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mercoledì 15 luglio 2009

The Millionaire (di Danny Boyle)

The Millionaire (Slumdog Millionaire), 2008, di Danny Boyle, con Mia Drake, Imran Hasnee, Anil Kapoor, Irfan Khan, Madhur Mittal, Dev Patel, Freida Pinto, Shruti Seth.
Trama: E’ il momento della verità negli studi dello show televisivo in India "Chi vuol esser milionario?". Davanti ad un pubblico sbalordito, e sotto le abbaglianti luci dello studio, il giovane Jamal Malik, che viene dagli slum di Mumbai (Bombay), affronta l’ultima domanda, quella che potrebbe fargli vincere la somma di 20 milioni di rupie. Il conduttore dello show, Prem Kumar, non ha molta simpatia per questo concorrente venuto dal nulla... (da filmup).


Il film è estremamente coinvolgente e sapientemente costruito sull'alternanza tra il gioco televisivo e la vita del protagonista, entrambi rivissuti in buona parte nei locali di un commissariato in cui non ci si fa scrupolo di ricorrere alla tortura come strumento investigativo di uso comune. "Era scritto", certamente, in omaggio al concetto indiano di "karma", e contro il destino non si può nulla: ecco quindi i soliti ingredienti vincenti come l'infanzia tragica e disperata, la storia d'amore tormentata, l'estrema miseria che si riscatta nella fortuna più immensa ed inaspettata, la perseveranza e la bontà che vengono premiate, i cattivi che pagano con la vita le loro malefatte, il malvagio pentito che si riscatta poco prima di uccidersi, l'obbligatorio lieto fine. Ma, a parte questo, il film come ho detto è di buona fattura e merita di essere visto senza alcun dubbio: le segnalazioni di un paio di amici e dei soliti critici mi hanno ancora una volta assistito nella scelta della pellicola da premiare con la mia presenza (scusate l'eccesso di egocentrismo).

La vita e il gioco, dunque. O meglio: la vita è un gioco. Non nel senso che ci si diverte sempre e comunque, e nemmeno in quello che ci si diverte solo se si vince, no... ma nel senso che uno vince e l'altro perde, e il merito spesso c'entra davvero poco; nel senso che più che al merito tutto o quasi tutto è affidato al caso e anche quando noi possiamo influenzare il nostro cammino è comunque il caso (o il destino, per chi ci crede) a dire sempre l'ultima e inappellabile parola. Il gioco come mezzo per riscattare una vita di sofferenza e di miserie. La vita vista come un gioco in cui uno vince (il più bravo? non necessariamente, diciamo il più fortunato) e tanti perdono, in cui ogni giorno porta con sè una nuova domanda e se la risposta è quella sbagliata puoi finire, ancora bambino, nelle mani di un delinquente che ti acceca e poi ti costringe a chiedere l'elemosina per la strada, mentre se azzecchi la risposta tutto può cambiare e puoi trovare l'amore e la felicità. Se la risposta è quella giusta puoi nascere in un attico di Manhattan e vedere le cose del mondo sempre dalla parte migliore, se è quella sbagliata puoi rotolarti nel fango e nella sporcizia di una bidonville indiana: a volte il salto dal lusso alla fame, da una vita piena di possibilità a una che non ti permette neppure di sognare qualcosa di meglio, dal benessere al degrado il passo è breve e soprattutto casuale.

Questo sembra suggerire il film, secondo me: che tutto è affidato al caso, più che scritto fin dall'inizio. E che nonostante questa verità agghiacciante l'uomo trova sempre e comunque la forza di andare avanti, di inseguire un sogno, contro tutto e contro tutti, e quasi sempre fallisce, tranne che in pochi casi uno dei quali è narrato qui. La miopia e la capacità di dimenticare e di non pensare ci salvano da un'esistenza piena di tormenti, di dubbi e di paure e, come paraocchi, ci consentono di correre lungo il circuito fino alla fine dei nostri giri.

Un film bello ma parecchio triste, nonostante l'happy end. E non perchè due sono le cose peggiori che possono capitare nella vita, e cioè desiderare qualcosa e ottenerla, come disse Oscar Wilde. Ma perchè è la vita ad essere triste, con le sue miserie, le sue brutture, le sue violenze e cattiverie senza senso, le sue ingiustizie, con l'avidità che fa marcire i cuori e la voglia di sangue che li arma uno contro l'altro per futili motivi. E quando a uno di noi va bene, o quando un uomo apre il suo cuore e fa un atto d'amore, ci viene da pensare che dopotutto il bene ha la meglio sul male e tutto ha un senso, anche se noi, in quanto semplici uomini, spesso non possiamo coglierlo appieno e ci interroghiamo sgomenti di fronte ad eventi che ci paiono ingiusti. Ma sbagliamo, ed è questo errore, è il credere in questo errore, che ci spinge a vivere, ad andare avanti, ad inseguire un amore, un sogno e, a volte, a farcela, nonostante tutto remasse contro di noi fin dall'inizio.

Il sapiente uso del flashback e la continua alternanza tra studi televisivi e dura realtà conferiscono vivacità e drammaticità al film che si dipana in una crescente suspence. Jamal ripercorre la sua vita e si mostra pronto a tutto pur di coronare il suo sogno, ricongiungersi con Latika, la donna che ama fin dall'infanzia; Latika, dal canto suo, mi permetto di dirlo, seppur oppressa quasi sempre da circostanze più grandi di lei e vittima di uomini spietati, non sembra però ricambiare completamente il sentimento, essendo più preoccupata in alcune circostanze a garantirsi un futuro più che a garantirlo all'amore per Jamal. D'altra parte fra un Jamal signor nessuno e straccione e un Jamal straricco e famoso in tutto il paese c'è una certa differenza, all'incirca stimabile in 20 milioni di rupie... Alla fine comunque l'amore trionferà, come prevedeva evidentemente la sceneggiatura.

Poi magari il film voleva solo dire che nella vita tutto è possibile basta crederci, o che se lotti per i tuoi sogni riesci prima o poi a tradurli in realtà; io però la vedo in quest'altro modo, dopo aver visto (in lingua originale con sottotitoli in italiano -abbasso il doppiaggio!) The Millionaire. Comunque un film avvincente, a tratti divertente, a tratti angosciante, capace di farci riflettere su quanto può essere brutto il mondo e su quanto può essere imprevedibile e, per questo motivo (solo per questo motivo?) meravigliosa la vita.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)


1 commento:

Anonimo ha detto...

Non l'ho mai visto, ma sembra un film davvero interessante.
Thanks!
By G.