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domenica 1 febbraio 2009

Il Bengodi dei delinquenti

I giudici, quando possono, ci mettono del loro, non vi è dubbio: come spiegare altrimenti la decisione di concedere i domiciliari dopo pochi giorni a un ragazzo colpevole di aver violentato brutalmente, in preda a alcool e droga, una ragazza a una festa di piazza, motivando la decisione con la circostanza che si tratta di un bravo ragazzo che ha collaborato con gli inquirenti quando invece si sa che per giorni si è nascosto e a un primo interrogatorio ha negato il fatto? Di fronte a reati così odiosi, violenti e frequenti un giudice, nell'appplicare la discrezionalità che la legge giustamente gli concede, dovrebbe avvertire l'urgenza sociale di dover dare un giusto segnale, senza farsi impietosire oltre misura dal singolo caso in esame.
Ma quando si leggono sentenze come quella che sto per riferire si capisce che al di là della discrezionalità speso esercitata male dai giudici è proprio la legge che deve essere cambiata (oltre che le carceri riformate, ma questo è un altro discorso): come può il codice prevedere solo 4 anni e spiccioli di condanna per una persona di oltre settant’anni che per mesi ha violentato il nipote tredicenne? E come può prevedere che per l'età il condannato non dovrà andare in carcere? Sono segnali pessimi, che incoraggiano i delinquenti a delinquere, semmai ne avessero bisogno: per molti reati, da quelli più violenti, come lo stupro, a quelli più socialmente rilevanti, come i falsi in bilancio, le pene sono improbabili e, nel caso, lievi: meglio di così vi sarebbe solo l'impunità (che, ci sovviene in questo momento, per quattro persone già c'è... cfr. lodo Alfano, che lodo poi non è perché si tratta di norma imposta e non condivisa).

Si impongono almeno quattro considerazioni:
1 - perché spendere tempo e denaro pubblico per processare una persona che poi, al massimo, prenderà 4-5 anni che non sconterà mai? Specialmente se ha confessato o se vi sono prove inoppugnabili (video, flagranza), emettiamo sentenza nel giro di una settimana: il risultato sarà lo stesso, il risparmio notevole;
2 - riformiamo e ingrandiamo le carceri (stimoleremo l'occupazione, nel frattempo): il carcere deve punire in quanto priva della libertà (pena che sarebbe già sufficiente, direi, se le condanne fossero eque e scontate per l’intero), non perché si traduce nella caduta in un precipizio infernale in cui si sta in quattro in una cella per due o in cui si rischia la vita giorno dopo giorno a causa di soprusi, violenze, scarsi controlli, ecc. Pene severe e scontate sino in fondo (basta sconti, saldi, patteggiamenti, attenuanti, ecc.) ma in carceri degne di un paese civile e non di una dittatura oscurantista;
3 - a occhio una persona comune penso riterrebbe adeguata, per il reato di cui sopra, almeno una permanenza dietro le sbarre di 8-10 anni (e non citiamo quelli che desidererebbero punire in misura ben peggiore o diversa il colpevole, non vogliamo scivolare nella logica da Far West); perché il codice è così lontano dal sentire comune? Perché questo paese è diventato il Bengodi del delinquente?
4 - che senso ha dire che se hai 70 anni non puoi andare in carcere? 70 ti bastano per violentare un bambino ma non per stare dietro le sbarre? Forse avresti dovuto pensarci prima, no? Si tratta pure di reato continuato! C'è chi potrebbe dirmi a questo punto: se va in carcere, lo ammazzano, dato il tipo di reato di cui si è macchiato. Non fatico a crederlo: ma qui torniamo al discorso delle carceri come sono oggi (gironi infernali senza legge, o meglio: senza la legge che conosciamo noi) e le carceri come dovrebbero essere (istituti in cui vige la più ferrea disciplina e i più severi controlli nei quali sia possibile per un criminale, qualunque reato abbia commesso, scontare la sua pena integralmente senza rischiare la vita).

Come spesso accade, si comincia a parlare di una questione (discrezionalità abusata dai giudici, pene ridicole) e si finisce per affrontarne molti altri (carceri da riformare, codice da rivedere): nello stato in cui siamo oggi sembra fantastico poter anche solo pensare di mettere mano con giudizio a questioni così complesse. Per farlo ci vorrebbero classi politiche illuminate, oneste e competenti. Appunto.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)


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