Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola,lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione (art.21)

* HOME * CHI SONO * REGOLAMENTO * COSA HO APPENA [RI]LETTO * COSA HO APPENA [RI]VISTO, [RI]ASCOLTATO *
MI PIACE * FB 1 * FB 2 * SCRIVIMI * CONDIVIDO * DEFINIZIONI * SCRIVIMI * FONTI *


.

venerdì 26 marzo 2010

Raiperunanotte

Ieri sera è andato in onda RAIPERUNANOTTE, la manifestazione-trasmissione organizzata dal sindacato dei giornalisti e condotta da Michele Santoro. Sotto c'è l'elenco dei media che l'hanno trasmessa: canali televisivi tradizionali, satellitari, siti internet, radio. Gli ascolti sono difficili da quantificare, ma il fatto che sul web si siano raggiunti 125.000 accessi unici contemporanei (record di sempre per l'Italia), che le piazze di molte città fossero davvero gremite (non mezze vuote come quelle di alcuni recenti raduni politici, Cinquestelle di Grillo escluse) e che così tante tv private abbiano coperto l'evento può dare un'idea di quante persone si siano collegate per assistere a questo evento che potremmo definire come una sorta di reazione alla censura mascherata da par condicio che ha di fatto privato, caso unico nelle democrazie occidentali, un'intera nazione dell'informazione politica proprio nel mese che porta alle elezioni.
Alla trasmissione hanno partecipato vari giornalisti e artisti: Gad Lerner, Giovanni Floris, Sandro Ruotolo, Vauro, Marco Travaglio, Daniele Luttazzi (colui che più di ogni altro ha pagato il vergognoso editto bulgaro lanciato da Berlusconi otto anni fa), Antonio Cornacchione, Roberto Benigni, Teresa De Sio, Gillo Dorfles, Elio e le Storie Tese, Emilio Fede, Milena Gabanelli, Riccardo Iacona, Giulia Innocenzi, Trio Medusa, Mario Monicelli, Morgan, Nicola Piovani, Norma Rangeri, Barbara Serra e Antonello Venditti. Molti erano presenti al PalaDozza di Bologna, altri sono intervenuti con un contributo filmato.
La trasmissione è stata molto divertente e, se tralasciamo qualche stranezza di Morgan, riuscitissima. Ispirata, responsabile, e nello stesso tempo libera e garibaldina. Il discorso di apertura di Michele Santoro è stato una vera lezione di giornalismo. Tutti gli intervenuti hanno comunque dato il meglio di sè: non ho mai visto, tanto per fare un nome, Cornacchione così travolgente.
Il tema della puntata, attorno al quale hanno giostrato gli interventi comici e la discussione sulla censura, è stato lo scandalo delle intercettazioni delle telefonate intercorse negli ultimi mesi fra Masi (Rai), Innocenzi (Agcom) e Berlusconi (tutto): con la consueta ricostruzione filmata Santoro ha informato la popolazione su un evento che i TG hanno finora tenuto in gran parte nascosto e che, quanto a gravità, tanto per capirci, è nettamente peggiore di quello che costrinse Nixon a dimettersi negli USA.
Soprattutto è stato importante il messaggio veicolato: la censura è stupida e odiosa; nulla può giustificarla; questa volta c'è stata una reazione importante che fa ben sperare per il futuro. Più di cinquantamila persone hanno contribuito economicamente alla realizzazione della serata (che ovviamente non prevedeva compensi ma solo la necessità di rifondere i costi vivi) e moltissimi hanno partecipato: non tutta l'Italia è in stato narcolettico, c'è ancora qualcuno che, nonostante i danni provocati da vent'anni di berlusconismo, di tv idiota, di disinformazione e di opposizione complice o incapace, ragiona con la propria testa, vuole la verità, i fatti, e non la versione di comodo del regime. C'è ancora qualcuno che ama questo paese, la democrazia (quella sostanziale, non quella formale in vigore oggi), la libertà, la Costituzione e che tiene al suo futuro e a quello dei suoi connazionali. C'è ancora qualcuno che rispetta le regole e che ha ben presente che la legalità sta al di sopra di tutto, anche al di sopra del consenso popolare, che non legittima nessuna porcata. Le regole valgono per tutti, per il cittadino comune come per quello che alle elezioni prende un certo numero di voti e va in Parlamento a rappresentarci. Uno stato senza regole o, peggio, uno sttao in cui pochi si fanno regole su misura e si sotraggono al giudizio della magistratura, è uno stato non democratico e senza futuro.



autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

Per tornare alla home page clicca qui.
Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail
Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.


1 commento:

Rino Uno e Trino ha detto...

forse qualche speranza di tornare a essere un paese normale c'e', dopotutto!
Ma Morgan aveva bevuto:-)??????