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giovedì 4 giugno 2009

Il vino di Obama

Al Cairo Obama, il presidente degli USA, pronuncia un discorso bellissimo destinato a inaugurare nuovi rapporti di pace e comprensione reciproca tra Islam e Occidente. Le sue sono parole sagge, illuminate, piene di buona volontà, di speranza, di fermezza mista a volontà di collaborazione. Sentite cosa dice a proposito della democrazia:

"L'America non presume di sapere ciò che è meglio per tutti, ma ho la convinzione certa che tutti i popoli desiderino alcune cose: la possibilità di poter affermare le proprie opinioni e poter avere voce su come si è governati. La fiducia in una legge uguale per tutti e in una giusta amministrazione, un governo trasparente, che non si approfitti della cittadinza, che sia onesto, e la libertà per ciascuno di scegliere la vita e lo stile di vita che preferisce. Queste non sono idee americane, ma diritti umani di base, che sosterremmo e per cui combatteremo ovunque".

Quando parla di governo trasparente e onesto, di legge uguale per tutti, di giusta amministrazione, come non pensare -per contrasto- all'Italia? Forse Obama pensa di intervenire anche da noi, presto o tardi, per esportare la democrazia...

E sentite come chiude:

"The people of the world can live together in peace. We know that is God's vision. Now, that must be our work here on Earth. Thank you. And may God's peace be upon you. (I popoli del mondo possono vivere tutti insieme in pace. Noi sappiamo che questa è la visione di Dio. Ora, questo deve essere il nostro compito qui sulla Terra. Grazie. E la pace di Dio possa essere con voi).

C'e' poco da commentare: dieci spanne sopra tutti, quindici sopra il suo predecessore.

Nelle stesse ore, in Italia (o "Berlusconistan", come viene chiamata all'estero), registravamo queste squisitezze:

Berlusconi: "Purtroppo abbiamo una carta stampata e certe volte anche una televisione che rappresenta un'Italia diversa da quello che è."
Calderoli: [Noemi?,] "E' bruttina e napoletana. Silvio torni ad Arcore, in Brianza. Lasci un po' Napoli ai napoletani e alle napoletane. Basta con Napoli. Berlusconi è un cognome brianzolo"
Berlusconi: "Milano sembra una città africana. In alcune città, a camminare per il centro, vedendo il numero di cittadini stranieri, sembra di essere proprio in una città africana."

Ciascuna botte dà il vino che può dare.

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)


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