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sabato 2 luglio 2016

La mia idea di calcio e Euro 2016

A chi come me pensa che nel calcio il talento e la cifra tecnica siano importanti ma non decisivi Euro 2016 sta regalando qualche soddisfazione. Nessuno vuole discutere sul fatto che sia meglio avere in squadra Van Basten piuttosto che Persichetti, ma se al talento non abbini altri fattori non vinci, alla lunga, mentre se questi altri fattori ci sono anche squadre senza campionissimi possono ottenere vittorie prestigiose e non episodiche.

Se ne deduce che una squadra ricca di giocatori talentuosi che riuscisse anche ad essere compatta, ben organizzata, unita, e che corresse in campo dando tutto, e fosse ben allenata, e capace di credere all'impossibile e di non mollare mai potrebbe essere potenzialmente quasi imbattibile, e comunque destinata a mietere successi in serie; ma questo accade di rado, sia perchè il talento non sempre abita in giocatori disposti a sacrificarsi per il gruppo, sia perchè quando hai talento tendi inconsciamente a credere che la vittoria possa essere ottenuta quasi solo facendo leva su quello, sia infine perchè le vittorie, la gloria, i complimenti ti rendono satollo, fiacco, molle e sempre meno capace di metterti al servizio degli altri, specialmente se ne hanno meno di te. Cento uomini organizzati avranno sempre la meglio su mille disorganizzati; se poi ci aggiungi il cuore oltre l'ostacolo e la forte motivazione di chi sente l'onore e l'onere di rappresentare nel mondo i colori che indossa, il cerchio si chiude.

Ho sempre pensato che i piedi siano importanti nel calcio, ma la testa di pù, anche perchè questa muove quelli e non viceversa. Ecco perchè sono squadre nel vero senso della parola solo quelle i cui componenti sono davvero solidali e uniti fra loro, e ciascuno sinceramente disposto sempre a mettere se stesso al servizio del gruppo senza mai cadere preda di gelosie, invidie o di quel meccanismo perverso per il quale pensi tanto ci penserà qualcun altro a correre e alla fine non correrà nessuno. Se a questo unisci qualità morali pregevoli, "fame sportiva", rispetto per la maglia che indossi e per chi la sostiene, oltre che per le regole del gioco che giochi e per gli avversari, e quindi una sana cultura sportiva, oltre alla capacità di divertirsi giocando, e condisci il tutto con un allenatore fine psicologo e abile stratega tattico, e magari con un ambiente che dà il giusto peso alle vittorie e alle sconfitte e per il quale ben altri sono i valori di riferimento nella vita come nello sport, ottieni alchimie stupefacenti che possono portarti a sfiorare il cielo pur non disponendo di fenomeni del pallone fra le tue fila.

Perché se ti piace vincere ma sai che non è la cosa più importante, e sei una brava persona, e credi nei tuoi compagni e in quello che fai, e ti diverti giocando, hai già "vinto", e potresti addirittura arriva a vincere anche il trofeo. E nel caso in cui non ci riuscissi, sai che non sarebbe un dramma, perché è un bellissimo gioco.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.


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