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venerdì 13 febbraio 2009

Ora siamo noi a copiare i cinesi

"Santoro e il presunto comico Vauro sono due volgari sciacalli che vomitano insulti con le tasche piene di soldi dei cittadini. Gente così offende la verità, alimenta odio e merita solo disprezzo totale della gente perbene. L'insulto è la loro regola. Colpa di gestori della Rai che per fortuna stanno per essere cacciati come meritano." Sono parole di Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl, riportate oggi da corriere.it e da molte altre testate online e su carta.
Io sono assolutamente contrario a qualsiasi forma di censura: per me la libertà di espressione è sacra. Non servono nuove leggi, basta applicare quelle esistenti. Chi propone nuove leggi ha in realtà come obiettivo quello di soffocare Internet e piegarlo ai suoi voleri al pari degli altri (morenti) media. Come me la pensano tutti gli uomini giusti, liberi e democratici, solo non capisco proprio una cosa: tale libertà (sancita per esempio dall'art. 21 della Costituzione) esiste ancora, non esiste più, esiste solo se fai parte del governo o del Parlamento o se non stiamo parlando di Internet (vero, D'Alia, sen. UDC?), esiste solo nei giorni festivi o cosa? In altre parole: Santoro e Vauro chiedano a Maroni (min. Interni) se devono, o possono, o non possono, querelare chi li offende. Io trovo inaudito che si possa pensare di querelare una persona per un'opinione, ma più deputati hanno provato e riproveranno a mettere la mordacchia ai blogger, D'Alia vorrebbe oscurare in via cautelare tutto YouTube se vi dovesse comparire un solo video che il suo emendamento dovesse ritenere illegale (nemmeno in Cina fanno 'sta roba, ndr), Maroni, stando a quanto ha detto, si starebbe accingendo a querelare due terzi dell'orbe terracqueo (Famiglia Cristiana, Veltroni, forse la Romania, tutti quelli a questo punto che criticheranno pesantemente quel che dirà o farà), quindi io chiedo rispettosamente lumi giusto per capirci qualcosa, per sapere se siamo e saremo ancora in un paese libero in cui promulgare una legge anticostituzionale è ancora un infortunio deprecabile a cui porre rimedio in fretta e non una prassi consolidata, in cui vigono ancora i fondamentali diritti della persona, o se invece stiamo imboccando una strada di oscurantismo, di censura governativa e di imbavagliamento e intimidazione di tutte le forme di informazione (tv, giornali, e soprattutto la Rete che è il luogo in cui ormai si fa e si farà sempre più informazione in futuro), tipici per ora solo dei regimi dittatoriali e illiberali che puniscono i reati d'opinione (quei reati, tanto per intenderci, che non sono invece puniti se commessi da un deputato nell'esercizio delle sue funzioni, vedi art. 68 della Costituzione). Sarebbe la prima volta che ci mettiamo noi a copiare i cinesi e non viceversa... e non per una delle mille qualità che il popolo cinese ha ma per un infamante e vergognoso tratto del loro governo. Un cittadino ansioso di sapere.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)


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