Il 60% circa di quelli che sono andati a votare alle ultime elezioni (chi non vota fa sempre una scelta idiota) ha incredibilmente dato ancora fiducia a due partiti pieni zeppi di delinquenti e di incapaci e in generale comunque composti o dalle solite facce che ci portiamo appresso da decenni o comunque da tristi figuri, vecchi nel fisico e decrepiti nell'animo, che hanno dissanguato questo paese negli ultimi vent'anni, pensando solo a riempirsi le tasche, a garantirsi la poltrona e ad evitare la galera. Regista di questo scempio e' stato negli ultimi sette un presidente che ha avallato leggi vergognose e sollevato conflitti inauditi che hanno assestato colpi fortissimi alle fondamenta del nostro Stato: ben lungi dall'essere stato il presidente di tutti, è stato il presidente di questi. Si tratta del peggior presidente che io ricordi (ho 46 anni). Certo, e' meglio di Berlusconi presidente, o di Schifani, o di D'Alema. Ma, negli ultimi decenni, e' proprio accontentandoci del meno peggio senza puntare sul meglio che siamo finiti in questo merdaio.
Ecco perche' la ridicola rielezione di Napolitano, giunta alla fine di una squallida tragicommedia probabilmente eterodiretta dai soliti deus ex-machina, pone una pietra tombale sulle speranze di poter cambiare qualcosa. Il futuro si presenta tetro come il recente passato, gli inciuci fra PDL e PDmenoL (definizione di Grillo quanto mai azzeccata) continueranno a paralizzare un paese che precipitera' sempre di piu' nel baratro.
Questi incapaci e irrilevanti individui, che nemmeno abbiamo eletto (sono stati nominati da quei tre o quattro leaderini a cui, da perfetti dementi, abbiamo dato ancora carta bianca e a quei tre quattro leaderini obbediscono come cani), non hanno capito che stanno suonando le loro ultime ore; o meglio, lo hanno capito, ma hanno scelto di affondare con noi, con la poltrona saldata al culo e la bocca piena di quattrini.
Quanto al PD, chi lo ha votato sperando di cambiare il paese si e' dimostrato un imbecille. Votare il PDmenoL con questa speranza è impossibile quindi non ne parlo.
Quanto invece a quelli che hanno votato PD, PDmenoL, Lega e Monti-Casini-Fini con il preciso intento di perpetuare le cose, mi congratulo per il loro successo: d'altra parte fra di loro vi sono molti che seguono solo il loro interesse, come è naturale che sia, e poichè mentre tu ti dissangui e non vorresti il tuo interesse confligge con quello della sanguisuga che ti sta dissanguando, è giusto che queste persone (ricchi, evasori, ladri, tangentari, corrotti, etc) cerchino di mantenere uno status quo che li nutre abbondantemente a spese della povera gente. Poi ci sono quelli che votano per abitudine, o a comando, o perche' parenti o in affari, o a caso: non meritano commenti.
Finche' dura, perche' la situazione attuale, tesa ma complessivamente di pace, non dura: prima o poi i nodi verranno al pettine e gli ingordi di oggi si accorgeranno della loro miopia quando sara' troppo tardi per loro e per noi.
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domenica 21 aprile 2013
Status quo
domenica 14 aprile 2013
Una mattina mi son svegliato....
La Corea del Nord minaccia il Giappone e prepara lanci multipli di missili. Quanti titoli del genere abbiamo letto nelle ultime settimane? Francamente la Corea del Nord, e segnatamente la sua classe dirigente, in primis quel guerrafondaio (a parole) di Kim Jong-un, conosciuto anche come Kim Jong-woon o Kim Jung-Woon, terzo figlio di Kim Jong-il, avrebbe leggermente rotto le scatole. Guarda un po' te se questo si deve svegliare una mattina e decidere di minacciare lanci di bombe atomiche su Giappone, Usa e compagnia bella; forse crede che il mondo sia suo e che sia suo diritto metterne a rischio il futuro, non provvedessero a questo già abbastanza l'inquinamento e la miopia ambientale del genere umano tutto. Molti dicono trattarsi di pure schermaglie verbali; anche fosse, le nostre scatole sono seriamente incrinate. A sentire i discorsi pomposi, gonfi di nazionalismo e di orgoglio fino a scoppiare e deliranti oltre ogni limite che fanno i loro leader e i loro tg etc. viene voglia di mettersi le mani nei capelli anche se si e' calvi. Fra le altre cose la Corea del Nord e' uno dei paesi al mondo in cui i diritti umani sono meno rispettati, benchè noi di certo non ce la si possa giocare da maestri in questo settore, vedi inesistenza del reato di tortura, accoglienza degli immigrati, G8 etc. Non bastava l'"Amadinegiad" ad infastidire di continuo con la fissa di Israele che scomparira' dalla faccia della terra e amenita' assortite, o le decine e decine di guerre civili in corso sul pianeta in questo preciso momento: no, adesso ci vuole pure il nordcoreano che senza un valido motivo (esistono validi motivi per aggredire un paese con l'atomica?) sbraita da mane a sera contro questo e contro quello: parole, ok, ma le parole pericolose possono portare a fatti non belli in meno tempo di quel che non si creda; del resto non è che l'essere umano abbia dato brillanti prove di sè, in passato (eufemismo).
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domenica 7 aprile 2013
I soliti tristi figuri
Che pena assistere ogni giorno al triste spettacolino di quella cinquantina di tristi figuri sulla scena da almeno vent'anni che succhiano il sangue a questo paese morente, con le loro consultazioni, le aperture, le pregiudiziali, gli otto punti, i primi cento giorni, le priorita', i gggiovani.... Quando il loro interesse e' solo riempirsi la bocca di quattrini e mantenere lo status quo in eterno: per questo servira' un presidente il piu' possibile simile all'attuale, teoricamente una garanzia, in pratica una garanzia a vita per chi non vuole pagare i conti con la giustizia e vuole continuare a mangiare a nostre spese. Renzi il nuovo che avanza (a destra), l'accordo sempre piu' probabile fra i due principali colpevoli dello sfascio attuale (Pd e Pdl), l'elezione di un presidente che non intralci i loschi affari che si fanno sotto la sua finestra, la volonta' di escludere ogni nuovo orizzonte (perche' non provare a dare l'incarico a un 5 stelle, per metterlo alla prova?) e di far di tutto per mantenere lo schifo attuale, i soliti privilegi e le solite manovrine dei soliti delinquenti in giacca e cravatta e di chi, banche in primis, ma anche lobby varie e malavita assortita, da questi figuri è spalleggiata o non ostacolata. Sono pochi quelli che ancora resistono, e fra questi molti uomini di legge (non tutti purtroppo): speriamo che reggano.
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sabato 30 marzo 2013
Per Franco Battiato
Alle parole di Battiato si e' levato un vero e proprio coro di voci indignate e offese: non si offende il Parlamento! Neppure se quello della passata legislatura ha mostrato ben poca dignità (basterebbe il voto su Ruby per definirlo quantomeno indegno, per non parlare dei cambi di casacca per salvare questo e quello, dei voti salva indagati, delle fette di mortadella, del mi ci pulisco il culo con la bandiera, delle leggi ad personam e di quelle palesemente anticostituzionali o addirittura inumane, dei curricula fin troppo chiari di molti nominati non eletti, delle ruberie e degli sprechi). Ma da una settimana deve essere entrata in vigore una legge secondo la quale se offendi un'istituzione devi dimetterti; prima infatti non si era mai visto nulla del genere e dire che c'erano figuri che parlavano della magistratura come del cancro della democrazia, del Parlamento come di un organo inutile, della Costituzione come di un qualcosa da cambiare perche' vecchia, sbagliata e scritta da comunisti, degli elettori di sinistra come di coglioni... Si è preferito fingere che quelle di Battiato fossero dichiarazioni sessiste (ma quando mai?) o riferite a questo parlamento (assurdo). Insomma la verità non si puo' dire, o perlomeno non si puo' dire in modo chiaro, se sei in politica (infatti quando parla un politico non lo capisci mai). Penso che francamente a Battiato non venga tolto nulla; la Sicilia perde invece molto. Ma si sa, in Italia siamo bravissimi a indignarci per le parole (vere anche se forti), meno bravi a indignarci per i fatti a cui quelle parole si riferiscono, tutti veri. La troiaggine maschile e femminile non ha portato a indignazioni, scandali o dimissioni; il parlarne sì. Del resto Battiato ha spesso fatto affermazioni di questo tenore, essendo un uomo abituato a pensare e parlare liberamente, una qualità che vale molto di piu' di un incarico di governo in questo paese in piena putrefazione morale.
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domenica 24 marzo 2013
Gite aziendali con l'imputato
Alla ridicola e patetica manifestazione organizzata da e per Berlusconi (un cittadino degno di questo nome puo' scendere in piazza contro la magistratura e la Costituzione e al fianco di un bugiardo plurindagato plurimputato e condannato?) hanno preso parte anche decine e decine di attori (reclutati a tot euro l'uno e spese pagate da un'apposita agenzia, leggo). E tutti gli altri avevano comunque la trasferta pagata dal partito. Queste non sono manifestazioni, sono gite aziendali. Gia' le idee propugnate in simili consessi sono una bestemmia, ora si apprende che neppure per passione ci si va, ma solo se spesati o addirittura reclutati per recitare (naturalmente qualche appassionato che ci andrebbe pure gratis c'e', sia chiaro). Non che avessi dubbi. Quanto a Napolitano, il cui monito pro Berlusconi sembra abbia "convinto" certa magistratura a rinviare ogni decisione su Papi a dopo le consultazioni, non vedo l'ora che se ne vada: non puo' rappresentarmi degnamente uno che ha firmato diverse leggi vergogna e che non rivela il contenuto delle sue telefonate, tanto per dirne due. E' tempo di cambiare aria nelle stanze del nostro bucherellato Paese.
PS: sarei curioso di capire come hanno fatto a prendere il 29% dei voti se non riescono nemmeno a portare in piazza mille persone senza pagarle.
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sabato 23 marzo 2013
Grasso e Travaglio
Se Grasso, presidente del Senato fresco fresco, ritiene che Travaglio abbia detto menzogne (ma quando mai?), puo' querelarlo: e' un suo diritto (lo sapra', dato che fa il magistrato?). Travaglio dice queste cose da tempo, di querele da parte di Grasso non se ne sono ancora viste: una curiosa coincidenza, nevvero?. Se Grasso ritiene di dovergli rispondere faccia a faccia, puo' accettare l'invito di Santoro: la rettifica si fa laddove è stato detto quel che va (?) rettificato. Altrimenti si astenga dal fare telefonate fuori luogo a Servizio Pubblico o dal pretendere confronti immediati in trasmissioni a sua scelta; si occupi del Senato e del Paese. L'altra sera ha mostrato tutta la sua inesperienza, speriamo non sia grande come e' apparsa. Quanto a Travaglio, di gran lunga il nostro miglior giornalista (anche se eccellere in questo panorama non richiederebbe sforzi immensi), si occupa del suo lavoro, che consiste essenzialmente e semplicemente nel raccontarci i fatti. Quanto infine all'osservazione secondo cui Grasso sarebbe meglio di Schifani (sai la scoperta), questo non toglie che Grasso e' lontano dalla migliore opzione disponibile per il Senato. se vengono proposte solo scelte non desiderabili, astenersi dallo scegliere puo' essere piu' coerente di scegliere il meno peggio (capito, "stelline" dissidenti?): è chi propone che deve alzare l'asticella, non è chi vota che deve abbassare i suoi standard, altrimenti non se ne esce.
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domenica 17 marzo 2013
Papa Francesco
C'e' un nuovo Papa, Bergoglio. E' argentino: finalmente un extraeuropeo. E' umile, sembra. Sorride. Non bada molto all'etichetta. Pare un tipo semplice, che va al sodo. Diretto e chiaro. Usa parole nuove. Fa facce nuove. Ha scelto un nome ottimo. Andava in bus. Ha detto "buonasera", forse la parola migliore che io ricordi di un Papa da decenni.
Ma qualche ombra nel passato sembra avercela pure lui, si vedra' se sono ombre o dicerie.
E poi: ok, è umile, ma gli omosessuali? Le donne? L'ingerenza negli affari degli altri (Italia)? I pedofili? La necessita' di dare un po' piu' retta a Cristo e meno alle invenzioni umane? Il caso Orlandi?
Insomma, aspettiamo.
Ben arrivato, ma non dimentichiamoci che e' pur sempre un papa, cioe' il capo di una chiesa omofoba, sessuofoba, colpevole di crimini e bestialita' lunghe secoli. Una chiesa che predica poverta' e vive nel lusso più sfrenato. Una chiesa che segue molto di rado le parole di Gesu'. Una chiesa che non ha mai fatto mancare il suo appoggio al potere, indipendentemente da quanto puzzasse. Una chiesa che se trova un pedofilo insabbia il caso e trasferisce il colpevole. Tanto per dirne alcune.
Chi vivra' vedra'.
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domenica 3 marzo 2013
L'analisi e' semplice
Dunque... un quarto circa degli Italiani se ne frega di come vanno e andranno le cose, tanto che preferisce restare a casa il giorno delle votazioni. Votare e' un diritto-dovere, tuttavia vedo che questa norma non viene applicata; ci si affida al buon senso civico e alla responsabilita' delle persone, qualita' piuttosto carenti (altrimenti non saremmo dove siamo oggi). Un quinto vota per una persona che sarebbe gia' in galera da anni se non si fosse fatta eleggere facendo leva anche sullo strepitoso conflitto di interessi di cui e' titolare e, una volta eletto, non avesse fatto in modo di modificare le leggi a suo favore allo scopo di evitare condanne e galera. Un altro quinto vota per individui che tutte le volte che hanno avuto la possibilita' di rimettere il paese sui giusti binari di legalita' e di serieta' hanno miseramente fallito, per complicita' morale con la persona di cui sopra e/o per assoluta incapacita'. Un altro quinto ha deciso di votare persone nuove, che non hanno mai governato, che non hanno mai stretto accordi alla luce del sole o sottobanco con la persona di cui sopra, che non hanno conti in sospeso con la giustizia, che rappresentano certamente una scelta rischiosa ma che hanno assunto alcuni importanti impegni inerenti la loro carica. Che forse deluderanno, ma che ancora non hanno mai deluso. Di conseguenza un quarto di persone non e' affidabile, un'altra fetta dimostra di avere qualita' civiche infime, un altra fetta di mancare di coraggio o di non aver capito quasi nulla di come vanno le cose, un ultimo quarto di essere disperato o speranzoso o tutte e due le cose insieme.
Come sempre, abbiamo il governo che ci meritiamo, avete il governo che vi meritate.
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domenica 24 febbraio 2013
Quasi pronta la percentuale di idioti
La settima prossima vi dico con approssimazione discreta quanti idioti ci sono in Italia e quanti menefreghisti. I primi andrebbero privati dei diritti di cittadinanza per un po' di tempo, avendo dato ampia dimostrazione, nell'arco di un ventennio e piu', di grave incapacita' politica di intendere e volere e di abnorme credulita' e simpatia per chi delinque. I secondi, be' li' andrebbe semplicemente applicata la legge (diritto-dovere del voto). Oddio, potrete capirlo da soli, quanti idioti vivono accanto a noi, leggendo con attenzione le percentuali dei risultati elettorali... Del resto un'idea io me la faccio anche in periodo non elettorale, osservando i miei compatrioti al volante. E chi sei tu per dare dell'idiota a una buona fetta degli abitanti dello Stivale? Non so cosa risponderti, in ogni caso quelli sono idioti!!! (al lordo della piccola percentuale di venduti, interessati, parenti e affini)
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domenica 17 febbraio 2013
Dimesso un papa se ne fa un altro
Joseph Ratzinger si e' dimesso da papa: bel gesto, sempre meglio che vegetare sino alla morte abbarbicati alla poltrona stile deputato italiano. D'altra parte e' tedesco, quando non gliela fa piu' un tedesco correttamente si dimette: avranno tanti difetti ma in questo sono da ammirare, le dimissioni non sono un tabu'.
Sul suo pontificato, illuminato per un istante alla fine da questo nobile ed inconsueto gesto (speriamo non determinato anche dall'ennesimo scandaluccio pronto ad esplodere), il giudizio resta in ogni caso piuttosto negativo.
Tutti i problemi che gia' c'erano al suo insediamento non sono stati risolti, anzi sono peggiorati, e nuovi se ne sono aggiunti. Per non parlare del suo passato non privo di ombre e dei suoi numerosi inciampi e storiche gaffes.
Un pontificato di otto anni piuttosto inutile e incolore.
Detto da uno che comunque assiste a questi eventi con estremo distacco, si tratta in fin dei conti di una setta religiosa dal seguito notevole che sta per eleggere un nuovo capo, tutto qua.
LO so che di domenica un post cosi' non e' digeribile da tutti, ma io quel che penso nei feriali penso pure nei festivi. Sapete bene che tutte le religioni per me pari sono: sovrastrutture che limitano la ragione e spingono gli uomini a dividersi e a pensare e fare cose assurde e a volte abominevoli. E ci vado giu' leggero perche' il pranzo mi attende.
Ma e' solo il mio pensiero, ca va sans dire. Conta uno, quanto quello del papa dimissionario.
Adesso prepariamoci alla farsa elettorale, poi un bel conclave ci voleva proprio, non e' che uno puo' sempre guardare le partite di pallone per svagarsi!
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domenica 10 febbraio 2013
Sempre merda e', sia pure con le debite differenze
Oggi un esperto dichiara, su un noto quotidiano indipendente: data la legge elettorale, se vuoi mettere Berlusconi in soffitta devi votare Bersani o Vendola, non hai scelta; se voti Grillo o Ingroia rischi di far tornare su lo psiconano. Capisco il fine ragionamento ma lo rigetto, e si' che io vorrei metterlo altrove, il noto inquisito, imputato e condannato, sparapalle e fascistoide, altro che soffitta (dalla soffitta si puo' sempre scendere).
Lo rigetto perche' se tutti votassimo Movimento 5 Stelle, a puro titolo di esempio, non si porrebbero discorsi sul voto utile o simili. E perche' col cavolo che io voto il PD, corresponsabile di questi venti anni di sfascio. E tantomeno Vendola, che di idee giuste ne ha, ma ha scelto pessimi compagni di viaggio (Bersani e probabilmente Monti-Casini-Fini -brrr). Bersani parla di legge anticorruzione quando ne ha appena votata una truffaldina; di legge sul conflitto di interessi quando per vent'anni non l'ha fatta. Mi dispiace, PD, ma non e' piu' possibile crederti, hai avuto le tue chances e hai sempre dimostrato di essere filoberlusconiano e anti-paese, sicche' vai al diavolo. Per non parlare della legge contro l'omofobia, dei diritti ai non eterosessuali, della patrimoniale: tutte palle che ci propinano da anni sempre le stesse facce toste.
Il fatto di non volere merda di vacca non mi spinge a scegliere merda di cane: sempre merda è, sia pure con le debite differenze. E' finita l'era del voto al meno peggio, o del voto X cosi' Y non vince, esattamente come X. Adesso proviamo a scegliere non il presumibile meno peggio, ma il potenzialmente meglio, e comunque il chiaramente nuovo.
Che io ricordi, 5 Stelle e Rivoluzione Civile non hanno mai governato col noto imputato. Non candidano pregiudicati o indagati (tranne uno che e' stato indagato a liste chiuse), hanno un programma innovativo e chiaro, non accettano finanziamenti pubblici e si dimezzano lo stipendio (5 Stelle), alzeranno il culo qualora condannati. Sono piccole cose che pero', data la situazione a cui ci hanno portato questi incapaci assoluti, diventano grandi cose da cui ripartire o provare a farlo.
Se i coglioni votano a sinistra (come disse il noto statista spauracchio di tutti i paesi europei), speriamo che gli imbecilli non aprano la porta al ladro che li ha gia' derubati piu' volte.
Apriamo le finestre, facciamo entrare aria fresca! Se poi è diossina, moriremo. Sempre meglio che stare al chiuso ancora cinque anni con questa aria viziata che ti uccide lo stesso, ma lentamente (e chi ha fretta di morire?, disse il solito buontempone...).
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domenica 3 febbraio 2013
Omo, Imu, Zeman
L'Assemblea nazionale francese ha approvato ieri l'articolo chiave della legge sulle nozze per le coppie omosessuali. "Il matrimonio è contratto tra due persone di sesso differente o di stesso sesso", si legge nell'articolo 1 adottato dall'Aula. il ministro della Giustizia, Christiane Taubira, che ha presentato il testo del Governo, ha detto: "Vogliamo stabilire per ognuno di noi la libertà di poter scegliere la propria o il proprio partner per costruire un avvenire comune". Il solito cardinal Bagnasco, CEI, ha subito tenuto a precisare che tale decisione e' "un insulto all'umanità", che siamo "vicini al baratro" e che non dobbiamo seguire simili esempi.
Si facesse un po' gli affari suoi. Se in Vaticano non vogliono una legge simile non la approveranno, cosa pretenda Bagnasco dall'Italia, che e' un altro paese, davvero non capisco. Pensino ai loro problemucci. Naturalmente attendo con ansia il parere di quell'altro pensiero fine che e' Giovanardi, celeberrimo maestro di tolleranza. Ma cosa vogliono questi? Imporre per caso le loro ideuzze anche a chi cattolico nemmeno si sogna di esserlo?
Il noto inquisito, imputato e condannato Berlusconi ha tirato fuori l'asso dalla manica per vincere le elezioni: ci restituira' l'IMU 2012. Serve ricordare che l'uomo non mantiene le promesse e che simili manovre non servono a niente in ogni caso? A chi ha un cervello operativo non serve dirlo, agli altri basta in ogni caso dire quattro scemenze qualunque per farsi votare. Bella mossa questa dell'IMU, ma mi sembra di averla gia' sentita qualche anno fa... Comunque fino a quando non mi promette anche l'immortale ponte sullo Stretto, l'abituale milioncino di posti di lavoro e almeno un secondo posto al prossimo Mondiale di calcio, io non lo voto.
I dirigenti della Roma hanno preso la solita decisione che si prende in questi casi, quando la squadra gioca di merda e va per conto suo: esonerare l'allenatore. Perche', dice, mica possiamo licenziare trenta persone. Certo e' che fino a quando si tratteranno i giocatori come bimbi viziati le cose andranno cosi'. Se assumi Zeman perche' credi in lui devi dargli potere assoluto, e vi devono inoltre essere regole ferree e chiare per i giocatori. Altrimenti la fine e' questa. Se non credi in Zeman non lo assumi. Quando cresceranno, i cosiddetti presidenti e dirigenti tutti?
Cari italiani, non entro nel merito di quel che scriverete nell'urna, ma una cosa la dico: chi a fine febbraio vota per qualcuno che ha gia' governato negli ultimi vent'anni si merita il peggio, e lo avra'.
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venerdì 1 febbraio 2013
Un saluto agli idioti dell'omofobia
Baci omosessuali in uno spot: scoppia la polemica - Cinque coppie colte nel momento di scambiarsi un bacio. Si tratta di due anziani, un uomo e una donna e due coppie gay, protagonisti dello spot di Althea, azienda produttrice di sughi. La pubblicità è andata in onda a dicembre sulle reti generaliste solo dopo le 23, aprendo sul web un dibattito tra favorevoli e contrari all'utilizzo di coppie omosessuali come testimonial di prodotti di consumo generalmente pubblicizzati da immagini di famiglie tradizionali. L'azienda ha spiegato: "Vogliamo solo raccontare l'amore, che può avere molte forme: non ha genere e non ha età. L’amore è sempre uguale". (fonte: web)
Anche i "contrari all'utilizzo di coppie omosessuali come testimonial di prodotti di consumo" (utilizzo? sono persone o cose?) sono sempre uguali: idioti razza pura, omofobi, limitati.
"Solo dopo le 23"... uh uh, che rischio avremmo corso a mandarle in onda alle 20! Pericolo scampato.
2013 e ancora si parla di 'ste robe...
Un caro saluto a tutti gli irrecuperabili idioti di cui sopra.
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domenica 20 gennaio 2013
Icaro
Non sarò la prima né l’ultima /che se ne sta su un costone, /a guardare il marito /che dimostra al mondo /di essere un totale, perfetto, emerito, assoluto coglione.
(da La moglie di Icaro, in Carol Ann Duffy, "La moglie del mondo")
Vi consiglio la Duffy (e' un po' come se consigliassi Cavani a un appassionato di calcio, ma insomma: la poesia in Italia attecchisce poco quindi succede che un poeta famoso all'estero sia da noi quasi ignoto, leggere poesia e' vizio per pochi).
Oggi abbiamo un poeta in classe./ Un poeta vero, vivente, pubblicato./ Notate le dita macchiate d’inchiostro, ragazze.
(da La donna sulla luna, Le Lettere, Firenze, 2011, trad. Giorgia Sensi e Andrea Sirotti, pag. 17, poesia: Professoressa di Inglese)
Com'e' che le nostre vite vagano / lontano da noi, mentre intrappolate nel tempo, / siamo in fila per la morte? Pare che nulla possa cambiare / lo schema dei nostri giorni, mutare la rima / che c'e' tra solitudine e beatitudine. / Poi giunge l'amore, come un volo improvviso di uccelli / dalla terra al cielo dopo la pioggia.
(da La donna sulla luna, Le Lettere, Firenze, 2011, trad. Giorgia Sensi e Andrea Sirotti, pag. 135, poesia" Estasi")
autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)
domenica 13 gennaio 2013
Femen vs. Ratzinger
BENEDETTO.... il giorno in cui non ci sara' piu' alcun bisogno di manifestare per ottenere il riconoscimento di diritti che sono ineludibili per una razza che voglia definirsi umana. Femen in Vaticano durante l'Angelus, 13.1.2013
(fonte: http://femen.org/gallery/id/112#post-content)
autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it) Leggi tutto...
Marco Travaglio
Marco Travaglio pare destinato a diventare il miglior giornalista che l'Italia abbia mai avuto. Ha self control, scrive mirabilmente e con chiarezza esemplare, ha una memoria prodigiosa, e' coerente, consequenziale, implacabile. Ti uccide con l'arma della verita', ti sbugiarda con la forza di un archivio leggendario, ti brucia con una lingua pronta e affilata che non taglia mai piu' di quel che e' necessario per essere letale. E' efficace sullo schermo e sulla carta. Racconta i fatti in maniera completa e godibile e li commenta senza distorcerli. Lo leggi e sai cosa succede intorno a te; in piu' sai anche cosa lui ne pensa, e i due piani (fatti e opinioni) sono sempre ben distinti. Non ricordo abbia mai detto una cosa falsa, certamente non con dolo. Davvero, di piu' e' difficile chiedere a un giornalista. E' antipatico a Berlusconi, inetti, servi della penna, ladri e bugiardi, voltagabbana, accecati da fanatismi vari: comprensibile che lo sia. E' simpatico ai fan della Costituzione, della verita' e della legalita'. Lo accusano di essere di destra, di sinistra, bugiardo, antiberlusconiano, anti-PD, diffamatore, pedante: la varieta' delle sue presunte colpe testimoniano a favore della sua imparzialita'. Travaglio ti dice come la pensa su un certo fatto, ma ti dice pure il fatto nudo e crudo, e ti spiega perche' la pensa in un certo modo su quel fatto. Ha perso alcune cause civili per aver confuso due nomi o aver ecceduto nel criticare un delinquente? Irrilevante, fino a quando non dira' il falso sapendo di mentire sara' un faro nella notte; chi tocca i poteri forti per forza di cose viene sommerso di querele da parte di figuri che possono contare su batterie di avvocati e montagne di quattrini. E' vicedirettore di un quotidiano che campa grazie all'obolo del lettore: il giorno in cui cominciasse a dire il falso sarebbe costretto a chiudere. Se non fosse per la sua onesta' e professionalita', dovrebbe essere perfetto come e' quanto meno per interesse!
Non ho e non ho mai avuto con lui alcun rapporto ne' personale ne' professionale.
autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)
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sabato 12 gennaio 2013
Viale del tramonto
Dice: Berlusconi ha guadagnato il 2% dalla sua performance a Servizio Pubblico. Non mi meraviglio, non ha abbandonato lo studio, non ha fatto i capricci come da Giletti, era bello impomatato e impastato, non ha raccontato piu' dell'abituale decina di consuete balle e le due figuracce fatte (quella della pulizia della sedia e quella del foglio anonimo che equipara condannette civili di un non candidato a gravi processi e condanne penali di un ex premier e candidato) sono tipiche sue quindi lo avvantaggiano piu' che danneggiarlo. Quanto al fatto di aver vinto il duello, non sono d'accordo perche' all'occhio di un elettore maturo appare evidente come sia stato messo all'angolo diverse volte e come si sia reso ridicolo in almeno tre occasioni (all'occhio di un elettore basico ha vinto, ma l'elettore basico il voto gia' glielo dava prima), ne' concordo sul fatto che fosse un duello, perche' se avesse voluto Travaglio lo avrebbe fatto fuggire dopo 5 minuti con due domandine come dico io, ma lo scopo di Santoro e' fare informazione libera e fare share (obiettivi raggiunti) non far perdere punti a un tipo che non e' suo competitor.
Io piuttosto mi chiedo come un cittadino ragionevole possa decidere di affidare il paese ancora una volta a lui (ammesso che sia mai stato ragionevole dargli fiducia, cosa che io non ammetto); davvero non capisco, mi sembrano chiari casi da psichiatria civica. Liberi di votarlo, diamine, ma come io sono libero di camminare a testa in giu' e con un gatto vivo fra i denti: posso farlo, ma tu puoi pensare che io sia matto. Non che votare il PD, la Lega, Casini sia molto meglio: infatti un cittadino ragionevole nel 2013, la pensi di destra o di sinistra, non vota per nessuno di questi qui. E anche astenersi, benche' comprensibile, mi pare dannoso. Ergo, non saro' d'accordo con almeno l'85% del popolo votante a fine febbraio. Dice: ma tu chi voti? Sto cercando una formazione che non sia cosi' vomitevole, son sicuro che il meno peggio lo trovo, non e' difficile vista la situazione. E' finita l'era del voto dato all'idea anche se gli uomini che la incarnano fanno schifo: adesso fanno schifo pure le idee che questi qui dicono di seguire mentre sono impegnati a mangiare il nostro pane; non riescono nemmeno piu' ad avere idee (che non seguiranno) all'altezza.
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domenica 6 gennaio 2013
Piu' facile il marziano
Con tutto il rispetto (?), una Sampdoria che nelle ultime 13 ne ha perso 10 va in casa Juve che nelle ultime 3000 ne ha vinto 2999 e, giocando in maniera estremamente volitiva e coraggiosa, riesce meritatamente a vincere pur giocando per piu' di un'ora sotto di un gol e con un uomo in meno, e rischiando pure in due occasioni di segnare il terzo. La Juve (e i giornalisti di corte) che fa? Fa capire che e' colpa dell'arbitro che, per es., nega un rigore su Matri (che non c'e', visto che Matri crolla appena sfiorato). Io dico: sara' per me piu' facile incontrare uno juventino che riconosce di aver perso e basta o un marziano sulla Terra? La Samp ha fatto due gol. Ha subito un'espulsione che c'era ma che era abbastanza severa/cervellotica (a parti inverse, se la Juve fosse restata in dieci, apriti cielo...), si e' mangiata un paio di gol, si e' vista non convalidare un ulteriore gol non si sa perche'. Perdeva 1-0 ed era in 10, ha vinto a casa Juve e a momenti fa il terzo. La Juve ha avuto alcune occasioni importanti, due enormi, certo, è piu' forte! (le risorse sono un po' diverse, diciamo...) Insomma, 2-1 per la Samp che non ruba nulla anzi e tutti a casa.
Avete un problema, ragazzi bianconeri, non avete capito cosa e' lo sport. Io lo dico per voi, io seguo il calcio da 39 anni, so tutto di tutti. Se vincete è la prassi, se perdete un match dopo 50 incontri e' crisi e occorre comprare (vi ho sentiti io!), se perdete e' complotto. La Juve, francamente, nella storia, non mi pare una squadra bersagliata dagli arbitri o vittima di complotti. Per non parlare di calciopoli farmacopoli etc. Vi manca la serenità e il capire che esistono anche gli avversari. Altre squadre, dopo sette sconfitte di fila, o dopo 10 stop su 13 (...), erano più serene. In una partita in cui entrambe le squadre giocano a calcio in maniera corretta, con un arbitro da 5,5/6 di cui magari dovrebbe lamentarsi la Samp, a occhio, ebbene: se fai un gol in meno pur avendo un uomo in piu', perdi e buonanotte, fattene una ragione, porca miseria!
ps: e non parliamo di Pirlo che manda a quel paese l'arbitro senza venir punito e poi falcia un blucerchiato da dietro, Bonucci che pare simulare in area e, gia' giallo rischia il rosso, Matri che crolla appena sfiorato ma non simula, lo stesso Bonucci che da' una gomitata a Icardi, naturalmente senza volere, ma sai quanti rossi per gomitate cosi' ho visto io? Lasciamo stare che e' meglio, questi vogliono 2 rigori a partita e l'uomo in piu', mentre quel che manca ai conti degli avversari sono sempre storie.
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A piedi pure io se al mio vicino sospendono la patente
Pro Patria-Milan, cori idioti su Boateng che reagisce e se ne va, seguito dai compagni, partita interrotta e grandi ipocriti al lavoro su giornali e tv con dichiarazioni e teorie assortite.
Premesso che, in un paese in cui non si riesce a (non si vuole davvero) eliminare la violenza fisica dagli stadi, perseguire con gran fracasso di media quattro imbecilli per coretti idioti e' paradossale; quando i suddetti quattro imbecilli intonano cori razzisti e' la polizia che deve individuarli e denunciarli, i giudici che devono giudicarli, semmai il parlamento che deve inasprire le pene, NON E' il giocatore che deve reagire con una pallonata e andarsene, NON E' la squadra del giocatore preso di mira che deve abbandonare il campo. Se accadra' in campionato, spero che chi lascia il campo si becchi lo 0-3 a tavolino e chi reagisce la squalifica, come e' giusto che sia.
Non staro' qui a fare il solito discorso (validissimo) secondo il quale la prossima volta che la squadra X perde bastera' a una ventina di tifosi della squadra, mescolati in settori diversi dello stadio, intonare qualche buuuu per far interrompere la partita e scongiurare la sconfitta: perche' anche se il discorso e' validissimo, ho di meglio.
Il fatto e' che NON HA SENSO penalizzare centinaia di migliaia di persone (chi segue la partita in tv, radio, internet, chi si e' recato allo stadio magari facendo 500 km e spendendo un bel po' di quattrini) per le colpe di quattro o quaranta idioti. Un po' il discorso della responsabilita' oggettiva: un bastardo ferisce un tifoso avversario e io devo pagare in termini di punti di penalita', restrizioni alla vendita dei biglietti etc; pago piu' di lui, in proporzione, visto che lo stadio e' zeppo di pregiudicati la domenica.
Tutti quelli che sostengono il contrario e, commentando il fatto del Milan, parlano di segnale importante etc sbagliano grossolanamente: il razzismo e' merda ma questo modo di risolvere le cose e' stupido, inefficace, assurdo e ingiusto.
Se un vostro vicino si vede sospendere la patente, vi sta bene di restare a piedi pure voi, in quanto condomino del colpevole?
Smettiamola con le ipocrisie. In Inghilterra il problema e' stato risolto, in Italia non si vuole risolverlo. La tessera del tifoso serve solo a punire l'onesto che, esasperato,decide di stare in poltrona. I delinquenti impazzano.
Quanto a Boateng, massima solidarieta', certo. Ma si limiti a fare il suo strapagato lavoro ed eviti i discorsi sull'Italia razzista: ha ragione, gli Italiani sono razzisti (sai la novita'), ma se pensa di risolvere cambiando paese ha capito poco dell'essere umano. La prossima volta giochi fino al 90' e denunci la cosa a fine match: in un paese serio i colpevoli sarebbero stati presi in mezz'ora, ma Boateng sapeva benissimo dove andava a lavorare, sicche' la smetta pure lui.
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martedì 1 gennaio 2013
La gabbia della religione
Appena finito di assistere al telegiornale con le solite notizie di ogni inizio anno (morti e feriti causati dai botti di fine anno fra gli idioti che popolano questo pianeta) mi viene in mente la religione: assonanza fra idiozie o effetti indesiderati dei lauti pranzi festivi?
Sia chiaro: massimo rispetto per le svariate confessioni religiose esistenti, dalle piu' diffuse a quelle che raccolgono quattro gatti intorno a un paio di idee, come si deve massimo rispetto a qualsiasi cosa o essere vivente, anche a una farfalla (che stimo maggiormente). Ma c'e' un ma.
La religione, qualunque religione, dalla piu' integralista alla piu' morbida, al pari di qualsiasi ideologia assolutista, e' una gabbia mentale, ne' piu' ne' meno.
Volontariamente chiudiamo la nostra mente in una scatola, le diamo dei confini, piu' o meno ampi. Al di la' di questi non andiamo, e in nome dei principi che la reggono commettiamo azioni inconcepibili per una mente raziocinante e libera da lacci e spesso anche inumane.
Una mente e' tale se libera. Il che non vuol dire trionfo del relativismo o dell'immoralita': cos'e' l'immoralita'? per alcuni un premier che frequenta minorenni, per altri una donna che prende la patente. Libera vuol dire libera di spaziare, scevra da confini tracciati in partenza, da pre-giudizi, da verita' rivelate: tutti germi che infettano la ragione e impediscono all'umanita' di crescere.
Nulla sappiamo, o pochissimo, e quasi tutto dobbiamo ancora capire: limitarci in ragione di principi inventati e insensati e' deleterio. La vita e' una continua scoperta. La mente -ho letto- e' come il paracadute, se non e' aperta non serve a niente.
Uomini ingabbiati ci circondano ovunque, e le tenebre offuscano questa razza di insensati e violenti carnivori.
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domenica 23 dicembre 2012
Grazia, Presidente!
Il peggior presidente della Repubblica da quando sono nato ha concesso la grazia a un giornalista (scusami Travaglio se lo chiamo come te) che anni fa scrisse una falsita' gravissima ed enorme a carico di un magistrato, che mai per anni si e' scusato, ha rettificato o ha accettato di chiudere la questione con un accordo che pure gli e' stato proposto, che ha diversi precedenti e diverse cause per diffamazione. E che inoltre stava scontanto la pena a casa. Da considerare che in sette anni questo presidente ha concesso solo una ventina di grazie, a differenza dei suoi predecessori che ne concessero molte di piu'.
In galera marciscono ragazzi che sono stati condannati perche' avevano addosso un po' d'erba o stranieri che sono immigrati in un paese di merda e che per il solo fatto di essere immigrati adesso sono al gabbio. Quando non vengono lasciati morire (vedi Cucchi).
E' lo stesso presidente che nel '56 stava dalla parte dei carri armati russi che invadevano l'Ungheria soffocando nel sangue i moti di liberta'. LO stesso che ha messo la sua bella firma su svariate vergognose leggi ad personam. Lo stesso che ha sollevato il conflitto di attribuzioni davanti alla Consulta. Lo stesso che non vuole farci sapere cosa ha detto a Mancino al telefono.
Grazia, Presidente!
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domenica 16 dicembre 2012
Il buon cattolico
Non voglio guastare il weekend parlando ancora del ritorno dei buffoni: un sistema democratico malato lo consente, quindi benvenuti al circo equestre. Succede in particolare quando non si tira per bene la catena.
Parliamo del Ratzinger, che invece e' un caso serio, molto serio, per quanto formalmente estero.
Fatto 1. La presidente del Parlamento dell'Uganda ha detto che a Natale gli anti gay (esistono idioti simili, si') avrebbero ricevuto un bel regalo: una legge contro l’omosessualità – da approvare – che tra le ipotesi prevede la pena di morte e che, tanto per dire, prevede fino a 14 anni di galera per chi dovesse vivere con una persona dello stesso sesso. Non lo dico per l'Uganda, le cui leggi attuali in materia fanno gia' vomitare, ma per il cosiddetto papa, che lungi dal condannare simili bestialita', ha ricevuto con tutti gli onori tale presidente in Vaticano. Obama ha definito questa legge "odiosa": non che Barack si sia sprecato, ma almeno ha battuto un colpo. Il Ratzinger invece ha benedetto la presidente. Cosa abbia a che fare il personaggio storico Gesu' e le sue idee con simili soggetti che a lui si rifanno mi sfugge.
Fatto 2. Il Papa ha affermato di recente che i tentativi di accomunare i matrimoni gay a quelli fra uomo e donna sono “un’offesa contro la verità della persona umana” e “una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace”.
Si tratta di due fatti, gli ennesimi, che avvalorano la ormai acclarata equazione cattolico = omofobo. Se sei un buon cattolico non puoi discutere cio' che sparacchia il Papa e quindi sei un buon omofobo.
Di fronte all'atteggiamento che la Chiesa Cattolica ha nei confronti dell'omosessualita' si prova solo disgusto e pena: sono i ragionamenti da razzisti mentecatti che giustificano le discriminazioni e fomentano l'odio tra gli uomini, come se gia' non avessimo abbastanza casini.
Viva il Ratzinger, autore fra l'altro dell'imperdibile libello di fresca uscita che ha messo in mobilita' il bue e l'asinello (di asini in effetti ne avremmo fin troppi).
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domenica 2 dicembre 2012
Primarie, bue e asinello, Sallusti
Matteo Renzi ha commesso un errore: avrebbe dovuto contestare prima dell'inizio dei giochi la regola idiota che impedisce di votare al secondo turno se non hai votato al primo. Adesso non ha senso cambiare le regole in corsa, sebbene si tratti di una regola antidemocratica, insensata, stupida.
Alcuni si lamentano dell'obolo (almeno due euro: sì, almeno, perche' ogni volta c'e' chi da' di piu') che occorre versare per prendere parte alle primarie del centrosinistra. Eh, cari miei, al giorno d'oggi, quando anche la sanità pubblica sta per diventare un otional e gia' da un pezzo i genitori comprano i gessetti per la scuola, la cosiddetta democrazia e' un vero lusso, quindi costa. Mah!
Nemmeno Berlusconi si era spinto cosi' in la': annullare per decreto una decisione della magistratura. Ci aveva provato (caso Eluana) non riuscendoci: si levarono proteste immense. Oggi Monti & Napolitano, la premiata ditta, l'hanno fatto: a Taranto si puo' continuare ad avvelenare le persone, nel frattempo che si lavora, per almeno un 12 mesi buoni.
Siamo nel 2012 e i principali siti meteo non azzeccano le previsioni a 12 ore (il lunedi', nella mia città, la pioggia debole con miglioramento nel pomeriggio si e' rivelata una pioggia moderata che ha rotto le scatole fino a poco prima di cena). Oggi sereno, sento alle sei che sta tuonando in lontananza. A 12 ore.
Il teatrino delle primarie del centrodestra e' ogni giorno che passa sempre piu' spassoso. E pensare che c'era chi pensava che sarebbe stato facile organizzarle in un partito col padre padrone che non ne ha mai fatte in vent'anni. Povero Angelino, l'unico a non aver ancora capito.
Quest'anno mi faro' regalare l'Infanzia di Gesu', l'ultima perdibile operina del Ratzinger. Voglio capire com'e' che a 45 anni mi vengono a dire che il bue e l'asinello non c'erano, nel presepe! Esodati pure essi?
Sallusti, il direttore del Giornale, ha avuto negli ultimi anni infinite possibilita' di ammettere di aver scritto (o chi per lui) inesattezze gravi, scusarsi e pagare un equo risarcimento, ma ha sempre rifiutato. Premesso che non e' il suo unico inciampo per diffamazione. Ha preferito arrivare al punto in cui e' ora. Potrebbe cortesemente adesso scontare la sua pena (non la scontera' mai comunque esattamente come un comune mortale), senza far fracasso, evadere, far piazzate, collezionare altri reati ecc? La vicenda ha un tantinello stufato, e' palese ormai il tentativo di ergersi a vittima di non si sa bene cosa (cattiva scrittura?).
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lunedì 26 novembre 2012
Il senso di una fine, Julian Barnes
Il senso di una fine è una riflessione sul tempo, sulla percezione che ne abbiamo. Su come "costruiamo" il nostro ricordo e su come raccontiamo la nostra vita a noi stessi e agli altri, facendone una narrazione - una delle tante possibili. Omaggiando Frank Kermode e il suo Il senso della fine, richiamando Ricoeur e la sua opera Tempo e racconto, Barnes analizza in un romanzo avvincente e raffinato il senso che diamo al tempo e alla fine, che ci impone di dare un significato alla vita vissuta. Un senso e una forma che sia narrabile. Un intreccio coerente che renda umano il tempo che, nonostante tutto, al di là di noi, fluisce e passa inquieto. (fonte: http://www.wuz.it/recensione-libro/7000/senso-fine-julian-barnes-man-booker-prize-2011.html)
Julian Barnes - Il senso di una fine
Titolo originale: The Sense of an Ending
Traduzione di Susanna Basso
150 pagg. Edizioni Einaudi 2012
Un capolavoro, o quasi un capolavoro. Di certo un'opera formalmente quasi perfetta, scritta con grande maestria, ricca di pensieri stupendi. Un romanzo che non vorresti finisse mai e invece le 150 pagine finiscono presto. Una prima parte migliore della seconda, ma si tratta di preferire il platino all'oro. Forse un romanzo troppo breve, forse con un finale non all'altezza, lo concedo. Con una prima pagina da rileggere appena arrivati in fondo al romanzo. Anche se forse da rileggere e' tutto il romanzo, e subito dopo averlo finito. E infatti io l'ho riletto. Parla del tempo, del ricordo di quello che abbiamo vissuto, della discrepanza tra realtà e percezione della realtà, tra passato e ricordo del passato. Della vita di ciascuno di noi, del senso della vita, del senso di ogni storia, di ogni cosa che ci capita, di ogni inizio e di ogni fine. Una storia venata di amara ironia, di pacato e rassegnato disincanto, di tristezza. Una collezione di frasi che colpiscono al cuore e aprono la mente: ti fermi, le rileggi, poi vai avanti, ma lentamente, per non perdere nulla mentre cammini fra queste pagine costruite con grande talento. Un romanzo con i suoi difetti ma davvero di livello assoluto, fa venire una irrefrenabile voglia di Barnes proprio mentre gli altri suoi scritti sono quasi tutti introvabili o in ristampa da mesi. Un libro che crea dipendenza, anche se capire tutto, alla fine, non è facile, davvero no. Ancora adesso mi chiedo delle cose e non so bene cosa rispondermi. Anch'io non ci arrivo, come Tony. Dare un senso a tutto non è facile, letta l'ultima riga. Come non è facile farlo alla fine di una vita.
Ricordo in ordine sparso:
-un lucido interno polso;
-vapore che sale da un lavello umido dove qualcuno ha gettato ridendo una padella rovente;
-fiotti di sperma che girano dentro uno scarico prima di farsi inghiottire per l’intera altezza di un edificio;
- un fiume che sfida ogni legge di natura, risalendo la corrente, rovistato onda per onda dalla luce di una decina di torce elettriche;
- un altro fiume, ampio e grigio, la cui direzione di flusso è resa ingannevole da un vento teso che ne arruffa la superficie;
- una vasca da bagno piena d’acqua ormai fredda da un pezzo, dietro una porta chiusa”.
L'ultima immagine non l'ho propriamente vista, ma quel che si finisce per ricordare non sempre corrisponde a ciò di cui siamo stati testimoni.
(incipit)
La storia è quella certezza che prende consistenza là dove le imperfezioni della memoria incontrano le inadeguatezze della documentazione. (pag. 18)
...il ricordo è ciò che pensavamo di aver dimenticato. (pag. 65)
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domenica 25 novembre 2012
E' alle secondarie che falliscono, in genere
Nei giorni in cui Napolitano si conferma un pessimo presidente affermando inesattezze su Monti e pretendendo, con l'ennesima invasione di campo, di decidere il prossimo premier e quali leggi debbano essere approvate, si tengono le primarie del centrosinistra, lodevole iniziativa di una coalizione abbastanza impresentabile e corresponsabile dello sfascio odierno. Io non voto alle primarie del centrosinistra perche' alle secondarie, se ci fossero oggi, non voterei PD o simili. Per lo stesso motivo mi asterro' dal prendere parte alla farsa delle primarie del centrodestra se mai si faranno (non si fanno da 20 anni, non vedo perche' il condannato plurindagato pluriprescritto dovrebbe consentirle ora: Angelino rassegnati). Prima di sapere chi vincera' dico il mio ordine di preferenza, premettendo che io non posso scegliere i candidati (se potessi i 4/5 non li avrei scelti) ma solo scegliere il migliore (meno dannoso) fra di loro: Vendola-Puppato-Tabacci-Bersani-Renzi. Sul primo ho pochi dubbi, sulla seconda qualche certezza, sul terzo piu' stima che affinita', sul quarto una pacata rassegnazione, il quinto e' un leader di centrodestra che rispetterei.
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lunedì 19 novembre 2012
Il gatto e la volpe
Juve ed Inter hanno francamente fracassato le palle. La Juve con la vaccata dei 30 scudetti: se avevate una scorta di medicinali pazzesca, peggio di una farmacia, e se i vostri dirigenti truccavano interi campionati che colpa ne abbiamo noi? E l'Inter con la sua presunta immacolatezza che neanche la vergine Maria, quando diverse ombre aleggiano su Palazzo Durini e il processo ai tempi di Calciopoli fu evitato per un soffio. Cari interisti, vi hanno danneggiato con la Juve e con il Cagliari? E' vero. Come hanno danneggiato noi a Parma, col Napoli, a Inter e a Roma. Ma che dire di quando invece vi hanno favorito con la Samp (rigore generoso, rosso generoso a Costa, terzo gol irregolare): dove eravate? Sentire Juve e Inter che si lamentano, quando invece spesso un arbitro, a causa dei condizionamenti psicologici generati da un sistema sbagliato, tende inconsciamente, diciamo, a non sfavorirle, e' davvero scocciante, per chi non ha, al contrario di questi due club piagnucoloni, santi in paradiso. Sentire Moratti furioso e Agnelli lunare dopo un po' stufa. Io non ricordo un errore arbitrale a mio favore, contro queste "grandi" squadre, da secoli. Per anni abbiamo assistito a campionati fasulli. Adesso assistiamo a piagnistei continui. Dateci un taglio. Se davvero voleste ripulire il secchio dal marcio, lottereste per: moviola in campo e riforma sistema arbitrale. Ma non lo fate perchè dopotutto conviene lasciare le cose come stanno. Perchè poi, la moviola e l'arbitro indipendente, ci sarebbero non solo per Inter-Juve, ma anche per Juve-Udinese e per Inter-Samp...
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domenica 18 novembre 2012
Che c'entri il buon Oswald?
I lacrimogeni di via Arenula in Roma non sono stati lanciati contro la folla dall'alto dalle finestre del Ministero di Grazia e Giustizia, ma si stratta di lanci effettuati dal basso che hanno rimbalzato contro la parete dell'edificio generando quindi la fallace impressione che bla bla bla..., ok, ok, ci credo. Ma il prossimo passo sara' dire che li ha lanciati Lee Harvey Oswald*...
Tuttavia la Severino dovrebbe spiegarci perche' la polizia si e' accanita 40 minuti contro una folla in fuga (fare una carica o respingere un tentativo di forzare un blocco non significa dare la caccia a manifestanti inermi per più di mezz'ora) o perche' un poliziotto brutalizzava un ragazzo a terra o un suo collega ne colpiva un altro di spalle o col manganello sulla testa...
Resta il fatto, come ho scritto più volte, che, mentre mi aspetto che ogni mille manifestanti incazzati ma civili ce ne siano due o tre che vogliono solo far casino o delinquere, e compito della polizia e' impedire che cio' avvenga e tutelare gli altri 997, non mi aspetto che un uomo in divisa, che rappresenta lo Stato, possa agire da delinquente o da belva (vedi G8). Rispondere pertanto, come ha fatto la Severino, che occorre guardare tutte le foto e non solo alcune, mi pare una stupidata immane.
Ricordo che questo governo di tecnici continua ad avere un unico pregio: essere migliore del precedente governo, e ho detto tutto.
* colui che avrebbe ucciso Kennedy...
** 70 o 300 idioti armati di sassi o cocci non possono oscurare 50.000 manifestanti pacifici e le loro sacrosante ragioni, a meno di non avere media di regime.
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domenica 11 novembre 2012
Obama, solo Obama
"Se sei disposto a lavorare duro, non importa chi tu sia, e dove tu sia nato, che tu sia uomo o donna, bianco o nero, ispanico, asiatico o nativo americano, giovane o vecchio, ricco o povero, abile o disabile, etero o omossessuale, riuscirai a farcela in questo paese e a vedere realizzato il tuo sogno.”
Obama qualche errore l'ha fatto. Per esempio ancora sta in Afghanistan. Tuttavia è il miglior presidente americano da quando sono nato. Pensa le cose giuste, è un tipo giusto; dopo quattro anni non ho cambiato idea. Se poi lo paragoniamo all'alternativa (Romney), be' sarei andato bene pure io nello Studio Ovale. Di Obama si può essere fieri anche quando lo si critica; di altri a volte basta una frase per chiedersi se una vita sara' loro sufficiente per vergognarsi.
If you’re willing to work hard, it doesn’t matter who you are or where you come from or what you look like or where you love. It doesn’t matter whether you’re black or white or Hispanic or Asian or Native American or young or old or rich or poor, able, disabled, gay or straight, you can make it here in America if you’re willing to try.
Questa è musica. Le parole e i pensieri non bastano, dite? Vero. Ma chi nemmeno ha quelli, di giuste, di certo non serve alla causa di questo umanità.
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lunedì 5 novembre 2012
Mi butto su Vespa
Julian Barnes. Il suo "Il senso di una fine" e' notevolissimo. Nasce la voglia di studiare "Amore, ecc", "Amore dieci anni dopo", "Una storia del mondo in 10 capitoli e 1/2"... Io se becco un filone lo percorro tutto in cerca di pepite. Ma siamo in quel meraviglioso paese che è l'Italia, avete presente quello stivale che affonda nel fango? Poca cosa, lo so, una questione di libri se pensiamo ai pazienti lasciati morire in ospedale, ai morti per mafia o ai politici marci e corrotti, ai premier cacciaballe coinvolti in decine di processi, ma sono tutte pennellate di un quadro osceno, tutte importanti per capire dove viviamo. Se vai in una libreria e chiedi i libri di Vespa, Volo o di qualunque altro autore contemporaneo famoso (talentuoso o no) trovi l'ultimo e i precedenti; se cerchi le cinquanta sfumature, le ricette della Parodi o la guida di Totti trovi pile di volumi a destra e sinistra; se chiedi Il sosia di Dostoevskij o Fuga nelle tenebre di Schnitzler ti guardano come si guarda un unicorno che pascolasse in centro, o come un potenziale rompiballe che non si accontenta di quel che c'e' sul banco. Lo devi ordinare, se è disponibile. Nel caso di Barnes tu chiami quattro o cinque librerie, poi vai su Ibs, Deastore, Bol, perchè pensi che se una libreria non ritiene conveniente ordinare Dostoevskj se non sul venduto un bookstore online non dovrebbe avere problemi e invece trovi una bella sfilza di "non ordinabile", "non disponibile", "non". Leggerò Vespa, le vaccate di Berlusconi cominciano a mancarmi. Vespa è una certezza, scusate se è poco!
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domenica 4 novembre 2012
E sono sei
A Chievo, col Cagliari, con l'Atalanta sono arrivate per la Samp sconfitte meritate: assenza di gioco, mancanza di compattezza, grinta, determinazione, voglia. Insomma, un comportamento indegno per qualsiasi squadra, fosse anche la piu' scarsa del mondo. Modulo di gioco (presunto 1-4-3-3) secondo me non adatto (quante settimane occorreranno ancora a Ferrara per prenderne atto?), scelte tecniche opinabili, sostituzioni spesso sbagliate o tardive, errori individuali e di squadra, approccio psicologico orribile (motivazioni cercansi: va bene non drammatizzare, ma stare calmi come un gatto morto quando la barca affonda e' piu' da irresponsabili che da santoni). E le sconfitte sono arrivate contro avversarie dirette, come ama dire Ferrara. A Inter e a Parma stessa solfa con pero' un po' di compattezza e grinta in piu', ma, in questi due match, errori arbitrali pesantissimi a nostro danno: alla fine l'esito e' stato lo stesso. Alla fine si può dire che con arbitraggi equi oggi avremmo 2-4 punti in piu', e non sarebbero pochi, proprio no, ma giocando da squadra ne avremmo probabilmente 8-10 in piu' (e sarebbero tantissimi), sicchè non è da ricercare nelle direzioni di gara (comunque sciagurate in qualche occasione) la ragione principe delle sei sconfitte di fila. E comunque ad essere tartassati quando giochiamo con inter-juve-milan-roma siamo abituati sin dalla nascita: è immondo ma non puo' servire come scusa per coprire un atteggiamento di squadra inaccettabile. Anche oggi sconfitta meritata, 6 occasioni per l'Atalanta contro 2 o 3 doriane maturate tutte nei 10 minuti finali per la disperazione (sino a dieci minutui dalla fine eravamo sei a uno); quanto a gioco espresso, intendo non figlio della disperazione, uno schifo assoluto e Atalanta (ho detto Atalanta, non Barca) padrona del campo per 80'. Non ho mai discusso l'errore sotto porta, la sfortuna, la bravura dell'avversario (ci sta),la vaccata dell'arbitro succube dei poteri forti (in Italia ci sta); ma gioco, cuore e voglia sono per me valori essenziali. Se ci sono, tutti i risultati mi vanno bene, se mancano non mi va bene neppure una vittoria. Tuttavia, come ho sempre detto, la sconfitta e' un valore. La adoro. E' filosoficamente entusiasmante, appaga molto piu' di una vittoria, sotto parecchi aspetti. Se non fosse possibile perdere non guarderei una partita. E' la possibilita' di perdere che rende avvincente giocare e provare a vincere e che rende appagante la vittoria. Adoro anche il gelato, comunque, ma se me ne fanno mangiare 23 kg in una mattinata finisco al pronto soccorso. Chi ha saputo cogliere, ha colto.
autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)
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