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lunedì 23 agosto 2010

L'autolesionismo non mi irrita, anzi mi diverte

Su La7, stasera, a "In Onda" (eccessivamente breve) erano ospiti di Telese e Costamagna (ottimi) Marco Travaglio e Maurizio Belpietro. A volte per mangiare una gustosa fetta di torta devi sorbirti l'immangiabile portata che la precede, se sei a casa della nonna e devi fare buon viso a cattivo gioco, girandoti il dito sulla guancia come a dire che è una squisitezza: speriamo che Travaglio non si offenda se lo paragono a un dolce.

Io lo sto a sentire Belpietro, sempre. E devo dire che a volte mi sembra pure un buon giornalista, rigoroso, inflessibile, indipendente, serio, financo bello. Non un capello fuori posto, vestito in maniera impeccabile, tono tranchant e sguardo fiero e di ghiaccio. Poi ci penso e mi chiedo se sono diventato completamente scemo. Mi accade la stessa cosa con Feltri. Con Vespa e Fede, invece, non ho di questi sbandamenti.

Il punto non è se sei antiberlusconiano o no, si tratta di un falso problema creato ad arte da chi col berlusconismo ci mangia e non vuol smettere di mangiarci, infischiandosene di tutti quegli interessi che siano appena più generali del suo piatto. Essere schifati dal fatto di essere governati da una persona invischiata in mille processi, arrogante, politicamente impresentabile da sempre, irrispettosa delle regole, tutta tesa al proprio vantaggio personale anzichè al bene del paese, già riconosciuto responsabile diretto e indiretto di corruzioni di testi e giudici, capace di proporre e far approvare più di 40 leggi a suo esclusivo beneficio, non è sintomo di antiberlusconismo, è il segno che sei ancora un cittadino serio e responsabile, obiettivo e critico, che tiene parecchio al suo futuro, alla libertà e alla democrazia. Parlare di antiberlusconismo e non porsi i problemi citati è invece segno che il tuo cervello è in vacanza da una vita e tu, rimasto solo, come una spugna hai assorbito tutta l'acqua del lavello, peccato fosse melma.

Il punto è che io, se desidero riparare la mia autovettura, mi affido a un meccanico serio e onesto; e per decidere qual è il più serio, non leggo per principio la rivista di meccanica edita dal più potente dei meccanici della mia zona: essere stupidi si può, ma non oltre un certo limite. Allo stesso modo, se desidero informarmi, mi avvalgo dei servizi di un giornalista serio, che (fino ad oggi) non ha mai raccontato di proposito una balla, che non ha mai calunniato di proposito nessuno, che non si contraddice o non si smentisce al primo stormir di foglie, che cerca di servire la verità e così facendo rispetta il lettore, che non deve difendere o trattare coi guanti nessun padrone e che non deve rendere conto a nessuno di quel che scrive. Un giornalista di talento (perchè scrive pure bene), rigoroso nelle fonti e lucido nell'analisi, che scrive per un giornale che non riceve finanziamenti pubblici (a differenza di tutti gli altri) e che non è edito da un grande imprenditore e tantomeno da un imprenditore entrato in politica o da suo fratello.... Un giornalista grazie al quale sono venuto a conoscenza di fatti che altrimenti avrei ignorato ancora e che critica chiunque lo meriti, senza trattamenti di favore: penso che nessun giornalista in Italia sia così cattivo nei confronti del PD. Un giornalista che non sai se è di destra o di sinistra: viene accusato di entrambe le cose, e ditemi voi se questa non è una medaglia di cui andar fieri, se fai quel mestiere. Una persona libera che fa il suo lavoro sapendo che nel momento in cui dovesse mostrarsi partigiano o inaffidabile o bugiardo (per esempio come Feltri, che ha calunniato diverse persone per mesi e poi lo ha ammesso, salvo poi ricominciare con altri) sarebbe subito punito dai lettori e dovrebbe chiudere bottega, non avendo la protezione di un padrone o l'ombrello del finanziamento pubblico che ti tiene in vita anche se, stampando ogni giorno che Dio manda in terra balle e calunnie variamente assortite, non vendi quasi più copie.

Leggo Travaglio insomma, se desidero sapere quel che succede. E altri giornalisti e scrittori bravi e seri come lui: M. Fini, Padellaro, Bocca, Gomez e tanti altri. Mi fido di chi ha sempre dimostrato di meritare fiducia. Rifuggo invece da chi serve un padrone o da chi si è già giocato la faccia. Se ho voglia di una mela, non la chiedo alla strega di Biancaneve: le rotelle del cervello mi girano ancora per il verso giusto. "Libero" non dà notizie, manganella chi non si allinea: sono due cose diverse. E Belpietro non mi appare obiettivo ed equidistante, mai. Non mi appare mai disinteressato, insomma: ma magari è una mia impressione. Libero, poi, lo paghiamo tutti, con il finanziamento, e lo paghiamo per servire un interesse di parte. Il Fatto Quotidiano lo paga solo chi decide di comprarlo e chi lo compra lo fa perchè sa che non ha dietro di sè poteri forti ai quali servilmente inchinarsi.

Ma, naturalmente, ciascuno di voi è libero di gettare l'argent come meglio crede. Anche, poniamo, comprando giornalacci insulsi che manganellano a comando i nemici di Papi: se vi piace acquistare carne marcia dal macellaio che viene indicato come il migliore su una rivista da lui edita, accomodatevi pure: l'autolesionismo non mi irrita, anzi mi diverte da morire. Io, scusate, certi ambienti non li reggo, mi manca l'aria.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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1 commento:

luca c. ha detto...

complimenti, ci vuole fegato per reggere mezz'ora di belpietro! cosa prendi?