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lunedì 5 ottobre 2009

Incontri ravvicinati del terzo Fazio

Stasera ho visto Fabio Fazio, Che tempo che fa, Rai3. Ospite Condoleezza Rice, ex segretario di Stato Usa dell'era George W. Bush, adesso nuovamente insegnante universitaria di scienze politiche e scrittrice. La Rice è stata la prima donna afroamericana a ricoprire tale carica, la seconda persona afroamericana dopo Colin Powell e la seconda donna dopo Madeleine Albright. Ok, la Rice è stata più volte criticata, in patria e all'estero, per la sua durezza e per la linea adottata in politica estera durante l'amministrazione Bush; sappiamo bene quali sono stati gli errori e le boiate di George W., del resto. Fazio però ieri sera ha esagerato, ha fatto il giornalista modello: domande su domande, sempre più incalzanti, sugli errori commessi in Iraq e nella lotta ai terroristi, un vero giornalismo, aggressivo, libero, tutto teso alla ricerca della verità, senza riguardi, al servizio del pubblico insomma. Peccato che per vedere un Fazio così ci voglia una Rice, quindi un politico di oltre oceano, peraltro non più in carica. Per dirla in breve: il negativo di Minzolini, o una copia sbiadita di Travaglio. Peccato che un pensiero non ci abbia mai lasciato durante l'intervista e cioè che con Berlusconi o D'Alema in studio ci sarebbe stata un'aria del tutto diversa, tutta cautele, timori, sorrisini tirati, prudenza bipartisan, passettini in par condicio, poche scomodità per l'ospite di turno e, quelle poche, prese sul ridere. Facile e comodo incalzare la Rice, facendo la figura di un Bernstein... più difficile essere altrettanto scomodi quando hai davanti il potente di casa nostra con un armadio bello pieno di scheletri e la sedia traballa ad ogni domanda che osi porre. D'altra parte Fazio quest'anno è lì per miracolo e il filo cui sta appeso è sottile come la tela di un ragno debilitato.

Che cosa possiamo dire della Rice? Impeccabile. Il negativo di Berlusconi, che non risponde alle domande scomode, si inquieta, sbraita, si alza e se ne va, parla di complotti e di comunisti, mente e mistifica e offende chi (in genere sbigottiti giornalisti della stampa estera) glielo fa notare. Condoleezza ha risposto a tutti i rilievi di Fazio, ma proprio a tutti, magari a volte menando un po' il can per l'aia ma sempre con pacatezza e completezza, il sorriso stampato sulle labbra. In America un politico sa che alle domande della stampa, legittime, occorre rispondere: non farlo o farlo mentendo significa porre fine alla propria carriera politica. Loro ce l'hanno una democrazia da esportare... se ce ne facessimo portare un pochetto qui da noi?

E poi è stata addirittura antologica l'affermazione di Condoleezza circa l'attività politica intesa come fase temporanea della vita di un cittadino, durante la quale mette se stesso al servizio di tutti, per poi tornare, finito l'incarico, alla vita di prima, senza rimpianti. Vero De Mita, Fassino e moglie, Andreotti, ecc., veri stakanovisti delle due Camere? Da noi la politica non è un servizio, è una professione, è un diritto; adesso, poi, nemmeno si fanno più eleggere e il fatto di avere la fedina penale sporca non intralcia la loro carriera, anzi.

Due mondi diversi a confronto, un contrasto più scioccante di un incontro ravvicinato del terzo tipo.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)

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2 commenti:

Anonimo ha detto...

E' uno shock per noi mettere la politica italiana a confronto di quella estera. Ma una volta non aveva anche la "nostra" queste caratteristiche? Credo che l'averci abituato a questa situazione nel corso degli anni non ci ha fatto notare che negli altri paesi esiste ancora la democrazia ed è ,oltretutto, una cosa molto scontata.
Condoleeza Rice ce lo ha dimostrato no? Ha dimostrato che un politico deve dare informazione ed essere al servizio del cittadino. Diciamolo! (e qua mi sento un po La Russa)
Ci ha dato una lezione di democrazia!
By Giada.

mauroarcobaleno ha detto...

Italianiiiiiiii !!!!!