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sabato 7 maggio 2016

Le lacrime di coccodrillo dei politicanti

Il PD si straccia le vesti (si fa per dire, quelli se ne fottono) perché Soru è stato condannato a tre anni per evasione in primo grado, ma ha ragione Travaglio: sarebbe stato sufficiente non candidarlo, all'epoca era già sotto processo.
Si ritorna a un vecchio discorso. Cosa spinge un partito a candidare (o a non rimuovere) a una carica pubblica (che quindi implica la gestione dei nostri interessi) una persona indagata o sotto processo o addirittura condannata una o più volte?
Io, in questo momento, non sono uguale a una persona che ha ricevuto un avviso di garanzia. Quest'ultima non è colpevole (ci mancherebbe, l'avviso di garanzia ti avvisa solo che stanno indagando, è uno strumento nato a tua tutela), come non è colpevole un rinviato a giudizio (più giudici hanno stabilito che su di te sono stati raccolti elementi che pur non qualificandoti assolutamente come colpevole rendono necessario sottoporti a un processo, che serve apposta per appurare se tu sia innocente o colpevole) o un condannato in primo grado (occorre aspettare la Cassazione, no?), ma io non sono uguale a questi tre. Io oggi potrei essere candidato, questi tre è scandaloso che possano esserlo, appunto perchè non te lo ordina il dottore di far politica e il paese ha bisogno che ad occuparsi di cose pubbliche siano persone capaci, oneste e sulle queli non vi siano ombre, nemmeno momentanee: possibile che non si trovino persone competenti, oneste e senza problemi, magari temporanei, con la giustizia? Pare di no...
Quindi queste tre persone pur non essendo assolutamente colpevoli di alcunché non sono uguali a me, oggi, e non dovrebbero essere candidati da un partito serio.
Poi, paradossalmente, un condannato in Cassazione può essere innocente, un assolto o prosciolto invece può essere colpevole: sono i limiti della giustizia umana, ma altri parametri non abbiamo per stabilire se un tale ha commesso un reato o no, anche l'arbitro può darti contro un rigore che non c'e', ma senza arbitro non si gioca.
Come non dovrebbe essere candidato o dovrebbe essere rimosso chi è indagato (magari in questo caso sospeso), rinviato o condannato anche solo in primo grado, e solo per una questione di principio e di opportunità politica, così non dovrebbero esserci dubbi, a maggior ragione per chi magari è stato colto sul fatto (il ladro con l'argenteria nel sacco, o il pedofilo che viene intercettato): in questo caso, sebbene come sempre noi fanatici dello Stato di diritto si aspetti la Cassazione, è evidente che la persona in questione è colpevole: chi continuerebbe ad affidare suo figlio, per anni, in attesa del terzo grado di giudizio, a un maestro colto in flagrante a commettere atti pedofili? In fin dei conti ancora colpevole non è, tecnicamente...
Ecco quindi che un'intercettazione, se mi svela che un tale ha favorito un suo interesse personale anteponendo questo a quello pubblico, è sufficiente per chiedere la rimozione di quel tale, indipendentemente dal fatto se quel che ha fatto sia reato o no. La selezione, in politica, non la deve fare la magistratura... la deve fare la politica. La dovrebbe fare. Se a governare la cosa pubblica c'e' pieno di delinquenti, per esempio, è poi normale che prima o poi finiscano tutti al gabbio, no?
Ecco perché dico che il PD versa lacrime di coccodrillo; a parte che fra un po' non ne troverai nemmeno più uno che non abbia avuto o abbia problemi con la legge, se continuiamo così, nel PD e fuori.


autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.


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