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martedì 31 maggio 2016

Sul caso della ragazza bruciata viva

Come si possa dar fuoco a una persona (che non sta mettendo a rischio la tua vita o quella dei tuoi cari) non so, ma siccome lo ha fatto un essere umano (il caso recentissimo di Sara e del suo ex fidanzato), e io pure lo sono, deve essere possibile.
Ho sentito il bisogno di precisare quanto in parentesi perché, sebbene molti affermino di no, siamo tutti in grado di uccidere. Io, che ho istinti violenti praticamente inesistenti, se un tizio sta per far del male a mia figlia, so che potrei reagire senza pormi limiti, pur di salvarla. So che in quell'istante sarei capace di tutto.
Tutti scrivono indignati perché nessuno si è fermato quando la ragazza chiedeva aiuto. Fin qui, son capace anch'io di arrivarci. Il difficile è andare leggermente oltre, con la riflessione.

Premesso che io non ero là, e nemmeno voi, quindi nessuno di noi sa come si sono svolti realmente i fatti (i dettagli sono importanti, decisivi), in che modo lei ha chiesto aiuto, se era facile capire che chiedeva aiuto oppure no, il punto è: voi, in piena notte, con magari a bordo figlio e/o moglie, vi sareste fermati? Non dico chiamare il 113, quello va fatto e chi non lo fa sbaglia, ma in questo caso la telefonata non l'avrebbe salvata, purtroppo, visti i tempi ristretti. Di certo, se uno non vuole scendere, o ritiene che non sia il caso, per i motivi citati, può almeno fermarsi, potrebbe bastare questo per dissuadere l'eventuale malintenzionato e salvare la possibile vittima; fermarsi e sfanalare, suonare il clacson, insomma, fare qualcosa, far rumore. Questo sì, si può fare eccome. Ma per il resto, siete davvero sicuri di riuscire a capire tutto in due secondi, passando di notte? Di riuscire subito a rendervi conto che un tizio malvagio sta per uccidere una donna? Non potrebbe essere un banale litigio? Uno scherzo? Una trappola per fregarvi, rapinarvi, uccidervi? Oggi rischiamo la vita notte e giorno, anche passeggiando per il centro, la delinquenza è alta, e non c'entrano gli stranieri, non fatevi fregare. C'entra il male che è nell'uomo. E c'entra un sistema di leggi e pene insufficiente, incerto, inefficace.
Quello che voglio dire è che c'e' comunque una differenza tra la ragazza palpeggiata sul bus in pieno giorno e tutti che fanno finta di nulla e questo caso. Qui occorre valutare tutto e in due secondi: con chi sei in macchina, e come ti sembra la situazione. Per decidere di scendere. Per chiamare il 113 o per "far casino" invece non serve molto: un po' di intraprendenza e di spirito civico.
Però, ripeto, occorre trovarcisi, in quelle circostanze. Non tutti possono essere eroi, non tutti possono decidere di rischiare la loro vita o quella del figlio perché sembra che una persona abbia bisogno di aiuto. L'aiuto, poi, bisogna anche essere in grado di darlo. Se ho 70 anni e scendo, cosa faccio a un trentenne invasato e magari armato? Al limite lo spingo a fuggire, ok, ma allora posso anche sfanalare e far baccano e chiamare nel frattempo aiuto. Se invece sono solo e giovane e forte, e la situazione è abbastanza chiara (non è detto che lo fosse) la cosa è già diversa. Ho sentito di persone che di notte hanno incontrato un'auto ferma sul ciglio della strada, al buio, con accanto due persone o tre, e una o due di queste a fare ampi gesti per farti fermare, magari perchè erano rimasti in panne, non so, e queste persone non si sono fermate per paura, e anche perchè hanno fatto questo ragionamento: sono in due o in tre, non è una donna sola, se la caveranno.

Io non parlo di indifferenza: quella è sempre e comunque da condannare, è uno dei peccati piàù gravi dell'uomo sociale. Né del coraggio, che non si può pretendere in tutti ma che non deve diventare omissione di soccorso.
Due cose a margine: lui qualcosina aveva già fatto, lei aveva deciso di non denunciarlo. Nobile gesto, ma ha sbagliato. Non ha capito di avere a che fare con un "mostro" (si è definito lui stesso così ieri).
E poi: per reati come questo, in cui vi è efferatezza estrema, attenuanti assenti o ridicole, certezza del colpevole (è reo confesso e ci sono i filmati), l'unico deterrente, mia opinione strettamente personale, è la pena estrema. Chi commette un atto del genere è una bestia, è l'atto che lo qualifica. Quindi anzichè colpevolizzare troppo chi non si è fermato, evitiamo di cominciare ad attenuare la posizione di chi ha commesso questa barbarie: cosa che puntualmente avverrà nei prossimi giorni e mesi, fra media, cavilli, perizie etc.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Per tornare alla home page clicca qui. Se questo blog ti interessa e vuoi essere aggiornato sui suoi contenuti iscriviti al mio feed oppure seguimi via mail. Se vuoi segnalare questo articolo clicca sul titolo del post e vai a fondo post.


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