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domenica 16 ottobre 2016

Non è per tutti questo mestiere

Quello che molti non riescono proprio a capire, e non so davvero se il nostro attuale presidente capisca o no, è che per costruire qualcosa, nel calcio, occorre tempo, specialmente quando non sei una società che ha i soldi anche in bocca e può permettersi di acquistare i giocatori più costosi anche per il gusto di toglierli ai rivali e strapagarli con stipendi di milioni e milioni di euro l'anno.

Se non sei una di quelle società che ho appena citato, o se comunque non hai o non vuoi investire grosse somme personali nell'affare calcio, per un progetto, che rispetti il bilancio e che punti sui giovani talenti e sulla loro crescita, occorre una programmazione di almeno due o tre anni, e i primi frutti di solito li cogli dopo uno o anche due anni, non dopo quattro partite. E per frutti non intendo uno scudetto, ma un'identità di gioco, una personalità, e poi, perché no, qualche soddisfazione materiale. Tutto questo richiede la capacità di saper scegliere bene l'allenatore e la pazienza di sopportare periodi bui e sconfitte in serie. Il solito giochetto di prendere un allenatore in cui credi ciecamente e poi farlo fuori dopo qualche sconfitta non ti farà mai ottenere nessun risultato che possa sfidare il passare del tempo.

Questo per dire che noi blucerchiati abbiamo cambiato profondamente la rosa, abbiamo scelto un nuovo allenatore che insegna calcio (e ha pure notevoli qualità umane) ma che ha bisogno di tempo, come è ovvio, per veder realizzato il suo sforzo quotidiano, abbiamo pure commesso qualche errore in campagna acquisti (mancano un difensore centrale e un terzino sinistro che possano permetterci di affrontare inghippi quali infortuni o squalifiche), pertanto non possiamo pretendere a novembre di essere secondi in classifica. Sebbene i nostri otto punti siano bugiardi (se togli tre o quattro errori arbitrali marchiani e un po' di mala sorte ne potremmo avere senza fatica almeno undici o dodici e tutto sarebbe diverso), non ci si deve abbateare se sono venute 4 sconfitte di fila e adesso due pareggini che assomigliano a due brodini dato che hanno sigillato due partite che avremmo potuto e dovuto vincere.

Il percorso è lungo, chi perde fiducia vuol dire che non è tagliato per questo mestiere.
Il nostro modo di fare calcio è nettamente migliore rispetto agli anni scorsi. E' propositivo, elegante. Si basa sul fraseggio, sul pressing alto, su una difesa alta che mette in offside gli avversari, su meccanismi e automatismi che per funzionare bene richiedono assimilazione e quindi tempo. Per ora è un gioco poco cinico, è vero, perchè anche ieri sera abbiamo creato sette o otto palle gol mostruose e ne abbiamo insaccato solo una. E, per ora, i meccanismi difensivi (non della difesa, ma difensivi, sono due cose ben diverse) non girano come dovrebbero (cinque errori da matita rosso in 40' a Pescara sono decisamente troppi). Ma si intravedono ampi margini di crescita. Se Ferrero lascia in pace Giampaolo e sopporta la pressione dei soliti cento o duecento incompetenti che già ora chiedono il cambio del tecnico (a Genova siamo straordinariamente competenti, pazienti e civili, oltre che innamorati persi di quei magici colori, ma duecento imbecilli li abbiamo anche noi eh), entro un annetto o più potremo vedere cose ottime.
Abbiamo giovani di valore e tre o quattro elementi di notevole talento. Occorre solo aver pazienza. Adesso ci aspettano quattro partite non semplici, dobbiamo cercare di non perdere serenità comunque vadano.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.


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