel sangue. Quella sera non è tornato a casa e non ci tornerà più, moglie e figli lo stanno ancora aspettando, la sua colpa è stata solo quella di aver incontrato un criminale a quattro o due ruote e di essere stato suddito di uno stato lassista perdonista e governato alla carlona da decenni. Zaia, basta con le buffonate, risparmiaci, fallo almeno in nome delle vittime della strada. 193 km/h e pontifica sul limite di alcool... Zaia, ma Giovanardi (che al contrario di te negherebbe pure il succo di frutta a mia nonna, se sapesse che poi, dopo cena, deve usare il girello per andare al cesso) fa parte della tua coalizione? Ogni anno in Italia sono 6.000 i morti sulle strade per abuso di alcol, dei quali la metà circa sono giovani tra i 18 e i 25 anni. E questo qui va a 190 sull'A27 e pontifica di vino a tavola...

Zaia, per caso avevi già fatto un giretto fra gli stand della fiera prima di salire sul palco? Se poi si tratta solo di una mera questione terminologica, quelle su cui tanto per capirci vi avvitate per settimane in sterili discussioni nelle stanze del potere mentre fuori il paese va a rotoli, ok, siamo con te al cento per cento: è assolutamente ingiusto definire ubriaco chi supera di 0,2 il limite alcolemico allo stesso modo di chi lo supera di quattro volte: il primo è un irresponsabile che dopo aver bevuto si è messo al volante mettendo a rischio la vita sua e quella degli altri e va punito severamente, il secondo è un pazzo ubriaco criminale e va incarcerato, oltre che privato a vita della patente (cosa che in Italia è una bestemmia). Ma la questione sta solo nei termini, resta il fatto che chi vuole bere a tavola è pregato poi di far guidare un amico o di restare a casa: mai sentito parlare di senso di responsabilità?

Lo so, Zaia, lo so come vanno certe cose... uno viene invitato a Vinitaly, arriva fresco fresco, sorrisi, strette di mano, pacche sulle spalle, ministro di qua, ministro di là, un applauso al signor ministro, assaggi un po' questo cabernet, che ne dice di questo fruttato frizzantino... e mica può ringraziare la platea salendo sul palco per dire che chi beve un dito di vino va messo dentro, mica può fare il guastafeste... è questione di educazione, dopotutto. Sulle strade però si muore ogni giorno, crepano gli educati e i maleducati, tagliati a pezzi sparsi per l'asfalto o bruciati fra lamiere contorte e roventi, un attimo prima il nastro grigio davanti agli occhi e i rolling stones nelle orecchie, un attimo dopo le urla, il freddo, il dolore, il sangue, la morte o la prospettiva di una vita da vegetale (senza poter neppure decidere di porre fine alle sofferenze, vero Sacconi & C. ovvero la banda del "fine vita mai") e le cause sono sempre quelle, mio caro Zaia, informati un pò: eccesso di velocità, droghe, alcool, mancanza di controlli. Zaia, facciamo qualcosa di concreto per azzerare i morti, non per stimolare l'industria del vino: se muoiono tutti, chi compra il barolo poi? E chi ti vota? E chi riporta i tuoi discorsi? E chi li critica mostrandone tutta l'inconsistenza su un blog?

Caro lettore, se bevi, ti droghi, mangi come un bue, assumi medicine, ti accorgi di crepare dal sonno e nonostante questo decidi di metterti alla guida, insomma se ti metti al volante in condizioni inadatte alla guida, puoi andare AFFANCULO e ti auguro tutto il male possibile. Qui non ce l'abbiamo, mi sembra ovvio, con chi, sempre attento e scrupoloso, si distrae e mette sotto un passante o con chi per fatalità fa del male a qualcuno, ma ha fatto tutto quel che umanamente poteva per evitare che ciò accadesse. Sarebbe meglio non far mai male a nessuno, ma chi a 50-60 all'ora in centro commette un'imprudenza è colpevole di lesioni o omicidio colposo e pagherà, chi invece uccide con alcool o droga in corpo o perchè, poniamo, andava a 100 in centro o 200 fuori città è colpevole di tentato omicidio o di omicidio e basta. Finiamola di giocare con le parole. Finiamola di perdonare tutti, di graziare il malfattore, di scusare gli assassini. Qui ce l'abbiamo con chi prima beve o si droga e poi impugna un'arma carica, senza sicura, e si mette a correre sparando all'impazzata. L'automobile va equiparata a un'arma, chi la usa per uccidere deve farsi trent'anni.

Che poi è sempre meglio che farsi cinque anni con ministri che vanno a Vinitaly e lanciano un bel messaggio diseducativo a un popolo di automobilisti del piffero che avrebbero bisogno di bastonate e non di cesti di carote. Un tempo si diceva: l'esempio vien dall'alto. Ora, in alto, è meglio non guardare e, se vien qualcosa, è meglio coprirsi la testa.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)


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