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sabato 2 aprile 2016

Siamo noi a dover dare un senso al flusso senza senso del Caso

Proprio chi più crede in un dio dovrebbe smettere di illudersi e di raccontare fandonie a se stesso e soprattutto agli altri e convincersi una volta per tutte che questo presunto dio, anche qualora esistesse, eventualmente dispenserà la sua giustizia dopo la morte terrena ma di certo non si interessa minimamente né minimamente influisce su quello che accade in questo mondo, dalle più piccole alle più grandi cose. Già credere nell'esistenza di un dio che sta nei cieli è qualcosa di notevole, significa abdicare alla ragione, a quel poco che di solito usiamo per vivere, per abbracciare in toto la fede: se fare questo aiuta a vivere si può fare, purchè non si danneggi direttamente o indirettamente la vita di altri (un esempio su tutti l'insopportabile, vergognosa e illegale macchietta del medico obiettore). Addirittura credere in un dio che tutto (pre)determina, dirige o controlla sfiora l'assurdo. Conforta e rassicura, è vero, ma esattamente come una tisana, le parole di un amico o uno psicofarmaco: non cambia la realtà delle cose, quella con cui abbiamo a che fare in ogni istante di questa nostra vita terrena, l'unica di cui ci sia concessa esperienza.

La realtà tutti giorni si incarica di farci capire questo e chi crede in un dio tutti i giorni continua invece a illudersi del contrario, ma come detto le illusioni non sono solo lecite ma pure auspicabili. Ed essendo convinti del contrario questi individui non si rendono conto, dato quello che accade quotidianamente sotto i nostri occhi, di svalutare essi stessi questo dio, di colorarlo di una luce sinistra, di privarlo di quei poteri che dovrebbe avere e di attribuirgli invece una logica che, per quanto si dica sempre essere incomprensibile alla natura umana, non può comunque che essere definita come insensata proprio perché noi siamo uomini, le cose che accadono su questa terra sono cose di uomini e noi non possiamo che giudicare come uomini.

So bene che pensare che tutto quello che ci accade nella vita sia comunque voluto o non ostacolato da un dio può aiutare qualcuno a superare i momenti difficili che spesso il menù dell'esistenza ci porta in tavola e toglie responsabilità nel caso in cui le cose vadano male, ma purtroppo o fortunatamente per noi tutto quello che accade su questa pianeta e' il semplice anche se a volte perverso, intrecciato o condizionato effetto delle nostre azioni e, naturalmente, di sua maestà il Caso che tutto regola, tutto dirige e tutto sorveglia, naturalmente senza nessuna logica, ma a caso... e che spesso asseconda i nostri sforzi e desideri e spesso li deprime e che sempre ci fa chiedere che cavolo di senso abbia questa vita e la risposta non può che essere sempre la stessa: nessuno.

La vita non ha un senso e non l'ho mai avuto né mai l'avrà: questa affermazione, lungi dall'essere nichilista o disfattista, lungi dal rivelare una mente arida o prettamente materialistica, denota una completa e precisa percezione di quel che ci circonda e sebbene possa sembrare negativa o secca è invece quanto più di positivo e fecondo si possa immaginare quanto ad atteggiamento generale dell'essere umano in questo mondo.
Siamo infatti noi che in quanto essere umani dotati della ragione oltre che di un cuore dobbiamo dare alla vita un senso senza illuderci o pensare che un grande burattinaio tiri i fili perché questo grande burattinaio, ammesso che esista (...), nemmeno ci guarda perché per chi esiste distribuirà premi e castighi nelle vite successive a questo; per coloro per i quali non esiste non ci sarà nemmeno questa speranza o consolazione o terrore, a seconda di come ci si è comportati in vita.

Siamo soli e quel che succede non ha senso, perlomeno non lo ha nel significato che le varie religioni tentano di attribuirgli e non lo ha per quel che consta alla ragione umana, ché altro non abbiamo per esplorare la foresta in cui viviamo. Quel che accade è causato dalle nostre azioni o anche da esse, sempre drogate però dal psichedelico agire del caso. Non ci aspetta una vita migliore o la vera vita, non più di quanto ci aspetti un juke-box che gira senza bisogno di inserire la monetina.
Chi compie azioni malvage non sarà punito in questa vita, se non per caso; chi fa del bene non si aspetti del bene perchè non lo avrà, se lo avrà non dipenderà dal bene che ha fatto e comunque se se lo aspettasse allora potremmo pensare che più che altruismo si tratti di un volgarissimo do ut des. Occorre comportarsi secondo i valori in cui si crede, per dare un senso alla propria esistenza ed illuminare il proprio percorso e quello di chi incrocia il nostro, senza pretendere di cambiare il mondo che tanto non si cambia. la religione non è l'etica e non ne costituisce presupposto, tutt'altro.
Un cuore giusto sa quel che deve fare, lo fa e non si nutre di vane fantasticherie autoassolutorie o insipidamente confortanti.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.


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