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domenica 25 gennaio 2009

Definizioni

(sezione in aggiornamento)

Guardia giurata = Se destinato a un'istituto di credito, passa la vita davanti a una banca con lo scopo di evitare che vi entrino altri rapinatori oltre a quelli che la possiedono e che la gestiscono.
Se destinato a proteggere una gioielleria, passa la vita a impedire che si commettano altri furti oltre a quelli dei prezzi che ti senti sparare dall'orefice.
In attesa della pensione o di essere colpito da quattro mascalzoni armati, passa la vita a proteggere il frutto delle malefatte di altri o i vani e luccicanti simboli del lusso e del potere, rischiando la vita che non ha prezzo per uomini che non hanno valore o per pietre che durano in eterno.
Custode della sicurezza di chi senza protezione non potrebbe andare da nessuna parte, è costretto a non muoversi da quel metro quadro per otto ore di fila e a guardare tutti con sospetto, anche la vecchietta incanutita con borsetta gonfia di pensione stretta al petto, senza però farsi accorgere per non turbare i correntisti e per non spaventare i renditieri.
Se caduto sotto i colpi del furfante si scorderanno presto del suo sacrificio che sarà valso una famiglia in lacrime e una medaglia d'oro per il coraggio e l'eroismo, proprio quello che mancava a coloro ai quali guardava le spalle.
Milleduecento euro al mese per fare su e giù sullo stesso tratto di marciapiede. Scarpe consumate e piedi indolenziti, conosce a memoria ogni piastrella, ogni venatura, ogni buco, ogni macchia e ogni minimo dettaglio di quel selciato, di quella parete. Conosce le abitudini dei negozianti vicini, dei clienti, dei passanti; gli orari, le meschinità, le fissazioni. Saluta mille volte al giorno, si scosta per far passare, sempre cortese ma vigile, pistola alla cinta e cappello sulla fronte. Lo noti ma non pensi a quel che fa e a quel che rischia, e per cosa poi? Per la moglie e il figlio che la sera lo aspettano e che magari la sera dopo non lo aspetteranno più.
Bersaglio mobile, il suo compito è far la guardia, la sua speranza passare indenne: un secondo di ritardo può voler dire non arrivare mai più puntuale.
Guadagna come un fannullone alla scrivania ma rischia molto di più di un mal di schiena serale. Serio nella sua divisa, chissà quali pensieri in testa, sa che il mondo è questo, un altro non c'è. E nemmeno c'è lo Stato, che si fa vivo solo quando deve commemorarlo: le ricompense arrivano sempre troppo tardi.
Ha ancora senso fare la guardia giurata? Sì, ma solo in un mondo in cui per guadagnare il pane sei costretto a far di tutto.


promoter = persona, sottopagata e sfruttata da bieche agenzie di pubblicità e di merchandising, che cerca di venderti qualcosa, che a te generalmente non interessa e nel momento per te meno opportuno, se donna cercando di stordirti con un bel sorriso e le due cosce d'ordinanza, se uomo con i muscoletti che si intravedono sotto la giacca e i capelli shampati di fresco. Ottima occasione per fare nuove conoscenze, se resistete all'acquisto e se la promoter non fa la scontrosa (non dico il promoter perchè l'uomo non fa mai lo scontroso, per principio). Cortesi ma guardinghe e professionali se fermano una coppia, si fanno lascive e disinibite quando cercano di appioppare il brand all'uomo che gira nell'iper solo soletto con il suo carrello: sanno che in quel caso si giocano tutto sul testoterone più che sul cervello. Sei in un centro commerciale per la spesa e, oltre a stare attento a non farti fregare dal luccichio di scaffali zeppi di inutilità a prezzo scontato, devi preoccuparti di fare lo slalom tra gli stand per evitare di cadere nella loro rete di trafficanti di opportunità imperdibili. Solitamente più tranquille e accomodanti la mattina, si fanno via via più aggressive e appiccicose mano a mano che il giorno passa e che le caselline sul report che hanno di fronte e che la sera dovranno inviare via fax all'aguzzino che le coordina restano drammaticamente bianche. Diffidare delle tipiche frasi "ce l'ho anch'io e mi trovo benissimo", "l'ha preso pure mio zio", "non pubblicizzerei mai un prodotto in cui non credo": sono la prova che chi vi sta davanti, quel giorno, ha messo pochi pesci nel secchiello e quindi sta alla canna del gas: pur di mettere la vostra testa a mo' di trofeo nel suo salotto sarebbe disposta a raccontarvi qualunque cosa, perfino la verità. Se fate gli accomodanti e comprate il detersivo in promo pur di avere il gadget su cui ha già messo gli occhi vostro figlio potrebbe pure uscirci una bella amicizia, forse è per questo che vostra moglie non vi manda mai da soli a fare la spesa. Quando la promoter comincia a credere a quello che dice al punto di comprare per sè i prodotti che promuove è il segno che è giunto il momento di cambiare lavoro, passando a un altro precariato di merda, che tanto si deve pur vivere.


G7, G8, G14, G20 = occasione in cui i capi dei paesi più ricchi della terra si riuniscono per discutere, fra una portata e l'altra, della situazione mondiale, per fare divertenti foto di gruppo, per fare shopping nel paese che ospita l'incontro e per cercare di contrastare gli effetti negativi della spaventosa crisi economica e ambientale che loro stessi o i loro predecessori hanno fattivamente contribuito a creare o ad amplificare nel corso degli anni trascorsi dall'incontro precedente. Alla fine dei lavori è d'obbligo fare dei gran sorrisi, ringraziare e lodare il paese ospitante per l'impeccabile organizzazione dell'evento e dichiarare alla stampa che si è trattato di un summit proficuo che è servito per fare il punto della situazione e per prendere con grande senso di responsabilità misure importanti e irrimandabili, molte delle quali a favore dei paesi più poveri (non invitati). L'evento è di solito funestato da sanguinosi scontri di piazza fra, da una parte, giovinastri no-global comunisti armati di spranghe e sassi e animati dal solo scopo di sfasciare quante più cose è possibile e, dall'altra, forze dell'ordine del paese ospitante che agiscono per quattro o cinque giorni in assetto antisommossa dimenticandosi il rispetto dei diritti civili e di un malloppo piuttosto nutrito di codici e leggi, protetti dalle alte sfere e dai media che cavalcano la paura del cittadino comune. Eventi particolarmente temuti da negozi, banche, arredi urbani, cassonetti dell'immondizia, transenne, auto parcheggiate e impassibili burocrati abituati, durante l'anno, ad agire delittuosamente nell'ombra senza trovare resistenza.

pausa di riflessione = quando due non hanno più voglia di stare insieme ma ancora non hanno trovato il coraggio di ammetterlo a se stessi o di dirselo reciprocamente. In genere termina con una separazione più o meno sanguinosa o con un ennesimo e penoso tentativo di rimettersi insieme, destinato a sicuro e ancor più penoso fallimento.

intercettazioni = abitudine di spiare le conversazioni telefoniche degli altri, tipica di magistrati guardoni. Particolarmente temuta da chi vuol continuare a delinquere senza l'incubo di essere beccato ogni volta che alza la cornetta. I politici stanno cercando in tutti i modi di renderle illegali perchè ritengono non più tollerabile essere sputtanati sui giornali ogni volta che parlano con un mafioso o con un magnaccia o si accordano per tangenti, scalate e porcate varie. Chi le vorrebbe mantenere e anzi potenziare è un sovversivo o una toga rossa.

autonomo = operaio degli anni '70 dotato di vettura

autolesionista = chi ferisce o uccide con l'automobile (sin. criminale della strada)

grande fratello = parente stretto piuttosto corpulento

movimento per la vita = gruppo di persone che sostiene il diritto alla vita ma ti nega i diritti quando sei in vita (v. Eluana Englaro)

povia = gay a tempo ("anch'io sono stato gay, per sette mesi")

presidente della repubblica italiana = la più ininfluente fra le cariche più prestigiose e degne di rispetto, attualmente ricoperta (con molti strati) da Giorgio Napolitano. Collega dell'Uomo Invisibile. Definito anche Ponzio Pelato (da M. Travaglio). Dovrebbe essere uno di noi, è sempre stato uno di loro, Pertini escluso. Garante delle istituzioni, tace mentre queste vengono prese a picconate. Chi osa criticarlo commette lesa maestà. Custode della Costituzione, nemmeno si accorge che gliela stanno riducendo a brandelli sotto il naso, limitandosi a lanciare moniti vaghi e inopportuni cui plaudono i benpensanti. Papa laico. Gli presentano il lodo Alfano (vedi) e lui firma in un'ora; gli sottopongono il ddl sicurezza e lui non approva ma firma lo stesso, introducendo una nuova prassi creativa. Non si impone e non si oppone, quindi di fatto è complice e ne risponderà in solido.

lodo alfano = legge che contrasta col principio dell'uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, che prende a cazzotti la Costituzione e che per questo viola in modo infame il cardine stesso di una liberaldemocrazia. Approvata dalle Camere a tempo di record, firmata in un'ora dal Presidente della Repubblica: non è entrata nel Guinness per questione di secondi. Molto apprezzata dai quattro soggetti che grazie ad esso si salvano dai processi in corso e da quelli futuri, per qualsiasi tipo di reato passato o futuro. Chi la osteggia è un giustizialista o un antiberlusconiano (c'è differenza?). Consigliabile approvarla a colpi di fiducia, ignorando le proteste di tre quarti della società civile e di centinaia di giuristi e poi organizzare cenette piacevoli a casa di uno o più giudici della Corte che sarà chiamata a giudicarne l'ammissibilità. Opzionale spargere ai quattro venti la panzana secondo cui molti paesi civili hanno leggi analoghe. Essenziale per garantire al premier i sabati liberi. Buttato nel water il 7 ottobre 2009 dalla Corte Costituzionale, che ha pure tirato lo sciacquone e pulito i residui con l'efficace spazzolone dell'articolo 138, col sottofondo degli strilli imbufaliti di chi gridava al golpe delle toghe comuniste.


autore: mauroarcobaleno (blog.mauroarcobaleno.it)


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