ROMA - "Sarebbe davvero meglio" per i sacerdoti colpevoli di abusi sessuali su minori che i loro crimini fossero "causa di morte" perché per loro "la dannazione sarà più terribile". Lo ha detto il promotore di giustizia della Congregazione della Fede, monsignor Charles Scicluna. (fonte: repubblica.it)
Ora, molte delle affermazioni che Scicluna ha rilasciato in quest'occasione sono davvero condivisibili e gli fanno onore, ma questa che ho riportato non mi torna punto. Causa di morte per chi? Escludendo che sia per i bimbi vittime degli abusi (se muore il bimbo la colpa del prete è più grave quindi l'inferno sarà più duro, mi pare che davvero non possa essere questo il senso, eh eh!!!), resta l'altra interpretazione: causa di morte per gli stessi preti che abusano. Ora, capisco l'intenzione di Scicluna, tanto più meritevole se pensiamo all'inerzia della Chiesa di fronte a questo immenso scandalo (parole di Ratzinger a parte... parole, ma i fatti?), però mi sembra un po' singolare augurare la morte a un colpevole perchè soffra maggiormente le pene dell'inferno, mi sembra che Scicluna, nella foga di scagliarsi contro queste bestie con la tonaca (anche le bestie sono figlie di Dio, comunque), si sia un po', come dire, "intrecciato" con le parole... Non sarebbe bastato dire che chi ha commesso certi atti su bimbi innocenti finirà (quando scoccherà la sua ora) nel punto più lontano e spaventoso del buco dell'inferno? Senza contare poi che a noi interessa che il prete pedofilo venga processato e punito, dell'aldilà non ci occupiamo: ma su questo punto (la giustizia terrena) la Chiesa fa da sempre spallucce...
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domenica 30 maggio 2010
L'inferno va bene, ma in attesa di quello?
Questa bella società
Un convinto applauso non tanto a quei cinque o sei animali imbecilli rifiuti della società che hanno alzato le mani (fino a quando non si sveglieranno, a Roma, non li prenderanno mai: otto episodi negli ultimi nove mesi, non mi pare che chi di dovere brilli per efficienza...) quanto a chi, in quel bar, si è rifiutato di prestare soccorso: bell'esempio di merda civile.
La Repubblica, 29 maggio 2010 - Omofobia, insultato e pestato a sangue "Sghignazzavano mentre mi colpivano"
Aggredito, insultato, picchiato fino allo svenimento, ha rischiato anche di perdere un occhio. Gli hanno urlato "frocio, frocio" e poi lo hanno colpito ripetutamente con calci e pugni all'addome e al volto fino a farlo cadere. Ancora un drammatico episodio di violenza e intolleranza a Roma, questa volta ai danni di un ragazzo omosessale di 22 anni. Non solo: al bar dove due amici lo hanno portato privi di conoscenza, hanno rifiutato perfino di dargli dei fazzoletti per tamponare il sangue. "Me lo hanno raccontato - ha detto la vittima - perché io non ero cosciente e perdevo sangue. Ricordo i miei aggressori che sghignazzavano mentre mi colpivano".
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giovedì 27 maggio 2010
La nostra vita (di Daniele Luchetti)
Il film racconta una storia personale, una storia tragica, e la cala nell'Italia di oggi: lavoro nero, evasione, immigrazione, Stato assente, presente difficile e futuro carico di incertezze, legge del più forte, ecc. Non giudica il protagonista, non vuole giudicarlo, ma lo racconta: sta a noi giudicare. E' un film molto triste, sia per la sciagura che lo apre sia per il clima che si respira e che è poi quello del paese in cui oggi viviamo. Ma nello stesso tempo è bellissimo il rapporto che c'è tra il babbo e i figli, un rapporto d'amore, ma anche un rapporto cameratesco, teso sempre a coinvolgerli, a prepararli alla vita ma anche a farli sentire parte della squadra fin da piccolissimi. Ed è bellissimo il clima di allegria che anima queste famiglie, povere, senza prospettive, con mille problemi e mille guai eppure sempre pronte a sorridere e ad aiutarsi nel momento del bisogno, sempre solidali, unite, sempre pronte ad incontrarsi e a condividere piccole gioie, felici di vivere nonostante tutto. Certo, il protagonista viola diverse leggi... vi è costretto dalle circostanze? Oppure è disonesto per vocazione? Ognuno formulerà il suo giudizio, Luchetti questo vuole. E' sempre difficile distinguere il bene dal male in maniera netta, in questo film lo è ancora di più: siamo bene e siamo male nello stesso tempo, siamo fatti così. E comunque alla fine fra le due possibilità che gli si aprono davanti Claudio sceglie quella che non frega gli operai. Spiace notare che molti non sono riusciti a cogliere la mano del regista di mestiere in questo ottimo film che colpisce allo stomaco e lascia lo spettatore triste ma non deluso, abbattuto ma più ricco. Quanto a Germano, poi, la sua interpretazione è ottima, davvero inaspettata. Luchetti firma un ritratto desolante dell'Italia di oggi ma amche un inno alla vita che va sempre e in ogni caso vissuta pienamente. Con Soldini è una delle più belle conferme di questi mesi.
La nostra vita
Italia, 2010, Drammatico, 95'
Regia: Daniele Luchetti
Cast: Elio Germano, Raoul Bova, Isabella Ragonese, Luca Zingaretti, Stefania Montorsi, Giorgio Colangeli, Alina Berzunteanu, Marius Ignat
Trama (filmup): Claudio (Elio Germano) è un operaio edile di trent’anni che lavora in uno dei tanti cantieri della periferia romana. E’ sposato, ha due figli, ed è in attesa del terzo. Il rapporto con sua moglie Elena (Isabella Ragonese) è fatto di grande complicità, vitalità, sensualità. All’improvviso, però, questa esistenza felice viene sconvolta...
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domenica 23 maggio 2010
Maria Luisa Busi non ci sta!
Qualcosa si muove finalmente... Maria Luisa Busi, uno dei volti più noti dell'informazione televisiva, rinuncia con una decisione clamorosa a condurre il Tg1 e motiva ampiamente la sua scelta con una lunga lettera che riportiamo oltre; Giulio Borrelli rincara la dose (Una Rai senza la Busi e senza Santoro è una Rai più povera, a questo punto occorre chiedersi che senso ha il canone, dice Borrelli), Badaloni chiosa. Finalmente qualcuno fa sentire la sua voce ferma contro questo progressivo imbarbarimento dell'informazione, ormai asservita al potere nella sua quasi totalità, e contro un TG1 ormai diventato lo zimbello del mondo libero, grazie a chi lo dirige e a chi ha messo lì chi ora lo dirige. Roba che il Tg4 sta acquistando sempre più credibilità, al confronto: almeno lì sai bene chi muove le fila, al TG1 invece si spaccia l'informazione per libera da condizionamenti di parte... Finalmente una persona che rischia del suo, si espone, ci mette la faccia (anche se in questo caso lo fa decidendo di toglierla...), si batte per quello in cui crede!
Ecco la meravigliosa lettera della Busi (http://antefatto.ilcannocchiale.it/2010/05/22/mi_urlavano_scodinzolinibrnon.html). In attesa che altre persone oneste, altri giornalisti seri, che amano il loro lavoro e sanno di dover rendere conto solo alla verità e ai lettori e non a un capo e ai suoi interessi, si smarchino da questo schifo che spesso si condivide per pochezza morale e a volte, a malincuore, per convenienza. La rivolta morale può partire anche da gesti simili. Date retta alla vostra coscienza! Liberiamoci dello schifo che dilaga!
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venerdì 21 maggio 2010
Ratzinger, non hai scelta
Ho già scritto su Vaticano, pedofilia ecc. quindi vedrò di non ripetermi; chi vuole mi legge qui:
http://mauroarcobaleno.blogspot.com/2010/03/anche-se-e-il-papa-possiamo-pretendere.html
e qui:
http://mauroarcobaleno.blogspot.com/2010/04/con-quale-faccia.html
Stasera è andato anche in onda Annozero e il tema dibattuto è stato proprio questo, a parte le solite accuse a Santoro di pensare solo al denaro avanzate dai soliti quattro cialtroni bipartisan allergici alle libertà democratiche.
Il punto è che anche se Ratzinger ha detto in materia più di ogni altro Papa (ha riconosciuto che c'è del marcio nella Chiesa, ha chiesto scusa ecc.), non ha fatto però nulla: ancora oggi la Chiesa sostiene i preti coinvolti in processi per pedofilia in giro per il mondo. E non solo è responsabile di tutto questo in quanto capo della Chiesa, ma è pure coinvolto direttamente: documenti di diverso tipo provano che ha coperto presunti colpevoli e non ha agito per verificare le segnalazioni ricevute e per tutelare le vittime. In soldoni, ha coperto i presunti pedofili ignorando i loro crimini, preferendo evitare lo scandalo piuttosto che fare giustizia e impedire il ripetersi di certi orrori.
Purtroppo questi sono i fatti. Sempre che non venga fuori pure dell'altro.
Ecco perchè mi aspetto che Joseph Ratzinger tolga la tonaca a tutti quelli che hanno commesso atti simili, fossero anche risalenti a cinquant'anni fa, e li consegni alla giustizia. E, fatto questo, che si dimetta, perchè quel che ha fatto o che ha omesso di fare è incompatibile con la carica che ricopre, con la religione cattolica e soprattutto con il messaggio di Gesù.
La verità viene prima della vanità personale o del prestigio di una setta per quanto grande. Dio è verità, no? Piegare la ricerca della verità a miseri calcoli o a personalismi inaccettabili è contro Dio e contro l'uomo.
Qualsiasi cosa che non sia questa (pulizia totale e dimissioni) sarà sempre insufficiente e inutile: fumo negli occhi dell'opinione pubblica.
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venerdì 14 maggio 2010
Mi mancano già
Lentamente sta emergendo uno scandalo di proporzioni tali che Tangentopoli al confronto sembrerà solo un furto di galline. Quel che è significativo per capire quanto l'inchiesta in corso sia fondata e sia temuta è l'analisi della tattica scelta dal premier. Chi si aspettava il solito attacco alla magistratura comunista e corrotta che persegue politicamente i liberali e quindi monta inchieste sul nulla al solo scopo di distruggere i paladini della democrazia e del mercato libero sarà rimasto deluso. Berlusconi oggi ha detto: "non li difendo" "i corrotti se ne vadano", "forse qualcuno ha abusato della mia fiducia", "ma non possiamo escludere che ci sia stato qualcuno che abbia pensato ad arricchirsi personalmente" e "si sono arricchiti alle mie spalle".
Se ci pensate sono frasi molto significative, che la dicono lunga sulla portata di questa marea di corruzione che inesorabile sale.
Peccato comunque, un po' mi mancano le solite uscite sui magistrati toghe rosse o metastasi della democrazia. Bei tempi quelli in cui i magistrati erano "antropologicamente diversi dalla razza umana"! Ma qualcosa mi dice che presto risentiremo certi triti refrain.
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lunedì 10 maggio 2010
La malattia siamo noi
Il problema non è lui. O i suoi servi stupidi e dannosi. O i suoi finti oppositori. Loro sono un sintomo, sono solo uno schifoso sintomo che causa danni che impiegheremo decenni a sanare. Ma non sono la malattia, sono solo effetti viscidi e pustolosi della malattia. La malattia siamo noi, che abbiamo tollerato, appoggiato, acclamato, sostenuto, difeso simili rifiuti e che ancora oggi, sebbene si siano rivelati per quello che sono, li appoggiamo. Siamo noi che li abbiamo portati sul trono e lì li teniamo con la stupida soddisfazione tipica di un branco di sudditi decerebrati e rimbambiti dalle scemenze catodiche. Siamo noi che ogni tre o quattro anni votiamo quelli che stanno dall'altra parte convinti di cambiare e invece cambiamo solo padella. Che abbiamo delegato loro la nostra vita, il nostro paese, il nostro futuro. Che li vediamo gozzovigliare mentre a noi restano le briciole e ciò nonostante non reagiamo. Che sappiamo che rubano, si fanno corrompere, malversano, delinquono, usano la cose di tutti per i loro porci comodi e non diciamo nulla, anzi li acclamiamo ancora. E più sono arroganti, più sono disonesti, più sono così arditi da mostrare le loro malefatte a mo' di medaglie, più noi siamo felici, più siamo imbelli, più ridiamo come zucche vuote. Loro moriranno, o cadranno nel fango, o scoppieranno per indigestione ma altri verranno e prenderanno il loro posto, perchè abbiamo e avremo quel che ci meritiamo e davvero non meritiamo niente di meglio di questo insopportabile schifo. Siamo noi ad essere delle povere merde stupide, egoiste, miopi, individualiste, disoneste, irrispettose, volgari, incivili, ignoranti, disunite, disorganizzate, imbarbarite, venali, corruttibili, marce. Noi meritiamo questi idioti, questi affaristi, questi rubagalline e questi grandi speculatori, questi barbari senza valori, questi incivili senza cultura, questi vandali senza rispetto. Noi meritiamo questi omuncoli che ci conducono tronfi verso il baratro e quegli omuncoli che ridicoli e vacui fanno finta di opporsi mentre cercano disperatamente di mettere pure loro il muso nella ciotola. Meritiamo tutte le loro ignominie. Stiamo distruggendo con le nostre mani tutto quello che i nostri avi hanno costruito col sangue, non ci basteranno i secoli futuri per piangere sulla nostra irrimediabile e sconfinata stupidità e sui danni che essa avrà provocato.
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giovedì 6 maggio 2010
Pensieri di fine stagione
Facevo zapping ieri sera quando un pensiero mi ha incuriosito per una decina di secondi: Totti sta giocando la finale di TIM Cup (la Coppa Italia, per chi ancora non si è bevuto il cervello scambiandolo per uno yogurt) con indosso una maglia (quella della Roma) con sponsor WIND, senza contare che è il testimonial principe della VODAFONE. Secondo me poi, sotto sotto, telefona con la TRE.
Già che parliamo di Totti, il suo calcione a Balotelli rientra in quei comportamenti che se attuati da un comune mortale potrebbero con facilità essere definiti gratuitamente violenti e completamente idioti, ma che, quando vedono come protagonista un calciatore, vengono sempre giustificati con termini quali trance agonistica, tensione della gara, ecc. L'uomo stanco cerca la rissa, diceva Seneca. Il calciatore in campo perde la testa, aggiungo io.
Certo è che Totti non è l'unico socio di questo club di calciatori che d'un tratto perdono la testa (o che mai ce l'hanno sul collo): che ne dite di Balotelli e delle sue mille inaccettabili stronzate? O della non eccelsa sportività di Mourinho, di Materazzi, di Gattuso e di tanti altri? Ma, dico io, perchè scandalizzarsi così tanto... accettiamo le frasi gravissime di Mourinho nel dopopartita di Roma (e lui nemmeno ha la scusa della trance agonistica o dell'immaturità tipica del campione ventenne o trentenne, nè quella di essere deluso per la sconfitta, dato che ha vinto), accettiamo i gestacci e le insensatezze di ventenni strapagati e straviziati, accettiamo che una squadra non ce la metta proprio tutta in una partita decisiva per le sorti dello scudetto di altre due, e via!... che sarà mai l'ennesimo stupido, violento, insensato ed ingiustificabile calcione del campioncino nervoso di turno? Proprio vero che l'italiano è campione nello scandalizzarsi per cinque minuti.
Ci resta Lippi, che secondo me fa le convocazioni leggendo l'oroscopo: vi intravedo la stessa logica, e scusate se ho usato una parola così impegnativa.
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mercoledì 5 maggio 2010
Casa dolce (?) casa
Mentre in Grecia la gente s'è definitivamente rotta le palle della malagestione della cosa pubblica e di condizioni economiche che definire paurose è poco e in queste ore manifesta in maniera imponente e feroce per le vie della capitale e di molte altre città, prestando il fianco, come sempre purtroppo accade, anche ad azioni violente che finiscono col coinvolgere innocenti (è di poco fa la notizia di tre morti e diversi feriti durante l'attacco a una banca), e mentre ancora risuona per l'etere il poco garbato invito ("vada a farsi fottere", notare il "lei", lo stile è stile anche quando sbrocchi) rivolto in diretta tv da D'Alema a Sallusti che, dimenticando forse il mestiere che fa, cerca di confondere le acque e di screditare l'accusatore pur di svicolare dall'accusa, precisa e fondata, che pende su Scajola (dov'erano questi grandi giornalisti così scrupolosi quando un certo premier corrompeva un certo testimone? dov'e' adesso Feltri, che all'epoca di Affittopoli era un leone in gabbia e oggi dedica due righe all'affaire Scajola in tredicesima?), mi aggiro per la mia casa con un sottile senso di angoscia nel cuore.
Colpa forse del cielo grigio di questa finta primavera? (quest'anno la primavera non ce la siamo potuti permettere e il governo, affogato dai debiti, ha comprato direttamente l'estate, zanzare tigre sempre più stronze incluse) No, è un pensiero a tormentarmi, un pensiero maligno e insidioso che fino a ieri non credevo neppure possibile formulare: la possibilità di aver vissuto per tutti questi anni, e senza averlo mai saputo nè sospettato, non in casa mia, ma in una casa che credevo mia e che invece, a mia insaputa, è stata comprata da altri per farmi un favore o un dispetto, non so. Magari con un intero mazzo di assegni circolari passati di mano alle mie spalle di persona ignara di tutto. Sono, questi, timori capaci di minare nel profondo le sicurezze di un uomo nonchè proprietario di un immobile. Questa televisione che tante ore di svago mi ha regalato non era dunque mia? E questo frigo, che tante volte ho aperto in cerca di cibo? E questi muri, su cui ho giustiziato decine di zanzare affamate di sangue? Andrò a controllare perchè non voglio dubbi: coi tempi che corrono ci mettono due minuti a rinfacciarmi di vivere in una casa regalata, voglio essere sicuro di vivere nel mio, non potrei tollerare uno sgarbo così grande come quello di ricevere in dono un'abitazione! E senza saperlo, poi! So che mi capite e che mi siete vicini in queste ore, grazie a tutti voi.
autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)
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martedì 4 maggio 2010
Non ce la fanno proprio a capire, poverini...
Sentivamo la mancanza di Mariastella Gelmini e subito siamo stati accontentati. A venti giorni dalla nascita di Emma Wanda, sua figlia, la Gelmini (Min. Istruzione), intervistata da Io donna, ci regala una piccola perla.
D: Subito in pista, come Ilaria D’amico su La7. Ha seguito le polemiche per le sue dichiarazioni sul fatto di potersi permettere un rientro così rapido, a differenza di altre donne meno fortunate?
R: La gravidanza è una cosa unica, è proprio come dicono. Uno stato di beatitudine che dà una forza incredibile, che non conoscevo. Ti senti più forte di prima. Anch’io, come la D’Amico, ho più facilità di altre donne a tornare subito a lavorare senza trascurare mia figlia. Ma non vuol dire non essere una buona mamma, dovrebbero farlo tutte.
D: Però le donne normali che lavorano dopo il parto sono costrette a stare a casa.
R: Lo giudico un privilegio.
D: Un privilegio? Non è un diritto?
R: Una donna normale deve certo dotarsi di una buona dose di ottimismo, per lei è più difficile, lo so; so che è complicato conciliare il lavoro con la maternità, ma penso che siano poche quelle che possono davvero permettersi di stare a casa per mesi. Bisogna accettare di fare sacrifici.
Un vero peccato che la Gelmini scambi un diritto conquistato a caro prezzo dalle donne per un privilegio. Un vero peccato per lei, s'intende, perchè quest'affermazione è spia di un modo di pensare sballato, non per noi, che sappiamo bene in quale imbuto siamo finiti. Una donna, se vuole, può certamente riprendere a lavorare subito dopo il parto, sebbene il diritto di non farlo sia stato riconosciuto al fine di permettere una crescita equilibrata e serena del bambino nei suoi primi mesi. Ma se, a diiferenza della Gelmini, non se la sente o non lo ritiene opportuno per il bimbo, ha il diritto di restare a casa: questo dice il buon senso e questo soprattutto dicono le leggi europee e italiane.
Non tutte le donne magari hanno i mezzi della Gelmini (essere aiutati dopo il parto ha un costo, come ha un costo potersi spostare dal luogo di lavoro a casa in poco tempo, o affidare il neonato in mani sicure ed esperte durante l'orario di lavoro) e non tutte hanno accesso ai nidi che in Italia sono assai pochi e per pochi, e questo per colpa dei politici.
E se la Gelmini, fra una poppata e l'altra, anzichè rilasciare affermazioni che definire superficiali è un complimento, si desse un po' da fare per sbloccare la legge di iniziativa popolare sui nidi che giace in Senato?
L'ennesima conferma che, nella generalità dei casi, questi parlamentari che "guadagnano" 15 mila euro al mese (minimo) più benefit non ce la fanno proprio a capire le esigenze di chi ne tira su 1800 in due: è del tutto al di fuori delle loro possibilità, a che serve prendersela con loro?
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domenica 2 maggio 2010
Cosa voglio di più (di Silvio Soldini)
Silvio Soldini ormai è una garanzia, quindi è scontato uscire dal cinema soddisfatti: il talento non si improvvisa, al massimo lo si affina con serietà e impegno. Io lo seguo da "Un'anima divisa in due", che mi fece capire subito la sua grandezza. "Cosa voglio di più" conferma la solidità e il rigore della sua regia, la capacità di raccontare con verità e leggerezza temi forti e sentimenti profondi, la lucida poesia con cui ci svela la realtà. Come accade nei film fatti bene (che poi i film si possono dividere in due sole categorie, cinema fatto bene e cinema fatto male) la storia, gli attori, l'interpretazione, la fotografia, le luci, il montaggio sono parti di un tutto che amalgamato alla perfezione non ha scollature o crepe nemmeno a cercarle con occhio feroce. E' un film che scorre via da solo e ti porta via senza che te ne accorgi. Quanto siamo lontani dalle forzature, dalle banalità, dagli eccessi di quei registucoli da fiction che aggiungono sempre senza mai sottrarre e che cercano di compensare con insipidi artifizi la sicurezza e la leggerezza di un tocco che non c'è...
La storia è semplice e comune, ecco perchè raccontarla bene è ancora più difficile e meritevole. E' una voragine che si apre d'improvviso davanti a noi e mette in pericolo il futuro di una vita fino a quel punto solida e rassicurante, ma evidentemente non del tutto appagante: la passione più rovinosa ti travolge e per contrasto ti fa accorgere di quanto simili forze vitali siano in realtà assenti o sopite nell'esistenza che per abitudine stai portando avanti anno dopo anno e in cui fino a ieri credevi senza esitazioni. E' un fiume in piena che ti mette in bilico sul ciglio di un burrone, che mette a rischio i tuoi affetti, i tuoi figli, te stesso. Sei in balia di forze più grandi di te, sai che il rimorso o il rimpianto ti accompagneranno a lungo, a seconda della scelta che farai. Non vuoi far del male a chi vuoi bene, non vuoi distruggere quello che fino ad oggi hai faticosamente costruito, non sai nemmeno se è davvero quel che vuoi, ma non vuoi nemmeno tacitare questa sete imperiosa che senti crescere in te e che forse per la prima volta dopo anni ti fa sentire vivo facendo apparire come un simulacro di vita la tua esistenza fino a ieri placida come un lago di montagna.
Vite comuni, problemi comuni (i soldi che finiscono sempre prima della fine del mese, il lavoro che non c'è e che quando c'è ti rende uno schiavo, l'incertezza di una vita precaria come il lavoro), sentimenti universali. Tutto fila liscio finchè, un giorno, per caso, sfiori una fiamma e ti bruci. Ti perdi, forse per ritrovarti.
Favino è ai suoi livelli, la Rohrwacher ormai lanciata verso orizzonti di inevitabile gloria, Battiston stupefacente. Soldini il gran maestro che merita l'ennesimo inchino.
Cosa voglio di più
2009, 121'
Regia: Silvio Soldini
Cast: Pierfrancesco Favino, Alba Rohrwacher, Giuseppe Battiston, Teresa Saponangelo, Fabio Troiano, Bindu De Stoppani, Monica Nappo, Tatiana Lepore
Trama (filmup): Anna è diventata tutto quello che ci si aspettava da lei: ha un impiego modesto ma sicuro, è vitale, affettuosa con la famiglia, gli amici e con il suo compagno Alessio, col quale ha deciso di avere un bambino. Quello che le manca forse è proprio il coraggio di prendersi una responsabilità definitiva verso il suo futuro. Futuro che ha i contorni di un ufficio, di una città che si allarga sempre di più, i toni tenui di un treno che dalla periferia la porta in centro, quelli più accesi di una relazione che le sembra serena. Quando Domenico irrompe nella sua vita però tutti quei contorni svaniscono e per la prima volta mette a fuoco l'amore, quello fatto di desiderio e passione. Ma l'amore spesso ha a che fare con linee nette, confini. Quelli del corpo, innanzitutto, che Domenico le insegna a scoprire e ad amare. Poi quelli del matrimonio di lui: è sposato con Miriam e hanno due bambini. La storia fra Domenico e Anna è una ribellione sottovoce che si regge su un equilibrio precario come la loro vita...
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venerdì 30 aprile 2010
Una manica di cialtroni, ecco cosa siamo
Dicono che non è successo niente e invece finalmente abbiamo capito ciò che già sapevamo e cioè che il Pdl è formato da due separati in casa e che a comandare, da sempre, e' quel 12 per cento scarso della Lega xenofoba e secessionista: un partito le cui idee ci porteranno dritti alla guerra civile e all'isolamento.
Dicono che all'interno del PDL c'è democrazia e c'è dialettica solo perchè la vergognosa sceneggiata fra Berlusconi e Fini è andata in diretta: una lite che dimostra profonda divisione e odio per le opinioni diverse dalle proprie, non democrazia.
Dicono che tutti all'interno del PDL possono dire la loro liberamente e poi Bocchino viene fatto dimettere e su Fini è partita la campana di stampa denigratoria, orchestrata come sempre dai servi di Papi.
Dicono che il PDL è il "partito dell'ammmore" e invece si sbranano come lupi affamati di sangue.
Intanto ad Adro scopriamo l'Italia razzista, mentre la disoccupazione cresce, il precariato prospera, il lavoro nero gongola e il governo non fa nulla che non sia demolire lo stato sociale e la scuola o fare leggi per salvare il culo a ladri e corrotti, insidiando la Costituzione sulla cui salvaguardia vigila Napolitano che, si presume nel sonno (perlomeno quello della ragione), firma ogni cosa si trovi a passare dalle sue parti, leggi anticostituzionali, razziste e ad personam comprese: tanto, come dice il buon Napo, se la boccio poi me la rimettono sul tavolo e io devo firmare (quindi avrebbe firmato anche le leggi razziali, suppongo).
Dicono che hanno vinto le elezioni ma evitano di dire che Berlusconi ha perso due milioni di voti e che il 40 per cento è rimasto a casa, disgustato da questo immondo teatrino di perfetti buffoni: preferiscono concentrarsi sui 4 milioni di voti persi da quegli imbecilli che fan finta di opporsi.
E, visto che siamo in argomento, dall'altra parte che fanno? Niente, perchè niente è quel che sanno fare meglio.
Questo è un paese in rovina, mi fanno tenerezza i miei idioti compatrioti che non riescono ad accorgersene e preferiscono il quieto vivere anche se il prezzo da pagare è la mancanza di un futuro e un presente di merda. Siamo governati da cialtroni perchè siamo, mediamente, una manica di perfetti cialtroni. Io magari non mi sento così ma sarebbe sciocco non riconoscere che, presi nel mucchio, nient'altro siamo.
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giovedì 22 aprile 2010
Sono solo più sveglio, dai...
Lo so, guardare a Fini con interesse in questa fase in cui finalmente qualcuno osa ribellarsi con argomenti validi al padrone del vapore di Arcore è davvero assurdo per chi la pensa come me, tuttavia è anche giusto ammettere che trovo corrette e quanto mai lucide molte affermazioni che l'ex delfino di Almirante e l'ex fascista Fini pensa e dice in questi ultimi tempi: brutto segno degli stessi, presumo. Trovo invece meno difendibile la sua (in)coerenza, le sue scelte e il suo non giustificabile passato. Casini ha impiegato 14 anni per capire (e non gradire) chi è Berlusconi: quando era suo alleato, ne condivideva scelte e porcate. Fini sembra averlo capito da poco, ma dopo aver fatto un voltafaccia memorabile solo un anno fa. E lasciamo fuori Veronica Lario, per la quale il marito è malato ecc. Io avevo già un'idea ben formata di Berlusconi almeno cinque-sette anni prima che "scendesse in campo" per salvarci dal pericolo comunista: merito del fatto che avevo potuto conoscere il personaggio, che all'epoca spadroneggiava nel mondo del calcio che seguo con interesse da sempre. Insomma, il succo è questo: io l'ho capito subito, e senza averlo mai votato o essergli stato mai alleato, altri ci hanno messo decenni, altri ancora lo idolatrano pure oggi e magari domani lo insulteranno. Sono forse più perspicace, più intelligente, maggior conoscitore della natura umana di Fini e Casini? Oppure meno ipocrita? Sono solo più sveglio, dai...
Ora torno a vedere Annozero: questa sera il razzismo di chi ci governa, a livello locale e nazionale, fa vomitare, ma a volte vomitare fa bene. Come dite? Un commento sulla partecipazione della Carfagna? No, grazie: stasera non mi va di chiudere con una nota triste. Augurerei alla Carfagna figli o figlie omosessuali, potrebbero aiutarla a maturare,chissà, se non fosse che, note le dichiarazioni della Carfagna sul tema, non voglio augurare questa cosa a due innocenti.
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lunedì 19 aprile 2010
Guarda Fini che se ne va (ma se ne va o no?)
Gianfranco Fini, a meno di ripensamenti dell'ultima ora (l'uomo ci ha abituato a giravolte sorprendenti), sta per abbandonare il PDL. D'altra parte per entrarci, nel 2009, si era clamorosamente rimangiato quel che aveva detto e ripetuto nel 2007 ai tempi del predellino (le comiche finali e tutto il resto), quindi la figura di merda non la sta facendo ora, ma l'aveva già fatta, e pure bella grande, a suo tempo (vedi il mio post "http://mauroarcobaleno.blogspot.com/2010/02/fini-marx-e-la-servetta.html").
Adesso partirà l'offensiva di Berlusconi che per settimane cercherà di distruggerlo mediaticamente usando tutte le armi a sua disposizione: l'unica cosa che non potrà fare, forse, sarà pubblicare una foto di Fini nudo, come fece invece con Veronica subito dopo la rottura. Perchè Berlusconi, non appena lo lasci, ti saluta affettuosamente con una secchiata di fango: è fatto così. Scopriremo dunque, ascoltando i vari telegiornali e programmi Mediaset e leggendo i vari giornaletti di area centrodestra, che Fini è un suicida, un comunista, un ingrato, un matto e chissà cos'altro ancora. Quando, dopo 14 anni di matrimonio, Casini decise di lasciarlo, fu oscurato per vendetta dal partito dell'amore catodico e di fatto sparì. Veronica fu infangata il giusto (la foto a seno scoperto e l'invenzione del suo presunto amante). Ora tocca a Fini.
Il fatto che negli ultimi anni chi ha a cuore la Repubblica, la Costituzione e i valori fondanti della nostra comunità abbia dovuto suo malgrado guardare a Fini come a un baluardo contro lo strapotere di quel demolitore di democrazie che è Berlusconi la dice lunga sullo stato in cui ci troviamo: pessimo e in peggioramento.
Svegliarsi un mattino e trovarsi Fini a sinistra può essere uno shock mortale, per chi è debole di cuore, sebbene a sinistra di soggetti predisposti all'infarto non dovrebbero esservene molti, visto quello che solitamente si trovano a dover sopportare.
Guardiamo comunque con favore a questa saggia decisione di Fini, che sebbene fascista, razzista ecc. almeno una cosa sembra garantirla rispetto agli ex-amici del centro-destra: una maggiore propensione al rispetto delle regole e delle istituzioni: visti i tempi, sarà bene accontentarsi.
La formazione di un gruppo separato, se mai avverrà, permetterà dunque di frenare i folli disegni del premier che mira con evidenza a ridisegnare la Costituzione al fine di demolire del tutto quel che resta di questa democrazia parlamentare per trasformarla in una democrazia totalitaria o peggio.
Resta il divertente spettacolino dei berluscones che in queste ore vomitano fango contro i finiani: certe cose non hanno prezzo, dopotutto!
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venerdì 16 aprile 2010
Una collezione di valore inestimabile
Indignazione vivissima ha provocato l'ultima bislacca uscita del nostro premier presso coloro che, non essendo italiani, ancora riescono a stupirsi sinceramente della sua solida inconsistenza; parlo per esempio di Rushdie e di Grossman. L'affermazione secondo cui "la mafia italiana risulterebbe essere la sesta al mondo ma è quella più conosciuta" anche per i film e le fiction che ne hanno parlato, come "le serie della Piovra" e in generale "la letteratura, Gomorra (di Roberto Saviano ndr) e tutto il resto" e l'accusa quindi rivolta a tutti quelli che a suo dire fanno "pubblicità alla mafia" sono miseri tentativi di distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica dal fatto che oggi per Dell'Utri (senatore, stretto collaboratore da sempre di Berlusconi, suo socio in Publitalia e cofondatore di Forza Italia) sono stati chiesti 11 e non più 9 anni di galera per concorso esterno in associazione mafiosa. Oppure sono solo frasi idiote, fate voi. La collezione è già vastissima, il suo valore è inestimabile. E ce l'abbiamo noi, che culo!
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giovedì 15 aprile 2010
A pane e acqua
Ad Adro (provincia di Brescia, sindaco leghista) i genitori di alcuni bambini non pagano la retta dell'asilo. Chi deve 30 euro, chi 400. Dopo una lettera di avvertimento consegnata ai bambini prima della Pasqua, i figli di quelli che non pagano vengono esclusi dal pasto, o meglio: non possono mangiare quello che gli altri mangiano ma devono arrangiarsi con una bottiglietta d'acqua e un panino. Le istituzioni osservano, la Chiesa tace, come d'abitudine quando non c'è da intervenire a gamba tesa su pillole ed embrioni. Pochi giorni dopo un anonimo imprenditore del paese, presumibilmente schifato da questo gesto, decide di pagare diecimila euro per tutti, ma la sua decisione scatena la protesta delle mamme che pagano: in queste condizioni, dicono, smettiamo di pagare pure noi.
Non voglio scendere più di tanto nel merito: è evidente che tutti dovrebbero pagare e che chi non paga sbaglia. Non dirò nemmeno che in un paese guidato da un premier che giustifica l'evasione (e, a leggere certe sentenze, la pratica) e in cui sprechi, corruzione e ostentazione sono all'ordine del giorno è assurdo far storie per la retta della mensa di un bambino. Ma alcune cose sono evidenti: si dovrebbe analizzare caso per caso, e distinguere i furbetti da chi non paga perchè magari ha perso il lavoro, anzichè colpire nel mucchio. E i bambini dovrebbero essere gli ultimi a pagare: sono bambini... Metterne una quarantina a pane e acqua è stato un gesto davvero brutto e stupido, una decisione schifosa: nessun ritardo dei pagamenti può giustificarla. La protesta delle mamme poi è grottesca.
Il diritto a ricevere un pasto potrebbe essere ricompreso, a ben vedere, in quello all'istruzione. Al di là di tutto non è certo lecito umiliare in questo modo piccole creature innocenti.
Sa sempre più di tanfo l'aria che si respira in questo paese malato di razzismo e di egoismo.
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martedì 13 aprile 2010
Chiesa falsa e razzista
"Molti sociologi, molti psichiatri hanno dimostrato che non c'è relazione tra celibato e pedofilia - ha dichiarato il segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone - e invece molti altri hanno dimostrato, me lo hanno detto recentemente, che c'è una relazione tra omosessualità e pedofilia. Si tratta di una patologia che interessa tutte le categorie sociali, e i preti in minor grado in termini percentuali".
La solita Chiesa cattolica: razzista, omofoba, violenta, falsa. Sono travolti dallo scandalo di centinaia e centinaia di casi di bimbi violentati dai preti e coperti dai superiori che invece di denunciarli e di fermarli li hanno protetti e al massimo trasferiti cosicchè potessero reiterare il loro delitto altrove, e sparano cazzate per distogliere l'attenzione. Si rifanno alle parole di Gesù e poi discriminano gli omosessuali, coprono i violentatori di bambini e nuotano nell'oro. Quelle di Bertone sono parole false, grossolane, stupide e razziste. Non mi sorprendono, semmai a sorprendermi è che adesso questi figuri abbiano il coraggio di dirle in pubblico, al mondo, dopo averle pensate per secoli: nemmeno si rendono conto della figura di merda planetaria. Vanno compatiti perchè il razzismo e l'ignoranza sono da compatire.
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lunedì 12 aprile 2010
Schifo cattolico
Davvero a volte riescono a stupire pure me che la Chiesa Cattolica di Roma l'ho inquadrata a 14 anni dopo averla conosciuta bene. Questi qui, oltre ad aver commesso ignominie pazzesche e massacri inenarrabili nei loro duemila anni di storia, oltre ad aver cercato sempre e con tutti i mezzi di mantenere il popolo nell'ignoranza e di ostacolarne il libero cammino verso una sempre migliore conoscenza scientifica di se stessi e dell'universo, oltre ad aver avuto rapporti assai ambigui col potere di tutte le epoche e con il nazismo in particolare, oltre ad aver sempre coperto i preti sospettati di pedofilia (migliaia di casi insabbiati e nessuna denuncia alla magistratura), oltre a continuare a blaterare, di fronte all'emergere di decine di casi di pedofilia, di attacco sionista e di congiura della stampa senza avere l'umilità di riconoscere i propri imperdonabili e gravissimi peccati e reati, oltre a non preoccuparsi mai di rivolgere un pensiero alle migliaia di bambini violentati o presunti tali, adesso se ne escono con affermazioni che definire idiote sarebbe un favore, perchè sono affermazioni profondamente razziste e criminali. Oggi il vescovo emerito di Grosseto, tal mons. Giacomo Babini, afferma:
Lo scandalo pedofilia sui media non è altro che "un attacco sionista, vista la potenza e la raffinatezza: loro non vogliono la Chiesa, ne sono nemici naturali. In fondo, storicamente parlando, i giudei sono deicidi." "La loro colpa [degli ebrei] fu tanto grave che Cristo premonizzò quello che sarebbe accaduto loro con il 'non piangete su di me, ma sui vostri figli'" e che "l'olocausto fu una vergogna per la intera umanità, ma ad esso occorre guardare senza retorica e con occhi attenti. Non crediate che Hitler fosse solo pazzo. La verità é che il furore criminale nazista si scatenò per gli eccessi e le malversazioni economiche degli ebrei che strozzarono la economia tedesca. Una tanto veemente reazione si deve anche a questo, la Germania era stanca delle angherie di chi praticava tassi di interesse da usura".
Babini è lo stesso che mesi fa disse che l'omosessualità è "una pratica aberrante", un "vizio contro natura", e che l'omosessualità è una "malattia".
"Bisogna trattare coloro che solo hanno tendenze omosessuali con delicatezza e senza infierire, con misericordia. Ma accettino serenemante la loro croce e la malattia con santa rassegnazione. Altri invece praticano la omosessualità e persino se ne vantano. A loro dico che persino gli animali rispettano l'ordine della natura e loro no, da questo punto di vista meglio la regolarità degli animali".
Questi è un povero razzista. Le sue affermazioni che vomitano ignoranza e odio mi fanno schifo, meglio pestare una cacca fresca con le scarpe nuove piuttosto che leggere simili cazzate.
Ne abbiamo le scatole piene di questa grande setta (tale è la Chiesa di Roma) che di fatto, foraggiata dai soldi pubblici ed esercitando un'influenza intollerabile su politici e opinione pubblica, tuttora impedisce, in Italia nel 2010, che chi non è eterosessuale abbia gli stessi diritti civili di chi lo è, che discrimina le persone in base a orientamento sessuale o religione professata, che per secoli ha considerato la donna come un essere inferiore o comunque senz'anima, che compie, giustifica o copre crimini orrendi contro indifesi e contro bambini, che per tutto questo, con atti, parole, pensieri e omissioni distorce e calpesta il messaggio di Gesù, fomenta odio e violenza, alimenta razzismi e discriminazioni.
Ho letto alcuni post sul blog da cui ho tratto questi deliri, è orrendo, vi scrivono uomini di chiesa, si dicono cose orribili, antiumane. Negano la storia, offendono vittime innocenti, distorcono i fatti, seminano odio.
In serata la CEI chiede scusa agli ebrei e Babini afferma con decisione di non aver detto quello che ha detto. Il blog che lo ha pubblicato sostiene invece di avere i nastri dell'intervista. Dico questo per completezza. Mente Babini o mente il blog? Come faccio a saperlo? Sul caso delle affermazioni del monsignore si è aperto un vero e proprio giallo nelle ultime ore. Facciamo così: se le affermazioni non sono sue e si tratta di un'invenzione di quel blog, allora io mi riferisco a quel blog, altrimenti a lei. Il blog in questione sostiene che sono frasi sue: vedetevela voi. Ma ripeto: neppure quelle sugli omosessuali sono sue? Se c'e' una registrazione che salti fuori no?
Che schifo, in ogni caso, chiunque le abbia dette o pensate. Chi come me crede nell'uguaglianza degli uomini, nella libertà e nella giustizia, è contro ogni forma di razzismo ed è libero dalle gabbie mentali in cui le religioni e i fanatismi rinchiudono le facoltà mentali dell'uomo, non pò che provare schifo a sentire certe assurdità. Non ve lo linko, ve lo cercate. Non pubblicizzo certa roba: mi dà i brividi, come avere una tarantola che mi cammina sulla spalla.
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venerdì 9 aprile 2010
Napolitano grandi firme
Napolitano ha posto ancora una volta la sua firma in calce a una legge pensata nell'interesse esclusivo di Berlusconi e dei suoi ministri, quella sul legittimo impedimento (legge ad personam numero 38, firma complice di Napolitano numero 11): un lodo Alfano-bis mascherato, una burla vergognosa e anticostituzionale, l'ennesima porcata di una casta che si pone sopra alla legge e quindi, di fatto, si palesa come regime illiberale. Il recente rifiuto di firmare quella sul lavoro aveva chiarito anche a quei pochi ottusi che ancora non l'avevano capito che Napolitano può non firmare una legge e che se la firma vuol dire che la avalla, rendendosene complice. Una volta di più dico che Napolitano, garante della Costituzione, non garantisce un bel niente e, col suo comportamento pilatesco, rende di fatto possibile la sistematica distruzione dello stato democratico e di diritto in Italia. Siamo nelle mani di nessuno, anzi: magari lo fossimo, non saremmo in quelle di perfetti mascalzoni, di anziani fuori dal mondo, incapaci e impotenti, pronti a vendere lo stato pur di far soldi o di garantirsi un'ultima manciatina di anni tranquilli, senza noie.
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martedì 6 aprile 2010
I love you Phillip Morris (di Glenn Ficarra, John Requa)
"I love you Phillip Morris" è il titolo originale, la scelta di trasformarlo in italiano in "Colpo di fulmine. Il mago della truffa" è una scelta idiota. Detto questo, diciamo che il film è buono ma non ottimo. Divertente e commovente, a volte ha cali di ritmo e più in generale gli manca qualcosa: è da 7, non di più. Da non perdere è l'interpretazione di Jim Carrey, quella sì ottima. Basato su una storia vera, potremmo definirlo come una storia d'amore, tormentata e anche tragica, con i suoi momenti spassosi, come tutte le storie d'amore. Ma è anche l'incredibile (ma vera) storia di un inguaribile truffatore e delle sue molteplici disavventure con la giustizia.
Non è un film sull'omosessualità, ecco il punto. Direi anzi che questo film può servire da test. Se alcuni si alzano dopo mezz'oretta e se vanno, sorpresi dal "taglio" della storia o magari dal carattere esplicito di un paio di scene (è accaduto, anche se sembra impossibile), ebbene avete appena individuato uno o più razzisti, eccezioni escluse (pausa pipì, telefonata urgente, ecc): nel film infatti l'omosessualità dei protagonisti è integrata così bene col resto da sembrare quello che è, cioè un fatto normale, e questo, si sa, in genere scandalizza i deficienti. Ma il film dà il meglio di sé come test alla fine della proiezione: se usciti dalla sala, o parlandone successivamente con amici e conoscenti, uno vi dice che è un film a tematica omosessuale, ebbene avete di fronte una persona lievemente o pesantemente omofoba; se vi dice che è un film brutto, o bello, o così così, avete di fronte una persona degna. Un test un pò grossolano, lo ammetto, ma può fornirvi uno spunto da usare per analisi più approfondite.
Merita di essere visto per la performance di Carrey e, come ho detto, per il modo in cui viene trattata la questione dell'omosessualità: come se non fosse una questione, che è poi proprio il modo giusto, oh yes.
Colpo di fulmine. Il mago della truffa.
Titolo originale: I Love You Phillip Morris
U.S.A., Francia, 2009
Commedia, Drammatico
102'
Regia: Glenn Ficarra, John Requa
Cast: Jim Carrey, Ewan McGregor, Leslie Mann, Rodrigo Santoro, Nicholas Alexander, Michael Beasley, Tony Bentley, Allen Boudreaux, Jessica Heap, Dameon Clarke, Antoni Corone
Trama (filmup):
Ispirato dalla vera storia di Steven Jay Russell, un poliziotto texano, sposato e praticante che ad un certo punto si rende conto di essere gay. Separatosi dalla moglie, si trasferisce a Miami, ma, per mantenere un certo tenore di vita, inizia ad organizzare truffe. Questo gli aprirà le porte del carcere, ma anche quelle dell'amore, infatti, conoscerà Phillip Morris, il suo compagno di cella, del quale si innamorerà perdutamente, a tal punto da...
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lunedì 5 aprile 2010
"Sito gay", brrrrr...
Non ho mai capito una cosa: perchè quando di deve indicare (generalmente con disprezzo) un sito porno a tematica gay si dice "sito gay" e quando invece ci si riferisce a un sito porno tradizionale si dice "sito porno". Non si dovrebbe dire "sito eterosessuale"? Il fatto è che la parola gay viene vissuta male da parecchi, spesso proprio gli stessi che lo sono ma non riescono ad ammetterlo a se stessi o gli stessi che poi vanno a trans la sera sul viale.
Accoltellati a Firenze, arrestato il killer. "L'ho fatto perché mi chiamavano gay".
E ne ha ucciso due per strada, con tre o quattro coltellate ben date, da uno che le sa dare, a quanto si legge. Ha in pratica buttato la sua vita nel cesso. E per una emerita stronzata. Non voleva che le voci messe in giro da quei due potessero influenzare la sua vita, così ha deciso di farsela distruggere per sempre. Una scelta oculata eh?
Il Papa: "I sacerdoti siano angeli. Cristo sostiene la Chiesa nelle difficoltà" Benedetto XVI saluta i fedeli dalla residenza estiva: "Chi viene ordinato ha la missione di messaggero della vittoria di Cristo sul male e sulla morte". Io mica lo capisco, il suo ermetismo sta diventando un problema. Forse è un modo tutto suo per chiedere scusa. Forse non ha ancora un modo tutto suo per dimettersi.
"Prima notte di convivenza: uccide a coltellate la fidanzata, poi tenta di ammazzarsi." Diamine, certo che oggi i legami durano davvero poco.
"Randi show, bacio saffico al compleanno. Non si vede spesso in giro ma quando c'è si nota. E non solo per la sua bellezza. In questo caso Randi Ingerman dà scandalo sulla pista del Just Cavalli mentre bacia Kris Reichert durante la festa per il suo compleanno a Milano." Francamente, non vedo dove stia lo scandalo. Posso capire dove sta per alcuni, ma devo sforzarmi per farlo.
"Le riforme. Presidenzialismo e giustizia,via al confronto tra Pdl e Lega."
Cervelli al lavoro. Per il bene del paese.
Mi spiace un po' chiudere con una doppia bugia, chiedo venia.
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A parte questo, tutto bene
Una breve analisi del voto regionale di fine marzo 2010: strepitoso successo per il Movimento 5 Stelle ispirato da Beppe Grillo, buon risultato per l'IDV, notevolissimo exploit della Lega Nord, perdita secca per il PDL e perdita non male anche per il PD che però recupera rispetto alle ultime politiche e di questo si accontenta, stallo per l'UDC, secondo miracolo pugliese di Vendola.
Volete una lettura più chiara? Ok. Cota e Polverini incassano l'aiuto della Chiesa e si portano a casa due regioni, Cota subito paga il debito annunciando guerra alla RU486: ora sono cavoli di laziali e piemontesi. Di Pietro continua a crescere, Grillo avanza a passi da gigante, la Lega straripa intercettando i tanti berlusconiani delusi, i delusi del PD invece stanno direttamente a casa, un italiano su tre non vota più, si presume schifato da questa politica da vomito, i cattolici di Casini (14 anni di allenza col sultano) non si muovono ed è già tanto, Vendola vola e se dimentico una sua frase infelice sui magistrati posso considerarlo davvero un uomo nuovo a sinistra, quello che serve da decenni. Napolitano rimanda al mittente la vergognosa legge sul lavoro dimostrando che dunque sa come fare a non firmare un foglio, ma scommettiamo che ritrova la penna non appena gli portano l'ennesima legge ad personam (legittimo impedimento), palesemente anticostituzionale? Ma questa è un'altra storia.
Allargando un poco lo sguardo, devo farvi i miei complimenti più sinceri, cari miei concittadini, compatrioti, connazionali, coglionazzi... ecco cosa siete: dopotutto il nostro amato premier aveva ragione, quella volta, solo si era dimenticato di estendere questo epiteto anche ai suoi elettori, del resto non molto diversi da quelli del centrosinistra, in buona parte.
Votate persone che hanno guai enormi con la giustizia, credete alle loro promesse nonostante vi abbiano già preso più volte per i fondelli, parlate e parlate ma poi siete i primi a buttare le cartacce per terra e ad abbandonare i rifiuti per la strada, ad evadere le tasse ogni volta che è possibile, a danneggiare i beni pubblici, ad infischiarvene delle leggi, a discriminare le persone in base all'orientamento sessuale, all'origine e al colore della pelle, a fregarvenene dell'ambiente, della città, degli altri, del futuro vostro e dei vostri figli. Vi fate comandare da pregiudicati e da indagati, da criminali professionisti, da corrotti e corruttori, da puttanieri e da lobbisti, da incompetenti e bugiardi, da puttane e magnaccia, da nani e ballerine. E credete ancora alla favola dell'opposizione che si oppone, e che invece connive beatamente. Stanno sfasciando il nostro paese, la democrazia che abbiamo costruito col sangue ricacciando all'inferno nazisti e fascisti, stanno violentando la nostra natura con il cemento e i rifiuti, stanno compromettendo il nostro futuro e si ingrassano sempre di più, sono sfacciati, senza vergogna, violano le leggi, se ne fanno di adeguate, le cambiano a seconda delle loro necessità, svuotano di senso il Parlamento, del resto ormai pieno di nominati e non di eletti, ricorrendo con sistematicità ai decreti legge e alla fiducia, hanno i soldi anche in bocca e la faccia come il culo. Ma quando avete bisogno di un favore o di una raccomandazione a loro vi rivolgete, a loro chiedete di chiudere un occhio su una pratica, di accelerarne un'altra, di togliervi una multa, di assumervi il figlio o la moglie. Ve ne lamentate sempre ma in realtà li invidiate, li ammirate, vorreste essere come loro, non siete affatto meglio di loro, se delinquete meno è perchè non ne avete la possibilità. La causa di questo schifo che ci circonda non sono i politici, siete voi che lì li avete messi, voi che da decenni date il vostro consenso ottuso a persone che non lo meritano e che puntualmente vi fregano, voi che non fate nulla per mandarli a casa e che, ora, il massimo che sapete fare è stare col culo sulla poltrona rinunciando al diritto di voto oppure votare sempre gli stessi farabutti di destra e di sinistra. Non avete il coraggio di cambiare, non ne avete voglia perchè dopotutto vi va bene così e comunque il vostro cervello è compromesso da decenni di televisione. La vostra droga è la tv, che sparge scemenze e bugie in miscele ben studiate e vi ottunde quel po' di sensi che ancora avete, sepolti da anni di civilizzazione. Il paese dovrebbe essere messo a ferro e fuoco, dovrebbe rivoltarsi sull'onda dell'indignazione popolare e invece ad andare in piazza sono sempre i soliti quattro gatti mentre voi state pancia all'aria davanti allo schermo a bervi le panzane del regime e le tette al vento che chi comanda vi propina al solo scopo di fottervi quel poco di cervello che vi è rimasto. Accettate tutto, leggi ad personam, colpi mortali alla Costituzione, offese gravissime alle istituzioni, malgoverno, ruberie, ingiustizia sociale, disoccupazione, persecuzioni razziali, demolizione della tutela dei lavoratori, soprusi delle banche e delle grandi spa, minacce alla libertà di espressione, politici che gozzovigliano e fanno orge e festini mentre il paese va in malora.
Siete finiti, condannati, segnati. Game over, avete rovinato tutto cavalcando barbari invasori e sudici approfittatori, li avete prima eletti, poi sopportati, blanditi, incoraggiati, usati per i vostri fini perchè un paese senza regole vi faceva comodo, credevate di poterne approfittare pure voi senza pagare dazio. Avete votato sinistra e vi si siete ritrovati al governo un'accozzaglia di incapaci litigiosi e conniventi con la destra; avete votato la destra e vi si siete ritrovati una banda di pregiudicati e di indagati senza nessun senso dello stato e antidemocratici fin nel midollo che usano lo stato pe ri loro fini. Politici da terzo mondo che in tivù fanno finta di scannarsi e poi, spente le telecamere, vanno assieme al ristorante. L'Italia è destinata ad un inevitabile declino per colpa vostra; già oggi è la barzelletta dell'Europa e del mondo civile. Per voi le cose importanti sono il calcio e le donne, le auto e la televisione: avete il cervello fritto, alcuni nemmeno quello. La fine che vi attende la meritate tutta e quei pochi che non la meritano pagherano anche per la vostra stupidità, come sempre accade nel corso della storia. Votate per pratito preso, per appartenenza, per pigrizia, per abitudine, per conformismo, votate destra o sinistra così come si è della Lazio o della Roma, senza motivo. Ma la politica non è come il calcio, lì è una questione di passione, in politica invece ne va della nostra vita, del nostro futuro: come possiamo scegliere sempre gli stessi ladri, disonesti, antidemocratici, bugiardi e nello stesso tempo pretendere di passare per sani di mente? Se non decidiamo noi di cambiare le cose, le cose non cambieranno: continueremo ad essere schiavi sul lavoro e suddditi anzichè cittadini. Ma è quel che meritiamo, dopotutto, perchè facciamo schifo.
Certo, non siete tutti così. Qualcuno si salva, qualcuno è ancora in grado di ragionare e di distinguere le menzogne dai fatti, qualcuno ama ancora la libertà e sarebbe disposto a mettere in gioco la propria vita per difenderla. Qualcuno sa distinguere i fatti dalla propaganda, il ladro dall'onesto. E non tutti sono razzisti. Ma la maggioranza è come voi e fa schifo. La storia, passata e recente, non vi ha insegnato nulla e spesso nemmeno la conoscete. La vostra ignoranza non scuserà la vostra colpa, questo è certo.
Spero solo di non essere fra i primi a cadere, in modo da potermi godere almeno per un po' lo spettacolo di un popolo miope, stupido, senza amor proprio e senza orgoglio, incapace di rispettare le regole e di esigerne il rispetto, indisciplinato e disorganizzato, razzista ed egoista, tagliato fuori dal futuro in ogni campo, che rovina senza scampo e butta nel cesso, con la sua ignavia e la sua stupidità, quel poco di buono che è, che sarebbe e che potrebbe fare, sorpassato da altri paesi che magari sono pure inferiori ma meritano senza dubbio di scavalcarci e di lasciarci al palo della nostra condanna.
Ovunque guardo vedo da un parte schifo e rassegnazione, dall'altra stupidità e corruzione: siamo su una nave che punta dritta agli scogli.
A parte questo, tutto bene.
Il voto? Un pò più di astenuti, per il resto solita minestra: votate sempre gli stessi che da decenni ci fottono da mane a sera, e tutti hanno vinto o non hanno perso o poteva andare peggio.
Niente di nuovo sotto il sole, sempre la solita merda!
Dite che ci vuole più ottimismo? Come no! Ma chi siete per dirlo? Siete quelli di cui ho parlato sopra? E allora state zitti che è meglio. Siete diversi da come vi ho descritto? Ah si? E dove vi nascondete?? Perchè, sinceramente, non vi si vede e non vi si sente.
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domenica 4 aprile 2010
"È una sfida che vedrai la vinciamo insieme"
Ogni giorno un'intercettazione nuova... ieri una che riguardava il Milan, altra squadra graziata ai tempi di Calciopoli (solo la Juve pago' la giusta sanzione per i delitti compiuti, altri se la cavarono alla grande, penso a Milan Inter Fiore e Lazio), oggi rispunta l'Inter. Alla vigilia di Inter-Samp 3-2, ecco quel che Bergamo (designatore arbitrale) e Facchetti (presidente Inter) si dicono amabilmente (due soggetti che non dovrebbero nemmeno conoscere il numero l'uno dell'altro, se fossero corretti al 100%, perchè uno è l'"arbitro" e l'altro un "giocatore") :
9 gennaio 2005, Facchetti a Bergamo: «Sto andando allo stadio, l'ho detto con i miei di avere con Bertini un certo tatto, una certa disponibilità. L'ho detto con i giocatori, con Mancini e gli altri». Bergamo: «Viene predisposto a fare una bella partita» (secondo la difesa il riferimento sarebbe all'arbitro Bertini). Successivamente l'ex designatore aggiunge: «È una sfida che vedrai la vinciamo insieme». E poi: «Vedrai che le cose andranno per il verso giusto, poi la squadra sta ricominciando ad avere fiducia, a fare i risultati. Fa morale...» (La Stampa)
MIlan, Inter, Fiorentina e Lazio meritavano punizioni ben più pesanti. E lo dice uno che considera la responsabilità oggettiva un'assurdità: ma finchè vige, si applica. E gli scudetti, giustamente tolti alla Juve (se la prendano con Moggi, gli juventini, e con la Triade, non con il mondo), avrebbero dovuto essere "non assegnati": cosicchè anche l'albo d'oro avrebbe recato imperitura traccia di questa merda qui.
autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)
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venerdì 2 aprile 2010
Tutti annacquavano il vino quindi il vino era puro
(aggiornato il 6 apr 2010)
E adesso spuntano fuori le intercettazioni delle telefonate fra Moratti e Bergamo (presidente Inter e designatore arbitri): è chiaro il tentativo della difesa di Moggi, lo facevano tutti quindi tutti erano colpevoli ergo nessuno lo era. Ma le cose non stavano proprio così: quel che ha fatto Moggi di vergognoso è emerso con certezza dalle intercettazioni e niente potrà cancellarlo, nemmeno scoprire che altri hanno fatto come lui, cosa che siamo ben lontani dall'avere scoperto. Io le avevo lette, le intercettazioni, e le ricordo bene: Moggi gioca sul fatto che pochi le hanno lette e nessuno le ricorda.
Certo è che i colloqui fra Bergamo e Moratti a proposito di Inter-Sampdoria del 2005 sono bruttini. Oltre a dimostrare che anche Moratti telefonava a Bergamo (e non è poco), lasciano un odore poco buono: frasi poco chiare, che non dovrebbero esservi tra un presidente e il designatore degli arbitri, e Bergamo che chiede un parere a Facchetti e questi dice sì, e Moratti che ascolta le designazioni e risponde "va bene"...
Una brutta storia, che non appanna Calciopoli, ma lo aggrava. Strano modo di pensare quello di certi trafficoni, secondo cui se tu, poniamo, annacquavi il vino ma poi si scopre che anche altri lo facevano allora il vino era puro... eh no: faceva schifo in più di un'osteria, semmai, quindi la situazione è ancora più brutta.
Ecco le nuove intercettazioni rese pubbliche al 5 aprile 2009: http://www.repubblica.it/sport/calcio/2010/04/03/news/telefonate-3105508/
Ed ecco una condivisibilissima e lucida analisi di Fabrizio Bocca (Repubblica, 5 aprile): http://www.repubblica.it/sport/calcio/2010/04/05/news/intercettazioni_5_aprile-3142481/
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Con quale faccia
Joseph Ratzinger, l'onda è inarrestabile, i documenti stanno saltando fuori come fiori a primavera, inutile gridare al complotto scimiottando Mr. Berlusconi, inutile nascondersi dietro paraventi di discorsi senza senso. Ormai sappiamo che sapevi e che, come i tuoi predecessori, non hai fatto nulla per consegnare i preti pedofili o presunti tali alla giustizia, l'unica legittimata a decidere della colpevolezza o meno di un sospettato: li hai sempre coperti, al massimo indagati, interrogati, processati, trasferiti, isolati, ma non li hai mai denunciati o spretati. Come se spettasse a te decidere, come se voi non foste sottoposti alla legge degli uomini prima che a quella del vostro Dio, come se torturare un bambino sia una bagatella da far passare sotto silenzio.
Venire a conoscenza di un reato (così grave per giunta) e non denunciare alle autorità il presunto colpevole è una vergogna imperdonabile e documenti certi, di alcuni dei quali ha parlato il New York Times nei giorni scorsi, provano che varie autorità della Chiesa sono venute a conoscenza di moltissimi casi di pedofilia o presunta tale nel corso dei decenni passati, senza fare quel che era loro dovere fare.
Migliaia di soprusi pesano dunque sulla tua coscienza, sulla vostra coscienza, migliaia di bambini segnati per sempre dalle vostre infamie agiteranno per l'eternità i vostri sonni di finti puri, di maestri somari, di depositari di verità fallibili e di azioni ignominiose. Davvero non capisco con quale animo oggi tu abbia incitato i medici a fare disobbiedenza civile e a non applicare leggi della Repubblica, non colgo l'audacia che ti porta a urlare ancora contro l'aborto o a difesa dell'embrione o di chi, larva, passa decenni in stato vegetativo quando poi la tutela della vita si traduce in violenza sugli indifesi, le belle parole in azioni vergognose, il dogma infallibile in discriminazione e oscurantismo. Per secoli avete negato la scienza, avete cercato di mantenere il popolo nell'ignoranza per poterlo meglio controllare, avete demonizzato le donne e gli omosessuali e poi vien fuori che coprivate i pedofili che si annidavano al vostro interno: con quale faccia la domenica apri la finestra e da lassù ci propini sermoni e consigli? Non ti ho eletto e non mi rappresenti, sebbene tu gestisca parecchi soldi di provenienza pubblica e sebbene tu influenzi pesantemente e con effetti deleteri da secoli la vita sociale e politica del mio paese, quindi non posso chiederti le dimissioni. Mi limito a sperare che tu le intraveda da solo, alla fine del tunnel in cui sei finito. Magari con l'aiuto di quel Dio che avete perso per strada.
autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)
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