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sabato 6 giugno 2009

Un paese senza futuro

Forse e' davvero troppo pretendere che un ministro dell'Interno si dimetta perche' il suo poco furbo marito ha gonfiato la nota spese includendovi pure il noleggio di un film porno; forse poteva bastare una pubblica reprimenda e una sanzione esemplare, non so; di fatto in Inghilterra, per via dei rimborsi fasulli, si stanno dimettendo a catena. Quel che so è che in occasioni come questa provo infinita ammirazione per una società, quella inglese, in cui ancora sono vivi principi irrinunciabili e basilari da noi ormai sepolti: opinione pubblica che si indigna quando e' il caso, sacro rispetto delle istituzioni, senso di responsabilita', capacita' di ammettere le proprie colpe e di farsi da parte se beccati con le mani nel sacco senza accampare scuse. Li', se uno sgarra, non prende piu' un voto; qui diventa ancor piu' popolare. Li' al primo errore se ne vanno, qui da noi non solo non si dimettono, seppur beccati a commettere reati molto più gravi, ma protestano, piagnucolano, blaterano di complotti internazionali e di giustizia a orologeria, si auto-assolvono citando il consenso ottenuto dalle urne, si incollano alla poltrona, si pongono per legge al di sopra della legge, vivono la politica non come un servizio ma come un privilegio intoccabile. E noi nemmeno ci indigniamo, rare eccezioni a parte. Inutile scaldarsi: un paese cosi' non ha futuro, chiunque lo governi.
(*)

autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)


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