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venerdì 13 febbraio 2009

Cina e Birmania ci danno il benvenuto

In serata giungono altre succose notizie...

Diciamo intanto che esistono già leggi che ti puniscono se fai apologia di reato (non se sei deputato però...), farne una apposta per Internet ha come scopo quello di imbavagliare la Rete: questo è cioè che pensano in molti, questo è cioè che emerge con evidenza. Il sen. D'Alia (UDC), che non è fra quei molti, nel replicare a quanti considerano la sua norma una censura, afferma (contraddicendo in parte quanto dichiarato in una precedente intervista): "La nostra norma (...) non fa chiudere né Facebook, né YouTube, né qualsiasi altro sito o social network: va semmai a garanzia sia degli utenti che vivono la rete come sano punto di aggregazione e fonte di informazione, sia di blog pieni di sciocchezze come quelli di Grillo e Di Pietro".
Non si sopravvaluti, senatore: non tutti i giorni i citati blog parlano del suo emendamento...

Facebook, appresa la notizia secondo cui, in base alla norma caldeggiata dal sen. D'Alia, sarebbe il provider a dover individuare, nel giro di 24 ore, il responsabile del singolo "contenuto criminale" e, essendo ciò impossibile in tempi così ristretti, a dover, per evitare le sanzioni, chiudere l'intera piattaforma (sic) sia pure temporaneamente, decide di far sentire la sua voce dalla California: "E’ come bloccare tutta la linea ferroviaria perché in una stazione ci sono dei graffiti sconvenienti.” (The legislation is “akin to shutting down the country’s entire railroad network because of some objectionable graffiti in one train station")
Direi che più chiari di così si muore. Dobbiamo sempre farci ridere alle spalle da tutto il mondo, oh yes. Non bastava la richiesta di risarcimento danni di Mediaset nei confronti di Youtube e Google.

L'emendamento "D'Alia" (articolo 50-bis del Ddl n° 773), approvato dal Senato, è ANTIDEMOCRATICO e ANTICOSTITUZIONALE. Permetterà di oscurare un sito o un intera piattaforma web in via preventiva senza dover attendere un processo e la sua sentenza. Nei fatti cancellerà la libera informazione in Internet e ci equiparerà a Cina e Birmania, vergogne del mondo quanto a libertà di informazione. Si tratta di un emendamento vergognoso. Come vergognose sono le altre leggi adesso in discussione (quella sulle intercettazioni e sul bavaglio ai giornalisti in primis), come vergognoso è il "lodo Alfano".
Chi pensa certe norme su Internet, delle due l'una, o è assolutamente ignorante in materia di Internet o si propone di imbavagliarne la libera voce. Davvero non vedo altre possibilità rispetto a queste due: si tratta di norme che mai potrebbero venire in mente a chi conosce le dinamiche della Rete, se non per ucciderle.

Invito tutti i paesi democratici a condannare l'Italia per queste e altre decisioni dello stesso tenore e a prevedere sanzioni contro il nostro paese. Queste sono norme degne di un regime ditattoriale o di un regime che sta studiando per diventare tale da grande.


Cronache marziane in agguato...
Marte, 13 febbraio dell'anno che vuoi tu - Tale Luigi Spavilla, quarantaseienne metalmeccanico cassintegrato originario di Messina, ieri sera verso le ore 19 ha gravemente ferito la vicina di casa, tale Luisella Spaccarotella di anni 56, che, dopo essersi invano lamentata per l'ennesima volta con lo Spavilla a causa della sua poco educata abitudine di sputare per le scale del condominio rientrando a casa, secondo alcuni testimoni lo ha definito "disoccupato di merda" ridendo poi sguaiatamente. L'arma del delitto, una forchetta da cucina, è stata rinvenuta dagli inquirenti nel vano delle scale all'altezza delle cantine, sporca di sangue e piegata quasi in due a causa della violenza dei colpi inferti alla malcapitata. In base alle leggi approvate di recente qui su Marte, sono stati prontamente individuati e arrestati il giornalista che ha riferito la notizia (ha creato allarmismo e ha diffuso notizie coperte da segreto), il blogger che l'ha prontamente commentata su Internet affermando fra le altre cose che "non sta bene dare del disoccupato a uno che lo è davvero e non dorme la notte al pensiero di come sfamare i suoi figli" (apologia di reato e diffusione di false informazioni: c'è la social card), il venditore e il fabbricante di forchette di quella specifica marca (il loro design sembra invitare a farne usi alternativi, inoltre quel produttore è il principale concorrente della Non.ConLe.Man s.p.a. l'azienda di cui è "mero proprietario" il primo ministro marziano), l'amministratore del condominio (perché, una volta appresa la notizia del tragico fatto di cronaca, non ha prontamente rimosso tutte le forchette dai tavoli di cucina e dalle credenze di tutti i condomini dello stabile), l'inquilino del sesto piano interno 23 (per aver commentato fra sé e sé, poco prima di andare al cesso, "gli sta bene a quella bastarda razzista"), la moglie dello Spavilla stesso (per aver deciso quel giorno di preparare una pietanza che per essere consumata richiedeva l'uso della forchetta); inoltre sono stati oscurati tutti gli appartamenti dello stabile ed è stato imposto a tutti gli abitanti del quartiere di consumare d'ora in poi i pasti con le mani. Unica eccezione consentita: nel palazzo adiacente, all'interno 29, sarà consentito l'uso delle posate il giovedì, giorno in cui la terza carica dello Stato abitualmente pranza a casa della zia zitella lì domiciliata (il divieto di usare le posate non vale infatti per le quattro più importanti cariche dello Stato di Marte, in virtù del noto provvedimento "brodo Alfano"). Allo Spavilla, ancora scosso per aver piegato la forchetta del servizio buono, sono stati concessi gli arresti domiciliari (per aver collaborato con gli inquirenti indicando con prontezza dove aveva lanciato la posata): ora lo Spavilla è a casa da solo sul divano e non gli par vero di potersi guardare Italia-Brasile in pace senza donne per la casa. Il "TG Quatto" ha aperto l'edizione serale con la notizia di questa barbara violenza parlando di "ennesima dimostrazione della mai sopita violenza operaia", il "TGTiè" ha definito il tutto come "tragedia della disperazione: il direttore del "TGTiè" è stato denunciato per aver violato la legge. Stasera su Porta a Porta "Speciale Cogne: perché la maglia del pigiama era sporca di sangue e di taglia S e i calzoni perfettamente lavati e stirati e di taglia XXL?".

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)


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