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lunedì 2 agosto 2010

La politica del dito medio

Non so se avete notato il fatto, ma Umberto Bossi ormai comunica a gesti. Piu' in particolare con un dito. Sono lontani i tempi in cui sbavava oscenità da un palco un giorno sì e l'altro pure, adesso lascia che a parlare siano le dita, solo di rado vomita assurdità tipo i 20 milioni di padani pronti a scattare, i fucili carichi, Roma ladrona, etc. Uscito da una cena di lavoro, ha salutato i giornalisti dal finestrino dell'auto col dito medio, giorni fa. Un messaggio breve e chiaro, insolito per un politico. E ieri si è ripetuto: solito dito. La cosa buffa non è questa: da Bossi ormai ti aspetti di tutto, dopo aver saputo con cosa si pulisce il sedere e come ragiona suo figlio, politico in rampa di lancio. La cosa buffa è che nessuno si stupisce, ci si limita a riportare il fatto, come se si trattasse del resoconto di un vertice politico o della cronaca di una partita. Ormai è accettato da tutti che un ministro della Repubblica saluti la stampa o esprima un'opinione col dito: a ben vedere è questa la più grande offesa che si può fare a Bossi, non stupirsi. Non so come farò a far credere a mio nipote che tutto questo è accaduto davvero.

Fini mette in pratica quel che aveva già annunciato alcuni anni fa prima di rimangiarsi le parole e giocarsi per l'ennesima volta la faccia: ricordate il "siamo alle comiche finali" del tempo del predellino, cui seguì regolare voltafaccia e relativa annessione di AN al PDL? Meglio tardi che mai, comunque. Berlusconi, ducetto furioso, crede di avere a che fare con un dipendente (la forza dell'abitudine) e gli impone di lasciare la presidenza della Camera, ottenendo come riposta un sonoro "no": in camera, si sa, vuole dirigere tutto lui. Capezzone, l'immarcescibile bronzeo alfiere di regime, stigmatizza l'attaccamento di Fini alla poltrona: mi piace quando una persona parla di argomenti di cui si intende, ho sempre odiato l'incompetenza.

Veronica osò puntare il dito (aridaje con 'sto dito) contro la malattia di un marito che frequentava minorenni e, da premier, giustamente "premiava" amicizie personali con cariche pubblice e il giorno dopo spuntò, su un giornale, una sua foto in topless. Casini ruppe con Berlusconi (dopo quattordici anni di amorosi sensi) e fu messo nel dimenticatoio dai media di regime. Adesso si ripete il solito refrain con Fini: divenuto nemico, ecco partire le secchiate di merda dai giornali e dalle tv fedeli al grande capo. Ieri il Giornale (di proprietà del fratello di Berlusconi, quindi il premier non ha nulla a che farci, sia ben chiaro) titolava: "Così è diventata ricca lady Fini". Mai che si siano chiesti come è diventato ricco Mister Berlusconi eh? L'ultimo a chiedergli come ha fatto i soldi fu Travaglio nove anni fa, da quel giorno Luttazzi è in castigo. Adoro il giornalismo d'inchiesta, specie quello fedele.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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1 commento:

Rosy ha detto...

mitico il pezzo su bossi, ecchecazzo!