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mercoledì 31 luglio 2019

Prima gli Italiani, come no

Prima gli Italiani è uno slogan talmente becero che ormai commentarlo è superfluo. Tipo "America First" del Carota, altro bel tipo. D'altra parte parliamo di un partito vecchio tipo, il più vecchio fra i partiti attuali, che coniò tanti slogan idioti tipo "la lega ce l'ha duro".
Voglio solo aggiungere una riflessione.

Se io invito a casa mia Lucia e Piero, e offro biscotti, prima di tutto li offro a loro. Poi a noi, cominciando da anziani o donne. Mi pare norma di comune garbo, di galateo quasi basico.
Invece qui dovrei pensare prima agli Italiani, mettendo in secondo piano chi è ospite, e magari è in condizioni di difficoltà o bisogno non banali.
Non ha senso.
Al massimo, se non vogliamo applicare il galateo agli affari di Stato, che richiedono certemente un tasso di obiettività maggiore rispetto al modo in cui si porge il vassoio dei frollini nel proprio salotto, dovremo dire: sono tutti in fila, Italiani e no, e serviamo prima chi ha più bisogno e, fra pari bisogno, chi ha chiesto prima.

Ma spiegarlo al Carota e agli emuli padani è impresa quasi impossibile. Ci nasci e ci cresci, con certe chiusure.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.


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