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venerdì 26 giugno 2009

"Il Corriere della sera" censura Vauro

Egregio De Bortoli, quello che dici per giustificarti della CENSURA di cui oggi è stato vittima Vauro sul tuo Corriere non ha , con tutto il rispetto, alcun senso. "Buca delle lettere", "dubbio gusto", questione di stile" sono frammenti di una risposta non pertinente e non accettabile e sai perchè? Perchè è impossibile giustificare una censura senza cadere nell'insensato e senza annaspare come fai. Vauro lavora per il Corriere, che senso ha parlare di "buca delle lettere"? Se hai Vauro sotto contratto, pubblichi quel che lui disegna e stop. Altrimenti non lo assumi. Stesso discorso feci a suo tempo per Luttazzi e La7. Se scegli per noi, se "minzolini" insomma, fai censura. Libero di farla, ma chiama le cose col loro nome; e liberi noi di biasimarti.

Quando ha scritto la Carfagna, sembrava che avesse imbucato la lettera: un pagina intera dedicata al ministro delle pari opportunità; una bella oppotunità. Stessa cosa per Piersilvio Berlusconi su Mike Bongiorno. E che dire di quando il Corriere si indignò per la fatwa contro la vignetta su Maometto? Dov'è la coerenza, e dove la decenza? Dov'è la libertà non lo chiedo.

E questo, lo dico per chi da domani potrebbe avere l'insana idea di attaccarmi da destra (mi premunisco perchè so come ragionano alcuni), per quanto mi riguarda vale, da sempre, per qualsiasi creazione di qualsiasi creatore, rosso, nero, giallo o a pois: la libertà non la si invoca per una parte, spero sia chiaro a tutti. Era il caso di precisarlo? Quanto vorrei poter rispondere di no.

Ecco la vignetta di Vauro: spassosissima e pubblicabilissima (ribadito che andrebbe pubblicata anche se fosse più disturbante, mai sentito parlare di libertà di espressione?):




Ecco la lettera di Vauro: http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/2009/06/25/lettera_di_vauro.html

Ecco la risposta di De Bortoli (spero sia completa, non ho reperito altro): «Caro Vauro, può capitare, in quindici anni di collaborazione - replica De Bortoli - che il direttore possa ritenere una vignetta di dubbio gusto e decidere di non pubblicarla. E non per scelta politica, visto che la notizia cui si ispirava la tua vignetta (l'inchiesta di Bari) è stata pubblicata per primo, e in esclusiva, dal Corriere della Sera. Ma soltanto per una questione di stile che purtroppo, nella tua simpatica veemenza, ti sfugge. In questi anni - conclude - ti sei esercitato sul soggetto Berlusconi con assoluta costanza. E il giornale che non è come tu ritieni, una comoda buca delle lettere, ha rispettato le tue opinioni anche quando non le condivideva».

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)


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